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Come prevenire il diabete e le malattie cardiovascolari

11 Gennaio 2019 | Autore: Francesca Canino


Come prevenire il diabete e le malattie cardiovascolari

> Salute e benessere Pubblicato il 11 Gennaio 2019



Stili di vita scorretti sono la causa dell’aumento di alcune malattie nella popolazione, tra queste il diabete e le malattie cardiovascolari.

Il diabete è ormai considerato una vera e propria epidemia. L’OMS (Organizzazione Mondiale Sanità) ha previsto che tra un decennio esso sarà la settima causa di morte. Il diabete è una malattia che colpisce gli adulti e, in misura minore, anche i bambini, sempre più pigri e alimentati in maniera scorretta. Infatti, tra i fattori di rischio per lo sviluppo del diabete si annoverano: obesità e sovrappeso, mancanza di attività fisica, fumo, livelli alti della pressione sanguigna, dieta ricca di grassi saturi e zuccheri semplici, colesterolo alto. Non si deve trascurare, tuttavia, la predisposizione genetica, essendo stato accertato che circa il 40% dei diabetici di tipo 2 ha familiari affetti da questa malattia e nei gemelli monozigoti la concordanza della malattia si avvicina al 100%. Se il diabete è la settima causa di morte nel mondo, le malattie cardiovascolari, nei paesi con uno stile di vita tipicamente occidentale, rappresentano la principale causa di morte. Il triste primato è detenuto soprattutto dalle patologie associate all’aterosclerosi (malattia che colpisce le arterie e le irrigidisce), favorita da sedentarietà, dieta inidonea, abuso di alcol, tabacco, droghe e da stili di vita che facilitano l’insorgenza di problemi cardiaci e vascolari. Ma come prevenire il diabete e le malattie cardiovascolari? Continua a leggere questo articolo se vuoi approfondire l’argomento.

Cos’è il diabete

Il diabete è una malattia cronica caratterizzata da elevati livelli di glucosio nel sangue. Si manifesta quando l’organismo non riesce più a produrre quantità sufficienti di insulina, l’ormone prodotto dal pancreas (nelle isole di Langerhans in esso contenute) che regola la glicemia, consentendo al glucosio di entrare nelle cellule e trasformarsi in fonte energetica per l’organismo. Quando questo meccanismo si inceppa, il livello di zucchero nel sangue si innalza e compare il diabete.

Le diverse tipologie di diabete

Allo stato attuale, la medicina riconosce tre forme di diabete mellito: diabete di tipo 1, diabete di tipo 2, diabete gestazionale. Ad essi si aggiunge il diabete insipido, che si differenzia dagli altri sia per le cause scatenanti, sia per i sintomi.

Il diabete mellito di tipo 1

Definito negli anni passati “diabete insulino-dipendente” o “diabete giovanile”, costituisce il 10% dei casi di diabete e sopraggiunge, in prevalenza, nell’infanzia o nell’adolescenza. Si parla di diabete di tipo 1 quando il pancreas non produce più insulina – o se la sua secrezione è molto ridotta – a causa della distruzione delle ß-cellule (deputate alla produzione di insulina) da parte del sistema immunitario, che non le riconosce come appartenenti all’organismo. Si crea una situazione irreversibile, pertanto il soggetto a cui viene diagnosticato il diabete di tipo 1 dovrà assumere per sempre dosi di insulina stabilite dal diabetologo. Ecco perché è definito “diabete insulino-dipendente”.

Classificato tra le malattie autoimmuni, ovvero determinate da una reazione del sistema immunitario contro l’organismo stesso, per questo tipo di diabete esiste una predisposizione genetica, seppur non necessariamente ereditaria come nel caso del diabete di tipo 2. I sintomi più evidenti sono: sete e fame eccessiva, urine abbondanti e frequenti, dimagrimento immotivato.

Il diabete mellito di tipo 2

È questa la forma più comune di diabete che insorge a partire dai 40 anni di età e colpisce prevalentemente i soggetti obesi. Il tipo 2 è caratterizzato da una scarsa produzione di insulina, non sufficiente alle necessità dell’organismo (deficit di secrezione di insulina), o dall’azione insoddisfacente dell’insulina prodotta (insulino-resistenza). La conseguenza, in entrambi i casi, è l’iperglicemia, cioè l’aumento del livello di glucosio nel sangue, che si sviluppa gradualmente, senza sintomi evidenti, al punto che può non essere rilevata per anni.

Le cause della malattia possono essere ricercate in fattori ambientali ed ereditari o in aspetti specifici come l’obesità, la vita sedentaria, lo stress, mentre i sintomi più frequenti sono: sete, stanchezza, dimagrimento, frequente bisogno di urinare, lenta guarigione delle ferite.

Il diabete gestazionale

Se nel periodo della gravidanza si registra un innalzamento del livello di glucosio, si è in presenza del diabete gestazionale, una condizione che si verifica in una percentuale pari all’8% delle donne incinte. Solitamente, il diabete gestazionale scompare al termine della gravidanza, anche se le donne colpite presentano un rischio più elevato di sviluppare diabete di tipo 2 col passare degli anni.

