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Controllare il pc dallo smartphone con TeamViewer

29 Dicembre 2018


Controllare il pc dallo smartphone con TeamViewer

> Tech Pubblicato il 29 Dicembre 2018



Uno dei programmi più efficaci per il controllo a distanza dei dispositivi mobili e fissi: scopriamo insieme le caratteristiche di TeamViewer.

In un mondo digitale come quello in cui viviamo, il controllo a distanza dei device tecnologici è sempre più frequente. Le tecnologie di “smart home” ci mostrano come sia possibile programmare lavatrici, frigoriferi, televisioni e molto altro direttamente dal proprio smartphone. Ovviamente, tutte queste innovazioni hanno avuto un capostipite nei personal computer, i primi veri oggetti “intelligenti” creati dall’uomo. Da anni esistono infatti diversi software che permettono il controllo da remoto del proprio computer, ma il più famoso di tutti è sicuramente TeamViewer. Per capire come funziona questo straordinario programma, facciamo qualche esempio pratico. Prendiamo il caso in cui ci si esce di casa e ci accorgiamo di aver dimenticato di stampare un documento importante presente sul nostro computer domestico. Siamo già usciti, tornare indietro ci farebbe perdere del tempo che purtroppo non abbiamo. Come si può risolvere? Grazie a TeamViewer, ci possiamo collegare al nostro pc di casa via internet direttamente dallo smartphone, possiamo copiare il file nella memoria interna del nostro device mobile e farlo stampare in cartolibreria. TeamViewer può tornarci utile anche se vogliamo monitorare dal nostro smartphone un download importante che abbiamo lasciato in lavorazione sul computer dell’ufficio. Non solo possiamo controllare che il download proceda al meglio, ma una volta completato possiamo anche spegnere il computer da remoto,  In questa guida vedremo tutte le caratteristiche principali di questo software, ad esempio come controllare il pc da smartphone con TeamViewer.

Cos’è TeamViewer?

Per quei pochi che ancora non lo conoscessero, TeamViewer è il software di controllo remoto più famoso al mondo. Questo programma sfrutta la connessione internet per comandare a distanza diversi dispositivi: in principio tale opportunità era possibile solo tra personal computer collegati al Web, ma oggi le funzionalità di TeamViewer sono state estese anche a device mobili come tablet e smartphone. Il principio alla base del programma è davvero semplice: occorre anzitutto installare TeamViewer sui due device che devono “comunicare”.

Dopo la fase di installazione l’utente deve effettuare una breve registrazione, al fine di creare un account ed una password. A quel punto, è sufficiente effettuare il login con le credenziali create su entrambi i device, inserire l’ID e la password del dispositivo da controllare e il gioco è fatto. TeamViewer è il software più diffuso nell’ambito dei programmi di controllo da remoto non solo perché è il più facile da usare, ma anche perché ha una versione base (riservata ai soli utenti privati) gratuita. Le maggiori potenzialità questo programma le mostra con la versione business, che però ha un costo che varia dai 19 agli 89 euro al mese.

TeamViewer è un software compatibile con i maggiori sistemi operativi: Windows, Mac OS X, Linux, Android, iOS, Blackberry e molti altri. Negli ultimi anni il software si è perfettamente integrato anche nel browser Google Chrome, sviluppando un’apposita add-on.

Come si installa TeamViewer?

Per vedere le procedure di installazione di TeamViewer ci baseremo sula versione gratuita del programma, che è verosimilmente anche quella più usata dagli utenti che si affacciano per la prima volta al mondo del controllo da remoto. Il primo passaggio è quello di collegarsi al sito internet di TeamViewer, cliccare sull’icona che indica il sistema operativo di riferimento è selezionare il tasto “Scarica TeamViewer”. A quel punto sarà sufficiente attendere il download del file di setup per avviare la vera installazione. Prendendo come riferimento un sistema operativo Windows, basta fare doppio click sul file di setup di Teamviewer appena scaricato per avviare il processo di installazione.

Nella prima pagina bisogna mettere il segno di spunta in cui si indica che il programma viene usato per scopi privati e non commerciali, successivamente l’utente deve accettare le condizioni di contratto previste. Nella pagina successiva bisogna controllare che non vi siano voci di plugin aggiuntivi selezionati (come può essere quello per Outlook). A quel punto sarà sufficiente cliccare sul tasto Fine per concludere positivamente la procedura d’installazione.

Nel caso TeamViewer debba essere installato su un Mac, il file da cui avviare l’installazione è quello con estensione dmg appena scaricato dal sito del programma. Avviato l’eseguibile bisogna cliccare due volte sul tasto Continua e accettare le condizioni di utilizzo del programma. A quel punto sarà sufficiente cliccare sul tasto “Installa” (ricordandosi di inserire anche la password dell’account OS X) per completare la procedura d’installazione.

Sui sistemi Android e iOS l’installazione è ancora più semplice: TeamViewer sui device mobili è infatti disponibile con una comoda app. Accedendo rispettivamente al Play Store e iTunes è possibile scaricare in pochi secondi l’app di TeamViewer.

Come funziona TeamViewer?

Una volta installato su tutti i device il programma, è sufficiente creare un proprio account TeamViewer per poter finalmente iniziare a testare il controllo da remoto. Anche l’operazione di creazione dell’account, così come quella di installazione, è davvero semplice: nella pagina di avvio del programma, in basso a destra, è collocato il tasto “Registrati”. Cliccandoci su l’utente si trova di fronte ad un breve form da compilare in cui, tra gli altri dati, dovrà indicare la mail (che fungerà da username) e la password. Completata la compilazione del form, sarà sufficiente cliccare sul link presente nella mail di verifica inviata dal software per abilitare l’account.

