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Come fare un buon investimento

26 ottobre 2017


Come fare un buon investimento

> Business Pubblicato il 26 ottobre 2017



Investire bene: ecco cosa fare e cosa non fare con i propri soldi

In Italia la cultura finanziaria è ancora poco diffusa. Secondo le statistiche [1], nozioni di base come «rapporto rischio-rendimento» o «diversificazione del portafoglio» rimangono oscure per la maggior parte degli italiani e solamente un quarto di noi effettua un investimento avvalendosi di professionalità specifiche (come quelle dei consulenti finanziari). Sorprendentemente, però, il 45% delle famiglie italiane detiene uno o più strumenti finanziari e ben il 60% delle famiglie riesce a risparmiare regolarmente e a fare buoni investimenti.

Investire bene: consigli pratici

Bisogna ammettere, però, che  la capacità di risparmiare tipica degli italiani non va a braccetto con la conoscenza delle dinamiche della finanza e con gli elementi di base che guidano le scelte di investimento. Molto diffusa è, infatti, la propensione all’investimento «fai da te». Ciò posto, ecco alcuni consigli pratici per investire bene ed evitare di commettere i classici errori dannosi per il proprio portafoglio. Vediamo, quindi, cosa fare e cosa non fare con i propri soldi.

Informazioni chiave per gli investitori: il Kiid

«Leggere attentamente le istruzioni prima dell’uso». Ciò vale anche per gli investimenti. Il primo consiglio pratico da tenere a mente prima di effettuare un investimento concernente gli strumenti finanziari è quello di leggere attentamente il prospetto informativo, ovverosia il cosiddetto Kiid, acronimo di «Key investor information document», cioè il «documento con le informazioni chiave per gli investitori». Il Kiid, che ha sostituito progressivamente il Prospetto Informativo Semplificato, ha l’obiettivo di fornire un’informazione più chiara ed essenziale possibile, permettendo all’investitore di comprendere meglio natura e rischi del prodotto finanziario in cui vuole investire. Per tutti i dettagli e per scoprire come leggere il Kiid, consulta l’articolo: Informazioni chiave per gli investitori: cos’è il Kiid?

Investimenti: diversificare molto

Altra regola d’oro per investire bene è la diversificazione. Investire bene significa quasi sempre diversificare molto. Uno degli errori più comuni dei risparmiatori, infatti, è quello di investire molti soldi in un solo fondo, con la conseguenza che se l’investimento è stato poco oculato o il mercato di riferimento sta subendo un momento sfavorevole, ci si ritrova con l’intero portafoglio in sofferenza. La diversificazione degli investimenti, invece, è un valido strumento per superare in maniera vincente la volubilità dei mercati.

Lungimiranza: l’orizzonte temporale dei propri obiettivi


Spesso chi fa un investimento si pone come primo obiettivo quello di guadagnare. E questa è cosa buona e giusta. Sfugge, però, un dettaglio: in realtà, il primo obiettivo dovrebbe essere quello di non perdere i propri soldi. Le perdite, tuttavia, potrebbero verificarsi anche in un momento successivo rispetto a quello in cui si è effettuato l’investimento. La soluzione, in questi casi, è la lungimiranza. È necessario, quindi, prefissarsi un orizzonte temporale. Prestabilire – cioè –  in quanto tempo si vuole raggiungere un determinato risultato e rispettare quanto deciso. Spesso, invece, accade che, durante il periodo di crisi, l’orizzonte temporale di molti investitori tende ad “accorciarsi”, ed ecco che tutti cominciano a vendere i propri titoli in sofferenza, tenendo solo quelli  in scadenza. Nei momenti in cui il mercato guadagna, invece, si assiste al fenomeno contrario: l’investitore commette l’errore di credere che il trend positivo possa durare all’infinito. Buona regola, invece, è quella di non farsi influenzare troppo dalla volubilità del mercato,  fissando in anticipo un orizzonte temporale per ogni strumento finanziario scelto. Un anno, per esempio, è l’orizzonte temporale per i Bot o i conti deposito; 5 anni è il periodo consigliabile per investire in obbligazioni con scadenze medie; 10 anni, o un periodo comunque lungo, è l’orizzonte temporale se si vuol puntare su azioni tese a combattere l’inflazione attesa. Una tabella di marcia, insomma,  da cambiare solo di fronte ad eventi catastrofici.

Non sovrastimare la propria conoscenza dei mercati


Come anticipato, le competenze finanziarie degli italiani (o della maggior parte) non sono proprio elevatissime e spesso si rivelano insufficienti per compiere scelte di investimento efficaci e consapevoli. Tuttavia, anche chi è esperto non deve commettere l’errore di sovrastimare la propria conoscenza del mercato, che è mutevole per antonomasia. Molti investitori credono di conoscere perfettamente i mercati e di saper prevedere esattamente cosa accadrà sui listini. Spesso, al contrario, le previsioni più corrette si rivelano anche  casuali o fortunate. Ciò in quanto nessuno è realmente in grado di stabilire con sicurezza cosa succederà sui mercati, entrando  ed uscendo con timing perfetto da un investimento. Ogni decisione, dunque, deve essere accompagnata dalla consapevolezza che l’errore potrebbe essere dietro l’angolo. Meglio essere pronti a reagire nella maniera migliore se il mercato dovesse dimostrare che la decisione presa è stata poco azzeccata. Sul punto, leggi l’articolo: Business: quali sono le decisioni del successo?

note

[1] Lo rivela il rapporto della Consob sugli investimenti finanziari delle famiglie italiane aggiornato alla fine del 2016.

Autore immagine: Pixabay.com


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