Diritto e Fisco | Articoli

Permessi non retribuiti per motivi personali

7 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 Dicembre 2018



In quali casi i lavoratori possono fruire di permessi retribuiti e di congedi non retribuiti per motivi personali specificamente previsti.

In presenza di particolari esigenze personali, il lavoratore dipendente può beneficiare di permessi retribuiti, o di periodi di assenza più lunghi (aspettativa o congedo) non retribuiti [1], cioè senza il diritto di percepire lo stipendio.

Durante l’assenza i dipendenti conservano il posto di lavoro e al termine del periodo hanno diritto, salvo rinuncia espressa, di rientrare nella stessa unità produttiva o in un’altra attività situata nello stesso comune; inoltre, hanno il diritto di essere adibiti alle ultime mansioni  svolte o a mansioni equivalenti (riconducibili alla stessa categoria e allo stesso livello di inquadramento).

I motivi personali alla base dei permessi e dei congedi possono essere differenti: si va dal decesso e dalla grave malattia di un familiare, ai gravi motivi (necessità familiari, cura e assistenza, rilevante disagio…) relativi alla situazione personale o di un familiare.

Bisogna poi ricordare che per alcune tipologie di permesso, come i rol, i permessi ex-festività e banca-ore, normalmente il contratto collettivo non richiede di indicare il motivo della fruizione: questi permessi, però, a differenza della generalità dei permessi e congedi per motivi personali, maturano mensilmente.

Ma procediamo per ordine, e facciamo il punto sui permessi non retribuiti per motivi personali, sui congedi e sui permessi retribuiti: chi ne ha diritto, in presenza di quali requisiti si possono richiedere, qual è la loro durata ed il trattamento spettante al lavoratore che si assenta.

Permessi retribuiti per decesso o grave infermità

Il lavoratore può fruire di permessi retribuiti in caso di decesso o documentata grave infermità:

  • del coniuge, anche se legalmente separato (o della parte dell’unione civile);
  • di un parente entro il 2° grado (anche se non convivente);
  • di un componente della famiglia anagrafica.

I permessi sono concessi per un massimo di 3 giorni all’anno. Nei giorni di permesso non sono considerati i giorni festivi e quelli non lavorativi.

I giorni di permesso devono essere utilizzati entro 7 giorni:

  • dal decesso;
  • dall’accertamento dell’insorgenza della grave infermità;
  • dall’accertamento della necessità di provvedere a specifici interventi terapeutici.

I permessi retribuiti per decesso o grave infermità sono cumulabili con quelli previsti per l’assistenza a disabili, cioè coi cosiddetti permessi Legge 104.

Riduzione orario di lavoro per grave infermità

In alternativa alla fruizione dei giorni di permesso, e solo per i casi di documentata grave infermità di uno dei familiari indicati, il lavoratore può stabilire con il datore di lavoro diverse modalità di svolgimento dell’attività lavorativa: in pratica il dipendente può chiedere, anche per periodi superiori a 3 giorni, una riduzione dell’orario di lavoro complessivamente non inferiore ai giorni di permesso che vengono sostituiti.

Se l’attività lavorativa concordata in alternativa ai permessi è in corso di svolgimento, e viene accertato il venir meno della grave infermità, il lavoratore deve riprendere l’attività lavorativa secondo le modalità ordinarie; il corrispondente periodo di permesso non goduto può essere utilizzato per altri eventi che dovessero verificarsi nel corso dell’anno, che possano comportare il diritto ai permessi per decesso o grave infermità.

Come si chiedono i permessi e la riduzione dell’orario?

L’interessato, per fruire dei permessi, deve comunicare preventivamente al datore di lavoro l’evento che dà titolo al permesso ed i giorni nei quali si assenterà.

Il lavoratore che intende richiedere la riduzione dell’orario, in alternativa all’utilizzo dei giorni di permesso, deve stipulare un accordo scritto con il datore di lavoro nel quale sono indicati i giorni di permesso sostituiti e i criteri in base ai quali il datore di lavoro può verificare la permanenza della grave infermità.

Quando l’evento che dà titolo al permesso è il decesso di un familiare, il lavoratore è tenuto a documentarlo con la relativa certificazione o con una dichiarazione sostitutiva (nei casi consentiti).
Il lavoratore che fruisce dei permessi per grave infermità deve presentare la relativa certificazione medica (dalla quale sia possibile desumere la gravità dell’infermità, oltre alla diagnosi clinica), entro 5 giorni dalla ripresa dell’attività lavorativa.

Congedo non retribuito per gravi motivi

Il lavoratore può richiedere un periodo di congedo non retribuito per gravi motivi relativi alla situazione personale:

  •  propria o del convivente (la convivenza deve risultare da una certificazione anagrafica);
  • dei parenti o affini entro il 3° grado disabili (anche non conviventi);
  • del coniuge (o parte dell’unione civile);
  • dei figli (anche adottivi) e, in loro mancanza, dei discendenti prossimi;
  • dei genitori e, in loro mancanza, degli ascendenti prossimi;
  • degli adottanti;
  • dei generi e delle nuore;
  • del suocero e della suocera;
  • dei fratelli e delle sorelle germani o unilaterali.

