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Quanto costa vivere da soli?

5 dicembre 2018


Quanto costa vivere da soli?

> Cultura e società Pubblicato il 5 dicembre 2018



Un’analisi lucida su tutte le spese necessarie per andare a vivere da soli, al fine di capire perché tanti giovani sono costretti a restare a casa con i genitori.

Al di là di quello che può essere il pensiero medio del popolo, tutti i giovani con un età compresa tra i 20 e i 35 anni sognano di andare a vivere da soli. È vero che stare a casa con mamma e papà hai i suoi vantaggi (zero spese, cibo sempre in tavola e camice stirate alla perfezione) ma arrivati all’età adulta tutti i ragazzi vogliono avere una propria indipendenza. La mamma è la persona più dolce del mondo, ma avere qualcuno a cui devi dar conto degli orari che fai alla sera e della tua vita personale alla lunga diventa stressante. Tuttavia, molti giovani rinunciano all’opportunità di vivere da soli perché le spese da affrontare sono eccessive. Sarà così? L’obiettivo di questa guida è di fare un’analisi attenta, numeri alla mano, e rispondere alla domanda: quanto costa vivere da soli?Segmentando tutte le spese e sommandole su una media mensile sarà più facile capire quanto sia complesso o meno andare a vivere da soli.

Quanto può costare l’affitto di una casa?

Il punto di partenza di ogni ragazzo che vuole andare a vivere da solo è sicuramente la casa. Diciamo subito che quei giovani che hanno la fortuna di possedere una casa di proprietà, magari perché regalata da mamma e papà, partono avvantaggiati, perché si tolgono dal groppone una spesa importante. Per chi invece non ha questa fortuna, almeno all’inizio dovrà accontentarsi di un appartamento piccolo in affitto.

I prezzi variano a seconda della zona geografica, ma possiamo dire che per un piccolo appartamento in un paese di provincia si può spendere mensilmente tra i 350 e i 550 euro di affitto. La cifra sale vertiginosamente se prendiamo in considerazione una grande città: a Milano un appartamento di 40 metri quadri può arrivare a costare anche 1000 euro di affitto al mese. Il discorso rimane più o meno identico anche per quei ragazzi che hanno la fortuna di avere un lavoro stabile e accendono un mutuo per comprare casa. In media, la rata mensile di un mutuo a 20 anni oscilla tra i 500 e i 600 euro.

Quali sono i costi di ingresso in una casa?

Mettiamo anche che un giovane trovi la casa dei suoi sogni e l’affitto mensile sia congruo rispetto alle sue possibilità economiche. È proprio dal momento in cui si appone la firma sul contratto di locazione che si dà il via alle vere spese in casa. Già solo il fatto di metter piede per la prima volta nella propria casa costituisce un mare di spese iniziali.

Di solito, ad esempio, il padrone di casa pretende, a titolo di caparra, tre mensilità anticipate. Se il contratto di affitto è stato poi sottoscritto con l’ausilio di un’agenzia immobiliare, bisognerà riconoscere a quest’ultima un onorario. Vi sono poi le famose spese di allaccio delle utenze, in cui il giovane dovrà intestare a proprio nome le bollette di luce, acqua e gas.

Infine, anche nei casi in cui l’appartamento sia completamente arredato, vi saranno sempre degli oggetti da acquistare: dalla scopa allo stendibiancheria, passando per pentole, lampade e quant’altro. Volendo fare una media, possiamo dire che le spese di ingresso in una casa possono arrivare anche a 1500 euro.

Quali sono i costi delle utenze?

Un giovane che vive da solo tende a sottovalutare il costo di luce, acqua e gas, sopratutto quando si sta fuori tutto il giorno per lavoro e in casa si arriva alla sera solo per cenare o dormire. Una persona che manca tutto il giorno da casa propria magari consumerà poco, ma le spese rimangono: un mese bisogna pagare la bolletta della luce, l’altra quella del gas.

