Pensioni scuola 2019: domanda

5 dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 dicembre 2018



Pubblicato il termine per presentare le domande di cessazione dal servizio per i dipendenti del comparto scuola che vogliono pensionarsi nel 2019.

Tempo sino al 12 dicembre 2018 per le domande di cessazione dal servizio degli insegnanti,  degli educatori ed del personale Ata, mentre, come di consueto, hanno più tempo i dirigenti scolastici, il cui termine per presentare le istanze scade il 28 febbraio 2019. Le stesse date valgono anche per le dimissioni volontarie e per le domande di trattenimento in servizio.

È quanto chiarito da una recente nota del Miur [1], in merito alla scadenza della presentazione delle domande di cessazione, ai fini del pensionamento, per il personale del comparto scuola.

Chi vuole pensionarsi, dunque, ha poco tempo per farlo: negli anni passati, invece, il termine per presentare la domanda di dimissioni risultava generalmente fissato intorno alla fine di gennaio.

In ogni caso, il termine del 12 dicembre è relativo alle sole dimissioni, mentre la domanda di pensione, che va indirizzata all’Inps e non al Miur, può essere fatta a partire dai 3 mesi che precedono la data di pensionamento, fissata, nella generalità dei casi, il 1° settembre 2019. In base alle novità emerse dal pacchetto previdenza, che dovrà essere presentato a breve, i requisiti per la  pensione anticipata con quota 100, per la pensione anticipata ordinaria  e per l’opzione donna, , dovranno però essere maturati entro il 31 marzo 2019. Se le novità saranno confermate, chi maturerà i requisiti dopo il 31 marzo 2019 dovrà invece attendere settembre 2020 per la pensione.

Ma procediamo per ordine e facciamo il punto sulle pensioni scuola 2019: domanda, entro quali date devono essere maturati i requisiti per l’uscita dal lavoro.

Chi può presentare la domanda di pensione scuola 2019

Riepiloghiamo di seguito i requisiti necessari per il diritto al pensionamento dal 1° settembre 2019: non essendo ancora diventato legge il cosiddetto pacchetto previdenza, cioè l’insieme degli interventi in materia di pensioni, alcuni requisiti potrebbero cambiare. Inoltre, ad oggi non si sa se i requisiti per la pensione anticipata subiranno o meno gli aumenti dettati dall’adeguamento alla speranza di vita.

Pensione ante-Fornero

Per quanto riguarda la pensione di vecchiaia e di anzianità, per chi ha maturato i vecchi requisiti, precedentemente alla riforma delle pensioni del 2011 [2], sono ancora valide le precedenti condizioni, in virtù del principio di cristallizzazione, ossia:

  • pensione di vecchiaia ante Fornero: 65 anni di età per i lavoratori, e 61 anni per le lavoratrici, unitamente a 20 anni di contributi, raggiunti alla data del 31 dicembre 2011;
  • pensione di anzianità ante Fornero: 40 anni di contributi, oppure quota 96 (somma di età e contributi), con un minimo di 60 anni di età e 36 anni di contribuzione, o con un minimo di 61 anni di età e 35 anni di contribuzione, raggiunti alla data del 31 dicembre 2011.

Pensione opzione donna

Per quanto riguarda l’opzione donna, allo stato attuale, considerata la proroga effettuata dalla Legge di Stabilità 2017, saranno considerate valide le domande di chi abbia maturato 35 anni di contributi (o meglio, 34 anni, 11 mesi e 16 giorni di servizio) entro il 31 dicembre 2015 e 57 anni e 7 mesi di età entro il 31 luglio 2016.

In base alle novità emerse dal pacchetto previdenza, l’opzione donna dovrebbe essere accessibile a chi matura, entro il 2019, 58 anni di età (59 se possiede anche contributi di lavoro autonomo) e 35 anni di contributi; per pensionarsi dal 1° settembre 2019, però, i requisiti dovranno essere maturati entro il 31 marzo 2019. In caso contrario, si dovrà attendere il 1° settembre 2020.

Sul punto si attendono, però, maggiori chiarimenti, considerando che per la pensione con opzione donna è generalmente prevista una finestra di attesa, che parte dalla maturazione dei requisiti,  pari a 12 mesi per le dipendenti ed a 18 mesi per chi possiede anche contributi da lavoro autonomo.

Pensione di vecchiaia

Per quanto riguarda la pensione di vecchiaia 2019 del personale appartenente al comparto scuola, è necessario raggiungere, entro il 31 dicembre 2019, 67 anni di età unitamente a 20 anni di contributi; il requisito di 20 anni di contribuzione può essere raggiunto anche attraverso il cumulo dei versamenti accreditati in gestioni previdenziali diverse.

Per il pensionamento d’ufficio, è necessario il raggiungimento dei 67 anni al 31 agosto 2019.

Pensione anticipata ordinaria

Per quanto riguarda la pensione anticipata ordinaria del personale del comparto scuola, nel caso in cui le modifiche annunciate dal pacchetto previdenza non siano attuate sarà necessario raggiungere, per potersi pensionare il 1° settembre 2019:

  • 42 anni e 3 mesi di contributi entro il 31 dicembre 2019 se donne;
  • 43 anni e 3 mesi di contributi entro il 31 dicembre 2019 se uomini.

In base a quanto emerso dal pacchetto previdenza, però, i requisiti per la pensione anticipata ordinaria non dovrebbero subire l’adeguamento alla speranza di vita pari a 5 mesi.

Nel caso in cui il pacchetto previdenza diventi legge, i dipendenti delle istituzioni scolastiche dovranno maturare:

  • 41 anni e 10 mesi di contributi se donne;
  • 42 anni e 10 mesi di contributi se uomini.

I requisiti dovrebbero però essere maturati entro il 31 marzo 2019 anziché entro il 31 dicembre 2019: sulla questione si attendono in ogni caso maggiori chiarimenti.

Pensione quota 100

La pensione con quota 100, ad oggi, non è ancora legge. In base a quanto emerso dal pacchetto previdenza, sarà necessario, per pensionarsi il 1° settembre 2019, maturare la quota (somma degli anni di contribuzione e dell’età) pari a 100, almeno 38 anni di contributi e aver compiuto 62 anni di età entro il 31 marzo 2019. Chi raggiungerà il requisito successivamente potrà pensionarsi il 1° settembre 2020.

In base a una proposta più recente, per pensionarsi con quota 100 il 1° settembre 2019 sarà necessario aver maturato i requisiti entro il 31 marzo 2017 (si tratta della cosiddetta pensione quota 104). Bisognerà verificare, a tal proposito, che cosa sarà previsto nella nuova legge in materia di pensioni.

Come inviare la domanda di cessazione dal servizio

È importante non confondere la domanda di cessazione dal servizio, o di dimissioni volontarie ai fini del pensionamento, con la domanda di pensione: mentre quest’ultima deve essere presentata al patronato, o direttamente tramite servizi online o call center dell’Inps (per chi dispone del codice Pin o delle credenziali Spid o Cns), normalmente dai tre mesi precedenti alla data della pensione, la domanda di cessazione dal servizio è accessibile esclusivamente dal portale web del Miur, ed ha una precisa scadenza (come già esposto, il 12 dicembre 2018 per quest’anno, per docenti e personale Ata, il 28 febbraio 2019 per i dirigenti scolastici), oltre la quale la presentazione non è più possibile, salvo alcune eccezioni.

In particolare, per presentare la domanda, il lavoratore deve accedere alla procedura Polis- Istanze online del sito web del Miur, dietro preventiva registrazione ed accreditamento al portale. Se ègià stata effettuata la registrazione in passato, restano valide le vecchie credenziali. In caso contrario, è necessario affrettarsi, poiché la procedura di prima registrazione prevede anche il riconoscimento fisico presso l’istituzione scolastica di servizio.

Una volta registrati, per inoltrare la domanda con procedura Polis- Istanze online è necessario tenere a disposizione i seguenti dati: username, password e codice personale; si deve poi compilare il form online con i dati richiesti.

Pensionamento d’ufficio

Chi raggiunge i 65 anni di età (la cosiddetta età ordinamentale) entro il 31 agosto 2019, se in possesso, alla stessa data, di un qualsiasi diritto a pensione (pensione anticipata, di vecchiaia, etc.) è collocato in pensione d’ufficio dal 1° settembre 2019.

Sono collocati a riposo forzatamente anche coloro che raggiungono 67 anni di età entro il 31 agosto 2019, se alla stessa data possiedono 20 anni di contributi.

Chi non perfeziona 20 anni di contributi a 67 anni di età ha diritto al trattenimento in servizio non oltre i 71 anni.

Chi non possiede  65 anni di età ma raggiunge i requisiti per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi, o 41 anni e 10 mesi le donne, in caso di blocco degli adeguamenti, altrimenti i requisiti saranno, rispettivamente, 43 anni e 3 mesi e 42 anni e 3 mesi) al 31 agosto 2019, può essere comunque cessato d’ufficio, se l’amministrazione valuta l’esistenza di una situazione di esubero del posto, della classe di concorso o del profilo di appartenenza dell’interessato, sia a livello nazionale che provinciale. In questo caso, l’amministrazione deve fornire un preavviso di almeno sei mesi al lavoratore, motivare la risoluzione, esporre i criteri di scelta e non pregiudicare la funzionale erogazione dei servizi.

note

[1] Nota Miur 16 novembre 2018, prot. n. 50647.

[2] Dl 201/2011.


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