Codice della strada: le modifiche col decreto sicurezza

4 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 Dicembre 2018



Dai parcheggiatori abusivi al sequestro o al fermo di un veicolo e la loro custodia, fino alla guida di un’auto con targa estera. Ecco la nuova normativa.

Il decreto Sicurezza è diventato legge ed insieme alle misure contro l’immigrazione clandestina o i furti negli appartamenti, sono entrate in vigore le modifiche al Codice della strada. Riguardano, in particolare, la lotta ai parcheggiatori abusivi ed i casi in cui i veicoli possono essere sequestrati o fermati. Ma ci sono anche le multe e perfino la confisca nel caso in cui si trovi una persona residente in Italia da più di 60 giorni alla guida di un’auto con targa estera. Così come un nuovo modello di controllo per il censimento dei veicoli sequestrati.

Novità importanti, insomma, che rischiano di passare inosservate perché inserite in una legge – il «famoso» decreto Sicurezza voluto da Matteo Salvini – della quale si parla solo per alcuni contenuti (uno su tutti, appunto, l’immigrazione). Ecco di che cosa si tratta.

Decreto sicurezza: lotta ai parcheggiatori abusivi

Tra le modifiche al Codice della strada contenute nel decreto Sicurezza spicca quella relativa ai parcheggiatori abusivi. In sostanza, viene completamente sostituito il comma 15-bis dell’articolo 7. Diminuisce la sanzione pecuniaria amministrativa: se prima era compresa tra 1.000 e 3.500 euro, ora viene fissata tra 771 e 3.101 euro.

Ma la novità più importante è che fare il parcheggiatore abusivo può essere considerato un reato. Lo diventa quando il furbetto che chiede i soldi senza ricevuta per parcheggiarti l’auto o per trovarti un posto in cui lasciarla commette uno di questi due fatti:

  • impiega nella sua attività illecita un minorenne;
  • continua a fare il parcheggiatore abusivo nonostante sia già stato sanzionato in passato (è, in pratica, il caso della recidiva).

A questo punto, non si tratta più di un illecito amministrativo ma di un vero e proprio reato punito con l’arresto da sei mesi a un anno e con l’ammenda tra 2.000 e 7.000 euro. Non solo: il parcheggiatore abusivo si vedrà confiscare le somma che ha ricavato «accomodando» una macchina qua e spostando una macchina là.

Altra questione è: chi denuncia i parcheggiatori abusivi? Sappiamo che svolgono la loro attività davanti agli occhi di tutti, senza nascondersi.  Deve farlo per forza un vigile urbano o un poliziotto? No, in teoria può farlo anche un automobilista, come puoi vedere in questo articolo.

Decreto sicurezza: il sequestro dei veicoli

Il decreto Sicurezza introduce tra le modifiche al Codice della Strada un meccanismo più agile per il sequestro di un veicolo, sistema con cui si vuole anche far risparmiare qualche soldo allo Stato.

Intanto, quando viene sequestrato un veicolo, il proprietario o il conducente restano gli incaricati di portarlo in sicurezza ed a proprie spese in un luogo in cui non ci sia un passaggio pubblico. Se proprietario o conducente si rifiutassero di farlo, succederebbero sue cose. La prima, che sarebbe la Polizia a farlo e a depositare il veicolo in uno dei depositi adibiti al ricovero di veicoli sequestrati. E fin qui, uno può dire: nessun problema, che lo facciano loro così io non mi scomodo.

Il vero guaio arriva dopo. Perché conducente o proprietario dovranno pagare per rifiutarsi di trasportare il veicolo sequestrato una multa da 1.818 a 7.276 euro. Il bicchiere mezzo pieno è che prima si pagava qualcosa di più (ma nemmeno tanto: da 1.835 a 7.341 euro). Il bicchiere mezzo vuoto, invece, è che, oltre a pagare la sanzione, il conducente dovrà rinunciare temporaneamente alla patente, che verrà sospesa da uno a tre mesi. E non è finita.

Se il proprietario dell’auto (o della moto, o del furgone) non assume la custodia del veicolo entro cinque giorni dalla pubblicazione del sequestro sul sito della Prefettura, il mezzo passa in proprietà al titolare del deposito. Per riaverlo, il suo legittimo proprietario sarà costretto a pagare il recupero ed il trasporto.

Rischiare di mettersi al volante di un veicolo sotto sequestro non conviene: le modifiche al Codice della strada introdotte dal decreto Sicurezza prevedono una multa da 1.988 a 7.953 euro e la revoca della patente.

Il censimento dei veicoli sequestrati

Sempre per quanto riguarda i veicoli sequestrati, il decreto Sicurezza inserisce un sistema nuovo per il controllo di questi mezzi nei depositi. In pratica, i prefetti saranno tenuti al censimento semestrale dei veicoli e alla pubblicazione sul sito della Prefettura dell’elenco di auto, moto, furgoni ecc. posti sotto sequestro.

Entro 30 giorni dalla data in cui è stato pubblicato l’elenco, il proprietario di un veicolo sequestrato può prenderselo in custodia pagando le somme dovute. Se il debito non verrà risolto entro quei 30 giorni, il veicolo verrà confiscato.

Decreto sicurezza: il fermo dei veicoli

Modifiche al Codice della strada anche per quanto riguarda il fermo dei veicoli. Come nel caso del sequestro, sarà il proprietario a doversi fare carico del trasporto e della custodia del mezzo in un luogo stabilito. Nel caso facesse finta di niente, dovrebbe pagare una sanzione amministrativa tra 776 e 3.111 euro e dire addio alla patente per un periodo compreso tra uno e tre mesi.

E non si parla solo di auto: la nuova normativa interessa anche ciclomotori e motocicli, che non verranno più tenuti nei depositi di Polizia.

Decreto sicurezza: la guida con targa estera

Il decreto Sicurezza introduce tra le modifiche al Codice della Strada il nuovo comma 1-bis che vieta di circolare in Italia con un veicolo immatricolato in un altro Paese a chi risiede nel nostro Paese da oltre 60 giorni. Questo comma, quindi, non permette in alcun caso di guidare l’automobile con targa estera di un parente o di un amico che vive oltreconfine, viene a trovarti durante le vacanze e ti presta la macchina per un week end. Chi viene trovato al volante di uno di questi veicoli, rischia una multa elevata e, se non si mette in regola, si può arrivare alla confisca del veicolo. Trovi, comunque, tutti i dettagli in questo articolo.


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1 Commento

  1. Visto e considerato che prima del relativo Decreto Legge già erano presenti sanzioni amministrative e provvedimenti per sequestri e confische dei veicoli, previsti anche da altre normative, suggerisco di sollevare la questione di legittimità costituzionale contro le nuove disposizioni in merito, visto che in tal caso non dovrebbero per nulla sussistere i requisiti di necessità ed urgenza, obbligatori al fine di promuovere le norme introdotte con Decreti Legge.

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