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Come finanziare un’impresa

3 Novembre 2017 | Autore:
Come finanziare un’impresa

Vediamo di seguito come finanziare un’impresa, quale finanziamenti scegliere e quali gli strumenti a disposizione delle piccole e medie imprese

Le piccole e medie imprese sono sempre alla ricerca di risorse, al fine di poter finanziare la propria attività e di accrescere il livello dei propri affari. Gli investimenti sono indispensabili per le imprese che vogliono crescere, essere competitive ed in grado di produrre utili. Gli investimenti, però, necessitano per forza di cose di finanziamenti. A tal fine le imprese hanno due possibilità: esse possono far uso di mezzi propri oppure contrarre dei debiti. Di solito, le imprese fanno ricorso a prestiti bancari, ma è bene sottolineare che non è solo questa la via per ottenere finanziamenti e aumentare il business. Vediamo, dunque, quali sono gli strumenti alternativi rispetto al prestito bancario, quali sono le tipologie di finanziamento a disposizione delle imprese che vogliono investire e cerchiamo di capire quale finanziamento conviene scegliere.

Piccole e medie imprese

Le piccole e medie imprese o Pmi sono quelle con un numero di occupati ed il cui fatturato o bilancio annuo è contenuto entro determinati limiti. Tali limiti sono stati recentemente indicati dalla Commissione Europea, la quale in una raccomandazione [1] ha fornito una definizione unitaria a livello europeo di piccole e medie imprese. È stato stabilito che le microimprese, le piccole imprese nonché le medie imprese sono quelle al cui interno lavorano meno di 250 persone ed il cui fatturato annuo non supera i 50milioni di euro oppure il cui totale di bilancio annuo non supera i 43milioni di euro. In particolare:

  • le micro imprese occupano meno di 10 persone e realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiore a 2milioni di euro;
  • le piccole imprese occupano meno di 50 persone e realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiore a 10milioni di euro.

Pmi: come aumentare il business

Per essere competitive e sempre al passo con i tempi è necessario che le imprese in questione aumentino il capitale a disposizione per fare investimenti. Tale fine può essere raggiunto con mezzi propri o facendo ricorso al debito.

Nessun investimento: quali rischi

Alcune volte, chi è a capo di piccole e medie imprese si mostra restio ad investire capitali nella loro crescita e nella loro innovazione. Tale atteggiamento impedisce alle Pmi di essere al passo con i tempi e di adeguarsi ai vari cambiamenti del mercato, esponendo le imprese al rischio dell’obsolescenza dei servizi e dei prodotti offerti. Viene bloccata la possibilità di crescita e di conseguimento di utili.

 

Pmi e investimenti bancari

Ad oggi, la maggior parte delle Pmi ricorre ai finanziamenti bancari. In Italia la Confcommercio ha stimato che i finanziamenti bancari superano il 70%: per l’esattezza, i finanziamenti bancari rappresentano il 72% sui finanziamenti totali richiesti.

Attenzione però: il fatto che le piccole e medie imprese “dipendano” dagli investimenti bancari non è una cosa positiva, anzi rappresenta una causa del loro blocco in termini di crescita. Va, infatti, rilevato che a partire dal 2011 il nostro Paese ha subito una notevole diminuzione del credito, dovuto alla crisi economica e all’introduzione di nuove regole che hanno imposto alle banche requisiti di capitale sempre più severi. Ciò ha penalizzato principalmente le imprese: queste ultime hanno perso quasi 120miliardi di finanziamenti.

Strumenti finanziari alternativi

Occorre evidenziare che, sebbene l’investimento bancario abbia costituito fino ad oggi la strada privilegiata dalle Pmi per ottenere risorse economiche, vi sono molti altri strumenti dotati di considerevole utilità  in termini di finanziamento economico per l’attività imprenditoriale. Recentemente, infatti, sono stati messi a disposizione delle piccole e medie imprese differenti strumenti di finanziamento. Vediamo, dunque, quali sono i principali strumenti per finanziare un’impresa.

I minibond

Sono stati introdotti i minibond, attraverso i quali anche piccole e non quotate imprese (estromesse in passato dal mercato delle obbligazioni) possono emettere titoli destinati ad altri investitori. Si tratta di un vero e proprio prestito obbligazionario.

Mergers and acquisitions

Ulteriore strumento per ottenere finanziamenti è il Mergers and acquisitions (M&A), operazioni di finanza straordinaria che conducono alla fusione di due o più società, migliorando la propria agilità competitiva. In altre parole, il capitale sociale viene aperto ad altri soci al fine di rilanciare l’impresa e ottenere capitale per espandersi su nuovi mercati.

Quotazioni in borsa

Altro utile strumento a disposizione delle Pmi per reperire capitale è costituito dalla possibilità di quotarsi in Borsa: in tal modo viene aperto il proprio capitale all’ingresso di nuovi azionisti. Le società di minori dimensioni come le piccole e medie imprese possono quotarsi tramite Aim Italia, mercato di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese italiane desiderose di investire nella loro crescita. Aim Italia prevede per l’accesso in Borsa delle Pmi un procedimento semplificato con minori adempimenti post-quotazione.

Private equity

Tra gli strumenti finanziari innovativi rientrano, poi, i private equity, attraverso i quali è possibile cedere quote a uno o più operatori specializzati, che investono a medio o lungo termine in imprese non quotate ad alto potenziale di sviluppo e crescita. In caso di private equity il capitale sociale della Pmi non viene aperto al mercato, come avviene in caso di quotazione in Borsa.

note

[1] Art. 2, Allegato Racc. n. 2003/361/CE del 6 maggio 2003.

Autore immagine: Pixabay.com


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