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Mi hanno denunciato: che fare?

8 Gennaio 2019 | Autore:
Mi hanno denunciato: che fare?

Cosa puoi fare se sei stato denunciato? Se è stata sporta querela contro di te come devi comportarti? Cosa fare davanti ad una denuncia?

Il sesto senso viene comunemente definito come quella percezione che non è riconducibile ai normali cinque sensi, ma ad un intuito non scientificamente inquadrabile. Ora, che si tratti di una premonizione tipo “luccicanza” (come in una celeberrima pellicola di Kubrick), di un brivido lungo la schiena oppure di un semplice presentimento, ci sono delle volte in cui percepisci che qualcosa che ti riguarda sta accadendo: questo qualcosa può essere che qualcuno ti abbia denunciato. Cosa c’entra tutto il discorso sul sesto senso con la denuncia? Se vengo denunciato i carabinieri non mi avvisano? Assolutamente no: se qualcuno sporge denuncia/querela nei tuoi confronti, nessuno verrà ad avvisarti di cosa è accaduto. Anzi, ti dirò di più: non soltanto potresti non saperne nulla, ma addirittura potresti rimanere all’oscuro di tutta la fase delle indagini preliminari. Le indagini compiute dalle autorità sono coperte dal segreto istruttorio: pertanto, a meno che non debba essere compiuto un atto che necessita della tua presenza (tipo una perquisizione personale o locale o un interrogatorio), tutto ciò che verrà compiuto non ti sarà comunicato. È possibile, però, che tu venga comunque a conoscenza del fatto che qualcuno ti abbia denunciato: ad esempio, se vivi in un piccolo paese, può darsi che qualcuno abbia saputo che sei stato denunciato; molto più eclatanti sono poi i casi delle persone famose che vengono a sapere di un procedimento a loro carico grazie alla stampa, la quale è riuscita ad ottenere una soffiata. Con questo articolo ho intenzione di spiegarti cosa puoi fare nel caso in cui tu sappia o tema di essere stato denunciato: non mi riferirò, però, al caso in cui ti sia stato notificato qualche atto, poiché in tale circostanza ti verrà dato anche avviso di quelli che sono i tuoi diritti e le tue facoltà. Sappi, quindi, che prenderò in considerazione solamente l’ipotesi in cui tu sia venuto a conoscenza della denuncia senza alcun atto formale. Quindi, se ti hanno denunciato, che fare?

Denuncia: a cosa serve?

«Mi hanno denunciato: che fare?»: è questo che ti stai chiedendo se stai leggendo questo articolo. Prima di rispondere a questa domanda, voglio spiegarti a cosa serve una denuncia. La denuncia è quella dichiarazione con la quale si comunica alle autorità competenti (polizia, carabinieri, guardia di finanza, Procura della Repubblica) che è avvenuto un crimine. In pratica, si tratta di una segnalazione fatta alle forze dell’ordine per metterle a conoscenza di un avvenimento delittuoso.

La denuncia può essere sporta da chiunque: non deve trattarsi necessariamente della vittima del reato, essendo legittimata anche la persona del tutto estranea che solo casualmente ha assistito al crimine. Pertanto, se pensi di aver commesso un reato, chiunque potrebbe denunciarti, purché questa persona abbia avuto una conoscenza diretta del fatto. In altre parole, non si può sporgere denuncia “per sentito dire”; occorre che il denunciante esponga in maniera precisa e chiara ciò a cui ha assistito.

Cosa succede dopo una denuncia?

Scommetto che ancora ti stai chiedendo che fare se mi hanno denunciato. Ci arrivo subito. Una volta sporta denuncia, si apre ufficialmente la fase delle indagini preliminari. Le cose vanno così: la segnalazione del crimine viene trasmessa direttamente alla procura territorialmente competente; qui, il p.m., se ritiene che la denuncia sia fondata, provvede ad iscriverla nel registro delle notizie di reato (il famoso registro degli indagati) e delega per le indagini la polizia giudiziaria. Hanno così inizio, formalmente, le indagini preliminari.

Come detto nell’introduzione, questa fase è coperta da segreto, nel senso che nessuno può prendere visione degli atti conservati in procura, né può interferire con l’attività del pubblico ministero. Pertanto, non verrai a sapere del fatto che il tuo nome è stato iscritto nel registro degli indagati fintantoché non ci sarà bisogno della tua partecipazione per compiere un atto di indagine (ad esempio, per una perquisizione o per un interrogatorio), oppure quando le indagini si saranno concluse.

Sono stato denunciato: cosa fare?

Sei stato denunciato: cosa devi fare? Se hai saputo di essere stato denunciato (ad esempio, perché la notizia è circolata in paese oppure perché ti è stato detto stesso dal tuo denunciante), allora la prima cosa che devi fare è capire per quale reato sei stato segnalato. Per fare ciò, puoi inoltrare un’apposita richiesta alla procura della Repubblica chiedendo che ti vengano comunicate le tue eventuali iscrizioni nel registro degli indagati. Se tale iscrizione risulta, dalla procura ti verrà detto il numero identificativo del procedimento, il pubblico ministero che sta seguendo le indagini e il reato contestato.

