Quota 100 solo per 3 anni

30 Novembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 Novembre 2018



La pensione quota 100 sarà una misura provvisoria della durata di 3 anni, che cederà il passo alla pensione anticipata quota 41.

Pensionamenti con quota 100 solo per 3 anni, sino al 2022- 2023, poi pensione anticipata con 41 anni di contributi per tutti: è questa una delle principali novità del cosiddetto pacchetto previdenza, che sarà presentato a breve.

In buona sostanza, la possibilità di ottenere la pensione quando la quota, cioè la somma degli anni di contributi e dell’età, è almeno pari a 100 (con un’età minima di 62 anni ed un minimo di 38 anni di versamenti), sarà operativa soltanto per un triennio. Al termine dei 3 anni, al posto della quota 100 si potrà ottenere la pensione anticipata con 41 anni di contributi.

Ad oggi, la possibilità di ottenere la pensione anticipata con 41 anni di contributi, o quota 41, esiste già, ma è riservata a particolari categorie tutelate di lavoratori precoci: dal 2022-2023, invece, la quota 41 sarà per tutti, compresi i lavoratori non precoci, cioè che non possiedono almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro accreditati prima del 19° anno di età.

Ma le novità del pacchetto previdenza non finiscono qui: oltre alla quota 100 solo per 3 anni, è stata confermata la proroga dell’opzione donna, ma per un anno soltanto anziché 3, e la proroga dell’Ape sociale.

Blocco degli adeguamenti alla speranza di vita, inoltre, per la pensione anticipata ordinaria, che resterà ferma a 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne, ed a 42 anni e 10 mesi per gli uomini.

Facciamo ora il punto sulla pensione quota 100, alla luce delle ultime novità esposte nel pacchetto previdenza.

Quando si raggiunge la quota 100?

La pensione quota 100 si raggiunge quando la quota dell’interessato è pari o superiore a 100. La quota è il risultato della somma dell’età pensionabile del lavoratore e degli anni di contributi posseduti.

Quando l’età o le annualità di contribuzione non corrispondono a una cifra esatta, per calcolare la quota i mesi devono essere trasformati in decimi:

  • ad esempio, se il lavoratore raggiunge 63 anni e 6 mesi di età, ai fini del calcolo della quota deve indicare 63,5;
  • può ottenere la pensione quota 100 se possiede almeno 36 anni e 6 mesi di contributi (perché 100-63,5= 36,5, ossia 36 anni e 6 mesi).

Tuttavia, in base a quanto descritto nella legge di Bilancio 2019, per pensionarsi con la quota 100 è stabilita un’età minima e un requisito contributivo minimo.

Quali sono l’età e gli anni di contributi minimi per la quota 100?

La pensione anticipata quota 100 richiede, per pensionarsi, un’età minima di 62 anni, ed una contribuzione minima pari a 38 anni. In buona sostanza, anche se si raggiunge la quota 100, non ci si potrà pensionare se l’età non sarà almeno pari a 62 anni e gli anni di contributi almeno pari a 38. In questo modo, la quota 100 diventa quota 101 per chi ha 63 anni, quota 102 per chi ne ha 64, quota 103 per chi ne ha 65 e quota 104 per chi ne ha 66.

Quando parte la quota 100?

La pensione quota 100 inizierà ad essere corrisposta da aprile 2019. Per evitare l’esodo di massa dei lavoratori con l’uscita anticipata quota 100, saranno reintrodotte le finestre di attesa, che sposteranno la decorrenza della pensione. In particolare, saranno previste  4 finestre fisse ogni anno, per scaglionare i pensionamenti: il 1° aprile, il 1° luglio, il 1° ottobre ed il 1° gennaio. Per gli statali, le finestre previste saranno due, una ogni 6 mesi, e saranno richiesti 9 mesi di preavviso; una sola finestra è prevista per il personale del comparto scuola.

In buona sostanza, chi si pensiona con la quota 100 non potrà ricevere il trattamento subito, ma dovrà attendere un arco di tempo, la finestra appunto, tra la maturazione dei requisiti e la liquidazione della pensione.

