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Cosmetici ecobio: cosa sono

12 Gennaio 2019 | Autore: Maria Teresa Biscarini


Cosmetici ecobio: cosa sono

> Salute e benessere Pubblicato il 12 Gennaio 2019



Quando il “bio” si sposa con l’ecologia la cosmesi assume elevati standard di qualità a prova di certificazione.

E’ una “questione di feeling” si usa dire per tentare di spiegare quelle sensazioni a pelle che ci fanno da guida nelle percezioni. Se, dalla dimensione empatica si passa a quella puramente sensoriale, la pelle può essere un importante veicolo di trasmissione non solo di sensazioni. La nostra pelle è infatti una sorta di spugna gigante in grado di assorbire qualsiasi cosa, per poi veicolarla nel flusso sanguigno. Se anche tu tieni alla tua epidermide, e vuoi saperne di più in tema di cosmesi, ti domanderai cosmetici ecobio: cosa sono? Sarai così più consapevole di cosa ti stai per spalmare addosso, evitando situazioni a rischio.  Messa così, la questione non potrà che riscuotere un po’ del tuo interesse, indipendentemente dal fatto che tu sia un uomo o una donna. Certo le signore in fatto di cosmesi, potrebbero essere più naturalmente inclini, ma va detto, sin da queste prime battute, che non si tratta semplicemente di capire quali siano i prodotti migliori per mantenere in forma la cosiddetta “pelle di pesca”, quanto di avere le giuste lenti per scegliere cosa andremo a metterci addosso sotto forma di creme, lozioni, oli o prodotti per il make up. E come si fa a fare la scelta più giusta? Si seguono i claim pubblicitari? O piuttosto ci si affida ai marchi dei prodotti più celebri? Se anche tu ti trovi a divincolarti in un ginepraio del genere, continua a seguirci.

Prodotti naturali e biologici: facciamo chiarezza

Il prefisso bio (abbreviazione di biologico) è qualcosa di più e di diverso dal termine “naturale”; infatti mentre quest’ultimo allude al fatto che gli ingredienti utilizzati per la realizzazione del prodotto sono di origine naturale, (come ad esempio gli estratti botanici o i sali minerali) la qualifica bio sta a significare anche altro. Vale a dire, i prodotti cosiddetti bio sono quelli che contengono ingredienti provenienti da una agricoltura di tipo biologico, ergo da coltivazioni in cui non si fa ricorso a pesticidi o ad altre sostanze tossiche, non si fa uso di OGM (organismi geneticamente modificati). Per cui, se è vero che i prodotti biologici sono anche naturali, i prodotti naturali non sono necessariamente biologici. E comunque sembra che in campo cosmetico sia in pratica impossibile trovare prodotti interamente vegetali in quanto creme e lozioni varie devono contenere conservanti, emulsionanti e altre sostanze per mantenere stabile il prodotto. Anche perché i prodotti dovrebbero essere in toto privi di sostanze quali ad esempio i conservanti, con il risultato di essere deteriorabili nel giro di pochi giorni.

Quali sono le marce in più dei prodotti biologici?

I cosmetici biologici sono composti da ingredienti di origine vegetale, ma al contempo possono presentare anche sostanze di origine animale. La condizione imprescindibile è che gli ingredienti di origine vegetale siano derivati da agricoltura biologica o da raccolta spontanea, quindi, ripetiamolo, senza sostanze chimiche come pesticidi, insetticidi, concimi artificiali, e altre materie prime non vegetali considerate “a rischio”, ovvero allergizzanti, irritanti o con evidenze di probabili danni per la salute dell’uomo, come i derivati di origine petrolifera, paraffine, formaldeide e coloranti di origine sintetica.

Per quanto invece attiene agli ingredienti di origine animale, questi devono invece provenire da allevamenti biologici, ovvero allevamenti nei quali gli animali sono nutriti con alimenti naturali senza l’uso di additivi vari come ormoni o antibiotici.

Cosmetici “Eco”: cosa significa?

L’aspetto eco sostenibile, coniugato alla cosmesi, sta a significare che i cosmetici sono ecologici. Il che tradotto in parole povere, si estrinseca nell’esclusione di derivati del petrolio e di sostanze chimiche, nonché nell’adozione di formulazioni facilmente e rapidamente biodegradabili, e ancora packaging a ridotto contenuto di plastiche, imballaggi minimi con promozione di imballi da materie prime rinnovabili, materiali riciclabili o collegati ad un sistema di restituzione dei vuoti. Accorgimenti, tutti questi, tali da creare un impatto al limite dello zero sull’ambiente.

Cosmetici eco-bio compatibili: attenzione alle fake news

Superato lo scoglio terminologico, il passo successivo è quello di prestare la massima attenzione nella scelta dei prodotti cosmetici, perché l’eco-bio sta diventando il nuovo trend dell’economia mondiale ed il rischio concreto è d’imbattersi in aziende “eco-furbette” che strizzano l’occhio al tandem “eco-bio”, ma alla prova dei fatti mettono in circolazione prodotti tutt’altro che amici dell’ambiente. Anzi, il più delle volte, si è di fronte a delle vere e proprie truffe, che hanno già messo le associazioni consumatori sul piede di guerra.

Quindi, diffidate di accattivanti etichette accompagnate magari da parole che evocano il mondo vegetale (come botanica, verde, argan o lo stesso bio) o espressioni tendenziose come “a base di erbe” o “di estratti vegetali” che vogliono dire tutto e niente.

Cos’è l’I.N.C.I. e perché è importante in materia di eco-bio?

