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Denaro contante: via da banche e negozi

30 Ottobre 2017


Denaro contante: via da banche e negozi

> Business Pubblicato il 30 Ottobre 2017



In Svezia il denaro liquido sta scomparendo da banche e negozi e nel 2030 sarà del tutto eliminato

Il denaro è finzione. Le monete e le banconote che possediamo sono il frutto di un accordo universale a cui tutti diamo fiducia, ma dal 1971 [1] non possiedono alcun valore intrinseco. Il contante è costoso, è sporco e pericoloso eppure gode di una fiducia planetaria. Per oltre 4 mila anni monete e banconote sono state le protagoniste assolute sulla scena dei pagamenti. Adesso tocca al denaro elettronico, che non si tocca ma circola.

Denaro elettronico: la Svezia

Decisa ad eliminare il contante dal proprio territorio nazionale è la Svezia dove i due terzi della popolazione oramai ha abbandonato il contante dalla propria quotidianità. Stoccolma in questo senso fa da aprifila di tutta la Svezia: tutto si acquista con carta di credito, bancomat o mediante le applicazioni per smartphone. Tutti pagano con le carte oppure con il proprio smartphone. Anche Danimarca e Norvegia hanno dichiarato da tempo che intendono vietare l’uso del contante e puntare solo all’utilizzo della tecnologia.

In Svezia le care vecchie monete sono inutilizzabili per acquistare i biglietti dei mezzi pubblici e persino per fare l’elemosina. Quest’ultima, addirittura, si può versare utilizzando un’applicazione che legge tutte le carte di credito. A Stoccolma il denaro contante è scomparso da negozi e banche e persino clochard e senzatetto che chiedono l’elemosina ai passanti si sono dovuti attrezzare di sistemi di pagamento elettronico. Sono detti cashless (letteralmente senza soldi) i negozi che non accettano più contanti e cashless anche i consumatori che utilizzano solo sistemi di pagamento elettronici: tutti si dichiarano favorevoli a questa tendenza perché garantisce loro maggiore sicurezza contro i furti.

Ovviamente vi sono delle sacche di resistenza per le quali il denaro contante rimane uno strumento di sopravvivenza: sono gli anziani e le persone che vivono in zone dove il progresso tecnologico e digitale non è arrivato e dunque neanche la linea internet, ma nei programmi della Svezia vi è l’obiettivo di eliminare del tutto il denaro liquido, probabilmente già a partire dal 2030.

Non si va più in banca per depositare o prelevare denaro perché tutte le transazioni vengono effettuate attraverso internet. Se il progetto da un lato ha degli enormi risvolti positivi – si pensi che nel 2016 si sono registrate 2 rapine a fronte delle 110 del 2008 – dall’altro preoccupa per i risvolti che potrebbero verificarsi in caso di tilt informatico.

Come detto, se da un canto sono sempre di più gli svedesi che utilizzano il denaro virtuale e pagano mediante smartphone e applicazioni digitali, dall’altro c’è una fetta della popolazione che è tagliata fuori dal sistema digitale. Si pensi a tutti coloro che non hanno accesso ad internet, gli anziani che non sanno utilizzarlo o coloro che vivono in zone non servite dalla rete. Per loro il denaro contante continua a rimanere l’unico strumento di sopravvivenza e pertanto devono recarsi nelle agenzie delle banche dove i contanti sono ancora disponibili, ma sono poche e spesso anche lontane.

La situazione in Italia

In realtà sono molti i Paesi, in Europa e nel resto del mondo, che stanno pensando ad un sistema cashless. Al contrario, in Italia sembra che l’abbandono del contante sia ancora una realtà lontana e le scelte politiche più recenti, con l’innalzamento del limite di utilizzo del contante, confermano questa previsione.

note

[1] il 15 agosto 1971 gli Usa abolirono la convertibilità del dollaro in oro decretando di fatto la morte del sistema aureo.


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1 Commento

  1. Fino a che il governo tassa le transazioni con carta di credito, la gente, sopratutto i negozianti, preferiranno il contante. Basta rendere conveniente la carta di credito e tutti la useranno. Ma questo governo è una dittatura e continua a fare leggi che limitano la libertà e creano danno alla popolazione, per cui continua con le imposizioni.

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