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Coniugi in crisi: cosa rischia la moglie che va via col figlio minore

11 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 Gennaio 2019



Non sono ancora separato da mia moglie. Siamo in separazione dei beni, abbiamo due figli, uno dei quali da poco maggiorenne, una casa di proprietà in comune ed un conto corrente cointestato in banca con un mutuo in essere dove mia moglie ha provveduto a togliere l’accredito del suo stipendio per poi versarlo su una postepay. La prossima settimana vuole andare a vivere da sua madre ad una decina di km di distanza portando con sé nostro figlio minore. Sono molto preoccupato per lui. Tutto questo può considerarsi regolare, dal momento che non è ancora intervenuto alcun legale o consultorio? Posso farmi rilasciare da mia moglie una carta dove si dica che non la sto mandando via di casa né maltrattando? Ho scoperto tramite investigatore privato che ha una relazione con un altro uomo sposato. 

Per quanto riguarda il primo quesito, ossia quello inerente al trasferimento della moglie del lettore, insieme a suo figlio minorenne, tale comportamento espone sicuramente la madre a più problematiche.

In particolare, dal punto di vista penalistico, si tratta di un reato. L’art. 573 c.p. punisce “Chi sottrae un minore, che abbia compiuto gli anni quattordici, con il consenso di esso, al genitore esercente la responsabilità genitoriale […]”. Il reato è punito a querela della persona offesa. Ciò significa che, per procedere, è necessario che la parte offesa (nel caso specifico, il lettore), si rivolga alla Polizia o ai Carabinieri, al fine di sporgere querela per il predetto reato.

Sotto l’aspetto civilistico, invece, secondo la giurisprudenza maggioritaria, l’abbandono della casa coniugale prima della separazione, insieme a figli minori, può comportare l’addebito della separazione nei confronti del coniuge che si allontana, nonché l’affidamento dei figli e l’assegnazione della casa coniugale all’altro coniuge.

Per evitare le suddette conseguenze, la moglie del lettore dovrebbe dimostrare che l’allontanamento sia derivano da una totale situazione d’intollerabilità della vita di coppia.

Detta prova, tuttavia, non è semplice. In più, la Corte di cassazione, in più sentenze (tra cui la sentenza n. 10719/2013), ha affermato che “Quando l’allontanamento dalla casa coniugale riguarda anche i figli minori, la prova della situazione d’intollerabilità deve essere molto più rigorosa”.

Ne deriva che la moglie del lettore, tenendo tale comportamento, si esporrà sia a denuncia penale, sia a possibile addebito della separazione, con affidamento dei figli ed assegnazione della casa coniugale al lettore.

Per quanto attiene, invece, la possibilità di farsi rilasciare, dalla moglie del lettore, una dichiarazione in cui attesta di non essere stata maltrattata né di essere stata allontanata di casa, si sconsiglia questa prassi poiché inutile. Infatti, il trasferimento della moglie del lettore consiste nel c.d. “abbandono del tetto coniugale”, di conseguenza nulla può ripercuotersi sul lettore. Semmai su sua moglie. Quanto, invece, ai maltrattamenti, il diritto penale prevede un istituto chiamato: “Rinuncia alla querela”, ossia un’attestazione con la quale, colui o colei a cui spetta l’esercizio del diritto di querela, dichiara di non volervi procedere.

Tuttavia, nel caso specifico, sembra di capire che non sussiste alcun reato (nessun maltrattamento) e, di conseguenza, un simile strumento non appare utile ed utilizzabile.

Con riferimento, infine, alla relazione intrattenuta dalla moglie del lettore con altro uomo, tale comportamento può essere, senz’altro, motivo di addebito della separazione. Ciò comporterebbe conseguenze soprattutto di tipo  patrimoniale. La moglie, infatti, perderebbe il diritto a ricevere un eventuale assegno di mantenimento.

Ricapitolando :

la moglie, allontanandosi da casa col figlio minore, si espone alla possibilità di una denuncia penale da parte del lettore, nonché al possibile addebito della separazione, affidamento dei figli ed assegnazione della casa coniugale all’altro coniuge, ossia il lettore.

Si sconsiglia al lettore di ottenere una dichiarazione di sua moglie inerente all’allontanamento dalla casa coniugale ed ai possibili maltrattamenti in quanto non utile né utilizzabile.

Si consiglia, infine, al lettore di allegare nell’apposito ricorso per separazione, le prove che dimostrano la relazione tra sua moglie e l’altro uomo, chiedendo, conseguentemente, separazione con addebito.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Sara Soresi


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