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Consumi condominiali: posso chiedere di non pubblicarli?

2 novembre 2018


Consumi condominiali: posso chiedere di non pubblicarli?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 novembre 2018



L’amministratore può comunicare a tutti i condomini quanto consumi di acqua e di riscaldamento?

Vivi in un condominio con il riscaldamento e l’acqua centralizzati. Periodicamente l’amministratore invia l’elenco dei consumi e la ripartizione per millesimi. Il calcolo viene fatto in base a quanto registrato dai contatori individuali collegati ai vari appartamenti. In questo modo ciascuno di voi sa quanto deve pagare. Il tutto è contenuto in un documento spedito a ogni condomino, con allegata una tabella ove a ciascun appartamento corrisponde l’indicazione dei consumi e dell’importo da corrispondere.

Alla vista dell’elenco con il tuo nome storci gli occhi: non ti va che i vicini sappiano quanto consumi. È una questione di privacy, sostieni sbuffando. Magari qualche mese vuoi risparmiare e, allora, tieni spenti i termosifoni; oppure, in altre occasioni, spendi di più perché hai ospiti. Ma si tratta di questioni private, sulle quali gli altri non devono essere informati. Cosa prevede la legge a riguardo? Ti chiedi: posso chiedere di non pubblicare i consumi condominiali? Cerchiamo di fare ordine sulla materia per capire fin dove l’amministratore può spingersi.

Il Garante della Privacy ha stilato, alcuni anni fa, un vademecum in cui elenca tutte le condotte vietate perché lesive della riservatezza dei condomini. L’attenzione dell’Authority si è principalmente concentrata sulle informazioni affisse nell’androne del palazzo che, in quanto poste in una zona accessibile a tutti, anche agli estranei, sono da considerarsi illegittime e vietate. Al contrario, le comunicazioni – anche in riferimento a questioni legate ai pagamenti – effettuate all’interno dell’assemblea o comunque ai soli condomini sono lecite. Questo perché il condomìnio, se anche non è una persona giuridica come lo è una società, funziona più o meno nello stesso modo: l’interesse alla gestione della “cosa comune” è collettivo e l’amministratore lo gestisce secondo il mandato ricevuto in assemblea. Come in una azienda tutti i soci hanno diritto a sapere quello che fanno gli altri con i beni della società, altrettanto nel condominio ciascun proprietario ha diritto a entrare nella sfera della privacy altrui nella misura in cui questa possa avere relazioni con i beni comuni.

Tanto per fare un esempio, costituisce un comportamento vietato indicare i nomi dei morosi nella bacheca condominiale, ma ciascun condomino ha diritto a conoscerli rivolgendosi all’amministratore. Anche in assemblea si può chiedere di rivelare l’identità dei debitori se non vi partecipano estranei; né l’amministratore può sottrarsi dal fornire una tale indicazione.

Vediamo ora se si può chiedere di non pubblicare i consumi condominiali. Quando l’utenza è unica per tutto il palazzo, essendo gestita mediante un servizio centralizzato, l’unico intestatario del contratto (e quindi titolare dei conseguenti diritti alla privacy) è il condomìnio e, di conseguenza, tutti i condòmini. Quindi non è possibile rivendicare un eventuale riservatezza, trattandosi di un bene comune (l’acqua, il gas). Circa poi l’utilizzo che di questo viene fatto dai vari proprietari e la conseguente ripartizione delle spese è solo per una maggiore trasparenza e correttezza che si procede a una divisione in base a contatori individuali. In assenza di questi, infatti, la divisione avviene secondo tabelle millesimali che sono pubbliche e devono essere tali proprio al fine di poter esercitare un controllo sull’operato dell’amministratore. Del resto, se non vi può essere privacy in caso di divisione operata secondo tabelle non v’è ragione di rivendicarla quando la divisione avviene in modo diverso.

Risultato: non è possibile chiedere di oscurare i consumi sulla ripartizione delle spese di un servizio condominiale che, anche in caso di impiego di contatori individuali, rimane tale trattandosi di un contratto unico e unitario per tutti, su cui ciascun condomino ha diritto a effettuare le verifiche e i controlli.

Diverso sarebbe stato il ragionamento se l’amministratore comunicasse all’assemblea quanto un condomino spende di luce o di telefono in relazione a una utenza a quest’ultimo intestata, trattandosi di un bene personale e non condominiale.

In sintesi non è possibile imporre all’amministratore di non pubblicare la divisione dei consumi condominiali quando il servizio è centralizzato.

note

Autore immagine: 123rf com


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