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Invalidità 2019, tutti gli importi delle pensioni

23 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 Marzo 2019



Pensione e assegno d’invalidità, assegno sociale sostitutivo, accompagno, indennità di comunicazione e frequenza: aumento degli importi delle prestazioni 2019.

Aumentano, dal 2019, tutte le prestazioni Inps collegate all’invalidità: dalla pensione d’invalidità civile, o assegno di assistenza per gli invalidi civili parziali, all’assegno sociale sostitutivo, sino all’accompagno. Questo, perché l’incremento generalizzato delle pensioni, pari all’1,1% (per le fasce di reddito più basse) si applica anche alle prestazioni di assistenza erogate dall’Inps.

Il nuovo aumento delle pensioni nel 2019 è stato determinato dalla perequazione, cioè dall’adeguamento delle pensioni all’inflazione (o meglio all’indice Istat Foi, l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati). Grazie alle perequazioni, nel dettaglio, tutte le prestazioni riconosciute dall’Inps aumenteranno sino a un massimo dell’1,1%, in base all’importo dell’assegno.

Per le pensioni più alte, invece, dal 2019 torna il vecchio meccanismo di rivalutazione del trattamento, più generoso rispetto a quello attualmente previsto, con un adeguamento al costo della vita che va dal 100% al 75% dell’inflazione, secondo l’importo dell’assegno, e non dal 100% al 45%.

Ma procediamo per ordine, e facciamo il punto sull’invalidità 2019: tutti gli importi delle pensioni. Gli importi devono ancora essere confermati dall’Inps con apposite circolari, con le quali l’istituto provvederà ad applicare l’incremento dell’1,1% reso noto dal Mef di recente e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 novembre 2018.

Pensione d’invalidità civile 2019

La pensione d’invalidità civile, o assegno di assistenza per gli invalidi civili parziali, è una prestazione dell’Inps che spetta a chi possiede un’invalidità riconosciuta dal 74% al 99%, se è disoccupato e non supera determinati limiti di reddito.

La pensione mensile d’invalidità, dal 2019, aumenta da 282,55 euro a 285,66 euro. Il limite di reddito personale annuo che consente di aver diritto alla prestazione è pari a 4.906,72

euro.

In presenza di determinate condizioni [1], spetta una maggiorazione pari a 10,33 euro.

Pensione invalidi civili totali 2019

La pensione mensile per gli invalidi civili in misura pari al 100%, o pensione di inabilità civile, ha lo stesso importo dell’assegno di assistenza, dunque, per il 2019, è pari a 285,66 euro.

Il limite di reddito personale che consente di aver diritto alla prestazione, però, è più alto ed è pari a 16.814,34 euro annui.

In presenza di determinate condizioni [1], anche in questo caso, spetta una maggiorazione pari a 10,33 euro.

Inoltre, nei casi in cui spetta il cosiddetto incremento al milione [2], è possibile raggiungere un massimo di 649,45 euro al mese, con un incremento della maggiorazione pari a 363,79  euro.

Indennità di frequenza 2019

L’indennità di frequenza spettante ai minori, dal 2019, aumenta da 282,55 euro a 285,66 euro. Il limite di reddito personale annuo che consente di aver diritto alla prestazione è pari a 4.906,72 euro.

In presenza di determinate condizioni [1], spetta, come per la pensione d’inabilità e invalidità, una maggiorazione pari a 10,33 euro.

