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Fibromialgia giovanile: cos’è e quali sono i sintomi

11 Dicembre 2018 | Autore: Salvatore Guarro


Fibromialgia giovanile: cos’è e quali sono i sintomi

> Salute e benessere Pubblicato il 11 Dicembre 2018



La fibromialgia giovanile: una condizione patologica ad eziologia ignota caratterizzata principalmente da forti dolori muscolari, difficoltà nell’uso degli arti e disturbi del sonno. 

Hai un familiare oppure un amico a cui è stata diagnosticata fibromialgia giovanile? Guardando il telegiornale o ascoltando le news alla radio è capitato che ti sia imbattuto in tale sindrome senza, però, riuscire a comprendere completamente di che si tratta. Fibromialgia giovanile: cos’è e quali sono i sintomi? Questo è l’articolo giusto per te. Continuando la lettura del pezzo, infatti, potrai capire, nella maniera più semplice e chiara possibile, in cosa consiste questa malattia e come essa può manifestarsi. Prima di cominciare a descrivere la patologia, però, è opportuno precisare che il seguente articolo non intende e non può sostituire il consulto del medico, ma ha soltanto la pretesa di rendere un po’ più chiaro e comprensibile l’argomento in oggetto. Per cui, se leggendo questo pezzo pensi di individuare qualche sintomo in tuo figlio o in un tuo conoscente ti prego di non entrare nel panico, ma di parlarne con il medico di famiglia, il quale, se lo riterrà necessario, ti consiglierà una visita presso uno specialista. Fatta questa necessaria puntualizzazione cominciamo a parlare di tale condizione morbosa.

Cos’è la fibromialgia giovanile?

Il termine fibromialgia è una parola composta da tre vocaboli: fibra (dal latino fibra-ae) che rimanda al tessuto fibroso; μῦς che in greco significa muscolo ed ἄλγος che invece vuol dire dolore. L’espressione, quindi, descrive uno stato patologico caratterizzato da dolore nei tessuti fibro-muscolari e, in effetti, chi è colpito da tale condizione avverte fitte molto forti ed ingravidanti ed affaticamento muscoloscheletrico come sintomi principali.

La forma giovanile di siffatta condizione morbosa insorge molto precocemente durante l’adolescenza con un’età di esordio tra i 9 e i 12 anni. Le femmine sono più vulnerabili rispetto ai maschi e la maggior parte dei pazienti (fino al 75%) presenta una storia familiare per il disturbo.

Come riconoscere la fibromialgia giovanile?

Nonostante i numerosi studi condotti su questa patologia, non è ancora stato possibile identificarne in modo certo l’eziologia (ovvero le cause), anche se risulta ormai chiaro che la malattia è legata, oltre al dolore acuto a livello dei tessuti fibro-muscolari e l’affaticamento dei muscoli scheletrici come già detto in precedenza, anche a disturbi del sonno, alterazioni aspecifiche (ormonali, cardiache, digestive) e disturbi psicologici.

Si è visto, inoltre, che il clima freddo e/o umido, l’eccesso di attività fisica o la totale inattività e lo stress possono aggravare la sintomatologia. La fibromialgia è una malattia insidiosa e molto complicata da diagnosticare, specialmente nella forma giovanile, perché i riscontri diagnostici non evidenziano problemi chiari o alterazioni significative, ma il bambino o il ragazzo continuano a percepire i dolori con una potenza amplificata.

Caratteristica dei soggetti affetti da questo disturbo è la presenza dei cosiddetti tender point” (punti teneri), cioè dei particolari punti distribuiti lungo tutto il corpo che risultano dolorosi anche alla minima pressione. Tali punti spesso restano ipersensibili anche quando molti degli altri sintomi sono migliorati significativamente.

Sia nei bambini che negli adolescenti affetti da questa sindrome, dunque, è riscontrabile un dolore prolungato ed una difficoltà grave nell’uso degli arti tanto che i pazienti affetti addirittura evitano scrupolosamente di assumere determinate posizioni per non percepire un indolenzimento così forte.

