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Multe e cartella esattoriale: quando è fare ricorso?

19 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 Gennaio 2019



Ho ricevuto una cartella esattoriale e vorrei fare ricorso al giudice di pace. La cartella è composta da una moltitudine di multe per mancata osservanza di alcuni articoli del codice stradale, non pagate. Le infrazioni citate nella cartella esattoriale che intendo contestare sono quelle legate ad un motoveicolo che è possibile guidare senza la patente, intestato a me dopo la morte di mio padre. Detto veicolo era parcheggiato in una piazza nelle vicinanze della mia residenza precedente a quella attuale, in uno spazio ristretto che lasciava una ruota posteriore ad ingombrare il marciapiede. Essendo fuori città per lavoro non mi sono accorto delle multe fatte nei giorni precedenti alla rimozione del veicolo. Una volta recatomi alla depositeria dei veicoli mi fu detto che il mio motoveicolo era stato portato alla demolizione in quanto erano trascorsi i 90 giorni previsti dalle norme comunali. Non ho più saputo nulla di tale motoveicolo fin quando un mese fa mi è stata consegnata a mezzo posta una corposa cartella esattoriale che vorrei contestare per vizio di notifica,  in quanto nella stessa sono indicati 5 verbali di contestazione di infrazione al codice della strada di cui non ho mai ricevuto segnalazione né avvertimento, verbale o notifica. Il totale ammonta a circa 10.000 euro. Posso procedere con l’impugnazione? Preciso che un buon numero delle multe le ho pagate ma dovrei ricercare i pagamenti ed ho poco tempo per farlo in quanto mi sembra che nel 2013 io e la mia famiglia ci siamo trasferiti in un’altra abitazione fin quando poi nel 2015 ho spostato la residenza presso un altro comune. 

Prima di consigliare al lettore se procedere o meno con l’impugnazione della cartella di pagamento, deve necessariamente illustrarsi quanto segue. 

La cartella di pagamento allegata dal lettore riporta una serie di verbali per violazioni del codice della strada risalenti al 2012, e notificati (secondo quanto riportato dall’agente della riscossione), nello stesso anno. Tutti i ruoli riportano poi una particolare specificazione: i verbali di multa sono stati seguiti da un’ingiunzione notificata ad aprile 2014, al fine di sollecitare il pagamento di tutte le sanzioni intimate. Successivamente, nel maggio 2018, il Comune ha affidato i ruoli all’Agenzia delle Entrate Riscossione. 

Il giudizio circa l’impugnabilità o meno della cartella di pagamento ruota, dunque, intorno alla notifica o meno, non solo dei singoli verbali, ma anche dell’ingiunzione di pagamento citata in cartella. 

Difatti: 

a) se il lettore non ha mai ricevuto i verbali nel 2012 ma ha ricevuto l’ingiunzione del 2014, non può più contestare, con l’impugnazione della cartella di pagamento, il merito delle sanzioni irrogate, perché avrebbe dovuto farlo opponendosi all’ingiunzione nel termine di trenta giorni. Ne consegue l’inammissibilità dell’impugnazione della cartella; 

b) se il lettore ha ricevuto il verbali nel 2012, ma non ha ricevuto l’ingiunzione del 2014, le multe sono prescritte. Alle sanzioni amministrative per violazione del codice della strada si applica, infatti, il termine di prescrizione quinquennale. Se dal 2012 al 2018 non sono stati notificati atti interruttivi, il credito del Comune è estinto. Ne consegue la possibilità di impugnare la cartella, non per contestare il merito della multa (che questi avrebbe dovuto contestare una volta ricevuti i verbali), bensì per eccepire la prescrizione; 

c) se il lettore non ha mai ricevuto né i verbali, né l’ingiunzione di pagamento del 2014, e, quindi, la cartella di pagamento rappresenta il primo atto con il quale lo stesso viene a conoscenza delle sanzioni, l’impugnazione della cartella è ammessa, potendo il lettore contestare l’omessa notifica, la decadenza e la prescrizione delle multe. 

A seconda dell’ipotesi b) o c), cambia anche il luogo e la forma di impugnazione: nell’ipotesi a) il lettore deve impugnare la cartella con atto di citazione dinanzi al Giudice di Pace del luogo di residenza o del luogo in cui ha sede l’agente della riscossione che ha emesso la cartella stessa; nell’ipotesi b) lo stesso deve impugnare la cartella con ricorso dinanzi al Giudice di Pace della commessa infrazione. 

Le due impugnazioni sono consigliabili solo se, effettivamente, il lettore non ha mai ricevuto i verbali né, soprattutto, l’ingiunzione del 2014: se, nel corso del giudizio, il Comune dovesse esibire le relate di notifica, non solo il Giudice confermerebbe la cartella, ma condannerebbe il lettore  anche al pagamento delle spese legali. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone 


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