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È possibile assumere in apprendistato lavoratori in NASpI?

14 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 Gennaio 2019



Assunzione con contratto di apprendistato di lavoratore in NASpI: quando è possibile? L’assunzione vale anche per i lavoratori senza limiti d’età?

Assumere un lavoratore senza incentivi e agevolazioni contributivi ti costa troppo ormai. Ma anche se volessi utilizzare quelli attualmente vigenti risparmieresti solo qualche euro. Nulla in confronto dell’esborso economico complessivo che comporterebbe l’inserimento di nuovo personale nell’organico aziendale. Ti rivolgi al tuo consulente del lavoro che ti propone la possibilità di poter ricorrere al contratto di apprendistato. Un mezzo che ti permette per un paio di anni di pagare contributi Inps (Istituto nazionale della previdenza sociale) irrisori rispetto a quelli ordinari. Ebbene, deciso di volere utilizzare tale tipologia contrattuale ti metti alla ricerca di un lavoratore, che rispecchia le competenze professionali richieste dal target aziendale. Purtroppo la tua ricerca non è andata a buon fine, ma hai trovato soltanto un lavoratore un po’ in là con gli anni e per giunta titolare dell’indennità di disoccupazione NASpI (Nuova assicurazione sociale per l’impiego).

A questo punto ti sarai chiesto: ma è possibile assumere in apprendistato lavoratori in NASpI? Corri nuovamente dal tuo consulente del lavoro, il quale ti conferma della possibilità di poter assumere anche una figura professionale con contratto di apprendistato, a prescindere dall’età anagrafica, che sia percettore di indennità di disoccupazione NASpI. Ma quanto si risparmia assumendo in apprendistato un lavoratore con le predette caratteristiche? Quali sono le condizioni contrattuali da rispettare? Quanto dura l’apprendistato? Se vuoi sapere come fare per assumere in apprendistato lavoratori in NASpI, ti basta dedicare 5 minuti del tuo tempo libero alla lettura di questo articolo.

Quando è possibile assumere in apprendistato lavoratori in NASpI?

L’attuale codice dei contratti [1], che contiene anche l’intera disciplina del contratto d’apprendistato, prevede la possibilità per i datori di lavoro di poter assumere, in deroga ai limiti d’età, e dunque soggetti con età superiore a 29 anni (intesi come 29 anni e 364 giorni), anche chi è titolare di un trattamento di disoccupazione ovvero beneficia dell’indennità di mobilità.

Il contratto d’apprendistato professionalizzante s’intende legittimamente stipulato solo se la domanda del trattamento di disoccupazione o mobilità sarà stata accolta e la prestazione avrà cominciato la sua effettiva decorrenza.

Non è invece possibile assumere con contratto di apprendistato professionalizzante, chi è beneficiario di assegno di ricollocazione o parti del contratto di ricollocazione.

Quale apprendistato applicare per i lavoratori in NASpI?

Innanzitutto è bene ricordare che le attuali norme distinguono tre tipologie di apprendistato:

  1. apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore, c.d. apprendistato di primo livello;
  2. apprendistato professionalizzante, c.d. apprendistato di secondo livello;
  3. apprendistato di alta formazione e di ricerca, c.d. apprendistato di terzo livello.

L’assunzione di lavoratori in NASpI, ovvero titolari di un’indennità di mobilità, è possibile esclusivamente mediante l’utilizzo dell’apprendistato professionalizzante, c.d. di secondo livello.

Quando utilizzare l’apprendistato professionalizzante?

L’apprendistato professionalizzante, o di secondo livello, permette di poter assumere in tutti i settori di attività, pubblici e privati, soggetti di età compresa tra i 18 ed i 29 anni per il conseguimento di una qualificazione professionale ai fini contrattuali.

La norma prevede che il contratto possa essere stipulato anche con giovani di 17 anni di età qualora siano in possesso di una qualifica professionale conseguita ai sensi della legge [2].

La qualificazione professionale al cui conseguimento è finalizzato il contratto è determinata dalle parti del contratto sulla base dei profili o qualificazioni professionali previsti per il settore di riferimento, e comunque descritti dai sistemi di inquadramento del personale di cui ai CCNL (Contratti collettivi nazionali del lavoro).

Quanto dura l’apprendistato professionalizzante?

La durata del contratto di apprendistato professionalizzante:

  • non può essere superiore a tre anni;
  • ovvero cinque per i profili professionali caratterizzanti la figura dell’artigiano;

e non può essere inferiore a sei mesi.

Esistono, tuttavia, particolari casi in cui la durata subisce delle deroghe, come ad esempio nelle attività in cicli stagionali. In tali casi, i CCNL stipulati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e da quelle dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale possono prevedere specifiche modalità di svolgimento del contratto di apprendistato, anche a tempo determinato, la cui durata può anche essere inferiore a quella minima di sei mesi.

Sempre a riguardo delle attività svolte in cicli stagionali, a decorrere dal 12 gennaio 2018 [3], prevede la possibilità di stipulare contratti di apprendistato professionalizzante a tempo determinato anche nell’ambito del settore del cinema e dell’audiovisivo.

Gli apprendisti professionalizzanti hanno diritto agli ammortizzatori sociali?

