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Si può guidare l’automobile con targa estera di un parente?

4 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 Dicembre 2018



Il decreto Sicurezza vieta di circolare con una macchina immatricolata altrove. Ma dimentica il noleggio ed il leasing, che ora attendono modifiche dal Governo.

Hai un parente che abita all’estero e che è venuto a trovarti per le feste. In questo periodo, i biglietti aerei costano parecchio e ha deciso di venire in macchina con moglie e figli. Naturalmente, abitando all’estero ha un’auto targata nel suo Paese di residenza. Uno dei giorni in cui si ferma da te gli chiedi la macchina per fare un breve viaggio: è un modello che non hai mai guidato e vorresti provarlo. Tanto, si tratta di stare via qualche giorno, non è che gliene lasci senza per molto tempo. Mentre la metti in moto, ti chiedi: ma si può guidare l’automobile con targa estera di un parente? Il dubbio è atroce: non è che se ti ferma la Polizia vai incontro a qualche guaio?

Se vuoi sapere com’è la macchina, forse è meglio che tu lo chieda al tuo parente e che ti fidi sulla parola. Perché, in realtà, il decreto Sicurezza appena diventato legge [1] contiene un passaggio che priva a chiunque di guidare l’automobile con targa estera di un parente. Probabilmente non è stato fatto apposta, nel senso che nessuno ha voluto vietare esplicitamente di mettersi al volante della macchina del fratello o del cugino che abita in Germania o in Canada. Ma è una delle conseguenze della lotta inserita nel Codice della strada ai «furbetti della targa estera», a quelli, cioè, che acquistano una macchina in un altro Paese e poi qui non cambiano la targa per risparmiare il bollo, l’assicurazione o le multe. Lotta, però, che non prevede la battaglia contro buona parte di chi tenta la frode fiscale con le targhe estere, vale a dire chi prende un’auto in leasing o la noleggia oltreconfine. Probabilmente una svista, dato che ora il Governo deve impegnarsi a risolverlo in virtù di un ordine del giorno presentato dall’opposizione e accolto dall’Esecutivo.

Targa estera: cosa prevede il decreto Sicurezza

Il decreto Sicurezza voluto da Matteo Salvini non parla soltanto di immigrati, di ladri, di rapinatori o di telecamere di sorveglianza. La nuova legge contiene anche un passaggio che modifica in parte l’articolo 93 del Codice della strada, quello relativo alle «formalità necessarie per la circolazione degli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi». Il decreto introduce il nuovo comma 1-bis che vieta di circolare in Italia con un veicolo immatricolato in un altro Paese a chi risiede nel nostro Paese da oltre 60 giorni. Questo comma, quindi, non ti permette in alcun caso di guidare l’automobile con targa estera di un parente. Chi viene trovato al volante di una di queste macchine rischia una multa elevata e, se non si mette in regola, si può arrivare alla confisca del veicolo.

Difficile che si arrivi alla confisca, però, se non c’è alcunché da mettere in regola, visto che l’auto che stai guidando è in prestito e tra qualche giorno tornerà nel Paese in cui è stata targata con il legittimo proprietario. Ma la multa, probabilmente, ti toccherà pagarla.

Nel commentare questo provvedimento, mirato alla lotta a chi vuole evitare di pagare bollo e assicurazione, il ministro per le Infrastrutture ed i Trasporti, Danilo Toninelli, ha parlato di un divieto «con alcune deroghe». E quali sono queste eccezioni? Riguardano coloro che hanno preso l’auto in leasing o a noleggio senza conducente grazie ad un contratto firmato con un operatore di un altro Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo (Islanda, Liechtenstein e Norvegia). Basterà che quell’operatore estero non abbia una sede secondaria o effettiva in Italia oppure che abbia una concessione in comodato da imprese dell’Ue o dello Spazio economico europeo a cui sono legati da un rapporto di lavoro o di collaborazione. Se si danno questi presupposti, guidare l’automobile con targa estera di un parente è legittimo.

Targa estera: posso dimostrare in un secondo momento che non è mia?