Assegno sociale sostitutivo 2019

L’assegno sociale sostitutivo, o derivante dall’invalidità civile, dal 2019 è concesso a 67 anni  di età e non più a 66 anni e 7 mesi, proprio come l’assegno sociale ordinario. L’importo dell’assegno sociale sostitutivo, per il 2019, è pari a:

  • 372,98 euro mensili per gli invalidi civili parziali, con un limite di reddito personale pari a 4.906,72 euro annui; a determinate condizioni è possibile ottenere la maggiorazione base [3], pari a 85,01 euro mensili, e la maggiorazione ulteriore [4] dell’assegno sociale, pari a 12,92 euro mensili; inoltre, a partire dal 70° anno di età, è possibile ottenere l’incremento della maggiorazione, pari a 191,46 euro;
  • 372,98 euro mensili per gli invalidi civili totali, con un limite di reddito personale annuo pari a 16.814,34 euro; a determinate condizioni è possibile ottenere la maggiorazione base dell’assegno sociale [3]; inoltre, a partire dal 70° anno di età, è possibile ottenere l’incremento della maggiorazione, pari a 191,46 euro.

Pensione sociale sostitutiva 2019

L’importo della pensione sociale sostitutiva, per il 2019, è pari a:

  • 292,43 euro mensili per gli invalidi civili parziali, con un limite di reddito personale pari a 4.906,72 euro annui; a determinate condizioni è possibile ottenere la maggiorazione base [3], pari a 85,01 euro come osservato, e la maggiorazione ulteriore [4] dell’assegno sociale, pari a 12,92 euro; inoltre, a partire dal 70° anno di età, è possibile ottenere l’incremento della maggiorazione, pari a 272,01 euro;
  • 292,43 euro mensili per gli invalidi civili totali, con un limite di reddito personale annuo pari a 16.814,34 euro; a determinate condizioni è possibile ottenere la maggiorazione base dell’assegno sociale [3]; inoltre, a partire dal 70° anno di età, è possibile ottenere l’incremento della maggiorazione, pari a 272,01 euro.

Pensione speciale sordomuti 2019

La pensione speciale per i sordomuti, per il 2019, è pari a 285,66 euro mensili.

Il limite di reddito personale che consente di aver diritto alla prestazione è pari a 16.814,34 euro annui.

In presenza di determinate condizioni [1] spetta una maggiorazione pari a 10,33 euro.

Inoltre, nei casi in cui spetta il cosiddetto incremento al milione [2], l’incremento della maggiorazione è pari a 361,31  euro.

Indennità di comunicazione 2019

L’indennità di comunicazione mensile spettante ai sordomuti per il 2019 è pari a 256,89 euro. Non ci sono limiti di reddito per averne diritto.

Pensione per ciechi assoluti 2019

La pensione per ciechi assoluti, per il 2019, è pari a 308,93 euro mensili.

Il limite di reddito personale che consente di aver diritto alla prestazione è pari a 16.814,34 euro annui.

In presenza di determinate condizioni [1] spetta una maggiorazione pari a 10,33 euro.

Inoltre, nei casi in cui spetta il cosiddetto incremento al milione [2], l’incremento della maggiorazione è pari, dal 2019, a 340,52 euro.

Per i ciechi assoluti ultra 65enni la pensione mensile, per il 2019, è pari a 308,93 euro.

Il limite di reddito personale che consente di aver diritto alla prestazione è pari a 16.814,34 euro annui.

In presenza di determinate condizioni [3] spetta una maggiorazione pari a 72,29 euro.

Inoltre, nei casi in cui spetta il cosiddetto incremento al milione [2], l’incremento della maggiorazione è pari a 268,23 euro.

Pensione per ciechi parziali 2019

La pensione per i ciechi parziali ventisimisti, per il 2019, è pari a 285,66 euro mensili.

Il limite di reddito personale che consente di aver diritto alla prestazione è pari a 4.906,72 euro annui.

L’indennità speciale per i ventisimisti è pari, per il 2019, a 210,61 euro al mese.

In presenza di determinate condizioni [1] spetta una maggiorazione pari a 10,33 euro.

Per i ciechi parziali ultra65enni la pensione mensile, per il 2019, è pari a 285,66 euro.

Il limite di reddito personale che consente di aver diritto alla prestazione è pari a 16.814,34 euro annui.