In merito rapporto tra il contratto di apprendistato con l’istituto degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, la legge [4] dispone che:

  • gli apprendisti alle dipendenze di imprese che possono accedere alle sole integrazioni salariali ordinarie sono destinatari esclusivamente dei trattamenti di integrazione salariale ordinaria;
  • gli apprendisti alle dipendenze di imprese che possono accedere alle integrazioni salariali sia ordinarie che straordinarie sono anch’essi destinatari esclusivamente dei trattamenti di integrazione salariale ordinaria;
  • gli apprendisti alle dipendenze di imprese che possono accedere alle sole integrazioni salariali straordinarie sono destinatari esclusivamente di tale trattamento, ma limitatamente al caso in cui l’intervento sia stato richiesto per la causale di crisi aziendale. Pertanto, i medesimi, al pari degli altri lavoratori assunti con contratto di apprendistato, non rientrano tra i beneficiari del trattamento di integrazione salariale straordinaria per la causale della riorganizzazione aziendale e del contratto di solidarietà, né dei contratti di solidarietà espansiva.

Da notare che i lavoratori assunti con contratto di apprendistato professionalizzante possono essere beneficiari anche delle prestazioni dei fondi di solidarietà. In tal caso, alla ripresa dell’attività lavorativa a seguito della sospensione/riduzione dell’orario di lavoro, il periodo di apprendistato è prorogato in misura equivalente all’ammontare delle ore di integrazione salariale fruite.

Quanti apprendisti professionalizzanti posso assumere?

Il numero degli apprendisti da assumere dipende dalle dimensioni aziendali, ossia dal numero dei dipendenti presenti nell’organico aziendale. In via generale, il numero di apprendisti deve essere in rapporto di 3 a 2 rispetto alle maestranze specializzate. Per le imprese con organico fino a 9 unità il rapporto non può superare il rapporto 1 su 1. I datori di lavoro con organico da 0 a 2 dipendenti possono assumere fino a 3 apprendisti.

Quanto guadagna un apprendista professionalizzante?

La retribuzione dell’apprendista dipende essenzialmente dal Ccnl applicato e della qualifica che l’apprendista andrà a conseguire, ossia dal livello di mansione che svolgerà al termine periodo di formazione. Il datore di lavoro può sotto inquadrare fino a due livelli contrattuali inferiori a quello di destinazione oppure mediante percentualizzazione rispetto al minimo contrattuale previsto per il livello di destinazione.

Come funziona la formazione interna ed esterna nell’apprendistato?

In riferimento alla formazione da svolgere, essa si distingue in interna ed esterna. La formazione interna è sostanzialmente prevista dalle disposizioni contenute dalla contrattazione collettivo di riferimento. La formazione esterna, invece, varia da un minima di 40 ore, fino ad un massimo di 120 ore complessive per l’intera durata del contratto (a seconda del titolo di studio da acquisire). Quindi, avremo:

  • 120 ore per chi ha solo la licenza di scuola secondaria di primo grado;
  • 80 ore per chi ha un diploma di scuola secondaria di secondo grado;
  • 40 ore per gli apprendisti laureati.

Quanto si paga di contributi per assunzione di apprendisti in mobilità?

Per i percettori di indennità di mobilità assunti entro il 31 dicembre 2016, è innanzitutto previsto un incentivo economico, a favore del datore di lavoro, in misura pari al 50% dell‘indennità di mobilità ordinaria che sarebbe stata corrisposta al lavoratore per il residuo periodo di fruizione.

Quanto alle aliquote contributive, nel periodo di durata del regime agevolato (primi 18 mesi), l’aliquota complessiva da versare, per i datori di lavoro che assumano in apprendistato professionalizzante percettori di indennità di mobilità ordinaria, è pari al 15,84% (10% a carico del datore di lavoro + 5,84% a carico dell’apprendista). Al termine del periodo agevolato, cioè dal 19° mese, la contribuzione datoriale è dovuta in misura piena, in relazione al settore di classificazione ed alle caratteristiche aziendali del datore di lavoro.

Mentre quella a carico dell’apprendista preserva la misura del 5,84% solo per il periodo di residua durata del contratto di apprendistato. Al termine del periodo di apprendistato, a seguito della prosecuzione del rapporto di lavoro, sulla base delle disposizioni che regolano il regime dell’apprendistato, anche l’aliquota contributiva a carico del lavoratore è dovuta in misura piena in relazione al settore di classificazione ed alle caratteristiche aziendali del datore di lavoro.

Quanto si paga di contributi per assunzione di apprendisti in NASpI?

Per quanto riguarda invece gli apprendisti in mobilità assunti dal 1° gennaio 2017, o di quelli assunti in NASpI, l’aliquota contributiva a carico del datore di lavoro per il periodo dell’apprendistato è pari al 10% della retribuzione imponibile. In particolare, per i datori di lavoro che occupano fino a nove dipendenti, detta aliquota è pari:

  • all’1,5% nel primo anno di contratto;
  • al 3,0% nel secondo anno di contratto;
  • per tornare all’ordinaria misura del 10% negli anni successivi al secondo.

In definitiva, nel periodo di durata del regime agevolato (massimo 36 mesi, elevabili a 60 nel settore dell’artigianato edile non), l’aliquota complessiva da versare:

  • per i datori di lavoro con più di nove dipendenti, è pari al 17,45% (11,61% a carico del datore di lavoro + 5,84% a carico dell’apprendista);
  • per i datori di lavoro con un numero di dipendenti non superiore a nove, l’aliquota complessiva è pari al 8,95% (3,11% a carico del datore di lavoro + 5,84% a carico dell’apprendista) per i primi 12 mesi; 10,45% (4,61% a carico del datore di lavoro e 5,84% a carico dell’apprendista) per i mesi dal 13° al 24° e 17,45% (11,61% a carico del datore di lavoro + 5,84% a carico dell’apprendista) dal 25° al 36° mese (60° per artigianato edile e non).

note

[1] Art. 47, co. 4 del D.Lgs. n. 81/2015.

[2] D.Lgs. n. 226/2005.

[3] Art. 2 del D.Lgs. n. 202/2017.

[4] D.Lgs. n. 148/2015.


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