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Come richiedere codice fiscale neonato

13 Gennaio 2019 | Autore: Sabrina Mirabelli


Come richiedere codice fiscale neonato

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 Gennaio 2019



Codice fiscale in generale e codice fiscale neonato. L’attribuzione, la richiesta, la verifica e il rilascio del duplicato.

Stai aspettando la cicogna e pensi già ai tanti adempimenti che dovrai compiere dopo la nascita, incluso quello necessario per l’attribuzione del codice fiscale a tuo figlio? Hai da poco avuto un bambino e non sai come richiedere codice fiscale neonato? Dopo la nascita del tuo bebè, cosa devi fare per ufficializzare l’arrivo di questo nuovo “cittadino” e per fargli assegnare il codice fiscale? In quest’articolo troverai la risposta alle tue domande. Prima però di spiegarti quali sono le mosse “burocratiche” da compiere successivamente alla nascita del bambino, compreso l’iter necessario per l’attribuzione allo stesso del codice fiscale, ti darò qualche notizia di carattere generale sul codice fiscale, che cos’è e come si calcola, a cosa serve, come viene attribuito e come richiederlo.

Cos’è il codice fiscale?

Il codice fiscale è un codice alfanumerico di 16 caratteri, dove i primi 15 sono identificativi della persona mentre il sedicesimo ha la sola funzione di carattere di controllo. Più precisamente questo codice è formato da lettere e da numeri desunti in base alle lettere che formano il nome, il cognome, il sesso, il luogo e la data di nascita della persona fisica a cui viene attribuito.

Pertanto, il codice fiscale si calcola considerando che:

  • le prime 3 lettere corrispondono al cognome della persona;
  • le successive 3 lettere sono riferite al nome;
  • a seguire ci sono 2 numeri che indicano l’anno di nascita;
  • poi una lettera che attiene al mese di nascita;
  • 2 numeri che corrispondono al giorno di nascita e al sesso della persona;
  • 4 caratteri, di cui 1 lettera e 3 numeri, che indicano il comune di nascita o lo stato estero di nascita.

Esistono in circolazione alcuni programmi informatici per il calcolo del codice fiscale sulla base delle informazioni anagrafiche dell’individuo; tuttavia l’unico codice valido è quello rilasciato dall’Agenzia delle Entrate.

A cosa serve il codice fiscale?

Il codice fiscale rappresenta lo strumento di identificazione dei cittadini nei rapporti con le amministrazioni e gli enti pubblici.

E’ dunque, essenziale per effettuare tutta una serie di domande, certificati, documenti ed atti di varia natura. Ad esempio serve per l’accettazione o la rinuncia di un’eredità, per stipulare contratti quali quelli delle utenze domestiche (gas, acqua, luce), per richiedere un finanziamento oppure per il pagamento delle tasse o delle imposte. E’ indispensabile per usufruire di una serie di detrazioni fiscali o per la dichiarazione dei redditi, per versare i contributi previdenziali o per godere di agevolazioni fiscali.

L’attribuzione del codice fiscale

L’attribuzione del codice fiscale è effettuata direttamente dagli uffici locali dell’Agenzia delle Entrate, o indirettamente, dal Comune di residenza, tramite il flusso di comunicazioni con l’amministrazione finanziaria, ovvero dai consolati, per coloro che risiedono all’estero.

Nella maggior parte dei casi il codice fiscale viene attribuito dai Comuni e nella restante parte direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Questa percentuale tuttavia si inverte soprattutto nelle grandi città dove l’attribuzione dei codici fiscali da parte dei Comuni è minore rispetto a quella a carico degli uffici dell’Agenzia delle Entrate.

La richiesta del codice fiscale

La richiesta del codice fiscale di una persona fisica in generale va fatta mediante un apposito modello-domanda all’Agenzia delle Entrate. Questo modello-domanda serve per l’attribuzione del codice alfanumerico oltre che per la comunicazione di variazioni dei dati già riportati sul tesserino magnetico, ad esempio nel caso in cui questi siano errati o nel caso di cambio di residenza oppure per la richiesta di un duplicato nell’ipotesi di furto, smarrimento o deterioramento.

La richiesta del codice fiscale su modello-domanda AA4/8, reperibile sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, va compilata con i dati richiesti evitando di commettere errori o omissioni passibili di sanzioni amministrative ma a volte anche penali.

Il modello va consegnato in qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate anche da una persona diversa dal richiedente purché munita di apposita delega e fotocopia del documento di identità dell’interessato.

Adempimenti successivi alla nascita di un bambino

Spiegato in generale il codice fiscale, adesso vediamo quali sono gli adempimenti da compiersi successivamente alla nascita di un bambino, i documenti indispensabili ed obbligatori e quelli che possono essere richiesti anche in un secondo momento rispetto al parto. Esamineremo anche la procedura per richiedere il codice fiscale di un bambino, il rapporto con la tessera sanitaria, la verifica dei dati ivi riportati e cosa fare in caso di smarrimento/furto/deterioramento del codice fiscale.

La denuncia di nascita

La prima cosa da fare quando nasce un bambino è la denuncia di nascita, alla quale in genere provvede il neo papà in tempi molto stretti. La denuncia infatti, va fatta entro 3 giorni dalla nascita, presso l’ospedale o la casa di cura privata dove la mamma ha partorito. La denuncia può essere fatta anche presso l’ufficio dello Stato Civile del Comune nel quale è avvenuta la nascita o presso il Comune di residenza dei genitori, nei 10 giorni successivi al parto. In quest’ultimo caso di regola, si fa riferimento al Comune di residenza della neo mamma.

Se la dichiarazione viene effettuata presso l’ospedale, la trasmissione dell’atto al Comune competente (cioè a quello in cui ha sede il nosocomio), avverrà a cura dell’ospedale stesso.

Al momento della denuncia della nascita deve essere presentata l’attestazione di nascita rilasciata dalla direzione sanitaria dell’ospedale dove è avvenuto il parto e un documento di identità in corso di validità della persona che sta effettuando la denuncia.

Successivamente alla denuncia il Comune provvederà ad iscrivere il neonato all’Anagrafe e se richiesto, al neo papà potrà essere rilasciato il certificato anagrafico, che è il documento attestante la paternità e la maternità. Nel certificato di nascita si trovano il nome e il cognome del bambino, più altre generalità relative alla sua nascita che vengono prese dalla dichiarazione di nascita e che vengono poi conservate presso il Comune di residenza.

Quali sono i documenti necessari per un bambino?

I documenti indispensabili ed obbligatori per un bambino oltre al certificato anagrafico sono il codice fiscale e la tessera sanitaria, che oggi coincidono. La carta di identità e il passaporto infatti, possono essere richiesti non anche nell’immediatezza della nascita ma successivamente, ad esempio in occasione di un viaggio.

Qui solo per completezza, ricordiamo che la carta di identità va richiesta al Comune di residenza portando tre fototessere del bambino e i documenti di identità dei genitori. Per i neonati la carta di identità ha durata triennale mentre la validità è quinquennale dai 3 ai 18 anni. Il passaporto va richiesto alla questura e ha la stessa durata della carta di identità cioè ha validità triennale fino ai tre anni e validità quinquennale dai 3 anni ai 18 anni.

L’attribuzione del codice fiscale ad un neonato

Per l’attribuzione del codice fiscale ad un neonato esistono due procedure distinte a seconda della Regione in cui è avvenuta la nascita. Infatti, in alcune Regioni, il Comune si occupa della procedura di attribuzione del codice fiscale quando si avvia la pratica di dichiarazione di nascita.

Se la denuncia della nascita di un bambino avviene all’ufficio della Stato Civile del Comune di riferimento, l’Anagrafe nelle 24 ore successive, trasmette i dati tramite Siatel o InaSaia, all’Agenzia delle Entrate ed automaticamente viene attribuito il codice fiscale.

Il Comune rilascia al momento dell’iscrizione all’Anagrafe, un codice fiscale provvisorio cartaceo con il quale è possibile andare all’Asl per la richiesta del pediatra, che comunque può essere utilizzato fino a quando la tessera definitiva non arriva a casa.

Nel caso in cui la denuncia è fatta in ospedale, esiste uno sportello dedicato al centro nascite, che fa da tramite tra cittadino e Comune. Dunque, è sufficiente che il genitore si rivolga allo sportello per la dichiarazione di nascita. L’ospedale, raccolte le dichiarazioni, le invia al Comune. Il Comune a sua volta, quando arriverà la richiesta di trascrizione dell’atto di nascita, si occuperà dell’attribuzione del codice fiscale.

