Diritto e Fisco | Articoli

Truffa per email

3 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 Dicembre 2018



Come avviene una truffa per email? Come difendersi? Come riconoscerle? Quali sono le truffe per email più diffuse?

Un tempo, per inviare una comunicazione ad una persona, occorreva vergare il foglio con la propria penna, imbustare la lettera, sigillarla, magari apponendo la ceralacca, e inviarla al destinatario. Se tutto andava bene, si sarebbe ricevuta una risposta dopo qualche settimana. Oggi non è più così: email, facebook, whatsapp e altre diavolerie moderne hanno preso il posto della più intima e personale lettera scritta di proprio pugno. Se ne abbiamo perso in romanticismo, senz’altro ne abbiamo guadagnato in celerità, efficacia e risparmio: mandare una comunicazione a qualcuno, oggi, è praticamente gratuito; inoltre, abbiamo la certezza che il messaggio venga recapitato e, talvolta, anche letto. Il rovescio della medaglia, purtroppo, c’è sempre: così come è facile comunicare con chi ci sta lontano, allo stesso modo è semplice ingannarci. Così, può ben capitare di ricevere una email da un indirizzo che ci sembra conosciuto, dietro al quale però si cela un malfattore. Quante volte hai ricevuto poste elettronica da parte di chi si spacciava per la tua banca di fiducia, chiedendoti di inserire le credenziali personali? Oppure ti ha contattato il tuo server di posta, dicendo che occorreva seguire una procedura per evitare la disattivazione dell’account? Ebbene, sappi che sono tutti tentativi di truffa. La truffa, uno dei reati più antichi del mondo insieme al furto, viene oggi perpetrata attraverso i mezzi tecnologici con cui quotidianamente abbiamo a che fare: email e social network, soprattutto. Spesso non ce ne rendiamo neanche conto, salvo scoprire, dopo diverso tempo, che c’è un ammanco non autorizzato sul nostro conto in banca. Con questo articolo ho intenzione di parlarti del reato di truffa e dei casi più noti di truffa per email.

Truffa: cos’è e come è punita?

Prima di approfondire il tema della truffa per email ti ruberò giusto un attimo per spiegarti cos’è la truffa e come viene punita dalla legge. Secondo il codice penale, la truffa consiste nel porre in essere artifizi o raggiri che, inducendo taluno in errore, consentono di procurarsi  un ingiusto profitto con altrui danno; la punizione è la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa fino a 1.032 euro [1].

Si tratta di un reato comune, cioè che può essere commesso da chiunque, consistente nel porre in essere una condotta idonea a raggirare una persona dalla media avvedutezza. A differenza del furto, la truffa non comporta lo spossessamento del bene altrui mediante sottrazione ai danni di chi lo detiene: la vittima infatti, proprio perché raggirata, consegna i propri beni spontaneamente al malandrino. Per questo motivo la truffa rientra tra i cosiddetti delitti con la cooperazione della vittima; una sorta di furto più elegante, insomma.

Truffa: come si realizza?

Il codice penale volutamente non specifica come una truffa deve essere realizzata; si limita solamente a dire che la truffa consiste nel porre in essere artifici o raggiri che inducono la vittima in errore. Pensa al classico esempio del finto corriere che bussa alla porta di casa tua dicendoti di pagare un determinato importo per avere un pacco in consegna. Questa è soltanto una delle infinite modalità con cui può realizzarsi una truffa.

Per tutte queste ragioni, la truffa viene definita come un reato a forma libera, nel senso che non c’è un unico modo per realizzare l’inganno delittuoso: qualsiasi escamotage può essere utilizzato dal truffaldino per perseguire i suoi intenti malvagi. E qui entra in gioco la truffa per email.

Truffa per email: come avviene?

La truffa per email è una delle più diffuse in assoluto, sebbene non sia mai eguale a se stessa: il contenuto del messaggio può essere diverso e, in genere, è sempre calibrato sulle esigenze del destinatario. Cominciamo a vedere quali sono le più diffuse truffe per email, iniziando dalla più celebre in assoluto: quella che va sotto il nome di phishing.

Phishing: cos’è e come funziona?

Il phishing è la truffa per email per eccellenza: essa consiste nell’invio di una comunicazione contenente il logo contraffatto di un istituto di credito o di altra istituzione economica, e nella quale si invita il destinatario a fornire dati riservati (numero di carta di credito, password di accesso al servizio di home banking, ecc.), motivando tale richiesta con ragioni di ordine tecnico (tipo, disattivazione conto oppure account).

Solitamente nel messaggio, per rassicurare l’utente, è indicato un link che rimanda solo apparentemente al sito web dell’istituto di credito o del servizio a cui si è registrati.  In realtà il sito a cui ci si collega è  stato preparato in modo da assomigliare a quello originale. Qualora l’utente inserisca i propri dati riservati, questi saranno nella disponibilità dei truffatori.

Truffa alla nigeriana: in cosa consiste?

Un altro esempio di truffa per email è la cosiddetta truffa alla nigeriana. Si tratta di un particolare raggiro a distanza che consiste nell’ingannare la vittima spacciandosi per una persona facoltosa che, per problemi burocratici, non riesce a sbloccare un’ingente somma di denaro che gli deve essere resa ma che si trova momentaneamente presso un istituto di credito. Per favorire l’operazione di trasferimento, il truffaldino chiede alla vittima di anticipare una (iniziale) modesta somma di denaro dietro la promessa che, al termine della vicenda, verrà restituita con lauti interessi. Altrettanto ovvio è, però, che nulla verrà reso e che si tratta di una truffa bella e buona. Le richieste di denaro, col tempo, si fanno sempre più cospicue, ogni volta sorrette da motivi pretestuosi.

Ricatto per email

Un’altra forma di truffa per email è quella che consiste nel ricattare il destinatario, chiedendogli di pagare un determinato importo per mantenere segrete alcune sue informazioni riservate. Anche questa particolare truffa per email può assumere connotati diversi: a volte si minaccia la diffusione di un video scandaloso, altre volte invece quella delle password dei profili social.

Se dovesse arrivarvi qualcuna di queste comunicazioni, cercate di mantenere il sangue freddo e di denunciare subito l’accaduto, ovviamente senza assecondare il ricattatore: la maggior parte delle volte (quasi sempre) si tratta di un bluff, cioè di una richiesta fatta solamente per spaventare e ottenere i soldi senza in realtà essere in possesso di alcun dato riservato.

Truffa per email: cosa fare?

Se ritieni di essere stato truffato per email, oppure di aver subito un tentativo di truffa online, rivolgiti subito alla polizia postale a te più vicina. Ricorda di portare con te tutti i dati necessari: non solo i tuoi, ma anche gli indirizzi di posta elettronica dai quali hai ricevuto i messaggi indesiderati. Se sono coinvolti anche profili facebook, porta con te anche il codice identificativo di ognuno di essi. Per agevolare il lavoro della polizia, stampa la schermata contenente la posta indesiderata: anche uno screenshot, successivamente trasportato in formato cartaceo, va bene.

note

[1] Art. 640 cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI