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Come vivere senza lavorare

7 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 Dicembre 2018



Sacrificio, investimento, risparmio: tre parole per arrivare un giorno a campare senza muovere un dito. Magari anticipando la pensione.

Immagina la scena: punti la sveglia alle 6. Suona, la spegni, fai un sorriso ironico e ti giri dall’altra parte. Perché non hai bisogno di alzarti. Perché non devi andare in ufficio. Perché ti sei costruito le condizioni per vivere senza lavorare. Certo, avresti potuto non puntare la sveglia e continuare a dormire. Ma vuoi mettere la soddisfazione che dà sentire il rumore del vicino che in quel momento si alza, entra in doccia, poi esce di casa e avvia la macchina per andare al lavoro mentre tu sei ancora al calduccio sotto le coperte?

Vivere senza lavorare non è semplice ma è possibile. E soprattutto non è una scelta che farebbe chiunque. C’è chi non potrebbe immaginare una vita senza lavoro: se non ce l’ha, piuttosto se lo inventa. Ma c’è anche chi è arrivato ad un punto in cui è veramente stanco ed ha bisogno di cambiare aria, di far fruttare e godersi quello che è riuscito a risparmiare, perché se aspetta la pensione gli passa la voglia di essere ottimista. C’è poi lo sfaccendato, chi vorrebbe passare la vita a spassarsela, chi sa cosa sia il sudore solo dentro una sauna o facendo palestra. Quest’ultimo è abituato a vivere senza lavorare sicuramente perché i soldi li ha trovati pronti, non perché li abbia messi insieme con fatica.

La manna dal cielo non piove facilmente, però. Quindi, per imparare a vivere senza lavorare occorrono almeno due cose: uno zoccolo duro di partenza (cioè un po’ di risparmi messi via) ed un piano ben preciso per far fruttare quello che si ha senza muovere un dito. Ci sarebbe un terzo elemento: la consapevolezza del fatto che non si potrà avere un aiuto dallo Stato. Per chi non lavora, un reddito di cittadinanza (per citare l’esempio più in voga) presuppone la volontà di lavorare. Cosa che, in questo caso, dobbiamo assolutamente escludere.

Vediamo, allora, qualche suggerimento per sapere come vivere senza lavorare.

Vivere senza lavorare: il valore del sacrificio

Premessa assolutamente necessaria. Chi prova a vivere senza lavorare deve pensare che parte inseguendo un obiettivo, non vivendo una realtà. A questa si arriva dopo un certo tempo, variabile a seconda di quanti risparmi si hanno o da quanto soldi si riesce a mettere via negli ultimi anni di lavoro. Perché se non si ha nulla da parte, c’è bisogno di fare qualcosa prima di ritirarsi del tutto. Anzi, non proprio qualcosa ma tanto. Occorre fare tanto.

Occorre lavorare sodo e guadagnare quanto più possibile. E vivere con parsimonia, per evitare di bruciare ciò che si guadagna. Lo scopo è di crearsi il famoso zoccolo duro. Il gruzzolo più consistente possibile da investire in un secondo momento per vivere dai frutti di ciò che ora si semina.

Lavorare 24 ore al giorno e 7 giorni la settimana non è sano. Ma cercare di sfruttare bene il tempo e le proprie capacità è conveniente. Ad esempio, proporsi ogni volta che c’è da fare del lavoro straordinario (si presuppone che si lavori per una di quelle aziende serie che pagano a dovere gli straordinari). Oppure ottenendo il massimo rendimento da una passione per la quale si è particolarmente portati: la musica, la scrittura, la pittura, l’informatica. Se sai cantare, puoi cercare un locale dove fare musica dal vivo. Se sei bravo con i software di video-editing, puoi proporti ad un fotografo per montare i filmati dei matrimoni o di altri eventi. Se sai scrivere, puoi registrarti gratuitamente a textplace.it e, se sei bravo, alimentare così il tuo gruzzolo. E poi ci sono i corsi privati di quella materia su cui sei veramente preparato e tante altre idee che puoi trovare nella nostra guida «Come fare soldi». Come, ad esempio (ammesso e non concesso che tu abbia la disponibilità in partenza) investire nel mercato immobiliare. Che non vuol dire comprare un intero stabile ma magari un appartamento all’asta da sistemare e mettere in affitto. All’inizio, avrai ogni mese un canone con cui pagare la rata del mutuo per l’acquisto della casa. E quando il debito sarà saldato, avrai ogni mese solo un guadagno.