L’ipersensibilità, inoltre, rischia di diventare cronica (termine medico che significa permanente e quindi non curabile) e chi ne è colpito presenta problemi con il sonno, spossatezza fisica ed astenia (altro termine medico che indica la condizione di costante affaticamento percepito dal paziente), anche senza aver effettuato alcuna attività. La difficoltà a dormire e di riuscire a riposare genera, poi, profondi stati d’ansia e di depressione. Da quanto detto è facile dedurre che questa patologia deve essere ben trattata per evitare che provochi danni anche piuttosto ingenti.

I sintomi della fibromialgia giovanile

La fibromialgia giovanile causa principalmente dolorabilità diffusa a livello dell’intero sistema muscoloscheletrico e nei tessuti molli periarticolari.

La sintomatologia, che può aiutare il medico ad effettuare questa difficile diagnosi, prevede:

  • dolore diffuso ai muscoli (sia spontaneo sia alla palpazione) presente in diciotto aree specifiche (i già menzionati tender point). Il dolore si manifesta bilateralmente (vale a dire su entrambi i lati del corpo), sopra e sotto la vita ed è presente tutti i giorni per almeno tre mesi;
  • il dolore viene descritto come: senso di oppressione, bruciore e rigidità eccessiva;
  • senso di affaticamento esagerato;
  • difficoltà a dormire: i bambini impiegano molto tempo prima di addormentarsi e molti, invece, hanno difficoltà a mantenere il sonno con frequenti risvegli durante la notte e necessità di muovere spesso gli arti inferiori (gambe);
  • ansia associata ad umore depresso;
  • mal di stomaco e colon irritabile;
  • sensazione di gonfiore (in modo particolare alle mani) al risveglio;
  • formicolii e disturbi della sensibilità;
  • mal di testa frequente;
  • difficoltà a ricordare (viene riferita come sentirsi intrappolati nella nebbia);
  • vertigini.

La fibromialgia giovanile, inoltre, porta con sé diverse comorbiditá (termine che indica la coesistenza di più patologie diverse in uno stesso individuo), tra cui quelle che si manifestano più frequentemente sono:

  •  disturbi del sonno;
  • rigidità mattutina;
  • cefalea;
  • dolore addominale;
  • parestesie (formicolii a livello degli arti);
  • senso di gonfiore;
  • disturbi della sfera psichica.

Tra tutte, la cefalea è sicuramente una delle più invalidanti in quanto determina un forte stato debilitante in associazione all’allodinia (vocabolo che si riferisce al dolore percepito toccando dei punti precisi del corpo, i cosiddetti punti “tender”- particolarmente quelli della zona pericranica).

L’emicrania, che può durare anche ore ed è causata dalla sensibilizzazione a livello centrale, non permette il normale svolgimento delle attività quotidiane, di studio, impegno e attività sportive. Questo dolore, inoltre, quando si associa ad altri sintomi caratteristici della malattia, quali nausea e vertigini, solitamente peggiora anche lo stato d’animo del ragazzo che vede inficiata la propria libertà e i rapporti sociali propri dell’età evolutiva ed adolescenziale.

Come prevenire la fibromialgia giovanile

Fortunatamente esistono diversi metodi che possono rivelarsi utili nella prevenzione della fibromialgia giovanile ed evitare, così, che essa costituisca un problema difficile da risolvere.

Di seguito te ne riportiamo alcuni:

  • sicuramente è consigliato non esagerare con l’attività fisica, dato che quest’ultima può far avvertire maggiore dolore al paziente invece di alleviarlo (parte di questo dolore deriva dai muscoli che sono fuori forma). Pertanto, è importante iniziare con un esercizio moderato e aumentare gradualmente. La cosa più importante da fare, comunque, è esercitarsi regolarmente, anche se per un breve lasso di tempo, e fare in modo che l’attività fisica diventi parte integrante dello stile di vita;
  • di grandissima rilevanza, poi, è anche la gestione della qualità del sonno, con un determinato numero di ore notturne che dovrebbe essere rispettato con precisione;
  • a molti soggetti con fibromialgia giovanile può essere diagnosticata anche una sindrome da fatica cronica. I sintomi sono molto simili, ma i pazienti che hanno anche fibromialgia avvertono generalmente ancora più dolore. Il trattamento della fibromialgia dovrebbe, ad ogni modo, migliorare l’astenia anche se i pazienti hanno una concomitante sindrome da fatica cronica. La cosa fondamentale è, anche in questo caso, non abbandonare mai l’allenamento fisico;
  • alcuni sintomi, quali affaticamento (astenia) e disturbi del sonno, sono molto simili a quelli presenti nella depressione. La maggior parte dei ragazzi con fibromialgia primaria giovanile non risponde ai test di verifica per la depressione, ma si dovrebbe sempre prestare attenzione al loro umore, tenendo in debita considerazione eventuali cambiamenti comportamentali. È importante, difatti, mettere in atto tutti i possibili interventi al fine di migliorare il benessere generale del paziente: questo, poi, avrà sicuramente un impatto positivo anche sulla sintomatologia dolorosa.