Se non viene diagnosticato in tempo, le conseguenze per madre e bambino possono essere anche molto serie. In questi casi, la cura consiste in una dieta che garantisca il necessario apporto calorico per la crescita del feto e un’adeguata attività fisica. Si ricorre all’insulina solo quando i valori della glicemia sono superiori a quelli stabiliti per le donne in gravidanza. I sintomi sono uguali a quelli del diabete di tipo 2 e, spesso, non vengono presi in considerazione.

Il diabete insipido

Malattia rara caratterizzata da eccessiva diuresi e sete. La grande quantità di urina, tuttavia, non è la conseguenza di valori molto elevati di glucosio nel sangue, ma di un’alterazione della produzione dell’ormone antidiuretico.

Come prevenire il diabete

La prevenzione inizia da una dieta bilanciata, valutata da un diabetologo sulla base delle esigenze del paziente. Esistono, tuttavia, alcune regole generali, come la limitazione di cibi e bevande che contengono zuccheri perché fanno aumentare la glicemia. Si deve mantenere un peso forma ideale, consumare carboidrati in misura limitata e molte fibre, frutta lontano dai pasti e condimenti leggeri, evitare gli zuccheri e limitare il sale.

La dieta deve essere affiancata da una costante attività fisica. Una grave conseguenza del diabete è l’insufficienza cardiaca e tutti i rischi correlati a questa critica condizione.

Definizione di malattie cardiovascolari

Le malattie cardiovascolari sono delle patologie a carico del cuore e dei vasi sanguigni che comprendono anche i difetti congeniti del cuore, le patologie delle valvole cardiache, le varie forme di aritmia, le malattie reumatiche a interessamento miocardico e l’insufficienza cardiaca.

Le malattie cardiovascolari (infarto acuto del miocardio, angina pectoris, ictus ischemico ed emorragico) sono tra le principali cause di mortalità in Italia, nonostante si possano prevenire. I fattori di rischio, infatti, sono spesso modificabili perché legati a stili di vita errati come abuso di alcol, fumo, sedentarietà, scorretta alimentazione e possono causare diabete, obesità, ipercolesterolemia, ipertensione arteriosa. Si ritiene ancora oggi che le malattie cardiovascolari interessino in particolare il sesso maschile, invece esse si presentano anche nelle donne, ma con un ritardo di almeno dieci anni rispetto agli uomini.

Il soggetto diabetico e le malattie cardiovascolari

Il diabete è un acceleratore dell’aterosclerosi a causa degli effetti dannosi provocati dall’iperglicemia. Inoltre, interferendo con i processi di coagulazione del sangue, aumenta l’aggregazione delle piastrine e la possibilità della formazione di trombi o di eventi cardiovascolari acuti, come infarto e ictus.

Come prevenire le malattie cardiovascolari

La prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari rappresenta uno strumento fondamentale per ridurre gli eventi fatali e assicurare una migliore risposta alle cure. È indispensabile adottare stili di vita sani, caratterizzati da una corretta alimentazione, da una regolare attività fisica, da una dieta ricca di frutta e verdura e dalla diminuzione del consumo di sale (5 g al giorno), di grassi animali, di dolci e di bevande zuccherine.

È necessario praticare uno sport, ma soprattutto camminare a passo svelto per almeno mezz’ora al giorno, poiché ciò contribuisce a ridurre il rischio di ammalarsi.

Recenti studi hanno dimostrato che la dieta mediterranea – regime alimentare che prevede il consumo di pane e pasta integrali, ortaggi, legumi, frutta, olio extravergine di oliva e pochi alimenti di origine animale – è in grado di ridurre la mortalità per malattie cardiovascolari. Non solo, è stato accertato che la sedentarietà è un fattore di rischio rilevante per la salute.

Una costante attività fisica può ridurre la pressione arteriosa, migliorare la risposta ai farmaci anti-ipertensivi, ridurre la frequenza cardiaca e l’incidenza delle arteriopatie nei diabetici. Sono sufficienti anche solo trenta minuti al giorno.

Quali sono le limitazioni per i soggetti affetti da diabete e malattie cardiovascolari?

Nel 2018 [1], è stata data la possibilità a chi è affetto da malattie cardiovascolari non gravi e da diabete mellito di poter guidare. Il rinnovo della patente si ottiene a condizione di sottoporsi a regolari controlli e valutazioni mediche, che stabiliranno caso per caso se un soggetto affetto dalle complicanze del diabete o da patologia cardiaca può continuare a guidare [2].

Quali sono le agevolazioni per i diabetici e i cardiopatici?

Chi soffre di cardiopatia può sottoporsi a specifiche visite per ottenere il riconoscimento dell’invalidità. Se essa supera il 64%, il paziente avrà diritto all’esenzione del pagamento del ticket sanitario per la sua specifica patologia. Anche i diabetici hanno diritto all’esenzione dal ticket sanitario per patologia e, se ottengono il riconoscimento di una invalidità superiore al 41%, possono usufruire delle agevolazioni della Legge 104/92, che prevede agevolazioni sul lavoro per i familiari da assistere e per gli stessi lavoratori disabili.


Di Francesca Canino

note

[1] D. M. del 26.01.18.

[2] Allegato III del D. Lgs. 59/2011, modificato dalla direttiva 2016/1106 della commissione del 7.07.2016.


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