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Auto usate: il cliente va informato sullo stato del veicolo

1 Novembre 2017 | Autore:
Auto usate: il cliente va informato sullo stato del veicolo

Chi compra un’auto di seconda mano deve essere necessariamente informato nel caso in cui il veicolo abbia dei difetti o abbia riportato precedenti incidenti

Comprare un’auto usata può essere molto vantaggioso da un punto di vista economico, ma al contempo esporre l’acquirente a notevoli rischi circa il reale stato del veicolo. Una cosa però è certa: le auto usate non possono essere vendute  “come nuove” se effettivamente non lo sono. In particolare, chi compra un’auto di seconda mano, nel caso in cui il veicolo abbia riportato precedenti incidenti, deve esserne necessariamente informato. Ma cosa succede se il venditore tace e non comunica al compratore che l’auto ha subito un precedente incidente? Quali rischi corre il venditore che, per concludere un affare più vantaggioso, nasconda al compratore il reale stato dell’usato? Quali accorgimenti deve prendere l’acquirente di un’auto usata per non sbagliare? A tanto risponderemo nel presente articolo. Ma procediamo con ordine.

Vizi occulti: la garanzia del venditore

Capita spesso, a chi compra un’auto usata, che la stessa  – all’apparenza in ottimo stato – manifesti il suo reale stato difettoso subito dopo l’acquisto. Sul punto è da dire che il venditore è sempre tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendano inidonea all’utilizzo cui essa è destinata ovvero ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore [1]. Ed infatti, la garanzia del venditore per i vizi occulti della cosa è effetto naturale della vendita stessa e sussiste anche in mancanza di una espressa garanzia che la cosa sia esente da vizi; tale garanzia comporta a carico del venditore l’obbligo di risarcire il danno, a meno che egli non provi di avere ignorato senza colpa i vizi della cosa. Dunque, mai vendere un’auto usata nascondendo all’acquirente che ha avuto un incidente o presenti altri vizi occulti: si rischia di essere condannati ad un pesante risarcimento, anche se la riparazione era stata fatta a regola d’arte.

Il venditore che tace sull’incidente dell’auto usata paga i danni 

Con una recente sentenza [2], la Corte di Cassazione ha avuto modo di precisare che mettere in vendita un’auto definendola “praticamente nuova“, nonostante abbia subito un incidente stradale, viola i principi di buona fede del contratto di compravendita, anche quando la vettura sia stata riparata a regola d’arte e a spese del venditore. L’omessa informativa in merito all’incidente subito dal veicolo assoggetta il venditore al risarcimento del danno, in considerazione del fatto che se l’acquirente l’avesse saputo di certo non avrebbe concluso il contratto di acquisto alle condizioni pattuite. Sulla base di questo principio, la Suprema Corte ha condannato il venditore scorretto a risarcire il danno  nei confronti dell’ignaro acquirente di un’auto usata che, “spacciata” come nuova, aveva in realtà subito un incidente.

Acquisto di auto usata: consigli per non sbagliare

Quando si decide di comprare un’auto usata, per non sbagliare, sono necessarie importanti accortezze. Per prima cosa è essenziale farsi rilasciare la certificazione dello stato d’uso dell’auto. Si tratta di una certificazione attestante che l’usato è sicuro, a cui va aggiunta la dichiarazione del numero effettivo di chilometri percorsi, lo stato di auto non incidentata e le condizioni generali degli apparati. Nel caso in cui il veicolo abbia invece subìto incidenti, il rivenditore dovrà garantire che l’assetto delle ruote e lo stato della carrozzeria siano regolari e che il motore sia quello originale. Se il concessionario si rifiuta di fornire tutte queste informazioni significa che non conosce l’auto, non ha eseguito i dovuti controlli oppure, nella peggiore delle ipotesi, sta tentando di gabbare l’acquirente.

Attenzione: i chilometri percorsi sono spesso l’ago della bilancia della trattativa: potrebbe capitare di incontrare rivenditori o privati piuttosto smaliziati, che mettono mano al contachilometri.

Manomissione del contachilometri: che rischia il venditore?

La manomissione del contachilometri dell’automobile usata, rappresenta un raggiro che determina un vizio della volontà contrattuale dell’acquirente che può portare anche annullamento del contratto, oltre al risarcimento del danno patito [3]. Peraltro una tale condotta da parte del venditore può esporlo anche a conseguenze di carattere penale, atteso che vendere una autovettura omettendo di riferire in merito al reale chilometraggio integra il reato di truffa [4].

 


note

[1] Art. 1490 Cod. Civ.

[2] Cass., sent. n. 16886 del 07.07.2017.

[3] Cfr. Cass. n. 1480/2012.

[4] Cass. n. 32645/2014; Cass. n. 38085/2013.

Autore Immagine: Pixabay.com


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