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Lavoratore a termine non firma il contratto: conseguenze

10 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 Gennaio 2019



Che cosa succede se il lavoratore subordinato assunto a tempo determinato non firma il contratto di lavoro?

Il tuo consulente ti ha sempre raccomandato di far firmare immediatamente i contratti di lavoro ai dipendenti assunti, prima dell’inizio dell’attività lavorativa. Per te, però, questo è un adempimento noioso ed inutile. «Perché devo prendermi il disturbo- starai sicuramente pensando- di convocare il lavoratore per fargli firmare appositamente questo contratto? Magari il dipendente trova qualche punto su cui non è d’accordo e sono costretto a discuterci. Poi nel contratto ci sono troppe indicazioni a suo favore: meno cose sa, meglio è. Se dovesse passare un ispettore, farò firmare il contratto solo allora». E così, non hai mai fatto firmare i contratti di lavoro ai tuoi dipendenti, e li hai semplicemente conservati in un cassetto.

Sono tanti i datori di lavoro che, come te, pensano che far firmare il contratto, o la lettera di assunzione, sia un adempimento completamente inutile. Non sai, però, che non far firmare il contratto di lavoro al dipendente può avere delle conseguenze gravissime: è quanto capitato, di recente, al titolare di un’azienda. Questi aveva assunto un lavoratore con un contratto a termine della durata di un mese, senza fargli firmare alcun contratto: una volta terminato il rapporto, il dipendente ha ottenuto la reintegra nel posto di lavoro da parte del giudice, con conseguenze economiche disastrose per il datore, costretto a pagare tutte le competenze arretrate a partire dalla cessazione del rapporto. Come mai questa severa sentenza? Far firmare il contratto di lavoro al dipendente è davvero così importante?

Facciamo il punto della situazione, e cerchiamo di capire che cosa succede se il lavoratore a termine non firma il contratto: le conseguenze quali sono?

Per il contratto di lavoro dipendente è necessaria la forma scritta?

Secondo il nostro ordinamento, perché un rapporto di lavoro subordinato sia legittimamente instaurato non è indispensabile la forma scritta: anche il contratto stipulato oralmente è valido. A non essere valide, invece, sono eventuali clausole per le quali è richiesta la forma scritta, come il tempo parziale o il patto di prova.

Se manca il contratto scritto il dipendente è assunto in nero?

La mancanza della forma scritta del contratto non comporta necessariamente che il dipendente sia assunto in nero: non bisogna infatti confondere il contratto di lavoro, o lettera di assunzione, con la comunicazione di assunzione.

Quest’ultima, in particolare, è una comunicazione che il datore deve inviare entro il giorno che precede l’inizio del rapporto di lavoro. La comunicazione deve essere inviata, a prescindere dal fatto che ci sia o meno un contratto di lavoro scritto, ai servizi per l’impiego del proprio territorio in via telematica, con modello denominato Co. Unilav. Questo adempimento è utile ai fini dell’assolvimento degli obblighi di comunicazione non solo nei confronti dei centri per l’impiego, ma anche del ministero del Lavoro, dell’Inps, dell’Inail e dell’Ispettorato nazionale del lavoro, per le attività di competenza.

Se manca la comunicazione di assunzione il lavoratore è considerato in nero, a prescindere dalla presenza di un contratto di lavoro scritto. Se, invece, la comunicazione Unilav è inviata e manca il contratto di lavoro scritto, il dipendente non è in nero. Ma torniamo al contratto di lavoro scritto.

Per il contratto di lavoro a termine è necessaria la forma scritta?

Abbiamo osservato che per il contratto di lavoro subordinato non è necessaria la forma scritta, ma lo è per la validità della generalità delle clausole. Anche per la validità del termine del contratto è obbligatoria la forma scritta.

In parole semplici, se il contratto di lavoro a termine è stipulato oralmente, la data di fine rapporto si considera inesistente, ed il rapporto di lavoro si considera, dall’inizio, a tempo indeterminato.

Non serve che il datore di lavoro abbia comunicato ai servizi per l’impiego il termine del rapporto: senza un contratto di lavoro scritto nel quale sia indicato il termine di scadenza, il rapporto non può essere considerato a tempo determinato.

Che cosa succede se il dipendente non firma il contratto a termine?

Se il contratto a tempo determinato è stato redatto in forma scritta, ma non risulta firmato dal lavoratore, si considera inesistente: se così non fosse il datore di lavoro potrebbe, per assurdo, rendere valida qualsiasi clausola senza l’accordo del lavoratore.

In pratica, non c’è differenza tra il caso in cui non ci sia alcun contratto scritto ed il caso in cui il contratto sia redatto per iscritto, ma manchi la firma del lavoratore: l’apposizione del termine si considera comunque inesistente.

Il termine si può inserire successivamente?

Una volta stipulato un contratto di lavoro a tempo indeterminato non è più possibile tornare indietro e prevedere un termine del rapporto: la clausola relativa all’apposizione del termine deve essere contestuale alla stipula del contratto di lavoro.

In altre parole, se assumi un dipendente a tempo indeterminato, ma successivamente cambi idea e vorresti assumerlo a termine, non puoi far firmare al lavoratore un successivo contratto a tempo determinato. Se tu e il lavoratore, comunque, desiderate che il rapporto cessi in una determinata data, potete firmare una risoluzione consensuale.

Il termine si può cambiare?

Risulta diverso, invece, il caso in cui sia stipulato un rapporto a tempo determinato, ma vi sia la necessità di modificare il termine: è possibile, dietro accordo col lavoratore, sia prorogare il contratto che rinnovarlo, nei limiti di quanto permesso dalla legge (indicazione obbligatoria delle causali per ogni rinnovo e in caso di durata superiore a 12 mesi, durata massima complessiva del rapporto non superiore a 24 mesi).

Se datore di lavoro e dipendente si accordano, è anche possibile anticipare il termine del rapporto.


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