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Si può aprire la partita Iva senza commercialista?

6 dicembre 2018 | Autore:


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Possibilità di apertura della partita Iva fai-da-te, senza l’aiuto di un consulente o un intermediario: come procedere, quali sono gli adempimenti necessari.

Vuoi metterti in proprio ma non sai da dove cominciare? Devi sapere che, quando si decide d’intraprendere un’attività di lavoro autonomo o d’impresa, uno dei primi adempimenti da effettuare è l’apertura della partita Iva.

Se vuoi avviare un’attività come libero professionista, la presentazione del modello di richiesta di attribuzione della partita Iva all’Agenzia delle entrate è autonoma, mentre se vuoi avviare un’attività d’impresa (come ditta individuale, società o altro ente) devi presentare il modello all’interno della Comunicazione Unica, o ComUnica, che si invia alla camera di commercio.

Ma quanto costa aprire la partita Iva? Presentare il modello di richiesta di partita Iva all’Agenzia delle entrate non ha costi (mentre può comportare delle spese fisse tenere aperta la partita Iva; per approfondire: Quanto costa la partita Iva all’anno): se invii il modello tramite ComUnica, però, devi mettere in conto i costi dell’iscrizione presso il Registro delle imprese (diritti di segreteria, bolli, tassa d’iscrizione), più eventuali costi legati alle altre pratiche presentate con la comunicazione unica (ad esempio le pratiche inviate allo sportello Suap del comune). In ogni caso, che tu richieda la partita Iva con ComUnica o meno, devi considerare anche il compenso dell’intermediario per le pratiche.

Per evitare costi aggiuntivi, si può aprire la partita Iva senza commercialista?

La richiesta di attribuzione della partita Iva all’Agenzia delle entrate può essere presentata anche direttamente, senza avvalersi dell’aiuto di un intermediario.

Vediamo allora come si apre la partita Iva: come si compila il modello di richiesta di attribuzione, quali sono gli adempimenti obbligatori, quando è necessaria la ComUnica.

Chi è obbligato a presentare la ComUnica?

La presentazione del modello con cui si richiede l’attribuzione della partita Iva può essere fatta autonomamente per chi inizia un’attività come libero professionista o lavoratore autonomo, senza necessità di presentare la ComUnica alla camera di commercio.

Se, invece, si deve avviare un’attività d’impresa (come ditta individuale, società o altro ente), è necessario presentare il modello di richiesta della partita Iva all’interno della Comunicazione Unica, o ComUnica: la pratica ComUnica contiene, oltre alla richiesta di attribuzione della partita Iva, anche la richiesta d’iscrizione alla camera di commercio (Cciaa) ed all’Inps (in alcuni casi anche la comunicazione al Suap del Comune e l’apertura di una posizione Inail e Inps come azienda con dipendenti).

Quando si apre la partita Iva?

La partita Iva si deve aprire entro 30 giorni dall’inizio dell’attività, compilando l’apposito modello di richiesta di attribuzione, che come abbiamo visto può essere presentato autonomamente o all’interno della ComUnica. La richiesta deve essere inoltrata all’Agenzia delle entrate, che la rilascia immediatamente, senza tempi di attesa; se la richiesta è presentata con ComUnica, è la camera di commercio a inoltrare la richiesta alle Entrate.

Come si compila la richiesta di partita Iva?

La richiesta di attribuzione della partita Iva, per le persone fisiche, deve essere effettuata compilando il Modello AA9/12, sia nel caso in cui sia presentata autonomamente, che all’interno della Comunica.

Per le società e gli altri enti, deve essere presentato il modello AA7/10.

Questi modelli possono essere scaricati dal sito web dell’Agenzia delle Entrate o del Ministero dell’Economia e delle Finanze: nella parte finale del file, si trovano anche le istruzioni per la compilazione.

Gli stessi modelli, Aa7/10 ed Aa9/12, vanno utilizzati anche per la variazione e la cessazione dell’attività.

Come si compila online la richiesta partita Iva per le persone fisiche?

