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Disconoscimento di paternità e assegno di mantenimento

12 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 Gennaio 2019



In caso di disconoscimento di paternità, già avvenuto in data 2016, posso chiedere la restituzione dell’assegno di mantenimento fissato al momento della separazione (avvenuta nel 2006) e chiedere il rimborso per le somme erogate sin dalla nascita? 

La regola generale del codice civile in materia di indebito oggettivo prevede che chi ha eseguito un pagamento non dovuto, ha diritto di ripetere ciò che ha pagato, oltre ai frutti e agli interessi maturati: a) dal giorno del pagamento se chi lo ha ricevuto era in mala fede; b) o dal giorno della domanda, se questi era in buona fede. 

Il pagamento di somme a titolo di mantenimento, anche per effetto di una sentenza di separazione coniugale che abbia stabilito l’importo dell’assegno a carico di uno dei coniugi, presuppone la qualità di genitore dell’obbligato e, dunque, il rapporto di filiazione tra questi e il beneficiario. Nel momento in cui viene accertata l’inesistenza di tale rapporto, vengono meno (ovviamente con efficacia retroattiva) il titolo e il presupposto del mantenimento; ne consegue che colui che ha versato le somme a favore del figlio (che credeva essere proprio), ha diritto alla restituzione. 

Si configura, dunque, anche in caso di versamento di somme a titolo di mantenimento a favore di un soggetto, accertato come “non figlio”, un’ipotesi di indebito, con diritto alla restituzione degli importi versati sin dalla nascita. 

L’irripetibilità delle somme versate a titolo di mantenimento del figlio può essere affermata solo se questi sia componente della famiglia all’interno della quale viene opera il dovere del genitore nei confronti della prole. Dal momento che è intervenuto un accertamento giudiziale di inesistenza di tale presupposto, non si versa in ipotesi di irripetibilità. 

In conclusione, il difetto di paternità, accertato con sentenza definitiva, attribuisce al lettore il diritto di ripetere tutto quanto ha pagato ritenendosi tenuto al mantenimento di colui che credeva essere suo figlio. 

Il lettore può quindi agire contro la sua ex moglie per ottenere la restituzione degli importi versati a favore del figlio, quantificandoli dalla data di nascita fino alla sentenza di disconoscimento della paternità. Inoltre, se la donna era in mala fede, poiché consapevole che il figlio non fosse del lettore, questi ha diritto anche alla richiesta di interessi a decorrere dalla nascita. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone 


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