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Cosa sono le obbligazioni pecuniarie?

31 ottobre 2017 | Autore:


> Business Pubblicato il 31 ottobre 2017



Le obbligazioni pecuniarie hanno ad oggetto una somma di denaro. Vediamo quali sono le principali caratteristiche e quali le differenze tra obbligazioni di valuta e di valore

Nella vita di tutti i giorni sono numerosi i rapporti obbligatori che ci vedono come protagonisti. La maggior parte di questi hanno ad oggetto delle somme di denaro: si tratta delle cosiddette “obbligazioni pecuniarie“. Vediamo di seguito in cosa consistono e quali sono le principali caratteristiche.

Obbligazioni pecuniarie e obbligazioni generiche

Le obbligazioni pecuniarie sono quelle che hanno ad oggetto una somma di denaro. Vengono tradizionalmente fatte rientrare nell’ambito delle cosiddette “obbligazioni generiche“. Queste ultime hanno ad oggetto un bene che viene individuato in ragione della sua appartenenza ad un genere: si pensi alla vendita di un certo quantitativo di frumento, bene individuato esclusivamente nel genere; solo quando il commerciante provvederà alla pesatura allora si avrà la specificazione, con conseguente esecuzione del contratto e passaggio della proprietà del frumento all’acquirente (per un approfondimento sulla vendita di cose generiche e sullo standard di qualità dei beni venduti, leggi: Merce venduta: che qualità deve avere?).  Anche le obbligazioni pecuniarie hanno ad oggetto un bene individuato solo nel genere (il denaro appunto), portatore di un valore economico che il creditore ha interesse ad acquisire.

La cosiddetta “smaterializzazione” del denaro

In passato le obbligazioni pecuniarie avevano ad oggetto esclusivamente banconote e monete; oggi la situazione è radicalmente cambiata. Si assiste, infatti, al fenomeno della cosiddetta “smaterializzazione” del denaro: è sempre più frequente l’uso di bancomat, carte di credito, assegni bancari ecc., che consentono al debitore di estinguere l’obbligazione senza far uso materiale del denaro contante, che pian piano potrebbe addirittura sparire del tutto. Per saperne di più leggi: Denaro contante: via da banche e negozi.

Come si estinguono le obbligazioni pecuniarie?

Secondo la legge [1], i debiti pecuniari si estinguono con moneta avente corso legale nello Stato al tempo del pagamento e per il suo valore nominale. In Italia la moneta che ha attualmente corso legale è l’euro. Il suo valore nominale è espresso dal valore numerico del denaro che è segnato sulla moneta o sulla banconota. A differenza del valore reale (che consiste nel valore di acquisto), il valore nominale non è stabile ma è soggetto ai cambiamenti dovuti ai flussi del mercato (per es. un fenomeno inflattivo comporta una svalutazione del valore nominale mentre il valore reale rimane invariato). Il principio nominalistico, che costituisce un principio cardine delle obbligazioni pecuniarie, si fonda sul valore nominale del denaro (in proposito leggi: Cos’è il principio nominalistico?). Le obbligazioni pecuniarie, di solito, si estinguono quando il debitore elargisce la somma di denaro originariamente prevista dal contratto, senza che i vari fenomeni economici possano incidere sulla somma da corrispondere. Si pensi a colui che a gennaio si obbliga a corrispondere mille euro al proprio creditore: la somma dovuta sarà la medesima anche nell’eventualità in cui l’obbligazione dovesse essere eseguita a fine anno e nel frattempo si sia verificato un fenomeno inflattivo ovvero vi sia stata una crisi del mercato. Il rischio di una eventuale svalutazione monetaria grava, dunque, sul creditore.

Obbligazioni di valuta e obbligazioni di valore

All’interno delle obbligazioni pecuniarie si è soliti distinguere tra le obbligazioni di valuta e le obbligazioni di valore. Le prime sono assoggettate al principio nominalistico ed hanno ad oggetto, fin dal principio, una somma di denaro determinata (si pensi a chi si obbliga a pagare cento euro)  o determinabile (si pensi a chi si obbliga a pagare al professionista l’onorario dovuto o a chi  si obbliga a corrispondere il 20% del guadagno totale realizzato); le seconde, invece, si sottraggono all’applicazione del principio nominalistico, in quanto hanno ad oggetto l’equivalente in denaro di un certo bene (si pensi alle obbligazioni risarcitorie, il cui ammontare equivale all’effettivo valore del danno cagionato che occorre reintegrare: ad esempio, il responsabile di un incidente stradale che ha distrutto una moto di proprietà altrui, è tenuto ad elargire una somma di denaro che sia idonea a compensare la diminuzione patrimoniale patita dal danneggiato).

Impossibilità sopravvenuta della prestazione

L’obbligazione pecuniaria non può estinguersi per impossibilità sopravvenuta della prestazione: è sempre possibile, infatti, reperire denaro, data la sua convertibilità in tutti i beni presenti e futuri. Ciò vale anche per le altre obbligazioni generiche, la cui estinzione per impossibilità sopravvenuta costituisce un’ipotesi straordinaria, richiedendosi il perimento dell’intero genere (riprendendo l’esempio sopra fatto, si pensi al contratto di vendita avente ad oggetto un determinato quantitativo di frumento; il rapporto obbligatorio si estinguerà solo nell’ipotesi remota in cui perisca tutto il frumento esistente).

note

[1] Art. 1277 Cod. Civ.

Autore Immagine: Pixabay.com


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