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Truffa: come recuperare i soldi?

9 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 Gennaio 2019



Cosa devi fare per ottenere la restituzione dei soldi in caso di truffa? Come comportarsi nel caso di truffa online? A chi bisogna rivolgersi?

Il fiorire e il diffondersi dei mezzi telematici ha favorito, da un lato, l’aumento smodato delle transazioni commerciali in rete; dall’altro, l’incremento delle truffe perpetrate attraverso i moderni mezzi informatici. Oggi acquistare sul web è facile, comodo e veloce: un catalogo di prodotti praticamente infinito, un paio di click, l’inserimento dei nostri dati personali e del numero di conto, e il gioco è fatto. Il problema, però, è che è aumentato in maniera proporzionale anche il numero delle truffe online: oramai non si contano più i tentativi di penetrare nel nostro o computer o nella nostra privacy al fine di estrapolare i dati utili per poter prosciugare la carta di credito. I modi per poterti truffare sono tantissimi: dal classico phishing alla sostituzione di persona; dall’utilizzo di spyware alla clonazione delle carte prepagate. Alla fine, però, il risultato è sempre lo stesso: ti ritrovi senza soldi, oppure ad averne spesi per acquistare un prodotto che non volevi o che non è mai arrivato. Ed è questo il punto: alla fine, non ti interessa tanto smascherare il colpevole, quanto riavere indietro il tuo danaro. Certo, la denuncia ci sta tutta: se subisci una truffa, recati immediatamente dai carabinieri o dalle forze dell’ordine a te più vicine e sporgi denuncia, descrivendo nel dettaglio ciò che ti è accaduto. Se hai subito una truffa online, poi, è meglio che tu ricorra direttamente alla polizia postale, specializzata nel settore. Ma cosa succede dopo? Facciamo l’esempio che tu, un bel giorno, facendo un controllo online del tuo conto, ti ritrovi con un ammanco derivante da un acquisto da te non autorizzato. Fai denuncia, e poi? Chi ti ridà i tuoi soldi? Se aspetti che la giustizia segua il suo corso, ci vorranno anni: dovrai infatti costituirti parte civile nel procedimento penale intentato contro il colpevole e, se alla fine questi verrà condannato, potrai chiedergli il risarcimento del danno e, ovviamente, la restituzione del maltolto. Ma non è così semplice: oltre a dover attendere anni, come già detto, è assai probabile che il malvivente sia un nullatenente. Cosa gli chiederai? Come agirai contro di lui per prendergli i soldi? Allora, se hai subito una truffa e vuoi la restituzione dei soldi, forse è il caso di intraprendere altre vie. Se quello che ti ho detto sinora ti interessa, prosegui nella lettura: ti spiegherò come recuperare i soldi in caso di truffa.

Truffa: com’è punita?

Truffa: come recuperare i soldi? Ma prima ancora: cos’è una truffa e come è punita dalla legge? Secondo il codice penale, la truffa consiste nel porre in essere artifizi o raggiri che, inducendo taluno in errore, consentono di procurarsi  un ingiusto profitto con altrui danno; la punizione è la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa fino a 1.032 euro [1].

In buona sostanza, la truffa è quel reato che consiste nell’abbindolare la vittima mediante inganni, stratagemmi o raggiri vari che inducono la stessa a privarsi di qualcosa a favore del truffatore. A differenza del furto, quindi, il truffatore non si impossessa dei beni altrui sottraendoli a chi li detiene, ma semplicemente li riceve grazie all’inganno che ha architettato. Prendi il classico esempio del pacco postale che ti viene consegnato a domicilio: il corriere di dice che devi pagare in contrassegno e tu, cascando in pieno nel raggiro, gli consegni i soldi per poi scoprire che nell’imballo non c’è nulla.

Truffa: chi può commetterla?

La truffa è un reato comune: ciò significa che chiunque può macchiarsi di questo crimine. Perché si configuri il delitto, è altresì necessario che il reo ponga in essere la condotta truffaldina in maniera del tutto consapevole: occorre, in altre parole, il famoso dolo, cioè la piena coscienza e volontà di realizzare una condotta vietata dalla legge. Questo significa che colui che si appropria del denaro altrui solo per gioco, architettando magari una sostituzione di persona al solo fine di deridere la vittima, non commette truffa (sempreché, poi, il maltolto venga restituito).

Si possono recuperare i soldi di una truffa?