Volendo fare una media mensile, tra consumi effettivi e tasse applicate bisogna considerare una spesa di almeno 100 euro. Al costo delle utenze classiche, inoltre, dobbiamo aggiungere la spesa fissa per la connessione ad internet. Bisogna considerare almeno 30 euro mensili per una connessione con fibra (l’ADSL è ormai cosa superata). Internet è però importante sopratutto sul proprio smartphone, per poter usare anche in movimento applicazioni come WhatsApp, Facebook, Twitter ed altri social. Mediamente una promozione con tariffa ricaricabile non supera i 10 euro mensili.

Quanto si spende per fare la spesa?

Non si vive di soli social network, tuttavia, Per andare avanti bisogna anche mangiare e dormire. La spesa al supermercato diventa quindi una nuova sfida da affrontare. Barcamenarsi tra gli scaffali di un supermercato, scegliere solo i prodotti giusti, fare attenzione alle offerte e sopratutto non lasciarsi “abbagliare” dagli alimenti inutili è tutt’altro che semplice.

Agli inizi la spesa inciderà parecchio sui costi mensili, perché i primi acquisti dei giovani sono quasi sempre incentrati sui cosiddetti “junk food” come patatine, bibite gassate e cioccolata di vario genere. I junk food, tuttavia, rispetto agli alimenti più salutari costano un occhio della testa e i ragazzi se ne rendono conto solo quando arrivano alla casa. Terminato questo periodo di apprendistato, una spesa “normale” prevede comunque una media di 50 euro settimanali, circa 200 mensili.

Quanto costa mantenere un’auto?

Se si vive in un piccolo paese di provincia, dove i mezzi pubblici non sono presenti o sono “collegati male”, avere una propria automobile è praticamente obbligatorio. Tralasciamo la spesa d’acquisto di un’auto, che già da sola mette in difficoltà. Consideriamo il caso in cui si sia già terminato di pagare la vettura e rimangono “solo” le spese di manutenzione. Solo? Beh, chi è proprietario di una vettura sa bene che l’auto divora molti più soldi di quanto si possa immaginare.

La spesa per il carburante è ovviamente quella più frequente. Ogni anno c’è la RCA da pagare (alcuni scelgono di avere una trattenuta mensile anziché annuale). Con cadenza annuale bisogna pagare anche la tassa di circolazione. A questo aggiungiamo la manutenzione ordinaria e quelle straordinarie. Sommando tutti questi elementi, possiamo tranquillamente dire che mantenere un auto costa mediamente almeno 150 euro mensili.

Quali sono altre spese accessorie?

Quelle elencate sinora sono tutte le spese più o meno obbligate per chi decide di andare a vivere da solo. Tuttavia, nella pagina “uscite” del proprio bilancio economico una persona che vive da sola deve aggiungere tante altre piccole voci che, sommate insieme, diventano importanti.

Consideriamo ad esempio l’abbigliamento. Pur volendo prendere ad esempio giovani che non amano le ultime tendenze, non seguono fashion blogger e aspettano i saldi per rinnovare il guardaroba, solo per vestiario bisogna considerare una media di 70 euro mensili.

Prendiamo poi il caso della cura della persona. Alcuni maschi sono avvantaggiati, perché si limitano ad andare ogni due mesi dal barbiere e spendono ogni volta non più di 15 euro. Le donne, invece, curano di più il proprio aspetto e oltre ad andare dal parrucchiere (che già di per sé è molto più caro del barbiere “vecchio stile”) devono mettere in conto anche le spese dell’estetista.

Negli ultimi anni, però, si è scoperto che anche molti uomini amano coccolarsi dall’estetista, oppure frequentano dei nuovissimi “barber shop” le cui tariffe sono molto più alte di quelle del barbiere vecchio stile. Tenendo in conto tutti questi fattori e volendo estrapolare una cifra media, quindi, possiamo considerare per la cura della persona una spesa mensile di 60 euro.

Quanto costa quindi vivere da soli?