Nel nostro approfondimento, facciamo il punto della situazione sulla pensione quota 100 con finestre: che cosa sono le finestre, come funzionano le finestre che sono ancora in vigore, come potrebbero funzionare le nuove finestre per la quota 100. Per approfondire: Quota 100 con finestre fisse.

Quando finisce la quota 100?

La quota 100, in base alle ultime novità emerse dal pacchetto previdenza, sarà una misura provvisoria e non strutturale. In pratica, la sua durata sarà pari a 3 anni, sino al 2022-2023, poi cederà il passo alla pensione anticipata con 41 anni di contributi, o quota 41.

Come si calcola l’importo della pensione con quota 100?

Uscire con quota 100 sarebbe fortemente penalizzante, nonostante non siano previsti ricalcoli dei trattamenti o tagli in percentuale: è quanto affermato dal presidente dell’Inps Tito Boeri, che, per scoraggiare un’uscita dal lavoro di massa con la quota 100, ha preparato una campagna informativa destinata agli aspiranti pensionati, con le proiezioni di quanto si andrebbe a perdere anticipando la pensione. Ma quanto si perde anticipando la pensione con quota 100?

In base alle proiezioni dei nostri esperti, non esiste una risposta uguale per tutti, ma dipende:

  • da quanti sono gli anni di anticipo del pensionamento (Boeri confronta il pensionamento a 62 anni col pensionamento a 67 anni, quindi con ben 5 anni di differenza; c’è chi, però, potrebbe comunque pensionarsi prima dei 67 anni, con la pensione anticipata ordinaria Fornero: in questi casi lo scarto sarebbe minore del 21% circa ipotizzato da Boeri);
  • dall’ammontare delle ultime retribuzioni o redditi: Boeri ha ipotizzato una crescita costante, ma le retribuzioni, a fine carriera, potrebbero anche crollare, ad esempio per la richiesta di un part time; in queste ipotesi, chi resta al lavoro vede addirittura diminuire, e non aumentare, la quota retributiva di pensione;
  • per quanto riguarda la quota di pensione da calcolare col sistema contributivo, una penalizzazione, nell’anticipo dell’uscita, sussiste sempre, in quanto chi prima esce versa meno contributi, ottiene minori rivalutazioni ed un coefficiente di trasformazione (la cifra che trasforma la somma dei contributi in assegno di pensione, che cresce all’aumentare dell’età) più basso; la penalizzazione, in termini di “mancato guadagno”, dipende dall’età al momento del pensionamento e dall’ammontare dei redditi, o stipendi.

Per saperne di più: Quanto si perde con la quota 100?


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2 Commenti

  1. E’ tutta una buffonata, Di Maio anche lui è riuscito a prenderci in giro con la legge Fornero. Io ho 62 anni e non posso andare in pensione perché non ho i contributi. Ho iniziato a lavorare a 18 anni, però peccato che in sicilia si lavora in nero, e se chiedevo di essere messa a posto con i libretti, la loro risposta era che costavo poi parecchio e quindi se volevi lavorare accettavi, ed è stato così. Oggi sono una lavoratrice statale, dove il Ministro della Giustizia, anche lui si è preso gioco di noi impiegati.
    L’età si è allungata e sono d’accordo però con la tecnologia per noi ultra 60 enni non siamo in grado mentalmente di stare dietro a tutta questa tecnologia innovativa.
    Non siamo riusciti a goderci i figli da piccoli e adesso ci costringono a lavorare fino a 67 anni senza poter goderci i nipoti, aiutare i figli e fare i nonni a tempo pieno.
    Comunque grazie

  2. Sono un impiegata comunale ho 63 anni e 38 di servizio anche noi siamo stati presi in giro con le finestre di sei mesi. Io ho viaggiato per 20 anni e da 18 lavoro al comune di appartenenza ho un invalidità e una 104 e sono stanca di lavorare .vorrei come l anonimo sopra godermi gli anni che mi restano con tranquillità e godermi la famiglia e le mie nipotine ma purtroppo non è possibile !!!!

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