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Diffamazione su Facebook senza nome

10 Gennaio 2019 | Autore:


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È diffamazione anche senza specificare nome e cognome della persona offesa? Quando c’è diffamazione online? La diffamazione su facebook è aggravata?

Parlare male di una persona è una cosa talmente semplice che a volte non ci si rende nemmeno conto di quanto possa essere deleterio un simile comportamento. Un’offesa può lasciare cicatrici ben più profonde di una lama, con il rischio che la ferita non si rimargini mai, soprattutto se l’espressione ingiuriosa è stata profferita in presenza di più persone. È proprio questa la grande differenza tra la semplice ingiuria (che oggi non costituisce più reato) e la diffamazione: la prima consiste nell’offendere la dignità di una persona in sua presenza; la seconda, al contrario, si concreta nelle espressioni irriguardose rivolte ad un soggetto che non è presente e che, pertanto, non può difendersi. Inoltre, la diffamazione presuppone che l’offesa sia fatta davanti ad altre persone, di modo che ad essere macchiata è la reputazione che la vittima ha all’interno della società. Puoi ben immaginare le ripercussioni negative di una condotta diffamatoria: le maldicenze potrebbero avere ripercussioni sul posto di lavoro, in famiglia, tra gli amici. Insomma: una diffamazione può anche uccidere una persona. Oggi, poi, diffamare è diventato talmente semplice che nemmeno ci facciamo più caso: quel circo rappresentato dai social network consente a tutti di esprimere la propria opinione; il che è un bene, fino a quando si ha un minimo di consapevolezza di ciò che si sta battendo alla tastiera del pc o dello smartphone. I problemi sorgono quando gli haters fanno tendenza e diventare un “odiatore” di professione diviene un mestiere vero e proprio. Devi sapere che fare i leoni da tastiera può costare caro: basta un semplice screenshot per immortalare il tuo commento offensivo, portarlo ai carabinieri e far scattare immediatamente l’ipotesi di reato di diffamazione aggravata. Proprio così: la diffamazione a mezzo web, poiché si avvale di un mezzo di pubblicità, è punita in maniera più severa del pettegolezzo diffuso per le vie del paese. Facebook è un’enorme città, fatta di strade, piazze e viuzze che nemmeno puoi immaginare; ma, soprattutto, su facebook le parole corrono veloci, soprattutto se sono maldicenze. Non dimenticare, poi, che secondo i giudici anche un like ad un commento sprezzante può costituire un concorso in diffamazione. Avrai allora capito che, se vuoi offendere qualcuno, è meglio che tu gli fissi un appuntamento in un luogo reale e glielo dica in faccia: rischierai di meno. V’è altro: sempre la giurisprudenza ha stabilito che c’è diffamazione anche quando il commento irriguardoso non menzioni esplicitamente alcuna persona; in altre parole, puoi commettere diffamazione anche se muovi un’accusa velata, un’insinuazione, capace, però, di far comprendere a chi è rivolta. Così, se ti trovi in un gruppo e insulti un donna sapendo che, all’interno di quella cerchia, ve n’è solo una, allora risponderai di diffamazione perché il tuo commento era senz’altro rivolto a lei. Se non hai compreso appieno quello che ho detto sinora, ti consiglio di proseguire nella lettura di questo articolo: ti parlerò della diffamazione online e della diffamazione su Facebook senza nome.

Diffamazione in internet: come è punita?

La diffamazione su facebook senza nome è punita più severamente della diffamazione ordinaria. Ti spiego perché, partendo dal dato normativo. Secondo il codice penale, chiunque, comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a 1.032 euro. Questo è il delitto di diffamazione nella sua forma “base”: esso ricomprende le classiche ipotesi di offese profferite in presenza di altre persone, di “pettegolezzo” ignobile rivolto alle spalle, ecc.

C’è poi tutta una serie di ipotesi di diffamazione aggravata: se l’offesa, consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a 2.065 euro;
se l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a 516 euro;
se l’offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza o ad una autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate [1].

Maldicenze su facebook: che reato è?

I commenti offensivi su facebook costituiscono una forma di diffamazione aggravata, poiché rientra nell’ipotesi dell’offesa recata con mezzo di pubblicità. Ingiuriare una persona attraverso post e commenti pubblici, infatti, è ben diverso dall’offendere bisbigliando all’orecchio di un individuo preciso. La condotta diffamatoria su facebook ha una risonanza enorme, non controllabile: chiunque può leggere il commento oltraggioso e farsi, dentro di sé, un’opinione negativa del bersaglio della critica.

In pratica, sparlare di qualcuno su facebook equivale a diffondere l’offesa attraverso il mezzo della stampa o mediante i mass media: la risonanza è più o meno la stessa, nel senso che, in entrambi i casi, esiste l’astratta idoneità che una moltitudine di gente possa leggere l’oltraggio.

Quando è diffamazione su facebook?

Vediamo ora in quali casi si rischia di incorrere in diffamazione su facebook. Come ricordato, la diffamazione presuppone che la comunicazione dell’offesa a più persone: ciò significa che anche solo due sono sufficienti perché il commento indecoroso verso un terzo possa integrare il delitto di diffamazione. Su facebook la diffamazione è punita più severamente poiché l’offesa può raggiungere velocemente una moltitudine di persone. Vediamo allora quando, concretamente, si può parlare di diffamazione su facebook.

