Diritto e Fisco | Articoli

Bici elettrica: potenza massima consentita

5 dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 dicembre 2018



Biciclette elettriche: cosa sono e quale limite devono rispettare? Quanto può essere potente il motore di una bici elettrica? Cosa dice la legge?

Sicuramente ricorderai quella famosa sequenza del film “E.T. – L’extraterrestre” in cui il protagonista portava nel cestello della bici il suo amico alieno; ad un certo punto, trovandosi sbarrata la strada dalle forze dell’ordine, la bicicletta prendeva il volo e, stagliandosi magnificamente contro la luna, i nostri riuscivano a salvarsi planando dolcemente al suolo. Ebbene, da oggi una cosa del genere non sarà più fantascienza, visto che la normativa europea pare consentire alle biciclette elettriche di dotarsi di motore con potenza fino a 1000 watt! Definite anche e-bikes, si tratta di veicoli a due ruote del tutto analoghi alla comune bicicletta, salvo per il fatto di essere alimentate da un motore elettrico. Non devi però pensare che la bicicletta elettrica si guidi da sola: il motore si attiva esclusivamente quando si azionano i pedali; gli stessi devono inoltre possedere un sensore che ne limita l’assistenza fino a una velocità non superiore ai 25 chilometri orari. Superata questa velocità, occorre spingere con le proprie gambe. La legge italiana dice che le biciclette con motore elettronico non possano superare i 25 km orari e non possono avere una potenza del motore maggiore di 250 watt. Se la bicicletta dovesse superare tale limite, difatti, sarebbe equiparata a un motociclo con applicazione di tutta la conseguente normativa sui motorini: dall’obbligo della targa a quello dell’assicurazione, dal versamento del bollo all’installazione dello specchietto retrovisore. Fin qui tutto chiaro; i problemi sono sorti quando un provvedimento dell’Unione Europea ha introdotto una nuova categoria di veicoli, estendendo ad essi la possibilità di munirsi di motore elettrico che abbia potenza fino a mille watt, praticamente il quadruplo rispetto a quanto previsto dal codice della strada italiano. Il rischio, quindi, è di avere biciclette con motore elettrico che sfrecciano per la strada come o addirittura più di una moto, con pericolo per l’incolumità del guidatore e dei pedoni. Con questo articolo ti spiegherò qual è la potenza massima consentita di una bici elettrica.

Biciclette con motore elettrico: cosa sono?

Prima di parlarti di qual è la potenza massima consentita di una bici elettrica vorrei spendere solamente due parole a proposito di questi particolari e, per certi versi, avveniristici veicoli. In alcuni film di fantascienza viene mostrato, non senza una sana dose di ironia, come potrà essere il nostro futuro: pianeti colonizzati, auto volanti, androidi al posto degli uomini e ologrammi in sostituzione della vegetazione, oramai inesistente. Anche se non si è ancora compiuto ciò che Bladerunner e pellicole simili avevano profetizzato anni or sono, qualcosa di avveniristico c’è già oggi: le bici con motore elettronico. Come in parte anticipato, la bici elettrica ha l’apparenza di una normalissima bicicletta, salvo pesare di più (può raggiungere perfino i venti chili!) ed essere fornita di un motore elettrico (quindi non inquinante) che le consente di raggiungere velocità notevoli.

La bici elettrica viene anche definita bicicletta con pedalata assistita, poiché si attiva esclusivamente quando si azionano i pedali; gli stessi devono inoltre possedere un sensore che ne limita l’assistenza fino a una velocità non superiore ai 25 chilometri orari. Se si vuole superare questo limite di velocità, è necessario pedalare, fermo comunque il divieto di superare i limiti previsti dalla legge. Oltre all’assistenza automatica, le e-bikes devono inoltre possedere un sensore che interrompe l’assistenza quando si smette di pedalare.

Biciclette elettriche: esiste un limite di velocità?

La bicicletta con motore elettrico è un velocipede a tutti gli effetti; per tale ragione, ad essa si applica la norma del codice della strada che afferma che sono considerati velocipedi le biciclette a pedalata assistita, dotate di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua massima di 0,25 kw (250 watt, per intenderci), la cui alimentazione è progressivamente ridotta ed infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km orari o prima se il ciclista smette di pedalare [1].

Bicicletta con motore elettrico: qual è la potenza consentita?

Fin qui tutto chiaro. I problemi sorgono nel momento in cui alla bici elettrica sia consentito di superare i 250 watt di potenza, con conseguente incidenza sulla velocità del veicolo. Un provvedimento dell’Unione Europea [2] ha complicato le cose introducendo una nuova categoria di veicoli: i cosiddetti cicli a propulsione. Si tratta di veicoli a pedali che possono essere muniti di motore elettrico con potenza fino a mille watt; un bel balzo in avanti rispetto agli appena 250 watt della normativa italiana.

Cosa significa in pratica tutto ciò? Semplice: secondo il codice della strada italiano, il velocipede munito di motore con potenza superiore ai 250 watt va considerato alla stregua di un ciclomotore, con conseguente obbligo di targa, assicurazione e casco; secondo la normativa europea, invece, i veicoli a pedali possono essere muniti di motore elettrico con potenza fino a mille watt.

In poche parole, c’è una zona grigia che si estende tra le due capacità (tra i 250 e i 1000 watt, per intenderci) e che favorisce la messa in vendita di biciclette elettriche con motori di gran lunga superiori ai 250 watt, biciclette che, pertanto, non sono inquadrabili né tra i velocipedi né tra i ciclomotori. Si tratta di una scelta che il legislatore italiano è tenuto a compiere, e anche presto: i sinistri stradali, anche mortali, cagionati dalle biciclette con motore elettrico sono in costante aumento, ed è divenuto difficile anche per la polizia stradale arginare il fenomeno, visto che non è ben chiaro quale disciplina si debba oggi applicare alle bici elettriche con motore superiore ai 250 watt.

note

[1] Art. 50 codice della strada.

[2] Regolamento europeo n. 168/2013.

Autore immagine: Pixabay.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI