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Diritto all’oblio: che fare in caso di privacy violata da un quotidiano

11 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 Gennaio 2019



Lo scorso mese ho avuto un incidente in moto a causa di un’improvvisa frenata delle auto che mi precedevano. Nessun tamponamento, solo slittamento e caduta del mio stesso mezzo. Sono intervenuti CRI e Carabinieri. Cinque giorni dopo pubblicano la notizia su un quotidiano, evidenziando nome, cognome, età e residenza della sottoscritta ed inoltre accennano ad un tamponamento mai avvenuto. L’articolo di cronaca locale viene pubblicato anche sul web e facendo una ricerca su google attraverso il mio nome/cognome, viene subito evidenziato quanto descritto. Avevo cercato di tenere nascosto l’accaduto alla mia famiglia per non allarmarli. Come posso procedere per far si che sia rispettata la mia privacy, se pur in ritardo? 

Dalla descrizione della vicenda, a quanto pare non legata a fatti di cronaca di rilevante interesse pubblico, emerge che la lettrice, nell’esercizio del diritto all’oblio nonché del diritto alla privacy, può legittimamente chiedere alla redazione del sito/giornale che ha pubblicato la notizia, di rimuovere l’intero articolo o in ogni caso i suoi dati personali (nome, cognome, tag o altri dati idonei ad identificare la stessa). 

Il cd. “diritto all’oblio” è stato più volte affermato, sia nella giurisprudenza europea che in quella nazionale, al fine di contemperare due diversi diritti fondamentali: il diritto di cronaca, posto al servizio dell’interesse pubblico all’informazione, e il diritto della persona a che certe vicende della propria vita, che non presentino più i caratteri dell’attualità, ovverosia che non siano più suscettibili di soddisfare un interesse apprezzabile della collettività a conoscerle, non trovino più diffusione da parte dei media. Correlato a tale diritto, e in un certo senso ad esso strumentale, poiché finalizzato ad assicurarne il soddisfacimento, è il diritto ad ottenere la rimozione, da elenchi, o archivi, o registri, del proprio nominativo, in relazione a fatti e vicende che non presentino più, come nel caso di specie, il carattere dell’attualità. 

Come più volte precisato dalla Cassazione, il diritto all’oblio trova il proprio limite nel diritto di cronaca solo quando sussiste un interesse effettivo ed attuale alla diffusione della notizia, altrimenti vi è un’illecita lesione del diritto alla riservatezza. Pertanto, l’editore di un quotidiano che memorizzi nel proprio archivio storico della rete internet le notizie di cronaca, mettendole a disposizione di un numero potenzialmente illimitato di persone, è tenuto ad evitare che, attraverso la diffusione di fatti anche remoti, senza alcun interesse pubblico pregnante ed attuale, possa essere leso il diritto all’oblio delle persone che vi furono coinvolte (Cass. n. 5525/2012). 

Dato che nel caso specifico non si riscontra un interesse pubblico alla notizia, tale da superare la privacy della lettrice, quest’ultima può ottenere la rimozione dei dati personali, mediante richiesta formale (diffida) da inviare a mezzo pec o raccomandata a/r alla redazione del quotidiano on line in questione e ad ogni altro sito/blog/giornale che abbia diffuso l’articolo. 

Inoltre, qualora il quotidiano dovesse rimuovere la notizia ma il relativo link dovesse restare indicizzato sui motori di ricerca e rintracciabile tramite l’inserimento del suo nominativo, la lettrice potrà richiedere la rimozione e deindicizzazione direttamente a Google, tramite il seguente link: (https://support.google.com/websearch/troubleshooter/3111061?hl=it). 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone


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