In questo modo, potrai sapere per quale delitto sei indagato e cominciare a prendere le tue contromisure: infatti, è molto probabile che, dall’indicazione del reato contestato, tu possa desumere per quale episodio sia stato denunciato. A questo punto, se sei stato denunciato, cosa fare? Il mio consiglio è quello di chiedere aiuto ad un avvocato: solo un professionista può suggerirti come muoverti appropriatamente durante la fase delle indagini preliminari. Ma non solo: potrai avvalerti del tuo avvocato anche per compiere delle contro-indagini. Devi sapere che il codice di procedura penale consente anche all’avvocato di effettuare le sue investigazioni difensive da sottoporre, poi, all’attenzione del giudice.

Se sei stato denunciato non puoi prendere ancora visione degli atti: come ti ho già detto nei paragrafi precedenti, la fase delle indagini preliminari è coperta dal segreto e, pertanto, puoi solamente conoscere per quale reato sei indagato. Nemmeno il tuo avvocato potrà andare negli uffici della procura a verificare il tuo fascicolo: questa attività sarà possibile in una fase successiva, quando ti verrà comunicato l’avviso di conclusione delle indagini.

note

Autore immagine: Pixabay.com


4 Commenti

  1. “Se vengo denunciato i carabinieri non mi avvisano? Assolutamente no….” – assolutamente non vero, infatti i CC ti convocano per farti l’elezione di domicilio! Ed infatti poi nello stesso articolo si dice: “Le cose vanno così: la segnalazione del crimine viene trasmessa direttamente alla procura territorialmente competente; qui, il p.m., se ritiene che la denuncia sia fondata, provvede ad iscriverla nel registro delle notizie di reato (il famoso registro degli indagati) e delega per le indagini la polizia giudiziaria.” E la PG ti fa l’elezione di domicilio.
    “Pertanto, non verrai a sapere del fatto che il tuo nome è stato iscritto nel registro degli indagati fintantoché non ci sarà bisogno della tua partecipazione per compiere un atto di indagine (ad esempio, per una perquisizione o per un interrogatorio), oppure quando le indagini si saranno concluse.” – non è vero, infatti basta richiedere un certificato ex art. 335 cpp come indagato per sapere se ci sono p.p. in corso a tuo carico. Infatti poi nello stesso articolo si dice: “puoi inoltrare un’apposita richiesta alla procura della Repubblica (NdR: richiesta che si chiama certificato ex art. 335 cpp!)chiedendo che ti vengano comunicate le tue eventuali iscrizioni nel registro degli indagati. Se tale iscrizione risulta, dalla procura ti verrà detto il numero identificativo del procedimento, il pubblico ministero che sta seguendo le indagini e il reato contestato.”

    1. Gent.mo sig. Giorgio, lei ha scritto le stesse informazioni contenute nell’articolo, con la doverosa aggiunta di un riferimento normativo, uno degli articoli del codice di procedura penale che non è stato citato nello stesso articolo che ha comunque natura divulgativa e non tecnica. L’elezione di domicilio e la nomina del difensore di fiducia ex Art. 97 e 161 c.p.p. sono conseguenti all’apertura del procedimento giudiziario a carico di un soggetto che in quel momento viene a conoscenza della propria iscrizione nel registro degli indagati e quindi di un procedimento a suo carico.

      1. Gent.mo Sig. Ettore,
        La ringrazio per le precisazioni. Vorrei però sottolineare quanto ricordato dall’art. 161, primo comma: «Il giudice, il pubblico ministero o la polizia giudiziaria, nel primo atto compiuto con l’intervento della persona sottoposta alle indagini o dell’imputato non detenuto ne’ internato, lo invitano a dichiarare uno dei luoghi indicati nell’articolo 157 comma 1 ovvero a eleggere domicilio per le notificazioni…». Come si evince, la domiciliazione viene richiesta con il primo atto che coinvolge direttamente l’indagato; nei casi di reati minori, però, accade molto spesso che nessun atto del genere debba essere compiuto (tipo perquisizione o ispezione) e, pertanto, l’indagato viene a conoscenza del proprio status direttamente con l’avviso di conclusione delle indagini, contestualmente al quale viene chiesta anche l’elezione di domicilio.
        AVv. Mariano Acquaviva

    2. Gent.mo Sig. Giorgio,
      Le riporto testualmente parte dell’art. 161, comma prima, c.p.p.:«Il giudice, il pubblico ministero o la polizia giudiziaria, nel primo atto compiuto con l’intervento della persona sottoposta alle indagini o dell’imputato non detenuto ne’ internato, lo invitano a dichiarare uno dei luoghi indicati nell’articolo 157 comma 1 ovvero a eleggere domicilio per le notificazioni…». Come si evince dalla disposizione appena riportata, l’elezione di domicilio viene effettuata nel primo atto d’indagine che coinvolge direttamente l’indagato: se tale atto non dovesse esservi, l’elezione di domicilio verrebbe richiesta direttamente con la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini. Come detto nell’articolo, quindi, se nessun atto d’indagine deve essere compiuto con la presenza necessaria della persona indagata, questa verrebbe a sapere delle indagini solamente al loro termine, cioè con la notifica ex art. 415-bis c.p.p.
      La richiesta del certificato di cui all’art. 335 c.p.p. è un atto compiuto di propria iniziativa, quando si può avere sentore che si è sottoposti alle indagini. Resta valido, pertanto, quanto scritto nell’articolo: se nessun atto d’indagine deve essere compiuto con la necessaria presenza dell’indagato (in tal caso verrebbe notificata l’informazione di garanzia), questi verrà a conoscenza delle indagini solamente al loro termine, a meno che non si attivi spontaneamente facendo richiesta ex art. 335 c.p.p.
      Avv. Mariano Acquaviva

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