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Come capire se ho superato il mese di prova?

10 Gennaio 2019 | Autore:
Come capire se ho superato il mese di prova?

Ecco alcune linee guida per capire se un lavoratore ha superato il mese di prova, ossia il cd. periodo di prova. Che cos’è e come funziona?

Ti hanno appena assunto presso un negozio di abbigliamento. All’atto della formalizzazione del tuo contratto il tuo datore di lavoro ti rammenta comunque che sei soggetto a un c.d. periodo di prova. Si tratta di un periodo entro il quale il datore di lavoro ti mette appunto alla prova per capire se sei la persona giusta o meno per quel tipo di attività, e se hai le qualifiche e conoscenze pratiche richieste. D’altronde tale periodo servirà anche a te per metterti alla prova e per comprendere se quello che fai ti piace realmente. Insomma prima che il contratto di lavoro divenga ufficiale, entrambe le parti hanno un lasso di tempo per conoscersi meglio e per valutare la reciproca convenienza di mandare avanti il rapporto di lavoro intrapreso.

A questo punto però ti sorge improvvisamente un dubbio: come capire se ho superato il mese di prova? È un bel problema, specie se il tuo datore di lavoro non ti dice niente e tu non sai a chi chiedere. Magari il tuo periodo di prova è già finito da un pezzo ma il tuo superiore non ti dice nulla in merito con l’intento di allungare tale periodo e per mandarti a casa senza problemi. Se vuoi capire se hai già superato il mese di prova, e non sottostare al silenzio del tuo datore di lavoro, ti basterà dedicare cinque minuti del tuo tempo alla lettura delle seguenti righe. Ecco tutto quello che devi sapere sul superamento del periodo di prova.

Che cos’è il periodo di prova?

Innanzitutto bisogna capire che cos’è il periodo di prova, e in che modo viene utilizzato. Ebbene, giuridicamente si tratta di un periodo di tempo, definito appunto periodo di prova, che viene messo per iscritto sul contratto di assunzione all’atto dell’assunzione. Quindi, nel momento in cui firmerai il contratto di lavoro, troverai l’indicazione del periodo di prova se il tuo datore di lavoro intende avvalersene.

Va da sé che si tratta di un lasso di tempo utile per il datore di lavoro al fine di verificare se sei tagliato per quel tipo di lavoro. Ma serve anche al lavoratore per prendere confidenza con il nuovo lavoro. In altre parole si valuta la reciproca convenienza del rapporto di lavoro. Infatti, in caso di esito positivo del periodo di prova, il rapporto di lavoro continua normalmente senza alcun problema; in caso di esito negativo, invece, il datore di lavoro può liberamente decidere di concludere anticipatamente il rapporto di lavoro.

Dunque,

Durante questo periodo ciascuna delle parti può recedere dal contratto, senza obbligo di preavviso o d’indennità. Si può comunque stabilire che questa si svolga per un periodo di tempo minimo, in questo caso il recesso può avvenire solo al termine di questo tempo prestabilito. Vediamo insieme cos’altro c’è da sapere su questo importante istituto del diritto del lavoro.

Quanto dura il periodo di prova?

Come anticipato poc’anzi, il periodo di prova è un istituto giuridico [1] che lo definisce come una assunzione in prova del prestatore di lavoro. Ma quanto dura il periodo di prova. Ebbene, non esiste una legge che disciplina una durata univoca e fissa per tutti. Infatti, per stabilire quanto dura il periodo di prova occorre riferirsi generalmente al Ccnl (Contratti collettivi nazionali del lavoro) applicato al lavoratore. Ma anche qui non esiste un periodo uguale per tutti, poiché si differenzia e varia in base alla qualifica e le mansioni da ricoprire.

Dunque il periodo di prova non può essere stabilito di comune accordo tra le parti, bensì bisogna riferirsi al contenuto del contratto collettivo e al livello professionale, ossia alla mansione che il lavoratore andrà a svolgere.

