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Ricorso contro cartelle Equitalia: strategie per una difesa senza la controparte sostanziale

19 Marzo 2013 | Autore:
Ricorso contro cartelle Equitalia: strategie per una difesa senza la controparte sostanziale

Nel proporre ricorso contro una cartella di pagamento Equitalia, potrebbe essere strategicamente utile notificare l’impugnazione solo all’agente della riscossione e non anche all’ente creditore (Agenzia delle Entrate o Comune).

Quando riceviamo una cartella di pagamento da Equitalia per debiti iscritti a ruolo dell’Agenzia delle Entrate o dal Comune sorge sempre il dubbio contro quale soggetto presentare il ricorso: Equitalia, Agenzia delle Entrate/Comune o entrambe ?

Generalmente si fa una distinzione per vizi propri della cartella per i quali la competenza risulta certamente dell’Equitalia e contestazioni nel merito del tributo per la quali sarebbe invece competente l’Ufficio che ha iscritto a ruolo il tributo (Agenzia delle Entrate/Comune).

Il comportamento più comune nella prassi adottato, anche in via cautelare, è quello di notificare il ricorso sia all’Equitalia che all’ente impositore, contestando sia vizi propri della cartella che la pretesa impositiva.

Ma siamo certi che questo comportamento rappresenti la migliore strategia difensiva in concreto applicabile ?

Molti non sanno, infatti, che la legge dispone che: “Il concessionario, nelle liti promosse contro di lui che non riguardano esclusivamente la regolarità o la validità degli atti esecutivi, deve chiamare in causa l’ente creditore interessato; in mancanza, risponde delle conseguenze della lite[1].

La norma non lascia dubbi all’interprete: nelle liti promosse contro il concessionario (quelle relative alle cartelle di pagamento) se le stesse non riguardano la regolarità o la validità degli atti esecutivi è il Concessionario (Equitalia e non il contribuente) a chiamare in causa l’ente creditore interessato (l’Agenzia delle Entrate o Comune), poiché in mancanza risponde delle conseguenze della lite.

La norma è stata così interpretata non solo dalla stessa Agenzia delle Entrate [2] ma anche dalla Corte di Cassazione [3].

Il consiglio

Alla luce di ciò, potrebbe essere allora consigliabile notificare, anche per contestazioni nel merito, il ricorso al solo concessionario della riscossione, facendo ricadere su questo gli oneri e le problematiche relative alla chiamata in causa dell’Agenzia/Comune, con la speranza (accade spesso per esperienza) che per diversi motivi (tra cui scarsa conoscenza della corretta procedura da parte di Equitalia per la chiamata in causa o altri accorgimenti difensivi) l’Ente impositore non intervenga nel giudizio, con un evidente vantaggio per sostenere le pretese del ricorrente.

Attenzione: la procedura sopra indicata non è praticabile per le liti in cui è prevista obbligatoriamente la mediazione tributaria (tributi iscritti a ruoli superiori a € 20.000,00) [4].


note

[1] Art. 39 del D.Lgs. 112/1999.

[2] Circ. Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 12/E del 12 aprile 2012.

[3] Cass. sent. n. 16412 del 25.07.2007.

[4] Prevista dall’art. 17-bis del D.lgs. 546/92.


4 Commenti

  1. stamattina mi è stato chiesto tramite lettera di equitalia la somma di euro 2.401.60 del anno 206. che poi sinceramente non so neppure di cosa possa essere. come devo comportarmi? sono un pensionato invalido di 270 euro mensili. Datemi un consiglio per favore.

  2. posso richiedere un estratto conto riguardante un debito gia pagato 7 anni fa ad equitalia??Per la cronaca l’importo pagato è di 74130 Euro…….ed ad oggi me ne chiedono altri 30000 circa…….come posso farmi documentare tutto ?Grazie!

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