Come curare la fibromialgia giovanile: la terapia

Una volta compreso fino in fondo in cosa consiste questa condizione patologica e quali disagi essa può provocare nei piccoli pazienti che ne sono affetti, sicuramente ti sarai chiesto: esiste una terapia? Fortunatamente la risposta a questo quesito è affermativa.

La cura della fibromialgia giovanile , infatti, è affidata ad un team di specialisti (tra cui: un reumatologo pediatrico, uno psichiatra specializzato in terapia cognitivo-comportamentale, un fisioterapista, un massoterapista) i quali adoperano una strategia concordata basata sull’utilizzo di terapie cognitivo-comportamentali (CBT) che sono tra le misure che hanno mostrato maggiore efficacia nel trattamento della patologia. Accanto a questo metodo di cura vengono messe in campo anche altre opzioni (utilizzate anche negli adulti) che si sono mostrate molto efficaci nei bambini affetti.

Le terapie cognitivo-comportamentali includono tecniche, quali il rilassamento, il linguaggio figurato o i pensieri positivi, che aiutano i piccoli pazienti a ridurre la percezione del dolore, capire quali sono i fattori che influiscono negativamente e a imparare a modificarli.

Anche l’esercizio fisico è un pilastro del trattamento. Le attività motorie più efficaci sono quelle aerobiche, come camminare, nuotare, andare in bicicletta, correre, ma anche alcuni sport di squadra come la pallacanestro e il calcio. Molto utili, poi, si dimostrano anche lo stretching, la buona postura e gli esercizi di rilassamento e quelli volti a potenziare il controllo della respirazione.

I bambini con fibromialgia giovanile che vengono trattati con tale metodica vanno incontro a significativi miglioramenti che riguardano sia la funzionalità del tessuto muscolare, sia una maggiore sopportabilità al dolore senza assunzione di farmaci (gli antidolorifici, che possono aiutare a ridurre la dolenza ai muscoli, e gli antidepressivi, che invece si rilevano utili nel migliorare i disturbi legati sia al sonno che anche alle fitte, non possono, infatti, essere prescritti ai ragazzi con età inferiore ai quattordici anni e quindi non possono essere assunti da questi pazienti), ma semplicemente grazie ad un programma intensivo basato proprio su questo tipo di cura che permette, come hanno evidenziato alcuni studi effettuati su individui affetti, di mantenere nel tempo i risultati ottenuti.

Esenzione per le spese sanitarie e pensione d’invalidità

Dopo aver letto l’articolo potresti chiederti: esiste un’esenzione per sostenere le spese mediche relative al trattamento della fibromialgia giovanile? Un gruppo misto di senatori, con disegno di legge ancora in esame in sede parlamentare, ha proposto che la sindrome [1] sia riconosciuta come malattia invalidante e che, pertanto, venga inserita tra le patologie che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa per le correlate prestazioni sanitarie.

Discorso diverso è, invece, quello relativo alla pensione d’invalidità. L’Inps, nelle sue linee guida, infatti, non riconosce alcun sostegno economico a questi pazienti in quanto, come già spiegato precedentemente, è ancora sconosciuta l’eziologia della sindrome. Tuttavia, la situazione è in evoluzione: sembra, infatti, che alcune commissioni mediche Asl inizino a riconoscere l’invalidità agli individui affetti.


Di Salvatore Guarro

note

[1] Disegno di legge n.1323 del 2014.


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