Pertanto, tale periodo non potrà mai eccedere l’intervallo stabilito dai Ccnl. Ma esiste un termine oltre il quale non si può andare, che è di 6 mesi.

Quanto dura il periodo di prova nel Ccnl Commercio-Confcommercio?

Ma quanto dura ad esempio il periodo di prova nel Ccnl Commercio-Confcommercio? Al riguardo, il contratto collettivo prevede una durata più ampia per i livelli e mansioni superiori, e una durata piuttosto bassa per i livelli minimi.

Quindi abbiamo una durata di:

  • 6 mesi per i quadri e primo livello;
  • 60 giorni per il secondo e terzo livello;
  • 60 giorni per il quarto e quinto livello;
  • e 45 giorni per il sesto e settimo livello.

Generalmente il periodo indicato, se non diversamente previsto dal Ccnl si intendono di lavoro effettivo. Nel caso del Commercio-Confcommercio, il Ccnl prevede espressamente che:

  • il periodo indicato per quadri e primo livello deve essere computato in giorni di calendario;
  • mente i giorni indicati per i restanti livelli devono intendersi di lavoro effettivo.

Quanto dura il periodo di prova nel Ccnl Turismo Pubblici Esercizi?

Altro contratto collettivo molto utilizzato dove il periodo di prova trova un impiego fondamentale è il Ccnl Turismo Pubblici Esercizi. Anche in questo caso il periodo di prova trova un meccanismo a scaglioni, nel senso che sarà più ampio per le mansioni di grado elevato, come quadri A e quadri B, in quanto c’è bisogno di verificare più a lungo le capacità professionali, mentre sarà più contenuto man mano che si scende di livelli.

Pertanto, la durata del periodo di prova è stabilita nelle misure che seguono:

  • quadri A e B: 180 giorni;
  • livello I: 150 giorni;
  • livello II: 75 giorni;
  • livello III: 45 giorni;
  • livello IV e V: 30 giorni;
  • livello VI S: 20 giorni;
  • livello VI e VII: 15 giorni

Durata periodo di prova nel contratto a termine

Quanto finora specificato riguarda il periodo di prova per i lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato. Ma quanto dura il periodo di prova qualora un datore di lavoro intendesse assumere un lavoratore con il contratto a termine?

Naturalmente, in alcuni casi, per ovvi motivi non potrà avere una durata uguale ai lavoratori assunti a tempo indeterminato. Si prende il caso ad esempio di un lavoratore inquadrato al primo livello del Ccnl Turismo Pubblici Esercizi con contratto a tempo determinato di 3 mesi. Poiché il contratto collettivo nel caso di specie prevede un periodo di prova di 150 giorni, è chiaro che il datore di lavoro non può apporre una durata così lunga, in quanto andrebbe oltre la durata del contratto stesso. Quindi, per il contratto a tempo determinato bisogna fare un discorso a parte.

La legge, infatti, nella fattispecie del contratto a termine prevede che all’atto della redazione del contratto individuale di lavoro possa essere inserita una clausola che deroghi alla durata originariamente prevista dal Ccnl. Quindi, se il Ccnl nulla prevede in merito a tale durata, è possibile andare a riproporzionare la durata del periodo di prova nel contratto a termine. A tal proposito, la legge stabilisce che non è in nessun caso ammessa la prova di durata pari a quella del rapporto stesso.

Come funziona il periodo di prova?

Una volta compresa cos’è e quanto dura il periodo di prova, bisogna meglio specificare il suo funzionamento e ambito di applicazione. Innanzitutto occorre evidenziare che non è obbligatoria. Il datore di lavoro, infatti, può anche decidere di non avvalersi di questo periodo e decidere di procedere immediatamente all’assunzione, la quale diventa così subito operativa.