Veniamo ora al punto cruciale dell’articolo: come recuperare i soldi in caso di truffa? Ebbene, la risposta non è scontata: recuperare i soldi è una cosa fattibile solamente in determinati episodi. Così, se sei stato truffato come nell’esempio che ho riportato sopra (quello del finto corriere, per intenderci), oppure in altre modalità che presuppongono che tu abbia ceduto di persona del denaro o altri beni, l’unico modo di recuperare ciò di cui ti sei spogliato è di rintracciare il colpevole e farseli restituire. In pratica, se la truffa è avvenuta “di persona”, l’unico modo è quello di denunciare il fatto e confidare nella giustizia.

Un’eccezione è possibile nel caso in cui tu possegga un’assicurazione contro le truffe. Si tratta di polizze non molto diffuse ma in aumento nei paesi ove i crimini, soprattutto furti e truffe, dilagano. In molti comuni d’Italia l’amministrazione pubblica ha stipulato un’assicurazione contro furti, rapine e truffe a tutela delle persone più anziane oppure dei meno abbienti. In pratica, chi subisce una truffa può rivolgersi al proprio comune e chiedere l’indennizzo, garantito appunto dalla polizza assicurativa.

Truffe online: come recuperare i soldi?

Più facile è recuperare i soldi nel caso di truffe online: queste, infatti, di solito puntano a prosciugare il conto dell’utente i cui dati, in un modo o nell’altro, sono stati svelati. Esempio: il portalettere ti recapita la fattura di una nota compagnia telefonica in riferimento al costoso acquisto di uno smartphone che tu avresti acquistato. Ebbene, se sei sicuro di non aver compiuto alcuna operazione, quello che devi fare immediatamente è sporgere denuncia e poi, con l’attestazione di ricezione che i carabinieri ti rilasciano, comunicare immediatamente l’accaduto sia alla compagnia che ha emesso la fattura sia all’istituto di credito (banca o poste) ove hai il tuo conto. Così facendo, bloccherai qualsiasi prelievo e, se questo è già stato effettuato, potrai sperare nel rimborso da parte dell’ente. Infatti, tanto le banche quanto le poste devono restituire il danaro che è stato illegittimamente prelevato dal conto dei propri clienti.

note

[1] Art. 640 cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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3 Commenti

  1. Una truffa che ho subito comprando casa dalla Sig Mennella gloria la quale accordandosi con il tecnico mazza raimondo una piantina fasulla della casa e degli spazi pertinenti alla casa per rubare più soldi dalla vendita per questo vorrei giustizia contro questi a torre del greco cappella bianchini Grazie sono la signora monica del prete

    1. Gent.ma Sig.ra Del Prete,
      purtroppo dalle Sue informazioni non riesco a comprendere se la condotta dell’alienante sia qualificabile come truffa oppure come mero illecito civile.
      Se intende approfondire la questione, può chiedere una consulenza al seguente indirizzo internet:
      https://www.laleggepertutti.it/consulenze-llpt
      Resto a Sua disposizione.
      Avv. Mariano Acquaviva

    2. Sig.ra Monica secondo il codice penale, la truffa consiste nel porre in essere artifizi o raggiri che, inducendo taluno in errore, consentono di procurarsi un ingiusto profitto con altrui danno. Perché si possa parlare di truffa penalmente perseguibile occorre che il truffatore ponga in essere artifici o raggiri idonei ad indurre in errore una persona dalla normale avvedutezza. Il codice, quando parla di artifici o raggiri, vuole intendere una vera e propria macchinazione nei confronti dalla vittima, una messa in scena preparata ad arte, fatta con l’unico scopo di trarre in inganno per arricchirsi. La bugia, di per sé, è troppo poco per poter integrare il reato di truffa. Solitamente, per artificio si intende un’alterazione della realtà esterna, una finzione che fa apparire come esistente qualcosa che non esiste oppure, al contrario, inesistente qualcosa che esiste. Il raggiro, invece, è una menzogna accompagnata da ragionamenti idonei a mascherarla da verità. Il truffaldino, pertanto, deve realizzare un vero e proprio intrigo ai danni della vittima: solo in questa ipotesi potrà rispondere penalmente della sua condotta. La truffa è un reato perseguibile a querela di parte: ciò significa che, affinché il truffatore possa essere sanzionato, occorre che la vittima sporga querela presso le autorità competenti (carabinieri, polizia, ecc.). In assenza di questo atto, le autorità, anche se fossero venute a conoscenza della truffa, non potrebbero fare nulla. Chi riceve la querela o la denuncia provvede all’attestazione della data e del luogo della presentazione, all’identificazione della persona che la propone e alla trasmissione degli atti all’ufficio del pubblico ministero. Il diritto di querela, inoltre, deve essere esercitato, a pena di decadenza, entro tre mesi dal giorno della notizia del fatto che costituisce reato.

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