Il modello per la richiesta di attribuzione partita Iva per le persone fisiche può essere compilato ed inviato direttamente online, se si dispone del Pin e dell’abilitazione ai servizi online dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline o Entratel), oppure della Cns, la carta nazionale dei servizi, o dell’identità unica digitale Spid.

Se si apre partita Iva come ditta individuale, come abbiamo detto il modello deve essere allegato alla pratica di Comunicazione Unica. Per inoltrare la ComUnica si può utilizzare il software Comunica Starweb, messo a disposizione dalla camera di commercio. Si può effettuare la presentazione telematica anche tramite intermediario abilitato (commercialista, consulente del lavoro…).

Per scaricare il software dal sito dell’Agenzia delle Entrate, se decidi di procedere da solo, devi cliccare sulla sezione del portale web “Cosa devi fare”- “Richiedere”- “Attribuzione Partita Iva”, e scaricare il Modello AA9/12.

Com’è fatto il modello di richiesta partita Iva?

Il documento di richiesta di attribuzione della partita Iva per le persone fisiche, ossia il modello AA9/12, si compone di 9 quadri, da A sino a I:

  • Quadro A: all’interno del quadro A devi indicare il tipo di dichiarazione: attribuzione, variazione o cessazione della Partita Iva;
  • Quadro B: all’interno di questo quadro devi indicare:
    • i dati relativi al soggetto d’imposta (dati identificativi, residenza anagrafica o, se diverso, domicilio fiscale);
    • i dati relativi all’attività (data inizio, codice attività, indirizzo, volume d’affari presunto, volume presunto degli acquisti intracomunitari, eventuale opzione per regimi fiscali agevolati-come quello dei minimi ed il forfettario-, e se si tratta di attività di commercio elettronico).
  • Quadro C: all’interno di questo quadro devi indicare i dati identificativi del titolare della partita Iva;
  • Quadro D: qui devi indicare i dati di un eventuale rappresentante fiscale.
  • Quadro E: nel quadro E devi indicare eventuali dati relativi a operazioni straordinarie: cessione e donazione d’azienda, affitto dell’unica azienda, cessione e donazione di ramo d’azienda, affitto d’azienda, modificazione di società in ditta individuale, successione ereditaria;
  • Quadro F: qui devi indicare i soggetti depositari ed i luoghi di conservazione delle scritture contabili;
  • Quadro G: il quadro deve contenere le informazioni inerenti eventuali ulteriori attività esercitate oltre alla principale (codice Ateco attività, volume d’affari presunto, opzione per la contabilità separata, altri luoghi in cui vengono esercitate le attività e/o conservate le scritture contabili);
  • Quadro H: il quadro deve contenere gli eventuali dati relativi alla presunzione di cessione o al rapporto di rappresentanza;
  • Quadro I: il quadro deve contenere ulteriori informazioni relative all’attività, come l’indirizzo di posta elettronica, il sito web, il numero di telefono-fax, ed i dati relativi all’immobile in cui si esercita l’attività (estremi contratto di locazione o di comodato, titolarità dell’immobile, dati catastali).

La dichiarazione termina con lo spazio per un’eventuale delega alla presentazione, la firma del dichiarante, ed eventuale impegno alla presentazione telematica da parte di un intermediario.

Codice Ateco attività

Una delle maggiori difficoltà, quando si compila il modello di  richiesta di partita Iva senza l’aiuto di un intermediario, è reperire il codice relativo all’attività esercitata, o codice Ateco, che viene richiesto nel quadro B, tra i dati relativi all’attività.

Il codice Ateco è un codice, introdotto nel 2008, mediante il quale si classificano le attività economiche (la sigla “Ateco”sta infatti per ATtività ECOnomiche): serve quindi per individuare l’attività svolta . Il codice Ateco si può reperire visualizzando la relativa tabella, tabella Ateco 2007.