Immagina che stai facendo quel viaggio alla guida dell’auto con targa estera che ti ha prestato il tuo parente e di essere fermato dalla Polizia per un controllo. Ovviamente, alla solita richiesta di patente e libretto, mostrerai la tua di patente con le tue generalità ed il libretto di circolazione dell’auto intestata al tuo parente con le sue di generalità. Appare chiaro che l’una e l’altro non corrisponderanno alla stessa persona, quindi cominceranno le domande di rito: di chi è la macchina, come mai la guida lei, perché si trova al volante di un’auto con la targa estera, ecc. A bordo non hai alcun documento che dimostri la parentela tra te ed il proprietario del veicolo. Tu proverai a dare le tue spiegazioni, ma l’agente che ti ha fermato potrebbe non crederti. Allora pensi che la soluzione possa essere una sola: mi dia il tempo di dimostrare che sto dicendo la verità.

Niente da fare: la nuova norma del decreto Sicurezza impone che in macchina devi portare un documento di data certa (ad esempio una dichiarazione autenticata da un notaio) che attesti il grado di parentela o il rapporto tra chi si trova a guidare l’automobile con targa estera ed il proprietario del veicolo (nel caso che abbiamo posto come esempio è un tuo parente, ma potrebbe anche essere un tuo amico).

Se manca questo documento a bordo, si ritiene che la disponibilità dell’auto sia in capo al conducente. In altre parole: che chi si trova al volante sia, in realtà, il proprietario dell’auto o la persona che l’ha noleggiata. In questo modo, peraltro, difficilmente gli agenti potrebbero assegnare il termine entro il quale presentarsi all’ufficio di Polizia per fornire informazioni ed esibire la documentazione mancante, come stabilisce il Codice della strada [2] pena la sanzione da 422 a 1.697 euro.

Targa estera: chi beneficia della nuova norma

Abbiamo capito che la nuova norma contenuta nel decreto Sicurezza impedisce di guidare l’automobile con targa estera di un parente. Ma che succede con chi l’auto la prende in un altro Paese a noleggio senza conducente o in leasing? Parliamo, ovviamente, di chi ha una buona disponibilità economica e si può permettere questo tipo di «giochetto». Bene, queste persone possono continuare a noleggiare un’auto all’estero tranquillamente ed a circolare con targa estera in Italia senza temere nulla. Perché? Perché il Governo si è dimenticato di loro quando ha varato la nuova normativa.

Tant’è che un deputato dell’opposizione, l’onorevole Alberto Pagani del Pd, ha presentato con successo un ordine del giorno alla Camera che impegna l’Esecutivo a rivedere la norma per evitare discriminazioni. In pratica, occorrerà inserire l’obbligo di reimmatricolare l’auto noleggiata o presa con il leasing e vietare la circolazione in Italia delle macchine che non abbiano cambiato la targa.

Non si tratta di un capriccio del deputato piddino, ma dell’opinione dei giudici della Corte europea che per ben tre volte in altrettante sentenze [3] hanno ritenuto legittima la reimmatricolazione in uno Stato membro anche delle auto prese a noleggio o in leasing.

Secondo la Corte, un Paese dell’Unione può chiedere ad un automobilista di ritargare un’auto noleggiata o presa in leasing in un altro Stato Ue quando la macchina è destinata ad essere usata prevalentemente nel Paese di chi ha avuto il veicolo. In altre parole: se noleggi o prendi in leasing un’auto per usarla in modo permanente in Italia, secondo i giudici europei è legittimi che ti venga chiesto di cambiare la targa e di pagare la tassa di immatricolazione (oltre al bollo e l’assicurazione, si capisce).

Ed è quello che il Governo dovrà stabilire a breve, anche se non si è posto una scadenza per modificare la norma inserita nel decreto Sicurezza. Non potrà attendere molto, però. Anche perché già incalzano le società italiane di leasing e di noleggio auto, che chiedono un intervento urgente del legislatore per continuare a sopravvivere. Infatti, se prendere una macchina all’estero a queste condizioni risulta più conveniente che prenderla in Italia, gli operatori del settore potrebbero essere costretti di chiudere i battenti e di trasferirsi altrove. Con tutto ciò che comporta anche in termini di occupazione.

note

[1] Dl 113/2018.

