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Morso del cane e risarcimento del danno dall’assicurazione

19 Gennaio 2019
Morso del cane e risarcimento del danno dall’assicurazione

Lo scorso anno un cane mi ha morso al braccio, provocandomi ferite che, sebbene si fossero infettate e fossero profonde 1 cm, hanno avuto un decorso felice. L’assicurazione del proprietario del cane mi ha offerto un  risarcimento pari a 4.500 euro, senza fornirmi  alcun documento o referto del medico ma solo spiegandomi a voce che il medico legale mi ha riconosciuto il 2% di invalidità permanente. La cifra sopra indicata è consona? In caso contrario, cosa posso fare? 

Alla luce del quesito posto, è opportuno esporre sinteticamente quanto segue: 

La liquidazione del danno non patrimoniale

Quando si subisce  un danno di carattere fisico, cioè una lesione alla propria salute (seppur minima), il danno che ne deriva non può essere automaticamente valorizzato in denaro: una cicatrice, piuttosto che una frattura, infatti, non hanno un valore economico intrinseco come potrebbe accadere per un oggetto, pertanto si interviene per liquidare, da un punto di vista economico, quello che tecnicamente

non si può definire come un danno patrimoniale (detto anche danno biologico).

A questo scopo, quindi, sono redatte, anche a cura dei vari Tribunali, delle tabelle che consentono di effettuare questa valutazione, in modo da poter quantificare una distorsione, un taglio profondo, una lussazione, ecc.

In queste tabelle sono presi in considerazione, in particolare:

– i giorni che sono stati necessari per la stabilizzazione della lesione. Ad esempio, quelli che, dopo la ferita subita, sono stati necessari per rimarginarla e trasformarla in cicatrice. Tecnicamente si parla di giorni di inabilità temporanea e sono oggetto di liquidazione variabile, anche a seconda

del grado di invalidità temporanea subita. Ad esempio, se nei primi giorni della ferita non è stato possibile muoversi ed è stato necessario il riposo assoluto, si dice che l’inabilità temporanea è stata totale: in questo caso, i giorni in questione, in termini economici, saranno valutati con un

peso maggiore rispetto a quelli in cui, successivamente e prima della guarigione, è stato quanto meno possibile uscire e/o quant’altro;

– il grado di invalidità permanente. Sarebbe la quantificazione numerica della lesione che permanentemente caratterizzerà, in negativo, la nostra integrità fisica (1% oppure 3%, ecc).

Questi gradi sono valutati economicamente, partendo da una somma base e diminuendola in relazione all’età del danneggiato.

Pertanto, la liquidazione del danno non patrimoniale sarà costituita dalla somma:

– dei giorni di invalidità temporanea, quantificati secondo tabella;

– dal grado a dai gradi di danno permanente subito, quantificati secondo tabella;

A questa cifra dovranno aggiungersi le spese mediche necessarie a completare la guarigione (medicine, rieducazione, visite specialistiche, ecc), fondate sulle ricevute e/o fatture fiscali in possesso del danneggiato nonché le spese legali affrontate per procedere al predetto risarcimento.

CASO CONCRETO

Pertanto, partendo dal presupposto che c’è stata una responsabilità del padrone del cane, essendo il medesimo assicurato per i danni a terzi, nel caso in esame è intervenuta ad accertare l’entità del danno ed a liquidarlo la predetta compagnia assicuratrice. L’incidente descritto, infatti, non è stato un sinistro stradale in presenza del quale era obbligatoria la presenza di un istituto assicurativo a

copertura del predetto evento, pertanto, questa circostanza è stata sicuramente favorevole per addivenire ad un risarcimento più veloce.

Purtroppo, però, le compagnie assicuratrici, soprattutto se hanno come interlocutore esclusivo il privato danneggiato e non un suo avvocato di fiducia, tendono scorrettamente a liquidare i danni provocati dal proprio assicurato in forma ridotta o quanto meno in modo recalcitrante.

Per questa ragione, sarebbe stato opportuno, per non dire fondamentale, nominare un legale, affinché interagisse con la predetta assicurazione, allo scopo di ottenere un risarcimento più equo. A questo proposito, tenga presente che il costo del legale dovrebbe essere liquidato dalla compagnia assicuratrice in aggiunta al danno ricevuto dal lettore. Si tratterebbero, infatti di spese necessarie vista la difficoltà del danno e della sua liquidazione e visto che non si tratterebbe di una cifra modestissima [1].

Invece, a proposito della valutazione sulla congruità dell’offerta ricevuta ed indicata in quesito, non si può fornire una risposta precisa: si dovrebbe, infatti, esaminare l’intera

documentazione medica e farla quindi periziare da un medico – legale di fiducia, allo scopo di capire se il danno biologico che hanno riconosciuto al lettore è effettivamente corrispondente alla lesione permanente dallo stesso patita e se il valore dei giorni di inabilità temporanea sono stati adeguatamente conteggiati e quantificati (come numero e come gravità dei medesimi).

Ad ogni modo, le tabelle del Tribunale di Venezia stabiliscono che per una persona tra i 36 e i 40 anni, per ogni grado di invalidità, si debbano liquidare € 1801,00, mentre per i giorni di invalidità temporanea si debbano liquidare da un minimo di € 100,00 fino ad un massimo di € 150,00, in considerazione della gravità e della durata della detta inabilità temporanea.

Pertanto, partendo da questi presupposti, pur volendo dare per buoni i 2 gradi di danno biologico riconosciuti dall’assicurazione (ma ovviamente trattandosi di una valutazione di parte avversa, il danno potrebbe essere stato sottostimato), si avrebbe una cifra di partenza che si aggirerebbe al di sotto dei 4000 euro, cui si dovrebbero aggiungere i giorni che sono stati necessari alla cicatrizzazione delle ferite provocate dai canini del cane  oltre alle varie spese affrontate per giungere alla guarigione.

Insomma, è assai probabile che l’offerta ricevuta non sia congrua, ma per avere una risposta più precisa ed un’assistenza migliore, il lettore dovrebbe incaricare un legale, inviandogli tutta la documentazione medica e conferendogli incarico per trattare con la compagnia assicuratrice: con buona probabilità, questi otterrebbe più di quanto gli è stato offerto, con le spese legali a carico dell’assicurazione e in aggiunta al danno sofferto.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Marco Borriello

note

[1] Cass. civ. sent. n. 3266/2016 – 11154/2015.


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