In questo modo, potrai crearti con pazienza e sacrificio, le basi per poter vivere senza lavorare. Ma ricorda che sono solo le basi. Il meglio deve ancora arrivare.

Vivere senza lavorare: il valore dell’investimento

Non aspettare un domani ad investire ciò che guadagni se vuoi vivere senza lavorare. È importante che tu inizi a farlo oggi, quanto prima, non appena hai le risorse economiche da far fruttare. Prima cominci a riscuotere interessi su ciò che hai e meglio è. Ricorda che tenere i soldi in un conto corrente non ti produrrà nemmeno i soldi per una cena. Figuriamoci per vivere senza lavorare.

Quindi, fatti consigliare un piano di investimento per i tuoi soldi valutando bene quando svincolarli in toto o in parte. Non sarebbe sbagliato (anzi, sarebbe necessario) lasciare una certa quantità di denaro sempre investita per avere un’entrata fissa senza lavorare, che poi sarà il tuo scopo.

Tieni presente un’altra cosa. Se deciderai di risparmiare per comprarti ciò che adesso non ti puoi permettere, quando l’avrai acquistato sarai di nuovo al punto di partenza: dovrai risparmiare di nuovo oppure indebitarti per poterti comprare un’altra cosa. E non sarai economicamente migliorato di un solo passo. A meno che tu abbia fatto questa fatica per rivendere ciò che hai portato a casa. Il che avrebbe senso solo se fosse un vero affare.

Se deciderai, invece, di risparmiare per investire si troverà sempre un guadagno in tasca. E potrà comprare la stessa cosa di chi non ha investito ma avendo ancora dei soldi a disposizione. Ecco uno dei trucchi per vivere senza lavorare.

Vivere senza lavorare: il valore del risparmio

Ti sei mai fermato a pensare come vivi il concetto del risparmio? Per te è una necessità o una conquista? Ti vedi costretto ogni mese (o quando puoi) a mettere via qualcosa ma avverti un senso di frustrazione per non poter spendere qualcosa di più? O il risparmio per te è la conseguenza di non ambire a ciò di cui non hai bisogno, a ciò che ti appare superfluo?

Se vivi il risparmio nel primo modo, cioè con fatica e con frustrazione, non riuscirai mai a vivere senza lavorare. Perché prima o poi, quando potrai permettertelo, spenderai i tuoi soldi in ciò che hai sempre voluto ma non hai mai potuto comprare.

Se, invece, vivi il risparmio in modo, per così dire, indiretto, sei sulla buona strada. Vuol dire che riesci a mettere via dei soldi senza fatica. Che ti stai creando il famoso «zoccolo duro» senza rimpianti né sacrifici perché, semplicemente, spendi il denaro che ti serve per vivere e non il denaro che se ne va inutilmente. Questo concetto di risparmio è quello che ti porterà a vivere senza lavorare perché ti produrrà quasi senza volerlo un guadagno.

Ad ogni modo, se vuoi cominciare ad abituarti all’idea del risparmio ben fatto, può esserti utile questa guida.


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5 Commenti

  1. Investimenti??? Tutti i profitti vanno allo stato e a te rimane solo il rischio di perdere il capitale. Sii furbo e diventa povero al più presto possibile, godendosi i pochi risparmi per poi non pagare piu nessuno e sfruttare i pochi sussidi.

  2. Abituarsi a vivere con pochi soldi è una conquista. Fidati! Ci vuole una vita per imparare a proprie spese quanto sia importante vivere del necessario, in modo libero, considerato che il fare soldi facili, o semplicemente fare (più) soldi, significa principalmente rinunciare al diritto di NON essere sfruttati da qualcuno o da un sistema, che sa come manovrarci, per ottenere in cambio di soddisfare solo il proprio tornaconto e non certo il nostro. Se il divario è e sarà lo stesso:sempre più ricchi e sempre più poveri, l’unico vantaggio che abbiamo, l’unico modo per provare a stare “bene”, è quello di gestire i nostri pochi denari e non farci gestire da loro e, neanche da chi ce li promette. 🙂 I ricchi sono i veri schiavi delle loro fortune, senza le quali se la passerebbero molto , ma molto male, peggio degli altri, poiché risultano tra i meno resilienti e spesso finiscono suicida 🙂

  3. L’autore ha omesso una condizione sine qua non: non avere una famiglia da mantenere. Io ero in questa condizione, mi sono licenziato e vivo con i risparmi di una vita. Quando poi lo stato (minuscolo) vorrà darmi 10 centesimi di pensione per 37 anni di lavoro…..

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