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Rei reddito d’inclusione: spetta la tredicesima?

4 dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 dicembre 2018



Chi percepisce il sostegno a favore delle famiglie in condizione di povertà estrema ha diritto alla tredicesima mensilità nel mese di dicembre?

La tredicesima, cioè la mensilità aggiuntiva che si percepisce in occasione del Natale, rappresenta senza dubbio un introito molto importante, sia per i pensionati (che la possono ritirare, assieme alla pensione, dal 1° dicembre se l’assegno arriva alle Poste, dal 3 dicembre se arriva in banca), che per i lavoratori dipendenti (ad eccezione di coloro che ricevono il rateo di tredicesima tutti i mesi). Una vera e propria “boccata d’ossigeno”, che aiuta le famiglie non solo a sostenere le spese natalizie, ma anche a far fronte alle tasse che si devono pagare nel mese di dicembre.

La tredicesima, nella generalità dei casi, corrisponde a un mese di stipendio o di pensione: in parole semplici, grazie a questa mensilità aggiuntiva, si ricevono insieme due mesi di paga o di trattamento Inps (sulla tredicesima dei pensionati può spettare anche un bonus aggiuntivo di 155 euro).

Ma qual è, invece, il trattamento riservato alle famiglie in stato di estrema povertà? Chi percepisce il Rei, cioè il reddito d’inclusione riservato ai nuclei familiari in condizioni di bisogno, ha diritto o no alla tredicesima?

La domanda è legittima, considerando che il Rei è un trattamento erogato dall’Inps, che riconosce la mensilità aggiuntiva di dicembre non solo sulle pensioni, ma anche su diverse prestazioni di assistenza, come l’assegno sociale e la pensione d’invalidità.

Quindi nel Rei reddito d’inclusione spetta la tredicesima? 

Che cos’è il Rei e come funziona?

Il Rei è un sussidio, a favore dei nuclei familiari più poveri (per approfondire: A chi spetta il Rei?), che va da 187 a 540 euro mensili, a seconda dei componenti del nucleo familiare e del reddito posseduto. La sua durata massima è pari a 18 mesi, e per ottenerlo è necessario aderire a un progetto personalizzato: in pratica, i componenti del nucleo familiare si devono impegnare attivamente per formarsi, riqualificarsi e trovare un lavoro, e per mettersi in condizioni di lavorare, se ci sono problemi di salute, secondo il progetto appositamente predisposto per loro, pena la revoca del beneficio.

Il reddito mensile è riconosciuto attraverso una carta acquisti, la carta Rei: come la vecchia Social Card, la carta Rei è emessa da Poste Italiane, consente l’acquisto dei generi di prima necessità e il pagamento delle utenze domestiche. Inoltre, offre la possibilità di prelevare contanti sino alla metà dell’importo mensile riconosciuto e dà diritto a degli sconti sugli acquisti nei negozi e nelle farmacie convenzionate e a delle riduzioni delle bollette di energia elettrica e gas.

Come si calcola il Rei?

Il calcolo del Rei, o meglio degli importi soglia del reddito d’inclusione, varia a seconda del numero dei componenti della famiglia.

Nello specifico, il beneficio economico del Rei è pari, su base annua, al valore di 3mila euro moltiplicato:

  • per il parametro della scala di equivalenza (corrispondente alla specifica composizione del nucleo familiare, al netto delle maggiorazioni previste dal decreto Isee);
  • per un parametro pari, in sede di prima applicazione, al 75%.

La soglia per il diritto è dunque pari a 3mila euro, ma in sede di prima applicazione viene coperta solo al 75%. Pertanto, inizialmente, la soglia con cui confrontare le risorse economiche del nucleo familiare è pari, per un singolo, a 2.250 euro (75 % di 3mila), e cresce a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare (viene infatti proporzionata per mezzo della scala di equivalenza).

I parametri della scala di equivalenza corrispondenti al numero di componenti il nucleo familiare, come definiti dal decreto Isee, sono i seguenti:

  • un componente: 1,00
  • 2 componenti: 1,57
  • 3 componenti: 2,04
  • 4 componenti: 2,46
  • 5 componenti: 2,85.

Il parametro della scala di equivalenza è incrementato di 0,35 punti per ogni ulteriore componente il nucleo familiare. Tuttavia, dato che nel 2018 si applica un tetto massimo di importo annuale, questo comporta l’abbattimento dell’importo massimo annuo erogabile ad un nucleo di 6 componenti, nella misura di 6.477,90 euro annui e di 539,83 euro mensili, e l’effettiva mancata applicazione dell’incremento di 0,35 per ciascun ulteriore componente.

A quanto ammonta il Rei?

In base a quanto esposto, vediamo a quanto ammonta il sussidio Rei mensile, a seconda della composizione del nucleo familiare.

Nel dettaglio, se la famiglia ha:

  • un solo componente, il Rei può essere pari a un massimo di 187,5 euro mensili;
  • 2 componenti, l’importo massimo mensile è pari a 294,38 euro mensili;
  • 3 componenti, l’importo massimo mensile è pari a 382,5 euro mensili;
  • 4 componenti, l’importo massimo mensile è pari a 461,25 euro mensili;
  • 5 componenti, l’importo massimo mensile è pari a 534,37 euro mensili;
  • 5 o più componenti, l’importo massimo mensile è pari a 539,82 euro mensili.

Quando è corrisposto il Rei?

Come abbiamo osservato, il Rei è riconosciuto attraverso la ricarica di una carta acquisti, la carta Rei. Una volta verificato il diritto al Rei, l’Inps dispone il versamento del beneficio, che decorre dal mese successivo alla presentazione della domanda ed avviene a cadenza mensile, cioè ogni mese, sino alla scadenza della misura, che può avere una durata massima di 18 mesi.

Col rei si ha diritto alla tredicesima o a mensilità extra?

Per chi percepisce il Rei, purtroppo, non è previsto il diritto alla tredicesima o ad ulteriori mensilità aggiuntive, come la quattordicesima. Questo, a prescindere dal fatto che spetti l’integrazione al reddito in misura piena o parziale.

Chi percepisce il reddito d’inclusione, quindi, nella mensilità di dicembre riceve l’ordinario importo spettante, senza alcuna maggiorazione.


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