Laddove, però, il datore di lavoro intende avvalersene – come nella maggior parte dei casi ormai – il periodo prova deve essere obbligatoriamente richiamato per iscritto nel contratto di lavoro. Quindi, per essere legittimo e valido deve essere apposta una clausola all’interno dell’accordo individuale. Ma non solo. Ai fini della sua genuinità, deve avere le seguenti caratteristiche:

  • deve indicare in maniera netta e chiara la durata massima così come stabilito dal Ccnl di categoria. Si ricorda che in nessun caso potrà superare i sei mesi;
  • deve specificare le mansioni e il ruolo che il lavoratore andrà a ricoprire durante tale periodo di prova;
  • in relazione alla sua durata, non bisogna assolutamente dimenticare di indicare come viene conteggiato tale periodo, ossia in mesi o giorni, e se quest’ultimi devono essere intesi come effettivamente lavorato o di calendario. In genere, quanto il contratto collettivo nulla prevede in merito, la prassi prevede che bisogna riferirsi a giorni effettivamente lavorati;
  • va da sé che il periodo di prova deve essere indicato contestualmente all’atto dell’assunzione o al massimo prima dell’inizio del rapporto di lavoro. Difatti è nullo e privo di ogni effetti il patto di prova che prevede il contrario;
  • durante il periodo di prova, il lavoratore è normalmente retribuito e percepisce lo stipendio come da contratto di lavoro. Dunque, matura tutti gli istituti contrattuale quali ferie, permessi, tredicesima, quattordicesima, ecc.

Come capire se ho superato il mese di prova?

Ma come fare se il tuo datore di lavoro nulla ti fa sapere circa la fine del mese di prova, o non sei sicuro di quanto dura? La risposta è molto semplice e probabilmente l’avrai già intuita nelle righe precedenti. Per capire ciò ti basterà controllare il tuo contratto di lavoro e vedere quanto dura. Se non viene menzionato il periodo di prova, vuol dire che l’azienda per cui lavori ha deciso di non avvalersene e ti devi ritenere assunto a tutti gli effetti di legge.

Se, invece, ti accorgi che ti manca ancora qualche giorno per completare il periodo di prova, alla fine possono verificare sostanzialmente due situazioni:

  • termina senza che il tuo datore di lavoro ti dice nulla, in tal caso il periodo di prova s’intende superato a tutti gli effetti in maniera positiva e il rapporto di lavoro prosegue normalmente, senza necessità di ulteriore conferma o comunicazione. Tale periodi, quindi, deve essere computato come anzianità di servizio;
  • prima che il periodo di prova si completi, entrambe la parti possono recedere dal contratto in qualsiasi caso e per qualunque motivo senza dare preavviso.

È possibile licenziarsi o dimettersi nel periodo di prova?

Come anticipato poc’anzi, durante il periodo di prova le parti valutano se rapporto di lavoro intrapreso sia confacente alle loro esigenze. Pertanto, sia il lavoratore che il datore di lavoro possono recedere dal contratto in qualsiasi momento. Non sono vincolati neanche in termini di causale, poiché le dimissioni o il licenziamento possono avvenire per qualsiasi motivo. Inoltre, non bisogna dare assolutamente preavviso, né in caso di dimissioni né in quello di licenziamento.

Infatti, si parla di:

  • licenziamento per mancato superamento del periodo di prova, quando è il datore di lavoro che ti licenzia anzitempo;
  • dimissioni durante il periodo di prova; quando invece è il lavoratore che si rende conto che il lavoro non è consono alle sue capacità o semplicemente non si trova bene e decide di interrompere il rapporto di lavoro.

In entrambi in casi non c’è assolutamente bisogno che le parti adempiano formalmente le decisioni intraprese durante il periodo di prova. Nel caso del licenziamento, infatti, si parla di licenziamento ad nutum. In pratica il licenziamento viene dato verbalmente, con un solo cenno (tradotto verbalmente). Ma anche nel caso delle dimissioni non si segue la normale procedura e prassi prevista, poiché non bisogna dare le dimissioni online su cliclavoro. Basta in questo caso una lettera di dimissioni consegnata per iscritto al datore di lavoro.

note

[1] Art. 2096 del Codice Civile.


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