[2] Art. 180 co. 8 cod. str.

[3] Corte Ue cause n. C-242/2005, n. C-552/2015 e n. C-451/1999.


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62 Commenti

  1. Se sono residente sia in Germania che in Italia e la mia macchina è targata tedesca, posso circolare in Italia quando mi trovo qui? Io ho anche una societá in Germania e pago le tasse lì, perciò ho anche la macchina immatricolata là.

    1. Il codice della strada afferma che i veicoli immatricolati in paesi diversi dall’Italia e di proprietà di cittadini residenti in Italia (anche con nazionalità diversa da quella italiana) possono circolare nel nostro Paese al massimo per un anno. Dopo un anno, i veicoli con targa straniera devono essere immatricolati nuovamente con targa italiana.

      1. Grazie. Quindi viene preso in considerazione la data della residenza, giusto? Se vado in Germania con la macchina e torno in Italia (prova biglietto traghetto o altro) non vale, giusto?!

      2. Ciao….se io sono residente in italia e Germania…la mia Macchina e targata in Germania…per quanto tempo posso guidare la macchina in italia. Grazie

        1. Buongiorno. Il Codice della strada consente di circolare in Italia con targa estera solo per un anno. Le auto con targhe straniere potranno quindi non pagare il bollo auto per la durata massima di 12 mesi, in base al certificato di immatricolazione dello Stato di origine. In pratica, superato l’anno dall’ingresso, nel caso in cui un’auto con targa straniera fosse fermata per un controllo di polizia, il proprietario subirà il fermo del veicolo fino alla regolarizzazione delle procedure burocratiche.

          1. ma come si verifica la durata di un anno? Io viaggio sempre tra la Germania e l’Italia, ho la residenza in Germania, mia moglie abita però in Italia. Visto che ho la residenza in Germania, non posso immatricolare la mia macchina in Germania quando sono qui per qualche setttimana o mese e poi immatricolare in Italia quando mi reco in Italia per qualche mese. La durata di un anno si calcola come? Se dopo qualche mese vado in Germania e lo posso dimostrare (traghetto/volo), basta come prova?

          2. Buongiorno Max. Per richiedere un’analisi approfondita della tua situazione relativa all’immatricolazione dell’auto con targa straniera puoi richiedere una consulenza ai professionisti del nostro network cliccando qui https://www.laleggepertutti.it/richiesta-di-consulenza riceverai la risposta entro tre giorni lavorativi e potrai sempre chiedere eventuali delucidazioni sulla consulenza ricevuta.

          3. La teoria è una cosa la pratica è un’altra :mi è stata sequestrata l’auto con targa estera di proprietà di mia moglie residente all’estero che era con me. io ero alla guida e sono stato multato di 718 euro hanno detto a mia moglie di ritargare l’auto o fare il foglio di via per riportarla all’estero..la motorizzazione si è inventata un modello con targhe provvisorie italiane.. le assicurazioni italiane non possono assicurare targhe estere …un casino che non se ne esce piu’ da un mese.. per me è sequestro di persona come ha fatto Salvini per i Migranti è non è stato punito .Scusate ma da un mese mia moglie non puo’ rientrare per fare le pratiche per potersi riportare l’auto..un delirio… e sono stati i Vigili urbani neppure i CC o la Polizia di Stato nè tantomeno la guardia di finanza.sono esterefatto di quello che è successo

    2. Ciao…io sono residente in italia e Germania. In Italia sono residente da 2012..in Germania sono residente da 2016..ho la macchina targata in Germania. Posso venire con la macchina in italia…e per quanto tempo posso guidare la macchina in italia.

      1. Ciao Marius, esendo residente in Italia da piu di 60 giorni non puoi circolare in Italia con la maccnina targara in Germania. Art. 93 bis dice: e’ vietato, a chi ha stabilito la residenza in Italia da oltre sessanta giorni, circolare con un veicolo immatricolato all’estero. Un’altra cosa e’ che secondo la legge non puoi avere piu di una residenza…

        1. Tutto sbagliato..in Germania si po guidare le macchine con targa IT ,RO..BG..F..E….per 3 mesi. Solo che paghiamo una tassa di circolazione..di 56 euro al mese.