La classificazione delle attività ha una struttura gerarchica a cinque livelli: in parole semplici, da una sezione generica (per esempio, “altre attività di servizi”) si deve scegliere una sottocategoria (per esempio, “attività di organizzazioni associative”, o “altre attività di servizi per la persona”), fino ad arrivare ad una classificazione dettagliata che descriva l’esatta attività svolta (ad esempio “attività delle lavanderie industriali”).

Di seguito un esempio della struttura di classificazione ad albero.

Se si svolge un’attività che ricade in due categorie Ateco, è necessario verificare quale, tra le due posizioni, incide maggiormente dal punto di vista produttivo: quella che supera il 50% è assunta come attività prevalente e determina la classificazione definitiva. Se, invece, la classificazione ricade in più di due posizioni possibili e nessuna incide più dell’altra, per l’esatta determinazione del codice si deve utilizzare il cosiddetto metodo “top down” ossia un principio gerarchico secondo cui la classificazione di un’unità al livello più basso deve essere coerente con quello più alto della struttura.

Per una ricerca rapida del codice Ateco, il sito web dell’Istat ha messo a disposizione un riquadro nel quale si può inserire una descrizione sintetica dell’attività svolta (per esempio, “studi legali” nel caso in cui si voglia aprire la partita Iva per svolgere la professione di avvocato). In questo modo sarà fornito immediatamente il codice di riferimento.

Se si indica un codice Ateco sbagliato, il funzionario preposto alla richiesta di apertura della partita Iva provvederà a modificarlo con il codice corretto.

Partita Iva con regime forfettario

In alcuni casi (dal 2019, se si prevede che il fatturato non superi 65mila euro), è possibile aprire la partita Iva col regime agevolato, o forfettario.

La procedura per aprire partita Iva con regime forfettario è identica a quella prevista per l’ordinaria apertura della partita Iva: in presenza dei requisiti necessari per aderire al regime agevolato, si deve però apporre una crocetta su una specifica casella che si trova sul modulo.

Per approfondire: Forfettario 2019, che cosa cambia?

Come si invia la richiesta di partita Iva?

La richiesta di attribuzione della partita Iva, una volta compilata attraverso l’apposito software, deve essere controllata (tramite gli appositi moduli di controllo, che si trovano nella stessa sezione del portale dell’Agenzia delle Entrate), autenticata ed inviata, con gli strumenti messi a disposizione nel sito per gli utenti abilitati a Fisconline.

Gli abilitati al servizio Entratel, come gli intermediari, controllano, autenticano ed inviano il modello tramite il software Entratel, utilizzando la chiave di sicurezza personale e le proprie credenziali, all’interno del Desktop telematico a loro disposizione.

Puoi anche consegnare il modello compilato direttamente presso l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate più vicino, portando con te un documento d’identità.

Inoltre, puoi inviare una raccomandata A/R nella quale devi allegare, oltre al modulo compilato, la fotocopia di un documento d’identità in corso di validità.

Come si apre la partita Iva comunitaria?

Se, già al momento dell’apertura della partita Iva, sai di dover scambiare (acquistare o vendere) beni e servizi con operatori appartenenti ad altri Stati dell’Unione Europea, devi chiedere l’iscrizione all’archivio Vies, ossia ad un registro telematico che consente agli operatori economici ed al Fisco di controllare l’effettiva esistenza della partita Iva e la necessaria autorizzazione ad operare di chi vende o acquista tra paesi aderenti all’Unione Europea.

Per iscriverti all’archivio Vies non è necessario inviare una richiesta a parte, ma è sufficiente selezionare la voce “Operazioni intracomunitarie” nel modello AA9 utilizzato per l’apertura della Partita Iva. Quest’ulteriore iscrizione è gratuita, senza costi aggiuntivi.

Hai già aperto la partita Iva e non ti sei iscritto al Vies? Puoi chiedere l’iscrizione all’archivio Vies anche dopo l’apertura della partita Iva, semplicemente spendendo una lettera raccomandata A/R all’Ufficio dell’Agenzia delle entrate di competenza. Puoi controllare se una partita Iva è comunitaria sul sito web dell’Agenzia delle Entrate, presso la sezione “Controllo delle partite Iva comunitarie”.


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