In questo punti alcuni utenti si confondo, perché scambiano le credenziali dell’account di TeamViever con ID e password del dispositivo: il primo rappresenta la chiave d’accesso che permette all utente di usare il software, i secondi identificano i dispositivi in maniera univoca. Questo significa, ad esempio, che un utente che controlla da remoto un MAC attraverso un normale PC avrà un solo account TeamViewer ma ben 2 ID e 2 password, uno per ogni device.

Una volta avviato il software, il layout principale di TeamViewer si mostra diviso in due sezioni: nella parte sinistra sono visualizzati ID e password del dispositivo sul quale si sta attualmente utilizzando il programma. Sulla parte destra, invece, vi è una casella in cui poter inserire l’ID del dispositivo che si vuole controllare da remoto.

Quando si vuole far comandare da altri il proprio computer a distanza, è sufficiente comunicare l’ID e la password all’altra persona e attendere che quest’ultimo “prenda possesso” del nostro device, vedendo il mouse muoversi da soli. Per poter comandare a distanza il computer di qualcun altro, invece, è sufficiente digitare l’ID dell’interlocutore nel box posto alla parte destra del layout principale, inserire anche la relativa password è assicurarsi che siano selezionato il campo “controllo da remoto”. Ovviamente, affinché tutto funzioni, entrambi i dispositivi devono essere regolarmente collegati ad internet.

Come si presenta un computer controllato da remoto con TeamViewer?

La straordinarietà di TeamViewer è data dal fatto che, una volta preso “il controllo” dell’altro dispositivo da remoto, l’utente visualizzerà il desktop di quest’ultimo come se fosse realmente davanti ai suoi occhi. Ponendo a tutto schermo la finestra di controllo da remoto è possibile quasi “sovrapporre” i due dispositivi. Si può operare sul dispositivo controllato da remoto con tastiera e mouse, come si farebbe con il proprio device. L’unica differenza è data dalla presenza di una barra degli strumenti di colore nero posta in alto, dove sono raccolte tutte le funzioni di TeamViewer.

La toolbar presenta tante funzioni interessanti: con l’icona dedicata alle operazioni l’utente può interrompere la sessione di controllo da remoto e spegnere o riavviare il computer controllato a distanza. Altro modo per chiudere la sessione di controllo remoto è cliccare sulla X posta in alto a sinistra. Con l’icona dedicata alle comunicazioni si possono avviare chat con il computer remoto, con la scheda File si possono trasferire documenti, foto e video da un PC all’altro o fare uno screenshoot.

Come controllare un computer via smartphone?

Come accennato in precedenza, grazie a TeamViewer è possibile controllare da remoto un computer anche attraverso un dispositivo mobile come smartphone o tablet. Il principio alla base del funzionamento rimane lo stesso, cambia esclusivamente la gestione dei comandi, che avviene attraverso un touchscreen e non con tastiera e mouse. Una volta scaricata l’applicazione e inserito il proprio account TeamViewer è sufficiente aggiungere l’ID e la password del dispositivo da controllare da remoto per avviare il tutto.

Una volta stabilita la connessione, l’app mostra anzitutto una schermata in cui sono visualizzabili tutti i gesti da fare sul touchscreen per guidare il computer collegato a distanza. Tuttavia, si tratta di “gesture” che richiamano il normale utilizzo dello smartphone: per digitare del testo viene visualizzata l’apposita tastiera touch, mentre per ingrandire un immagine è possibile effettuare il classico “swipe” con due dita.

TeamViewer incide sulla privacy dei dipendenti?

L’utilizzo di TeamViewer in ambiente lavorativo apre un dibattito molto controverso circa la violazione della privacy dei lavoratori da parte del datore di lavoro. Il fatto che un software permetta, ancor prima di controllare un device a distanza, di visionare quanto un dipendente stia facendo col computer aziendale pone il lavoratore sotto continua osservazione, come con il Grande Fratello di Orwell.

L’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori [1] sull’argomento parla chiaro: “Gli impianti audiovisivi e gli altri strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori possono essere impiegati esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale e possono essere installati previo accordo collettivo stipulato dalla rappresentanza sindacale unitaria o dalle rappresentanze sindacali aziendali”.

Questo significa che i computer controllati da remoto sono ammessi, a patto che tutte le informazioni raccolte dal datore di lavori siano utilizzate solo per esigenze produttive e di sicurezza del lavoro e non per ledere la libertà del lavoratore.

Una recente sentenza della Cassazione Civile [2], tuttavia, abbatte in qualche modo alcuni limiti che sino ad oggi l’articolo 4 dello statuto dei Lavoratori poneva: il controllo da remoto dei computer è ammesso anche per accertare comportamenti illeciti da parte dei lavoratori, se quest’ultimi sono sorpresi in attività che poco hanno a che vedere con quanto prevede l’obiettivo professionale.

In buona sostanza: un dipendente che viene “pizzicato” a giocare su internet anziché a lavorare può essere richiamato al dovere dal proprio datore di lavoro senza che quest’ultimo sia accusato di violazione della privacy.

note

[1] L. n. 300 del 20.05.1970.

[2] Cass. civ. sez. lavoro sent. n. 13266 del 28.05.2018.


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