Inoltre, nei casi in cui spetta il cosiddetto incremento al milione [2], dal 70° anno di età, l’incremento della maggiorazione è pari a 291,50 euro.

Assegno per i decimisti 2019

L’assegno per i decimisti, cioè per chi ha un residuo visivo non superiore in ciascun occhio ad un decimo, con eventuale correzione ottica, per il 2019 è pari a 212,01 euro mensili.

Il limite di reddito personale che consente di aver diritto alla prestazione è pari a 8.083,89 euro annui.

In presenza di determinate condizioni [1] spetta una maggiorazione pari a 10,33 euro.

Indennità per i ventesimisti 2019

L’indennità mensile spettante ai ventesimisti, cioè a chi ha un residuo visivo in ciascuno degli occhi, con eventuale correzione di lenti, non superiore ad un ventesimo, per il 2019 è pari a 210,61 euro. Non ci sono limiti di reddito per averne diritto.

Indennità di accompagnamento 2019

L’indennità di accompagnamento, o accompagno, che spetta agli invalidi al 100% non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita o di camminare senza l’aiuto di un accompagnatore, per il 2019 è pari a 517,84 euro. Non ci sono limiti di reddito per averne diritto.

Per i ciechi assoluti, l’assegno di accompagnamento è pari a 925,25 euro mensiliAnche in questo caso non sono previsti limiti di reddito per averne diritto.

Pensione per i talassemici

Per gli affetti da talassemia major e depranocitosi, l’indennità mensile spettante è pari a 513,01 euro, senza limiti di reddito.

note

[1] Art.70, Co.6, L.388/2000.

[2] Art.38, L.448/2001.

[3] Art. 67 L. 448/1998; Art.52 L.488/1999.

[4] Art. 70, Co.1, L. 388/2000.


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18 Commenti

  1. Ma lo trovano così divertente prendere per il culo persone che già soffrono, senza speranza, per colpa di un destino crudele e di una Natura matrigna?!

  2. Salve in merito, ‘aumento pensioni a 780 io sono invalido 80% quindi percepisco la minima di 285€ spetta anche a me l’aumento? Perché non si capisce…. Grazie

      1. Buongiorno, effettivamente è molto poco chiaro quello che c’è scritto. Intendo che l’aumento spetta se uno ha compiuto il 67° anno di età, giusto? Nel mio caso, ho una pensione di invalidità civile al 100% ai sensi dell’Art. 20 Legge 3/8/2009 n. 102 e Legge del 5/2/1992 n. 104, ma ho meno di 67 anni. Cosa mi spetta?

    1. Sono invalido del lavoro per perdita di un occhio spetta anche me l’ aumento della pensione, l’ invalidità’ e 35%.

  3. Salve ho un invalidità’ del 67% ho perso il lavoro ed ho 46 anni ,ho 15/16 anni di contributi di cui l ultimo triennio continuativamente ,potrei rientrare nell assegno ordinario d invalidita’.?

    1. Perché si possa ottenere l’assegno ordinario d’invalidità è necessario possedere: almeno 5 anni di contributi; almeno 3 anni di contributi versati nell’ultimo quinquennio; un’invalidità riconosciuta superiore ai 2/3, ossia la riduzione della capacità lavorativa a meno di 1/3.Per sapere a quanto ammonta l’assegno d’invalidità, bisogna considerare che il trattamento è calcolato allo stesso modo della generalità delle pensioni dirette, cioè:
      -col sistema retributivo sino al 31 dicembre 2011 (che si basa sulla media degli ultimi stipendi), poi contributivo (questo sistema si basa invece sulla contribuzione accreditata e sull’età pensionabile), per chi possiede almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
      -col sistema retributivo sino al 31 dicembre 1995, poi contributivo, per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995: si tratta del cosiddetto sistema misto;
      -col sistema integralmente contributivo per chi non possiede contributi versati alla data del 31 dicembre 1995.
      Per ulteriori informazioni puoi consultare i nostri articoli:
      – Assegno ordinario d’invalidità https://www.laleggepertutti.it/240691_assegno-ordinario-dinvalidita
      – Assegno d’invalidità e rendita Inail https://www.laleggepertutti.it/255089_assegno-dinvalidita-e-rendita-inail
      – Invalidità, guida alle agevolazioni https://www.laleggepertutti.it/266847_invalidita-guida-alle-agevolazioni