Per gravi motivi si intendono:

  • le necessità familiari derivanti dal decesso di uno dei familiari elencati;
  • le situazioni che comportano un impegno particolare del dipendente o dei familiari nella cura o nell’assistenza dei familiari elencati;
  • le situazioni di grave disagio personale, ad esclusione della malattia, nelle quali incorra il dipendente;
  • le situazioni, riferite ai familiari elencati (con l’esclusione del richiedente), derivanti da patologie acute o croniche che:
  • – determinano temporanea o permanente riduzione o perdita dell’autonomia personale; sono comprese le patologie croniche di natura congenita, reumatica, neoplastica, infettiva, dismetabolica, post-traumatica, neurologica, neuromuscolare, psichiatrica, derivanti da dipendenze, a carattere evolutivo o soggette a riacutizzazioni periodiche; sono inoltre tutelate le patologie dell’infanzia e dell’età evolutiva con le caratteristiche sopra elencate o per le quali il programma terapeutico e riabilitativo richiede il coinvolgimento dei genitori o di chi esercita la potestà
  • – richiedono assistenza continuativa o frequenti monitoraggi clinici, ematochimici e strumentali;
  • – richiedono la partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario.

Il congedo può essere richiesto anche per il decesso del coniuge (anche legalmente separato), della parte dell’unione civile, di un parente entro il 2° grado (anche non convivente) o di un componente della famiglia anagrafica (se la convivenza risulta da una certificazione anagrafica), per il quale il richiedente non abbia la possibilità di utilizzare permessi retribuiti nello stesso anno.

Il congedo può essere utilizzato per un periodo, continuativo o frazionato, non superiore a 2 anni nell’arco della vita lavorativa: non deve però essere confuso col congedo straordinario per l’assistenza di lavoratori disabili. L’aspettativa non retribuita, difatti, al contrario del congedo per l’assistenza di disabili non è considerata nell’anzianità di servizio né ai fini previdenziali (si possono comunque riscattare i periodi ai fini della pensione).

I giorni festivi e non lavorativi sono compresi nel periodo di congedo non retribuito; le frazioni di congedo inferiori al mese si sommano tra di loro e si considera raggiunto il mese quando la somma delle frazioni corrisponde a 30 giorni.

Altri permessi e congedi per motivi personali

Oltre ai permessi ed ai congedi previsti dalla legge, ulteriori permessi per motivi personali, solitamente non retribuiti, possono essere previsti dai contratti collettivi; vediamo i principali:

  • per il settore Alimentare ed Autrasporto possono essere concessi brevi permessi per giustificati motivi, con facoltà per l’azienda di non corrispondere la retribuzione; il contratto Autotrasporto prevede inoltre 20 ore di permessi annui non retribuiti (10 ore possono essere retribuite per l’effettuazione di esami clinici e visite specialistiche);
  • il contratto collettivo Calzature prevede brevi permessi per assentarsi dall’azienda durante l’orario di lavoro per giustificati motivi (da richiedersi con preavviso di 48 ore, salvo i casi di comprovata urgenza);
  • il contratto collettivo Carta, per motivi personali e familiari, prevede, oltre all’aspettativa non retribuita, dei brevi permessi, con facoltà per l’azienda di non erogare la retribuzione;
  • il contratto collettivo Chimica prevede, oltre a un’aspettativa per necessità personali comprovate, brevi permessi non retribuiti per giustificati motivi; inoltre prevede ulteriori brevi permessi per assistere figli di età inferiore a 6 anni (non disabili), per esigenze familiari in genere e per lavoratori provenienti da Paesi extraeuropei che debbano rimpatriare per gravi motivi familiari;
  • il contratto collettivo Gomma/Plastica, per motivi personali o familiari, prevede un’aspettativa non retribuita, mentre il Ccnl Grafica /Editoria, oltre all’aspettativa, prevede anche la fruizione di brevi permessi, compatibilmente con le esigenze aziendali;
  • il contratto collettivo Legno /Arredamento non prevede permessi con motivazione generica, ma prevede soltanto 3 giorni complessivi di permesso retribuito, per decesso o grave infermità del coniuge, di un parente entro il 2° grado, anche non convivente, o di un componente della famiglia anagrafica del dipendente;
  • il contratto collettivo Metalmeccanica prevede brevi permessi non retribuiti, o un’aspettativa sino a 6 mesi (per i lavoratori con 10 anni e più di anzianità), per motivi personali in genere; 3 giorni complessivi di permesso retribuito (anche frazionabile) per decesso o documentata grave infermità del coniuge, di un parente entro il 2° grado, anche non convivente, o di un componente della famiglia anagrafica del dipendente;
  • il contratto collettivo Commercio e Terziario prevede:
    • 3 giorni complessivi di permesso retribuito (anche frazionabile) per decesso o documentata grave infermità del coniuge, di un parente entro il 2° grado, anche non convivente, o di un componente della famiglia anagrafica del dipendente;
    • un’aspettativa non retribuita sino a 2 anni, per gravi motivi familiari, relativi alla situazione personale, della propria famiglia anagrafica e dei soggetti previsti dal codice civile anche se non conviventi, nonché dei portatori di handicap, parenti o affini entro il 3° grado, anche non conviventi;
  • il contratto collettivo Turismo, infine, prevede un congedo straordinario retribuito fino a 5 giorni per disgrazia a familiari o per gravi calamità e permessi di breve durata per motivi personali in genere, con possibilità di recupero con ore di lavoro (al massimo un’ora al giorno), in casi speciali e giustificati.

Permessi per i quali non è necessaria la motivazione

Ci sono, poi, ulteriori tipologie di permesso che non richiedono, nella generalità dei casi, una specifica motivazione. Questi permessi, che hanno una denominazione diversa a seconda delle previsioni del contratto collettivo (rol, ex festività, banca-ore…), maturano in ratei mensili. Per saperne di più: Permessi e assenze dal lavoro.

note

[1] Art. 4 L. 53/2000.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI