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Devo mantenere mia suocera?

5 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 Dicembre 2018



Quali sono gli obblighi di assistenza familiare verso i parenti con cui non c’è vincolo di sangue? Come versare gli alimenti e cosa rischia chi non lo fa?

La famiglia non ha solo un legame affettivo ma anche un vincolo legale di assistenza. Non lo stabilisce solo il buon senso (dovrebbe bastare questo) ma anche il Codice civile. Così, gli obblighi di assistenza familiare non riguardano solo i figli o i genitori, come si può pensare «in automatico», ma anche fratelli, sorelle ed altri familiari. Quindi se ti stai chiedendo: «Devo mantenere mia suocera?», la risposta è sì se te la sei presa in carico oppure se lei è in seria difficoltà economica e non ha più un coniuge che bada a lei. Anche se non fa parte direttamente del nucleo familiare, insomma, tua moglie (e quindi, in qualche modo anche tu) deve badare a lei se è rimasta da sola e al verde.

Secondo la normativa vigente, infatti, ci sono degli impegni sia nei confronti della cosiddetta «famiglia nucleare», cioè delle persone con cui si abita, sia verso la «famiglia allargata», vale a dire quella che comprende dei legami acquisiti e non solo quelli di sangue. Da qui l’obbligo di mantenere la suocera quando questa ne ha bisogno.

Questi impegni si traducono nella prestazione dell’assistenza materiale obbligatoria per legge a chi si trova in stato di bisogno. Sono i cosiddetti alimenti, che non riguardano soltanto i casi di separazione o di divorzio e che sono previsti anche dal dovere di solidarietà sancito dalla Costituzione italiana [1]. Significa che anche se (come nei luoghi comuni e nelle barzellette) ti sta antipatica e ti risulta insopportabile, è tuo dovere mantenere la suocera quando questa ha bisogno. Si tratta di un suo diritto personale, intrasmissibile, irrinunciabile e imprescrittibile. È cosa buona e giusta che tu lo sappia.

In realtà, e come vedremo, ciò che vale per la suocera vale anche per fratelli e sorelle o per i genitori. Solo che con questi c’è un legame di sangue che può far pensare ad un dovere di assistenza materiale automatico.  Tuttavia, mantenere la suocera o il suocero rientra in questo vincolo. Vediamo come.

Obblighi di assistenza familiare: che cosa significa?

Per il Codice civile, esistono due tipi di obblighi di assistenza familiare. Uno riguarda il mantenimento di chi vive quotidianamente con una persona, dalla quale dipende economicamente. L’altro è quello relativo a chi deve ricevere un sostentamento quando la convivenza non c’è oppure non c’è più.

L’assistenza obbligatoria economica è quella che, in ambito giuridico, si intende per «alimenti». Ne sentiamo parlare soprattutto in caso di separazione o di divorzio, ma in realtà l’obbligo degli alimenti interessa altri parenti e non solo l’ex coniuge, come, appunto, la suocera. In particolare, secondo il Codice civile [2], questo vincolo riguarda (in quest’ordine):

  • il coniuge;
  • i figli legittimi o legittimati oppure naturali o anche adottivi;
  • i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti anche naturali o adottanti;
  • i generi e le nuore;
  • i suoceri;
  • i fratelli e le sorelle.

Tutti questi soggetti sono tenuti a garantire l’assistenza materiale ad un parente che si trova in difficoltà economica e non riesce a mantenersi da solo anche se per colpa propria. Significa che se ha bruciato tutto il suo patrimonio in modo superficiale (ad esempio a causa di un debito di gioco o di un investimento sbagliato) la persona ha diritto al sostegno economico dei familiari allo stesso modo che se fosse stato licenziato per ristrutturazione aziendale.

Obbligo morale ed obbligo giuridico di assistenza

Come si diceva all’inizio, assistere un parente bisognoso (e, che piaccia o meno, la suocera è pur sempre un parente per quanto acquisito) è prima di tutto una questione di buon senso. Prestare gli alimenti ad un familiare in difficoltà economica è un obbligo morale che dovrebbe scattare in automatico nella coscienza di ciascuno.

L’obbligo morale, però, è diverso dall’obbligo giuridico di mantenere la suocera. Se il primo – come appena detto – scaturisce dalla coscienza del genero o della nuora, l’obbligo giuridico scatta dalla decisione di un giudice che stabilisce chi si deve occupare di una persona bisognosa, incapace di badare a sé stessa da sola. In questo caso, quindi, non si tratta di una scelta ma di un obbligo dettato da un magistrato. Obbligo che, ovviamente, bisogna rispettare.

