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Riforma del fallimento: le novità per le Srl

29 ottobre 2017


Riforma del fallimento: le novità per le Srl

> Business Pubblicato il 29 ottobre 2017



Con la riforma del fallimento saranno introdotte importanti novità per le Srl. Vediamo quali 

In data 11 ottobre 2017 il Parlamento ha approvato la riforma del fallimento, diventata dunque legge. A decorrere dall’entrata in vigore della legge delega (ancora in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) il Governo avrà 12 mesi di tempo per predisporre uno o più decreti legislativi volti a “concretizzare” gli obiettivi e le novità introdotte dalla riforma. Tra le novità più rilevanti devono menzionarsi quelle relative alla disciplina delle Società a responsabilità limitata. Di tanto parleremo nel presente articolo. Tuttavia, prima di analizzare quali novità saranno introdotte per le Srl, cerchiamo di comprendere qual è il reale scopo della recente riforma sul fallimento.

Riforma sul fallimento: l’obiettivo è salvare le imprese 

Obiettivo di questa legge – denominata da molti legge “salva imprese” – è proprio quello di salvare, per quanto più possibile, le imprese dalla crisi. Crisi d’impresa che, al giorno d’oggi, non può più qualificarsi come un fenomeno raro e patologico, rappresentando – al contrario – quasi la normalità dei processi aziendali (leggi, sul punto,  Quante aziende falliscono in Italia?). Scopo della riforma, dunque, è quello di preservare, per quanto più possibile, il patrimonio imprenditoriale e finanziario di un’azienda, in modo da rafforzare la capacità imprenditoriale complessiva del nostro Paese. A tal fine sono state introdotte una serie di importanti novità. Per tutti gli approfondimenti, leggi: La riforma “salva imprese” è legge . Modifiche rilevanti, inoltre, saranno presto introdotte con specifico riferimento alla disciplina delle Società a responsabilità limitata. La riforma del fallimento, infatti, interverrà anche su alcuni aspetti delle Srl. Vediamo in che modo e quali saranno le future modifiche per le Srl.

Organo di controllo o di revisione

Come anticipato, obiettivo della riforma è quello di “salvare” le imprese dalla crisi. A tal fine il governo disciplinerà una fase preventiva di allerta, volta ad anticipare e, quindi, a prevenire l’emergere di una crisi di impresa. Proprio per questo motivo, saranno estesi anche con riferimento alle Srl, i casi di nomina obbligatoria di un organo di controllo o di revisione. In particolare, l’obbligo di nomina di un organo di revisione o di controllo sorgerà quando la Srl, per due esercizi consecutivi, abbia valicato almeno uno dei seguenti limiti:

  • totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 2 milioni di euro;
  • ricavi delle vendite e delle prestazioni: 2 milioni di euro;
  • dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 10 unità.

L’obbligo di nomina cesserà quando, per tre esercizi consecutivi, non è superato alcuno dei limiti dimensionali sopra descritti. In tutti i casi in cui la nomina sarà obbligatoria, l’assemblea deve provvedervi entro il termine di 30 giorni. In mancanza, sarà il tribunale a nominare l’organo di controllo o di revisione, su richiesta di ogni interessato o anche su segnalazione del conservatore del registro delle imprese.

Se si mettono a confronto le regole appena descritte  (che saranno introdotte dalla riforma) con quelle attuali, evidenti risultano le novità. Ed infatti, nella disciplina attuale [1] è obbligatoria la nomina dell’organo di controllo o di revisione se la Srl ricade in una delle seguenti situazioni:

  • deve redigere il bilancio consolidato;
  • controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti;
  • supera, per due esercizi successivi, due dei seguenti parametri: totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 4,4 milioni di euro; ricavi delle vendite e delle prestazioni: 8,8 milioni di euro; numero medio dei dipendenti occupati durante l’esercizio: 50 unità.

L’obbligo di nomina cessa se, per due esercizi consecutivi, i predetti limiti non vengono superati. Se l’assemblea non provvede alla nomina, è il tribunale a provvedervi su richiesta di qualsiasi soggetto interessato.

Responsabilità degli amministratori verso i creditori sociali

Con la riforma sarà applicata anche alle Srl la disciplina relativa alla responsabilità degli amministratori verso i creditori sociali per l’inosservanza degli obblighi relativi alla conservazione dell’integrità del patrimonio sociale. Ciò significa che anche  i creditori di una Srl potranno proporre l’azione di responsabilità verso gli amministratori (sin’ora prevista solo per i creditori di Spa) quando risulta che il patrimonio sociale è insufficiente alla soddisfazione dei loro crediti [2].

Denuncia al tribunale per gravi irregolarità

Il Governo è delegato a estendere anche alle Srl la possibilità di denunciare al tribunale le gravi irregolarità commesse dagli amministratori. Attualmente, inoltre, è discusso se nelle Srl sarà possibile ricorrere al cosiddetto controllo giudiziario. Per approfondimenti sul punto leggi: Cos’è il controllo giudiziario delle aziende?Quando scatta il controllo giudiziario dell’azienda?.

note

[1] Art. 2477 Cod. Civ.

[2] Cfr. art. 2394 Cod. Civ., attualmente previsto solo per le s.p.a., ma non richiamato per quanto concerne le Srl. 

[3] Cfr. art. 2409 Cod. Civ., previsto attualmente solo per le Spa, ma non richiamato per le Srl.


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