  2. Salve la mia demanda e sono propietare di auto con targe estere ,con residents estera ,so auto th range vacant in Italia posse us are auto ,…o cosa.
    Graziiemarco

  3. Buongiorno, risiedo in Italia (40%) e Germania (60%). Lavoro per l’ente legale tedesca di una ditta multinazionale. Questa ente mi da come agevolazione una macchina di societa (leasing della ditta al nome suo – dichiarata come agevolazione negli redditi – quindi “macchina di societa tedesca”). Ci sono rischi quando la guido in Italia? Puo guidarla la mia moglie? Da notare che la polizia sostiene che lei non puo visto che non e’ lavoratrice in questa ditta pero non vedo nulla nella legge su questo argomento. Grazie.

  4. Buongiorno!Questa legge non è costituzionale.Viene in contraddizione con i diritti di proprietà,e,alla fine ,penso anche con i diritti umani.Perchè io non posso guidare la macchina di mio padre residente in un paese UE,se lui viene a visitarmi o me la vuole dare per usarla,o non si sente bene e lo devo portare ad ospedale?…Esiste pure il contratto di comodato.Allora si deve annullare la legge che dà il diritto ad un proprietario di un autoveicolo di prestarlo a chi vuole lui, tramite un atto di comodato,ma soppratutto ad un figlio?Perchè nella sezione C3 delle carte di circolazione delle macchine iscritte in Italia scrive ,,C.3 – Persona fisica che può utilizzare il mezzo oltre al proprietario”?Perchè per le macchine iscritte qua si può e per le altre iscritte in un altro paese non si può?Se quella macchina ha tutto in regola,e la persona che la guida ,lo stesso ,perchè fare una legge ingiusta ,legge che ha messo in un grande disaggio tante persone oneste?Non penso che essiste in questo mondo nessun altro paese che impedisce ad una persona di guidare la macchina di un ‘altra persona,se la macchina non è immatricolata nel paese dove vuole guidarla quella persona.Contradditemi se voi sapete…
    Io credo che ,quando hanno fatto questa legge ,l’hanno fatta pensando agli stranieri che guidano le loro macchine qua,ma alla fine ci sono stati affetti pure tanti italiani che si trovavano in questa condizione.Ma i veri ,,furbetti”come si scrive da tre mesi, non sono affetti per niente ,visto che le macchine in nolleggio e leasing fanno eccetto dalla legge.In quanto il fatto della iscrizzione della macchina qua,non posso capire perchè tanto odio verso gli stranieri nei messaggi scritti sui diversi articoli su questo temma ,dai citadini italiani.Loro comunque non guadagnano niente …Si perde di vista il fatto che le assicurazioni sono dei privati?Lo stato non guadagna niente su queste!!!…Solo con il bollo e l’iscrizione. E poi ,non è vero che le multe non si pagano.Se qualcuno ,straniere ,non paga,quando vuole rientrare nel suo paese è fermato e deve pagare .Questo è statto solo un pretesto inverosimile.
    Ma ha pensato qualcuno a tutte quelle persone che non hanno potuto più svolgere in modo normale le loro attivittà perchè dipendevano da quella macchina iscritta in un paese diverso ,ha pensato qualcuno di quelli che hanno fatto questa legge, che sono persone che non dispongono di risorse economiche per iscrivere qua una macchina,perchè costa troppo ,ed era meglio se pensavano ad una tassa anuale per tutte le macchine con la targa straniera,una tassa ragionevole,che se lo potevano permettere tutti?No…è triste ma purtroppo è la realtà…

  5. Salve, volevo porre il mio caso e a questo punto non ci sto più a capire niente……io sono italiano con residenza in italia e mia moglie in svizzera, lei vive e lavora in svizzera e io x motivi famigliari vivo in italia……il mio problema è che mia moglie tra qualche mese va in ferie per venire in italia e io come al solito salgo in aereo e scendo con lei perche non è in grado di affrontare 10 ore di viaggio da sola e io gli do il cambio……ma la mia domanda è con lei al mio fianco e faccio presente che nel libretto della macchina targata svizzera c’è anche il mio cognome, posso guidare la macchina in italia?
    Grazie mille aspetto vs risposta
    Saluti
    Maurizio

    1. Maurizio leggi il nostro articolo Auto con targa estera: quando può circolare? https://www.laleggepertutti.it/195198_auto-con-targa-estera-quando-puo-circolare
      Se desideri sottoporre il tuo caso specifico relativo alla guida dell’automobile con targa estera in Italia puoi richiedere una consulenza legale ai professionisti de La Legge per tutti. In breve tempo, riceverai una consulenza mirata sulla tua situazione e in qualsiasi caso potrai richiedere un chiarimento agli esperti del nostro portale di informazione giuridica. Clicca qui per richiedere la consulenza https://www.laleggepertutti.it/richiesta-di-consulenza

  6. Allora..
    Con la nuova legge…io posso stare in italia con la mia macchina targata in Germania non più di un anno.
    Ripeto..sono residente in italia da 7 anni…e in Germania da 2 anni. Senza problemi..io posso guidare la macchina in italia non più di un anno.

  7. buon giorno sono residente in germania volevo sapere se mio figlio,residente in italia può guida con la macchina targata estera

  8. Inizialmente scrivete che “il decreto Sicurezza appena diventato legge contiene un passaggio che priva a chiunque di guidare l’automobile con targa estera di un parente”.
    Poi, dove si parla di leasing e noleggio, scrivete che “Se si danno questi presupposti, guidare l’automobile con targa estera di un parente è legittimo”.
    Più avanti ancora scrivete che “la nuova norma del decreto Sicurezza impone che in macchina devi portare un documento di data certa (ad esempio una dichiarazione autenticata da un notaio) che attesti il grado di parentela o il rapporto tra chi si trova a guidare l’automobile con targa estera ed il proprietario del veicolo (nel caso che abbiamo posto come esempio è un tuo parente, ma potrebbe anche essere un tuo amico)”
    Ed infine nelle conclusioni scrivete che “Abbiamo capito che la nuova norma contenuta nel decreto Sicurezza impedisce di guidare l’automobile con targa estera di un parente”.
    Allora chiedo a cosa serva quella dichiarazione autenticata dal notaio per attestare il rapporto di parentela (o di amicizia, ecc.) cui fate più volte cenno anche nei commenti se poi la macchina con targa estera comunque non può essere guidata da un residente in Italia? Chiedo anche in quale articolo/comma del decreto sicurezza sia riportata la necessità di un documento che attesti il rapporto di parentela. Ed infine chiedo anche se p.es. ad un certificato di matrimonio, od uno stato di famiglia, cioè un documento anagrafico (quindi emesso e datato da un ufficio di uno Stato), può essere attribuito valore almeno pari ad una dichiarazione di un privato e quindi essere ritenuto sufficiente per ritenere regolare il possesso temporaneo del veicolo con targa estera. E comunque, perchè non dovrebbe essere ritenuta sufficiente la dichiarazione (verbale o scritta) di una moglie (residente estera) presente in qualità di passeggera mentre il marito (residente italiano) sta guidando l’autovettura estera di proprietà della moglie? La certezza della data e l’autenticità della dichiarazione sarebbe attestata dal verbale delle stesse forze pubbliche che lo hanno verbalizzato, no? Oppure il decreto sicurezza sottintende che le forze pubbliche non sono affidabili?
    Ringrazio per l’attenzione.

  9. Salve io sono di nazionalità Rumena e sono residente in Italia
    Adesso mi trovo in difficoltà .come devo fare per andare con la mia macchina che e targata in Romania come faccio per guidare fine al confine d’Italia Senza problemi???

  10. Salve vedo che c’è tanta gente interessata al caso! Un auto di proprietà di una società estera data in comodato ad un cittadino italiano per scopo di collaborazione con documento che certifichi la data certa d’inizio e fine comodato può circolare liberamente?

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