Quando si deve mantenere la suocera?

Chi si chiede se è tenuto a mantenere la suocera, deve pensare a questi due casi: che il genero l’abbia a casa sua in carico oppure che la donna viva per conto suo ma non abbia i mezzi materiali per mantenersi da sola.

Il primo caso è uno dei più comuni. Immagina che tua suocera sia rimasta vedova e che la pensione del marito non le basti per pagare l’affitto, le bollette e la spesa del supermercato. Inoltre, se le sue condizioni fisiche cominciano a venire meno, ha bisogno di una persona che le tenga la casa pulita e bisogna pagare anche questa. La legge chiede a tua moglie, in quanto figlia della donna anziana, di farsi carico di lei. Ne parlate e decidete di portarla a casa con voi, visto che tua moglie – unica figlia – non lavora e può occuparsi meglio e più comodamente della madre. Il che significa che, direttamente o indirettamente (dipende da come lo vuoi vedere), te ne stai facendo carico tu, visto che dei due sei l’unico che lavora e che porta uno stipendio a casa. Con quello stipendio paghi anche le cure di tua suocera, la spesa per mangiare, i suoi vestiti quando ha bisogno di cambiarli, ecc.

Il vincolo resterebbe anche se tua moglie venisse a mancare. Saresti tenuto a continuare a mantenere tua suocera se non avesse più nessuno a cui appoggiarsi.

Lo stesso succede se tua suocera abita per conto suo ed ha bisogno di un aiuto per arrivare alla fine del mese oppure necessita di un ricovero. Tua figlia in primis e tu in subordine dovete farvi carico di lei. Nel tuo caso, devi mantenere la suocera se non ha altri figli o discendenti.

Come si deve mantenere la suocera?

Ammesso il fatto che il genero deve mantenere la suocera e garantirle gli alimenti in caso di bisogno, come si deve comportare per rispettare quanto stabilito dalla legge?

Innanzitutto, il Codice civile [3] stabilisce che gli alimenti devono essere corrisposti in proporzione al bisogno del destinatario e delle condizioni economiche di chi li somministra. Significa che se la suocera ha bisogno di 100 per sopravvivere, il genero non si può limitare a darle 70. Ma se il genero non si può permettere di darle 100, dovrà passarle quello che riesce senza compromettere la propria sopravvivenza e quella delle altre persone a carico.

Gli alimenti possono essere corrisposti in denaro oppure, come abbiamo spiegato prima, accogliendo il familiare bisognoso in casa e provvedendo alle sue necessità quotidiane [4]. Il genero può attuare questa scelta, anche se pure il giudice può stabilire in quale dei due modi mantenere la suocera.

Se non sei tu l’unico genero della donna, cioè se ci sono altri generi o nuore, tutti devono concorrere al mantenimento della suocera allo stesso modo ma sempre in proporzione alle proprie condizioni economiche [5].

Che succede a chi si rifiuta di mantenere la suocera?

Trovare qualcuno che si rifiuta di mantenere la suocera non deve essere molto difficile. Ad ogni modo, se c’è qualcuno che lo fa è meglio che non lo vada a raccontare agli amici al bar in modo goliardico: se la voce si espande, potrebbe arrivare qualche guaio serio.

Chi si rifiuta di mantenere la suocera, può farlo per due motivi: perché non ha le risorse o perché non la sopporta e vuole che a lei ci pensi un altro.

Il primo caso non è così scontato. Chi ha l’obbligo di assistenza familiare non può, certo, venire condannato per non mantenere la suocera quando questa violazione è involontaria. Pensa, ad esempio, a chi è stato licenziato e non riesce a trovarne uno nuovo, pur mettendosi a disposizione per dei mestieri che non ha mai fatto. Discorso ben diverso, invece, per chi odiava il suo posto di lavoro e ha deciso di dimettersi in attesa di una nuova occupazione pur sapendo che con questa scelta metteva in condizioni di bisogno le persone che ha in carico, compresa la suocera. Qui si può parlare di dolo, come nel caso di chi si disinteressa del familiare bisognoso e lo lascia abbandonato a sé stesso.

Che cosa si rischia? La reclusione fino ad un anno e la multa da 103 a 1.032 euro. Il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare è punibile a querela della persona offesa. Significa che il parente bisognoso (nel nostro caso la suocera) deve costituirsi parte civile per poter chiedere eventualmente un risarcimento.

note

[1] Art. 2 Cost. italiana.

[2] Art. 433 cod. civ.

[3] Art. 438 cod. civ.

[4] Art. 443 cod. civ.

[5] Art. 441 cod. civ.


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