Innanzitutto, si commette diffamazione quando si pubblica un commento offensivo sulla propria pagina personale (la famosa bacheca): qui, salvo restrizioni alla privacy, qualunque “amico” può leggere il post poco lusinghiero. Anche se il commento fosse visualizzabile solamente ad alcune persone, ciò che basta ad integrare l’ipotesi delittuosa è che almeno due persone possano leggerlo: tanto basta per commettere diffamazione.

Stesso ragionamento vale per i gruppi e le chat: il commento oltraggioso nei confronti di una persona, presente o meno all’interno del gruppo o della chat, costituisce diffamazione poiché comportamento idoneo a ledere l’altrui reputazione. Secondo la Corte di Cassazione, infatti, perché si integri il reato di diffamazione è sufficiente la semplice volontà che la frase giunga a conoscenza di più persone, anche soltanto due, il che rende irrilevante la circostanza che in concreto la frase sia letta da mille o anche soltanto da due persone [2].

Come anticipato, anche un semplice like è idoneo a far incorrere nel reato di diffamazione. Non occorre pertanto condividere un commento per diffamare una persona: è sufficiente una semplice adesione alla condotta delittuosa, adesione che può avvenire mostrando il proprio apprezzamento mediante pollici su (cosiddetto like o “mi piace”), cuori, sorrisi e altre sciocchezze del genere. In pratica, basta un click per poter incorrere in un concorso nel reato di diffamazione insieme a chi ha scritto il messaggio irriguardoso. In realtà, quanto appena detto non è una certezza, poiché non ci sono ancora significative pronunce a riguardo; ciò che è certo, però, è che sono molti i casi di persone rinviate a giudizio per aver messo un semplice like ad un commento diffamatorio.

Diffamazione su facebook senza fare nomi: è reato?

Ti parrà strano, ma anche la diffamazione su facebook senza nome costituisce reato. Cosa significa? Te lo spiego subito. La maggior parte delle volte, per insultare qualcuno non è nemmeno necessario scrivere il nome della vittima: se il commento è ben indirizzato, non ci saranno dubbi su chi sia il destinatario. Esempio: se ti sei appena lasciato con tua moglie o con la tua fidanzata e, preso dalla frustrazione, ti sfoghi sulla bacheca facebook narrando fatti poco lusinghieri che sono riconducibili solamente alla tua ex, ebbene in questo caso l’avrai diffamata anche senza menzionare il suo nome. La diffamazione su facebook senza nome rappresenta un classico: quasi sempre il diffamante omette il nome pensando di essere al sicuro; in realtà, non è così. Secondo la giurisprudenza, è sufficiente che il soggetto la cui reputazione è lesa sia individuabile da parte di un numero limitato di persone, indipendentemente dalla indicazione nominativa [3]; in pratica, basta che la persona offesa sia facilmente identificabile perché si integri la diffamazione.

Sarà sempre diffamazione, quindi, se vai su facebook e, pubblicamente, sul tuo profilo, spari a zero su un tuo collega, sul datore di lavoro, sulla tua compagna o su qualsiasi altro soggetto che sia individuabile per via della natura del tuo commento.

Diffamazione su facebook: ipotesi

Quando si commette diffamazione su facebook? O meglio, quali commenti possono offendere l’altrui reputazione?  Secondo i giudici, attribuire falsamente una relazione sentimentale costituisce un’offesa alla reputazione e, quindi, una diffamazione [4]. Anche l’attribuzione di difetti fisici [5] o di un’anomalia sessuale (impotenza) [6], sia essa o no sussistente, costituisce diffamazione. Questo è un punto molto importante: il reato di diffamazione non presuppone la falsità della notizia: la verità o meno del fatto attribuito è irrilevante.

Secondo la Corte di Cassazione, comporta una lesione della reputazione anche la notizia, non veritiera, che nei confronti di una persona imputata il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio [7]. Anche le espressioni dubitative possono integrare il delitto di diffamazione, specie nella forma dell’insinuazione: secondo la giurisprudenza, infatti, qualunque sia la forma grammaticale o sintattica della frase, ciò che conta è la sua capacità di ledere o mettere in pericolo l’altrui reputazione [8].

Alla luce di ciò, possiamo dire che risponderai di diffamazione su facebook anche non specificando il nome dell’offeso tutte le volte in cui il commento poco lusinghiero riguardante la reputazione altrui possa essere ricondotto, dalla platea che ti legge, ad una precisa persona.

note

[1] Art. 595 cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 12761/2014.

[3] Cass., ord. n. 25420/2017.

[4] Cass., sent. n. 31912/2001 del 27.08.2001.

[5] Cass., sent. del 19.01.1940.

[6] Cass., sent. del 05.12.1955.

[7] Cass., sent. n. 11494/1990 del 17.08.1990.

[8] Cass., sent. n. 1988/1976 del 11.02.1976.

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2 Commenti

  1. Bene questo dimostra quanto sia totalmente fuori controllo il potere della “legge” sulle vite deI cittadini perche azzera in maniera REPRESSIVA ED ARBITRARIA e volutamente PREVENTIVA la LIBERTA’ DI ESPRESSIONE, PAROLA E PENSIERO SANCITA NELLA COSTTUZIONE.

  2. Io ringrazio per questo messaggio mia figlia a subito un grande affronto da una donna che poi a fatto partire un grande Cant down. Domani mi rechero’ immediatamente dai Carabinieri. Abbiamo passato l inferno.Grazie mille a voi per questa preziosa informazione noi da quel giorno non riusciamo piu ‘ a vivere ed in più io sono un invalida al 100% è il dolore che sto’ provando a molto aggravato la mia situazione mentale e cardiologica.Se avete altri suggerimenti io vi ringrazio di Cuore.

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