Diritto e Fisco | Editoriale

Papa Francesco: un Papa giusto al momento giusto

18 Marzo 2013 | Autore:
Papa Francesco: un Papa giusto al momento giusto

Papa Francesco e la conversione alla povertà della Chiesa cattolica: quando si dice una scelta “miracolosa”.

Una volta, a un contestatore della chiesa che si era messo a elencare tutti gli errori dei cattolici, un parroco rispose: “Se è vero che dopo duemila anni, e scandali, e guerre, e rivolte politiche e di costume, e scissioni, e resurrezioni, il cattolicesimo non si è ancora estinto, qualcosa di miracoloso ci deve pur essere…!”.

Francesco è l’esempio di come la Chiesa sappia piantare gli uomini giusti al momento giusto: un sistema che certo si basa sulla forza di alcuni pilastri, ma che conta anche uomini di grande spiritualità e pastori.

Il popolo piange ancora Giovanni Paolo II e la risposta perfetta non poteva che essere Francesco: una figura semplice e lineare, tanto nel volto, quanto nei discorsi. Un uomo che rappresenta il popolo in questo momento storico di povertà. La gente aveva bisogno di uno di loro, per non avvertire quel profondo stacco che già sente con le altre istituzioni. Insomma: Francesco è un alleato, “uno di noi”.

Alleato come lo era San Francesco. E la scelta del nome – bisogna riconoscerlo – è qualcosa che commuove. Non solo perché è il nome di chi parlò agli animali e alle persone umili, di chi rinnegò la ricchezza del padre e preferì la vita essenziale. Ma perché è “Primo“. Francesco “Primo” come “punto e a capo. Si ricomincia”. Il popolo ricomincia da zero, senza lavoro, senza casa, senza soldi, senza speranza. E così, nell’era della nuova “grande depressione“, anche la Chiesa ricomincia da capo. Si toglie le scarpe Prada, chiede scusa, si ritira, e offre il suo miglior figlio.

Papa Francesco comincia così i suoi discorsi. Rompe i luoghi comuni, dimostrando grande amore per i poveri: “Non venite a Roma: il viaggio è costoso. Date piuttosto i soldi ai poveri“. Non fiori, ma opere di bene; non forma, ma sostanza insomma. E ancora, dopo l’Angelus domenicale, dice: “Buon pranzo“, che significa “riunitevi nelle famiglie, fate come si faceva un tempo, trovate il calore dentro e non fuori!”. È sempre lui che, all’incontro coi giornalisti, dice: “Vorrei una chiesa povera per i poveri”.

Che dir si voglia, questo è il linguaggio che piace al popolo. Anche senza Twitter, la sua parola è esplosa tra miliardi di followers.

Una nuova era? Di certo, come disse quel parroco, qualcosa di miracoloso, in tutto questo, ci deve pur essere…



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1 Commento

  1. Il ns. Papa Francesco, quasi sicuramente non intende riferirsi al ns. San Francesco d’Assisi, ma a
    Francesco de Jasso Azpilcueta Atondo y Aznares de Javier, detto Francesco Saverio.
    che è un santo fondamentale per i gesuiti. Ha speso una vita intera nella sua missione di evangelizzazione
    Francesco Saverio è stato un gesuita e missionario spagnolo del 1500 e uno dei primi testimoni della Compagnia di Gesù oltreché uno dei fondatori.
    Papa Gregorio XV, lo stesso giorno, e cioè il 12 marzo 1622 canonizzò Francesco Saverio assieme al fondatore storico e riconosciuto dei gesuiti: Ignazio di Loyola!
    Speriamo bene!

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