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Controllo Guardia di Finanza auto

6 Dicembre 2018 | Autore:


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Che cosa cercano le Fiamme Gialle in un posto di blocco? Possono fare una multa e perquisire la macchina? Come funziona il controllo fiscale sui veicoli?

Prima o poi capita a tutti gli automobilisti di imbattersi in un posto di controllo delle forze dell’ordine. Che si tratti di Vigili urbani, di Polizia di Stato o Stradale, di Carabinieri o di Guardia di Finanza, non c’è un solo conducente che non abbia mai visto all’improvviso un agente o un militare, dietro una curva o in un luogo che si nota solo all’ultimo momento, con la paletta in mano e facendo gesto di accostare. Di solito chi si trova al volante ha un attimo di sudorazione fredda e, in pochi secondi, fa un ripasso mentale: la patente ce l’ho? Sto indossando la cintura? L’assicurazione l’ho pagata? Il libretto di circolazione è a posto? Andavo troppo veloce? Tuttavia, un controllo della Guardia di Finanza all’auto può essere più insidioso. Soprattutto se i militari delle Fiamme Gialle cercano nel tuo veicolo certe cose su cui Carabinieri o Polizia municipale normalmente sorvolano.

C’è, innanzitutto, da distinguere tra posto di controllo e posto di blocco. Spesso questi termini si scambiano mentre invece, come vedremo, si tratta di due cose diverse. Nel primo, ci troviamo davanti ad una verifica di routine, cioè gli automobilisti vengono fermati più o meno a caso o in base al veicolo che stanno guidando. Il posto di blocco, invece, consiste in un accertamento più mirato su chi si trova alla guida e che cosa sta trasportando. Ed è qui che il controllo della Guardia di Finanza sull’auto può rivelarsi più meticoloso.

Che cosa controllano le Fiamme Gialle in auto? Potrebbero non limitarsi alla solita formula di «patente e libretto» ma andare più a fondo e chiedere all’automobilista, ad esempio, altri documenti che devono essere obbligatoriamente portati a bordo. Se, poi, il veicolo è adibito al trasporto merci, niente di più probabile che facciano un’ispezione accurata di ciò che contiene l’auto, anche nei luoghi più nascosti, come sotto il sedile o nel doppio fondo che oggi molte macchine hanno nel baule.

Altro aspetto da approfondire: ci sono delle auto, specialmente quelle di lusso, soggette ad una verifica fiscale. In pratica, l’Agenzia delle Entrate vuole sapere se, in base al reddito che dichiari, ti puoi permettere di acquistare o anche solo di noleggiare una Maserati, una Ferrari o l’ultimo modello dell’Audi o della Mercedes. E questo accertamento lo può fare anche tramite il controllo della Guardia di Finanza in strada. Pertanto, è facile che macchine del genere vengano fermate più facilmente dai militari.

Ecco, allora, come funziona un controllo della Guardia di Finanza sulle auto, che cosa devi portare e che cosa non puoi trasportare nel tuo veicolo per evitare una multa se non, addirittura, il fermo della macchina.

Posto di controllo e posto di blocco: quale differenza?

Come detto, il posto di controllo ed il posto di blocco in cui si può trovare la Guardia di Finanza paletta in mano non sono la stessa cosa.

Nel posto di controllo, allestito da una pattuglia di Polizia (municipale, di Stato o Stradale) o di militari (Carabinieri o Guardia di Finanza, appunto), le auto possono essere fermate a discrezione solo su richiesta degli agenti per una verifica ordinaria dei documenti e della merce trasportata. Di solito occupa un solo senso di marcia e non ostruisce il libero passaggio dei veicoli. Sono presenti due o tre agenti, di cui almeno uno normalmente armato per intervenire in caso di emergenza.

La Guardia di Finanza è autorizzata a chiederti di accostare e di fermare la tua auto. Sei tenuto a farlo ad esibire ai militari i documenti che ti verranno richiesti e, se necessario, a scendere dall’auto e permettere l’ispezione del veicolo. In alcuni casi, è legittima anche la perquisizione, secondo quanto stabilito dalla legge [1] (vedi sotto).

Nel posto di blocco, invece (detto anche checkpoint), l’automobilista viene obbligatoriamente fermato per un controllo delle forze dell’ordine (quindi, anche della Guardia di Finanza) sulle persone e sulle merci o sulle normative fiscali, igienico-sanitarie e migratorie. Vengono usati dei birilli o delle banche chiodate per costringere i passanti a rallentare e, successivamente, a fermarsi. Il posto di blocco occupa l’intera carreggiata.

Che cosa controlla la Guardia di Finanza in auto?