  4. Salve ho 60 anni e sono da piu di 10 anni 100% invalido con imposibilità di lavorare . devo aggiungere che non ho contributi per la pensione. ricevo 285.euro al mese e non possedo bene.. Mia domanda è Ho diritto di aumente con la riforma pensioni per invalidi civili o altro grazie anticipartamente

    1. Sara non puoi accedere a questa misura straordinaria se non sei convivente con tuo padre o tua madre. A questo proposito, devi sapere che non ti sarà sufficiente dimorare presso l’abitazione del tuo genitore, ma sarai obbligato a trasferire la residenza anagrafica presso la stessa. Tuttavia, è stato precisato che è sufficiente vivere nello stesso palazzo e/o civico del disabile. In pratica, potresti comunque trasferirti in un appartamento facente parte dello stesso condominio ove abita tua madre, ma sempre spostando la residenza anagrafica nel predetto immobile. Quindi, il figlio deve essere convivente col disabile da assistere, per avere il congedo straordinario.

  5. Buongiorno, vorrei chiedere che differenza c’è fra assegno sociale sostitutivo quello da 372€ al mese e pensione sociale sostitutiva,quella da 292€ al mese
    se uno è invalido, poniamo, all’80%, e ha per esempio 69 anni, usufruisce del primo strumento o del secondo??
    grazie

    1. Si ha diritto all’assegno sociale sostitutivo. L’assegno sociale, difatti, è stato istituito con effetto dal 1° gennaio 1996 in sostituzione della pensione sociale prevista dall’articolo 26, della legge 153/1969

  6. Potrei sapere io prendo la pensione io con cobtributi versati con poche ore di lavoro par tam sono 3 anni che lavoro a un ora e 20 minuti all giorno in effetti sono8 ore settimanale io di eta 60 anni fra quando finisco di lavorare la mia pensione attuale di 500 euro a che puo arrivare piu div500 mi puo dire

    1. La risposta dipende dalla gestione previdenziale alla quale si è iscritti e dagli anni di contributi accreditati. Chi ha 20 anni di contributi, ad esempio, deve attendere altri 7 anni per ottenere la pensione di vecchiaia, più gli eventuali adeguamenti alla speranza di vita. A chi possiede almeno 36 anni di contributi e sta continuando a lavorare bastano invece 2 anni di attesa, per uscire con la nuova pensione quota 100, che si ottiene con 38 anni di contributi e 62 anni di età. Le lavoratrici di 60 anni con almeno 35 anni di contributi possono poi pensionarsi subito, grazie all’opzione donna, che consente l’uscita dal lavoro con 58 o 59 anni di età e 35 anni di contributi, se i requisiti sono maturati al 31 dicembre 2018. In altri casi ancora, a 60 anni è possibile fruire non di una vera e propria pensione, ma del prepensionamento, una prestazione di sostegno al reddito che accompagna l’interessato sino alla maturazione dei requisiti per la quiescenza. Hai 60 anni e hai iniziato a lavorare da giovanissimo? Forse hai già diritto all’uscita dal lavoro, grazie alla pensione anticipata. Questo trattamento si ottiene, a prescindere dall’età, con 42 anni e 10 mesi di contributi, per i lavoratori, e con 41 anni e 10 mesi di contributi, se donna. A partire dal 2019, sono applicate delle finestre mobili di 3 mesi, dalla data di maturazione dei requisiti. Per saperne di più, leggi questo articolo https://www.laleggepertutti.it/275077_ho-60-anni-quando-vado-in-pensione

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