In assenza di una normativa specifica in tema di eco-bio, il suggerimento più spassionato è quello di ricorrere al sistema “fai da te”. Attenzione però a non equivocare. Non si vuole infatti invitare a testare i prodotti su di sé, quanto ad aguzzare la vista in fase di acquisto dei prodotti cosmetici.

La prima cosa da fare sarà quindi guardare l’I.N.C.I. (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients), ovvero l’elenco degli ingredienti presente sulla confezione. Questo è infatti un acronimo che rimanda ad una denominazione internazionale, usata da tutti i brand del mondo.

Nello specifico, se gli ingredienti che compongono il cosmetico provengono da agricoltura biologica e risultano di origine naturale, sono facilmente riconoscibili perché riportano il nome latino della pianta seguito dal nome inglese della parte di pianta che viene usata e dal nome del composto. Se invece nell’etichetta che hai sotto mano, compaiono scritte come Paraffinum Liquidum, PEG e PPG, Mineral Oil, Petrolatum o sigle come EDTA, MEA, TEA, MIPA, meglio riporre la confezione sullo scaffale. Sono tutti indicatori di un cattivo I.N.C.I.

Esiste una certificazione dei cosmetici a garanzia del consumatore?

La risposta è ni, vale a dire che non esiste un solo ente certificatore, ma molti di più, sia su scala nazionale che sovranazionale. Vediamo, più da vicino, quali sono.

Relativamente all’Italia, i cosmetici possono essere certificati come Eco-Bio dai seguenti enti certificatori:

  • ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale);
  • CCPB (Consorzio per il Controllo dei Prodotti Biologici);
  • AIAB Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica);
  • BioAgricert.

In ambito europeo esistono altri importanti enti certificatori che si indicano qui di seguito:

  • ECOCERT (Francia);
  • COSMEBIO® (Francia);
  • BDIH (Germania);
  • Soil Association (UK).

In ambito internazionale esiste poi una certificazione, nata per iniziativa di alcune importanti aziende, tra le quali CCPB (Italia), Bio.Inspecta (Svizzera), EcoControl (Germania), che, in assenza di una regolamentazione pubblica europea analoga a quella del settore agroalimentare, hanno ideato uno standard sulla cosmesi bio, che ha fama di essere serio e rigoroso, con lo scopo dichiarato di offrire un marchio che tuteli il consumatore che vuole scegliere prodotti realmente naturali. Tale certificazione va sotto il nome di: NaTrue.

Quale normativa in ambito cosmetico?

Dopo le raccomandazioni dell’Antitrust nell’acquisto di prodotti cosmetici, che troverai nell’articolo Cosmetici: consigli contro la pubblicità ingannevole, e il divieto scattato a partire dall’anno 2013 di vendere o importare prodotti o ingredienti cosmetici testati sugli animali, ben poca strada in più ha fatto il legislatore.

Per cui, l’unica normativa ad oggi vincolante resta un Regolamento Comunitario risalente al 2009 sui prodotti cosmetici [1]. L’evidente limite è però quello di riferirsi esclusivamente alla produzione e commercializzazione dei prodotti cosmetici, introducendo sì i concetti di “valutazione preventiva” e di “buone pratiche di fabbricazione”, lasciando però completamente scoperta l’area dei cosmetici Eco-Bio.

Ecco quindi che le sole e uniche lenti d’ingrandimento su reclame ingannevoli o, peggio ancora, sulle truffe in atto sono le certificazioni rilasciate dagli enti certificatori riconosciuti.

Quale “pagella” deve avere un cosmetico per essere certificato?

Innanzi tutto, cominciamo col dire che l’azienda che dichiara sulla confezione: “prodotto Naturale o Biologico” deve obbligatoriamente riportare il marchio dell’Azienda che ha certificato il prodotto (es. ECOCERT). Quindi non lasciarti ingannare dai termini “Bio”o “naturale”, inseriti qua e là sulle etichette, nei marchi, nei nomi dei prodotti o sul pack; molto spesso si tratta di meri specchietti per le allodole.

Altra questione tutt’altro che secondaria è quando il prodotto in questione ha solo alcuni ingredienti Bio, con il logo dell’ente che certifica solo questi ingredienti come da agricoltura Bio. In questo caso la formula non è certificata, ma solo quei pochi ingredienti! Se invece ad essere certificata è la cosmesi Bio, che è quello a cui devi puntare, noterai come a fianco del logo dell’ente comparirà la scritta “Cosmetici Biologici”. E se proprio vuoi fugare ogni dubbio, è sufficiente andare sui siti degli enti certificatori per vedere se il prodotto è certificato come bio cosmetico.

Uno standard di qualità chiamato Cosmos: cos’è?

A livello europeo, dal 1 settembre 2009, è entrato in vigore Cosmos, il nuovo Standard Internazionale della Cosmesi Bio e Natural, quale risultato di un lungo percorso di studio e condivisione che ha permesso ai principali Enti di Certificazione europei di confrontarsi tra loro: l’italiana ICEA, le francesi Ecocert e Cosmebio, la tedesca BIDH, l’inglese Soil Association.

Cosmos, di fatto, stabilisce in UE le caratteristiche dei cosmetici naturali e biologici. Per ottenere la certificazione, requisito fondamentale è l’applicazione dei principi della chimica verde, mentre l’utilizzo della nanotecnologia viene severamente limitato, almeno fino a quando saranno disponibili informazioni più precise sui possibili effetti collaterali.


Di Maria Teresa Biscarini


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