Non solo patente e libretto, dunque. Il controllo della Guardia di Finanza sulle auto può essere molto più complesso. Sicuramente, tutto inizia con la solita richiesta di quei due documenti, cioè il permesso di guida ed il libretto di circolazione. Ma le Fiamme Gialle hanno anche la facoltà di chiederti di scendere dalla tua automobile e di aprire il portabagagli o altri spazi chiusi (ad esempio il portaoggetti collocato dalla parte del passeggero).

Che cosa può controllare la Guardia di Finanza in auto? Innanzitutto, una serie di documenti che devi obbligatoriamente portare a bordo. Nello specifico:

  • la patente. Se vieni sorpreso senza il permesso di guida, rischi una multa da 41 a 168 euro. Devi, inoltre, presentarti entro 24 ore al comando di Polizia o alla caserma dei Carabinieri o della Guardia di Finanza per esibire il documento, pena la sanzione amministrativa da 419 a 1.682 euro. Se non hai ancora la patente, dovrai portare con te il foglio rosa e la carta d’identità ed essere accompagnato in auto da una persona con patente valida;
  • il libretto di circolazione. La Guardia di Finanza può chiederti anche questo documento che riporta tutte le informazioni del veicolo che stai guidando (modello, tipo, targa, marca, ecc.);
  • certificato di assicurazione. Dal 2015 non sei più obbligato ad esporre sul parabrezza il tagliando di assicurazione, ma devi tenerlo sempre in auto per un’eventuale verifica della validità della copertura;
  • la ricevuta del controllo dei gas di scarico, noto come «bollino blu» o «verde», a seconda del modello dell’auto. Il risultato di questo controllo va sempre tenuto a bordo, pena una multa;
  • la ricevuta della revisione obbligatoria. Circolare senza avere fatto questo controllo può comportare una multa tra 155 e 625 euro. Se sorpresi in autostrada senza avere fatto la revisione, invece, può significare un fermo amministrativo che verrà revocato solo alla prenotazione della revisione. Se, invece, si guida un’auto sospesa per mancata revisione, si paga una sanzione da 1.842 a 7.369 euro e c’è il fermo amministrativo di 90 giorni. Se la violazione si ripete, scatta la confisca del veicolo.

Tuttavia, il controllo della Guardia di Finanza sull’auto può non limitarsi alla richiesta di documenti ma richiedere anche l’ispezione del veicolo (abitacolo e portabagagli). In questo caso, sei tenuto a mostrare ciò che i militari ti chiederanno. E qui possono arrivare altri guai, se a bordo porti degli oggetti che non dovresti mai avere con te e che, magari, hai dimenticato di scaricare da tempo. Dalle armi improprie ad alcuni cd masterizzati senza il bollino della Siae, da un piccolo quantitativo di marijuana per uso personale ad un attrezzo per il quale ci vuole una giustificazione particolare.

Ad esempio, la Guardia di Finanza potrebbe multarti o denunciarti penalmente per portare con te un forchettone da grigliata. È successo tempo fa ad un cittadino di Ivrea, costretto per questo motivo a pagare una multa di 1.500 euro per trasporto di arma impropria. Lo stesso potrebbe succedere, ad esempio, con una mazza da baseball: vai a spiegare che ti stavi solo allenando. Bisognerebbe dimostrarlo per non essere multati.

Che succede, invece, con gli attrezzi da lavoro come cacciaviti, taglierini, coltelli (un cuoco freelance, ad esempio, potrebbe averne l’auto piena), ecc.? In questo caso, bisogna sempre dimostrare che si tratta di oggetti indispensabili per svolgere la propria attività e che vanno trasportati solo nel tragitto indispensabile casa-lavoro. Quindi, se ti trovano con un paio di coltelli in auto mentre sei in ferie, è probabile che la multa non te la tolga nessuno.

La Guardia di Finanza può effettuare altri controlli, per così dire, «a vista». Ad esempio, può farti una multa perché sei stato sorpreso a guidare senza avere indossato la cintura di sicurezza o perché la pressione delle gomme è troppo bassa e viola le regole. Ma anche perché tuo figlio piccolo viaggia senza il seggiolino obbligatorio oppure il seggiolino che hai a bordo non è omologato. O, ancora, perché non hai il triangolo di emergenza o il giubbino catarifrangente obbligatorio in caso di sosta sulla strada, oppure le catene o le gomme da neve nel periodo previsto (dal 15 novembre al 15 aprile).

Controllo Guardia di Finanza: l’ispezione è legale?

Ma può la Guardia di Finanza durante un controllo sull’auto eseguire un’ispezione sempre ed ovunque? Certo che può. Non si tratta della perquisizione prevista dal Codice penale nei confronti di una persona sospettata di reato ma da quella autorizzata dal Codice della strada. Per questo motivo, l’eventuale ispezione dell’auto da parte della Guardia di Finanza non ha bisogno di una preventiva autorizzazione da parte del giudice.

Quindi, se un militare delle Fiamme Gialle ti chiede ad un posto di controllo o di blocco di aprire il baule e di mostrare gli altri spazi dell’abitacolo, sei tenuto a farlo. Devi sapere che la Cassazione [2] ha riconosciuto almeno in paio di occasioni agli agenti di Polizia giudiziaria di effettuare questo tipo di perquisizioni a scopo preventivo e repressivo. Quello che non può chiederti, senza un mandato, è di aprire la valigia che ti porti per le ferie per controllare se all’interno hai della droga o un’arma. Ad ogni modo, è sempre meglio collaborare con la Guardia di Finanza per evitare di incorrere nel reato di resistenza a pubblico ufficiale. Puoi, comunque, chiedere ai finanzieri se stanno cercando qualcosa in particolare: è un tuo diritto saperlo.

Controllo Guardia di Finanza: la multa è valida?

Forse ti sei chiesto qualche volta se la Guardia di Finanza, in seguito ad un controllo sull’auto, può farti una multa e se questa è valida come quella della Polizia stradale o dei Carabinieri. Devi tenere conto che le Fiamme Gialle, oltre ad eseguire delle verifiche per conto dell’Agenzia delle Entrate, è abilitata anche a multare gli automobilisti che violano il Codice della strada. Questo perché collabora con le altre forze dell’ordine nell’attività di verifica sull’ordine e la sicurezza pubblica.

Significa che è valida la multa o la pena accessoria (come il fermo amministrativo dell’auto) sono valide anche se elevate dai finanzieri al termine di un controllo sull’auto. E non solo: anche la sanzione per un sorpasso azzardato, per un divieto di sosta, per guida in contromano, ecc. Insomma, ciò che può fare un carabiniere o un poliziotto, può farlo anche la Guardia di Finanza.

Allo stesso modo, la modalità per contestare una multa delle Fiamme Gialle è identica a quella per contestare la contravvenzione delle altre forze dell’ordine: 30 giorni dalla notifica del verbale (o dalla data di contestazione diretta) per ricorrere al Giudice di Pace oppure 60 giorni per il ricorso al Prefetto.

Controllo Guardia di Finanza sulle auto di lusso

Più propria della Guardia di Finanza può essere l’attività di controllo fiscale sulle auto di lusso. La verifica è voluta dall’Agenzia delle Entrate per sapere se il rapporto tra il veicolo posseduto ed il reddito dichiarato è coerente. A dire il vero, questo tipo di controllo non è volto esclusivamente alle auto di lusso (che richiedono il superbollo) o a quelle storiche ma a qualsiasi categoria di veicoli. Ad esempio, una persona con un reddito molto basso o senza lavoro potrebbe finire nel mirino del Fisco perché possiede un’auto da 20mila euro.

La verifica può avvenire in due modi. Il primo, a carico della stessa Agenzia delle Entrate, tramite l’Ufficio delle Imposte competente per territorio, che manda al contribuente una richiesta affinché dia delle spiegazioni sulla macchina posseduta. La richiesta viene inviata se esiste una sproporzione di oltre il 20% tra il reddito denunciato ed il tenore di vita effettivamente sostenuto dal cittadino. Quest’ultimo dovrà dire da dove ha tirato fuori i soldi non solo per l’acquisto dell’auto ma anche per mantenerlo (bollo, assicurazione, benzina, meccanico, ecc. costano eccome). Se le spiegazioni non convincono il Fisco, parte la notifica dell’atto di accertamento, con cui si stabilisce il valore dell’auto e, di conseguenza, il reddito non dichiarato. Il passaggio successivo sarà quello relativo alle sanzioni.

L’altro modo in cui può scattare il controllo fiscale sull’auto è quello, per così dire, casuale. Ed è qui che entra in gioco la Guardia di Finanza. Può succedere, infatti, che l’automobilista «inciampi» in un posto di controllo o di blocco dove ci sono le Fiamme Gialle con la paletta pronta e che, dalle successive verifiche, emerga il possesso di una macchina che il proprietario non si potrebbe permettere secondo quanto dichiarato al Fisco.

C’è un elenco delle auto che fanno scattare un accertamento fiscale. Puoi trovarlo in questo nostro articolo.

Così come esiste la possibilità di avere un controllo fiscale sull’auto posseduta (o noleggiata) grazie al redditometro, come, invece, ti spieghiamo qui.

note

[1] Art. 103 DPR n. 309/1990 del 09.10.1990.

[2] Cass. sent. n. 5547/1996 del 04.06.1996 e n. 3029/2003 del 22.01.2003.


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