Dopo aver stilato tutte quelle che sono le spese fisse in cui una persona che vive da sola incorre, possiamo finalmente tirare le somme. Ricapitolando i costi mensili, quindi:

  • affitto/Mutuo: da 350 a 1000 euro;
  • utenze classiche: 100 euro;
  • internet (casa e smartphone): 40 euro;
  • spesa al supermercato: 200 euro;
  • manutenzione auto: 150 euro;
  • abbigliamento: 70 euro;
  • cura della persona: 60 euro.

Senza considerare i costi dell’affitto o del mutuo, ogni persona che vive da sola spende almeno 620 euro al mese. Aggiungendo le spese mensili per la casa, la cifra oscilla tra i 970 euro e i 1620 euro. Questa cifra diventa molto indicativa sopratutto perché abbiamo escluso tantissime altre spese, più o meno facoltative, che sono tuttavia importanti per le persone: l’abbonamento in palestra, quello alla pay tv per il calcio, le cene fuori con gli amici e molte altre.

Quindi, se anche qualcuno, basandosi sulla propria esperienza personale, può trovare eccessive le valutazioni che abbiamo fatto su alcuni costi fissi, aggiungendo al calcolo mensile anche quelle voci che nella nostra analisi abbiamo volutamente escluso, può arrivare alle stesse cifre che abbiamo indicato.

Confrontiamo adesso le spese necessarie a vivere da soli agli stipendi medi dei giovani italiani. Un ragazzo che ha la fortuna di essere un impiegato full-time a tempo indeterminato, in un’azienda che versa uno stipendio in linea con quanto previsto dal contratto nazionale di categoria, può guadagnare mensilmente circa 1400 euro. Partendo da questa cifra e scegliendo di vivere in un appartamento non eccessivamente costoso si può sicuramente vivere da soli dignitosamente.

Se però prendiamo in considerazioni quei ragazzi che non hanno un lavoro stabile e che sono sottopagati ci rendiamo conto che non sarebbero in grado di vivere da soli nemmeno se avessero la prima casa di proprietà. Ecco perché per permettere ai giovani di vivere da soli è importante investire nel mondo del lavoro.

Lo Stato come incentiva i giovani che vogliono vivere da soli?

Come abbiamo visto, vivere da soli non è uno scherzo. Le spese sono alte e arrivare alla fine del mese per molti ragazzi costituisce una vera impresa. Lo Stato sembra finalmente essersi accorto del problema, ed ha promosso una serie di agevolazioni fiscali per coloro che decidono di andare a vivere da soli.

La novità più interessante è l’agevolazione fiscale per i giovani tra i 20 ed i 30 anni, il cui contratto di affitto rispetti determinati requisiti normativi [1], che possono recuperare in sede di dichiarazione dei redditi una cifra pari a 991,60 euro annui per tre anni. Il requisito fondamentale per accedere a tale agevolazione è che il reddito annuo complessivo non superi i 15.493,72 euro.

Hai compiuto da poco 31 anni, quindi per lo Stato non sei più un “giovane” affittuario? Indubbiamente le agevolazioni sono minori, ma puoi comunque recuperare una piccola parte delle spese d’affitto se hai un reddito basso. Nello specifico, coloro che hanno un reddito annuo che non supera i 15.493,71 euro possono recuperare fino a 300 euro. Questa agevolazione è quindi accessibile anche a chi ha più di trent’anni.

note

[1] L. 431/1998.


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1 Commento

  1. Spett.Le “La Legge Per Tutti”, C’è una *”Spesa Silente Assassina” : GLI IMPREVISTI!!!* Cioè, *GUASTI VARI: ELETTRODOMESTICI, CALDAIA, RUBINETTI, TUBI, ETC/ABITAZIONE/; AUTO-USURA, ASSICURAZIONE, BOLLO, INCIDENTI(PER COLPA PERSONALE); SALUTE-PRODOTTI DA BANCO, ETC. Insomma, credo che i “Conti” possono Veramente diventare *Insolubili*!!! Anche per gli “Over 40” come il sottoscritto. Bah! *Pazienza!!!*(A “Tonnellate”…). Cordiali saluti.

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