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Chiusura del fallimento: termine per il reclamo e sospensione feriale

11 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 Gennaio 2019



Qual è il termine per il reclamo avverso il decreto di chiusura del fallimento? È soggetto alla sospensione feriale? 

Ai sensi dell’art. 92 del Regio Decreto sull’Ordinamento giudiziario (n. 12/1941), non sono soggette a sospensione feriale (periodo dal 1 al 31 agosto) le cause civili relative ad alimenti, alla materia corporativa, ai procedimenti cautelari, ai procedimenti per l’adozione di provvedimenti in materia di amministrazione di sostegno, di interdizione, di inabilitazione, ai procedimenti per l’adozione di ordini di protezione contro gli abusi familiari, di sfratto e di opposizione all’esecuzione, nonché quelle relative alla dichiarazione ed alla revoca dei fallimenti, ed in genere quelle rispetto alle quali la ritardata trattazione potrebbe produrre grave pregiudizio alle parti. 

Come si può notare, l’esclusione della sospensione feriale è prevista, non per ogni atto relativo alla procedura fallimentare, ma solo per quelli relativi alla dichiarazione o alla revoca dei fallimenti. Ne consegue che il termine per proporre reclamo avverso il decreto di chiusura del fallimento deve ritenersi soggetto a sospensione feriale. 

Tanto è stato affermato dalla Cassazione con una pronuncia risalente, ma attuale, – visto il ragionamento logico giuridico posto alla base della decisione -, e comunque non contraddetta da successiva giurisprudenza. Il riferimento è alla Cass. sent. n. 3586/1995, secondo cui: “Dalle norme richiamate dovrebbe dedursi, in tesi, che non tutte le controversie attinenti ai fallimenti esulano dalla sospensione dei termini processuali, ma solo quelle individuate come dichiarazione e revoca del fallimento. Nessuna disposizione speciale sussiste in relazione alle istanze ed alle impugnazioni volte alla riapertura del fallimento, per cui ad esse la sospensione, al di fuori dei casi tassativi di esclusione, deve trovare applicazione”. E ancora: “il riferimento testuale dell’art. 3 L. n. 742-69 all’art. 92 R.D. n. 12-41, nel significato tecnico del richiamo già rilevato, non è esteso a tutte le situazioni connesse all’esistenza ed alla persistenza di un fallimento, nelle quali le indicate ragioni di urgenza potrebbero in ipotesi pur individuarsi in concreto, ma solo a quelle che all’instaurarsi ed alla revoca di un fallimento sono connesse, ad esse non necessariamente accedendo quelle inerenti al perdurare o alla cessazione della procedura. In virtù delle svolte considerazioni, ritiene questa Corte non condivisibile l’opinione, espressa dalla Corte del merito, secondo cui la sospensione dei termini in periodo feriale non vige “in materia fallimentare”, dovendosi per contro ritenere che detta sospensione è operativa per il termine del reclamo previsto dall’art. 119 L.F.”. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone 



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