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Cellulare alla guida: quando è consentito l’uso

3 Dicembre 2018 | Autore: Sabrina Antonella Caporale


Cellulare alla guida: quando è consentito l’uso

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 Dicembre 2018



Guidare in auto col cellulare è un rischio che viene sanzionato. Il vademecum per farne un uso consentito.

Dicono che usiamo il cellulare circa 150 ore al giorno, in media una volta ogni 7 minuti e che quotidianamente trascorriamo 5 ore su social network e siti internet. Lo smartphone pare sia diventato  una estensione nel nostro corpo; non è possibile più farne a meno, in casa, a scuola, a lavoro, in famiglia, quando usciamo con gli amici e persino nei momenti più intimi della giornata. Per qualcuno è un mezzo di svago, per altri è uno strumento indispensabile del proprio lavoro, ma per molti è solo fonte di stress e distrazione. L’uso inappropriato del cellulare può essere anche causa di gravi pericoli, soprattutto quando si è alla guida. Stando alle statistiche più recenti tra le principali cause di incidenti stradali (quasi 3 su 4, più del 70%) vi è la distrazione causata dall’utilizzo del cellulare. Secondo recenti indagini ISTAT solo nel 2016 si sarebbero verificati circa 36 mila incidenti per uso inopportuno del cellulare. Ecco perché il nuovo Codice della Strada, punisce severamente chi viene sorpreso alla guida col proprio smartphone. Cellulare alla guida: quando è consentito l’uso? In questo articolo cercheremo proprio di capire se vi sono dei casi in cui è possibile usare il proprio smarphone pur essendo alla guida senza il rischio di incorrere in contravvenzioni.

L’uso vietato del cellulare alla guida

La regola fondamentale è quella di evitare distrazioni di qualsiasi genere quando si è alla guida: l’automobilista deve mantenere le proprie capacità uditive attente ai rumori esterni del traffico e soprattutto deve avere le mani impegnate nel maneggiare il volante della propria auto in modo da garantire una guida sicura per sé e per gli altri.

Ma lo smartphone, non è solo uno strumento per poter ricevere ed effettuare telefonate, molto spesso esso è utilizzato come:

  • navigatore, ad esempio per ricercare l’indirizzo della propria destinazione;
  • calcolatrice;
  • strumento per prendere appunti o fissare appuntamenti;
  • ascoltare messaggi in segreteria, girare video, scattare foto, rispondere a messaggi, mandare vocali o sbirciare il proprio profilo social nel bel mezzo di una fila o in coda al semaforo.

Cosa dice in proposito il Codice della Strada?

Regola numero uno, è vietato utilizzare il cellulare per rispondere o effettuare una telefonata anche se in “viva voce” e impugnando il telefono con una sola mano. E nel caso si utilizzino gli auricolari, è necessario che un orecchio sia sempre libero cioè “vigile” e attento ai rumori del traffico.

Non ci vuole certo un esperto per comprendere che l’uso del cellulare anche con dispositivi che ne consentono l’utilizzo avendo entrambe le mani libere, non riduce il livello di distrazione degli automobilisti. E’ certo che ad essere interessate sono le capacità cognitive del guidatore a prescindere dalla propria abilità nel maneggiare il volante. A risentirne è la sua capacità di avvertire segnali acustici e i pericoli esterni.

Ma vi è di più. La legge sanziona l’utilizzo del cellulare in auto, anche quando si è fermi in fila nel traffico o in coda al semaforo. In tal caso, la situazione di pericolo potrebbe essere causata dal ritardo nell’attivare i sistemi di riavvio dell’auto al momento in cui scatta il “verde” e così via.

Casi in cui è consentito l’uso del cellulare in auto

Se quanto poc’anzi affermato è vero non si può certo trascurare che esistono dei casi in cui pur essendo seduti nella propria autovettura si può fare uso del proprio smartphone.

Esemplificando, si tratta delle seguenti ipotesi:

  • quando si è fermi al parcheggio, anche se ancora con il motore acceso, purché l’auto non sia “in marcia”;
  • quando si è connessi in modalità bluetooth, purché tale connessione sia fatta prima di mettersi alla guida;
  • attraverso l’utilizzo di comandi vocali, purché il proprio dispositivo sia poggiato nel vano portaoggetti o sul sedile dell’altro passeggero, insomma l’importante è che il guidatore abbia le mani libere.  In altre parole, sarà sanzionato comunque quel guidatore che sebbene utilizzi la modalità di “viva voce” o i comandi vocali del proprio telefono cellulare, lo tenga nella propria mano mentre è al volante.

Cosa rischia il conducente che viene sorpreso a guidare col proprio smartphone?

Il Codice della strada [1] prevede la sanzione della multa da 161 fino a 647 euro (con possibilità di riduzione del 30% se si paga entro 5 giorni dalla violazione) e la perdita di 5 punti della patente. In caso di recidiva, nel caso cioè, lo stesso conducente venga sorpreso nuovamente a trasgredire il divieto nell’arco di due anni successivi dalla prima contravvenzione, è prevista la sospensione della patente da 1 a 3 mesi.

L’attuale governo aveva proposto il ritiro della patente “secco” da 1 a tre mesi e la decurtazione di 10 punti per chi fosse stato sorpreso alla guida con il proprio cellulare nella mano. La norma, inserita nella legge di bilancio 2018, non è stata tuttavia, approvata in via definitiva. Rimangono, pertanto, ferme le sanzioni già previste.

L’applicazione della norma non si intende estesa ai conducenti di veicoli “speciali” quali gli appartenenti alle forze dell’ordine o dei corpi di polizia municipale, provinciale, polizia di stato, guardia di finanza, vigili del fuoco, polizia penitenziaria, croce rossa italiana e così via.

In passato vi facevano eccezione anche i conducenti di veicoli adibiti a determinati servizi e finalità (quali ad esempio la sicurezza e l’ordine pubblico o al trasporto di persone).

Di recente la Cassazione ha precisato che l’uso del dispositivo cellulare da parte di tali categorie di conducenti non va sempre e comunque giustificata per il sol fatto cioè, della speciale finalità o della particolarità del mezzo, ma è necessario provare anche in questi casi, l’esigenza concreta dell’utilizzo.

Ti potrai a questo punto domandare se in caso di incidente stradale le forze dell’ordine siano sempre obbligate a verificare, attraverso indagini peritali sui telefoni dei conducenti, il loro utilizzo al momento dell’impatto. La risposta è semplice, al fine di stabilire le responsabilità, le forze dell’ordine potranno disporre accertamenti sui telefoni dei conducenti in tal senso.

Uso del cellulare “non consentito” e stato di necessità

Chiarito che l’uso dello smartphone in auto è quasi sempre vietato, salvo appunto alcune limitate eccezioni, è interessante capire se in caso di urgenza ne sia consentito l’utilizzo senza il rischio di incorrere in multe e contravvenzioni.

Il tema è stato più volte affrontato dalla giurisprudenza.

Interessante è il caso [2] di un medico multato dalla polizia municipale perché colto alla guida mentre era intento a parlare al telefono, peraltro, senza uso del “viva voce”, né con gli auricolari. L’automobilista aveva, sin da subito, contestato il verbale di contravvenzione dichiarandone l’illegittimità della sanzione dal momento che, nel suo caso l’uso del cellulare era derivato da una sorta di stato di necessità. Era infatti, stato costretto a rispondere al telefono perché contattato da una paziente colta da malore.

La Cassazione ha rigettato la tesi difensiva ritenuta peraltro, “troppo generica e alquanto inusuale” chiarendo che in quel caso erano insussistenti sia l’esigenza immediata di evitare a sé o ad altri il pericolo di un danno grave alla persona sia l’inevitabilità della condotta; in altre parole, il medico avrebbe dovuto accostare, arrestare l’auto e rispondere.

Per le stesse ragioni, la Cassazione ha rigettato l’opposizione al verbale di polizia municipale emesso nei confronti di una specializzanda in medicina [3] e di un avvocato [4], entrambi multati per aver risposto al cellulare durante la guida, anch’essi senza utilizzo degli auricolari né del “viva voce”. Anche in questo caso i due professionisti avevano giustificato la loro condotta sulla base di un presunto stato di necessità, nell’un caso generato dall’urgenza di rispondere al proprio direttore sanitario per avere informazioni su un paziente in gravi condizioni di salute e nell’altro, per aver risposto ad un collega situato in un’altra città che chiedeva ragguagli sulla situazione di un cliente detenuto.

In entrambi i casi, i giudici della Cassazione hanno confermato il verbale di polizia municipale ritenendo che lo stato di necessità non fosse stato integrato e che le dinamiche dei fatti emersi in sede di giudizio non avrebbero mai potuto giustificare l’infrazione della legge.

Ti potrai allora chiedere cosa fare se a trovarsi in una situazione di urgenza sia un comune cittadino anziché un professionista.

Un caso esemplificativo è quello di un soggetto, anch’esso multato per essere stato “beccato” alla guida nel bel mezzo di una conversazione telefonica al cellulare senza auricolari, né in modalità “in viva voce”. Anche in questo caso, il conducente aveva opposto il verbale di contravvenzione, affermando lo stato di necessità di chiamare il padre, gravemente ammalato che si trovava da solo in casa, per informarlo che di li a poco sarebbe stato trasportato in ospedale per eseguire esami clinici urgenti.

Ma anche in questo caso non c’è stato scampo per l’opponente. I giudici hanno escluso l’esistenza dello stato di necessità, chiarendo ancora una volta che esso deve consistere in un pericolo imminente e tale non lasciar spazio in concreto, a condotte alternative. In particolar modo, quando la situazione di pericolo è legata all’esigenza di cure mediche o all’assunzione di farmaci o medicinali, essa deve avere un carattere di “indilazionabilità’” deve essere tale cioè da non lasciare al soggetto interessato alternative alla violazione della legge [5].

Detto in altri termini, in tema di uso del cellulare durante la guida per chiamare un medico in aiuto di un ammalato o, come nel caso di specie, per organizzare il trasporto del paziente in una struttura sanitaria per interventi clinici urgenti, la giustificazione è ammessa soltanto nel caso in cui si provi il pericolo imminente di vita e l’impossibilità di ricorrere a mezzi alternativi leciti, quali ad esempio il fermarsi a lato della strada senza arrecare ulteriore disagio al traffico.


Di Sabrina Antonella Caporale

note

[1] Art. 173 C.d.S.

[2] Cass. sent. n. 9940 del 26.04.2007.

[3] Cass. sent. n. 21266 del 08.10.2014.

[4] Cass. sent. n. 14556 del 16.06.2010.

[5] Cass. sent. n. 4818 del 16.04.1987.


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