In entrambi i casi il genitore non deve fare alcuna richiesta di codice fiscale, perché questo arriva a casa automaticamente, generalmente nel termine di un mese circa dalla nascita del bambino.

In altre Regioni la mamma o il papà (o entrambi, anche se non è necessario che siano presenti tutti e due) devono recarsi personalmente all’Agenzia delle Entrate della propria città, muniti del certificato di nascita e compilare un apposito modulo per la richiesta (il modello-domanda AA4/8 di cui si è già detto in precedenza).

L’Agenzia dell’Entrate rilascerà il codice fiscale del bambino in forma cartacea. Successivamente arriverà a casa il tesserino magnetico che come si vedrà da qui a poco, fungerà da codice fiscale e da tessera sanitaria.

In tutti i casi è bene informarsi presso il proprio Comune di residenza subito dopo la nascita per sapere se attendere il tesserino a casa oppure recarsi presso l’Agenzia delle Entrate.

L’attribuzione del codice fiscale richiesta da un familiare

L’attribuzione del codice fiscale di un neonato può essere richiesta anche da un familiare; è sufficiente fotocopiare la carta di identità del genitore e sulla stessa scrivere una delega.

Il codice fiscale e la tessera sanitaria

A partire dal primo gennaio 2006 il codice fiscale e la tessera sanitaria sono stati unificati cioè il tesserino magnetico è unico ma la sua funzione è duplice.

Posto che si è già spiegato a cosa serve il codice fiscale, è importante sapere che la tessera sanitaria è lo strumento indispensabile per usufruire delle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale. E’ strettamente personale e ha validità come il codice fiscale. Sul lato principale sono riportati i dati anagrafici del titolare, il codice fiscale rilasciato dall’Agenzia delle Entrate e la data di scadenza; sul retro, invece, sono indicati i codici necessari per garantire a ogni cittadino italiano l’assistenza sanitaria anche nei Paesi dell’Unione europea. L’uso della tessera è necessario ad esempio per beneficiare della detrazione Irpef del 19% sulle spese sostenute per l’acquisto di medicinali o per la prenotazione di una visita medica specialistica tramite il centro unico di prenotazione dell’Azienda Sanitaria.

Dopo l’attribuzione del codice fiscale al bambino viene inviata automaticamente la prima tessera sanitaria con validità di un anno. Non è quindi, necessario farne specifica richiesta o rivolgersi ad alcuno sportello sanitario. Alla sua scadenza, previo invio dei dati di assistenza, da parte della Asl, al Sistema tessera sanitaria, viene inviata una nuova tessera con validità sei anni. Per poterla ricevere è indispensabile l’iscrizione del bambino al Servizio Sanitario Nazionale. Pertanto, entro lo scadere del primo anno di età, il genitore deve iscrivere il bambino all’Asl e scegliere il medico pediatra competente.

La spedizione viene effettuata all’indirizzo di residenza risultante nella banca dati dell’anagrafe tributaria, al momento della spedizione.

La verifica del codice fiscale di un bambino

Nei casi in cui i genitori volessero verificare la correttezza del codice fiscale del proprio bambino, dovranno andare sulla homepage del sito dell’Agenzia delle Entrate e seguire il percorso indicato: Servizi-tessera sanitaria- richiesta tessera sanitaria/codice fiscale, verifica codice fiscale.

Il servizio è gratuito e permette di verificare la correttezza di un codice fiscale nonché l’esistenza e la corrispondenza del codice alfanumerico con i dati anagrafici del bambino.

Il rilascio del duplicato del codice fiscale di un bambino

Se la tessera magnetica contenente il codice fiscale del bambino viene smarrita o rubata o se si è deteriorata al punto da renderla illeggibile, è possibile richiederne un duplicato attraverso i servizi online dell’Agenzia delle Entrate.

Il genitore dovrà collegarsi al sito dell’Agenzia delle Entrate, ed entrare nel box “servizi online”; quindi, dovrà cliccare su “duplicato tessera sanitaria e codice fiscale”. Successivamente dovrà inserire il codice fiscale del bambino o in alternativa, i suoi dati anagrafici, specificando il motivo della richiesta (furto, smarrimento, deterioramento). Se il duplicato non dovesse arrivare allora sarà necessario recarsi all’Agenzia delle Entrate per verificare se il disguido sia dovuto a seguito di variazioni della residenza successive alla prima emissione della carta.

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Di Sabrina Mirabelli


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