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Causale bonifico giroconto

30 Novembre 2018


Causale bonifico giroconto

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 Novembre 2018



Trasferimento di soldi da un conto corrente a un altro intestato alla stessa persona: che valore ha la causale e quale utilizzare.

Sei proprietario di due conti correnti: uno che destini ai guadagni dell’attività lavorativa e l’altro invece alla gestione della famiglia. Oppure uno dei due conti è cointestato a te e a tua moglie ma di fatto vi operi quasi sempre tu per trasferire a quest’ultima le disponibilità necessarie al ménage domestico. Ti stai accingendo a fare un giroconto da un rapporto bancario all’altro grazie al tuo servizio di home banking che ti consente di operare comodamente dal computer di casa. Trasferirai circa tremila euro, tuttavia non sai come gestire l’operazione senza che, un giorno, il fisco o qualsiasi altra autorità possa chiederti chiarimenti in merito o contestarti un’operazione poco trasparente. Insomma vuoi sapere qual è la corretta causale di un bonifico giroconto. 

Qui di seguito ti daremo alcune indicazioni sul da farsi in modo che tu non abbia a chiederti troppo qual è il metodo migliore per trasferire soldi da un conto a un altro, se entrambi i rapporti sono intestati (in tutto o in parte) alla stessa persona e, in definitiva quale causale dare a un bonifico. Ecco dunque le risposte alle domande più frequenti sul tema.

Cos’è un giroconto?

Quando si parla di bonifico ci si riferisce al trasferimento di denaro da un conto corrente (bancario o postale) a un altro. Condizione necessaria per parlare di bonifico è dunque la diversità del soggetto ordinante rispetto al beneficiario. Si può anche trattare di una persona fisica da un lato e una giuridica dall’altro (ad esempio la società di cui il primo è socio). 

Al contrario, il giroconto presuppone che non vi sia alcun trasferimento della proprietà del denaro, che viene solo spostato da un rapporto a un altro della stessa persona. In buona sostanza, si esegue il giroconto quando l’intestatario dei due conti è lo stesso o, comunque, risulta cointestatario con un’altra persona. Ad esempio è un giroconto quello che fa il professionista quando sposta dei soldi dal conto di studio a quello familiare; è un giroconto quello che fa il marito che trasferisce 500 euro dal proprio conto a quello cointestato con la moglie. 

La causale di un bonifico ha valore legale?

Spesso si crede che la qualificazione della causale possa mettere al sicuro da eventuali contestazioni da parte dello Stato e, soprattutto, del fisco. Non è affatto così. La causale è una sorta di “promemoria” che, tuttavia, vincola la parte che l’esegue ma non le autorità; queste ultime ben possono prendere le distanze da quanto indicato nella causale e ritenere che l’operazione sia stata eseguita per un fine diverso. Tanto per fare un esempio, se Stefano trasferisce a Emilio duemila euro con causale “Regalo personale”, ciò non toglie che l’Agenzia delle Entrate potrà ritenere che si tratti di un compenso per una prestazione professionale e, in mancanza di prove contrarie, tassare regolarmente l’importo. Allo stesso tempo, però, se Emilio dovesse poi chiedere a Stefano il denaro per un servizio resogli, quest’ultimo non potrebbe sostenere di aver già versato i soldi attraverso il bonifico a cui lui stesso aveva in precedenza dato, come causale, la dicitura “Regalo personale” (salvo dimostri il contrario con prove più convincenti).

In buona sostanza, la causale del bonifico non ha un valore legale ma costituisce solo una presunzione a sfavore (e non a favore) di chi lo opera. 

Causale bonifico giroconto

Ecco perché, se ti chiedi quale causale dare a un giroconto, non è necessario che ti scervelli troppo. Infatti, se sei sempre tu il titolare dei due rapporti bancari o postali non hai necessità di giustificare a te stesso il trasferimento del denaro. Peraltro l’Agenzia delle Entrate non potrà neanche contestare l’operazione che compi visto che, al contrario dei bonifici fatti a un’altra persona, i giroconti non sono soggetti a controlli fiscali. La ragione è semplice: non si tratta di un’operazione imponibile in quanto il denaro non passa di mano. Usando una metafora è come se spostassi i soldi da un portafogli a un altro di tua stessa proprietà. Dunque, non ci sono ragioni né per andare a contestare l’operazione, né per chiedere chiarimenti.

Si può, in definitiva, effettuare un giroconto senza riportare nessuna causale così come si può riportare una causale sintetica a proprio beneficio, per memoria personale. Facciamo qualche esempio di possibile causale:

  • giroconto per ripristino provvista: se, ad esempio, un conto è in rosso e devi riportarlo in positivo con i soldi presi dall’altro conto;
  • giroconto per pagamento bollette: se, ad esempio, sei solito pagare le utenze dal conto familiare e non da quello professionale;
  • giroconto per gestione familiare: se hai cointestato il conto familiare a tua moglie o le hai dato delega alle operazioni, quando hai necessità di versarle i soldi del mese per mandare avanti il ménage domestico;
  • giroconto per pagamento mutuo: se hai acceso il mutuo su un conto corrente che, al momento, non ha la provvista sufficiente.

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