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Quale auto conviene comprare?

7 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 Dicembre 2018



La macchina a diesel sta per sparire, su quella a benzina e su alcune a Gpl ci sono nuove tasse fino a 3.000 euro e le elettriche costa troppo mantenerle.

Avanti di questo passo, non ci resterà che andare a piedi o in bicicletta. Il mercato dell’auto sta entrando in un circolo vizioso che rischia di diventare letale per sé stesso. E, di conseguenza, può complicare la vita di non poco ai cittadini. Da una parte, arriva una nuova tassa sull’acquisto delle macchine, anche sulle utilitarie come le Panda. Una sorta di doppio bollo che sarà più elevato quanto più sarà inquinante il veicolo, come abbiamo spiegato in questo articolo. Risultato: passa la voglia di comprare un’auto. Dall’altra, la guerra aperta ai diesel, con limitazioni alla loro circolazione appena entrate in vigore in tutto il Nord e nuove norme restringenti in arrivo. Risultato: passa la voglia di comprare un diesel. Dall’altra ancora, l’incentivo (semmai arriverà) ad acquistare un’auto elettrica perché più ecologica. Peccato, però, che sia troppo cara da mantenere e poco redditizia: perde valore in poco tempo e tentare di «piazzarla» nel mercato dell’usato dopo 2-3 anni dall’acquisto è un’impresa sconsigliata. Risultato: passa la voglia di prendere un’auto elettrica. Ma allora, quale auto conviene comprare?

In questo momento, verrebbe da rispondere in automatico: «Nessuna». Quella più a rischio è la macchina con motore diesel: è destinata a sparire da qui a pochissimo tempo, se la normativa segue l’attuale politica di censura verso queste auto considerate troppo inquinanti. Tant’è che, come vedremo, circolare con questo tipo di veicoli è già un problema al Nord, soprattutto per chi possiede un modello al di sotto dell’Euro 4. Anche l’auto a benzina comincia ad essere sconsigliata, visto che si vuole puntare sull’ecologico e la nuova normativa impone nuove tasse fino a 3.000 euro sull’acquisto della macchina. Quale auto conviene comprare? Quella a Gpl che fa risparmiare in carburante ma che non ha una rete di distribuzione capillare, non consente di fare il self-service e ha dei costi di tagliando più cari rispetto alle altre? Quella elettrica? Vedremo tra poco che cosa significa. Anticipiamo solo una cosa: l’Italia è il Paese europeo dove la manutenzione di un’auto elettrica costa di più. Circa 170 euro al mese al di sopra della media europea. Non è male.

Auto: il diesel verso l’addio?

Nel mercato dell’auto in molti ritengono che il motore diesel sia un malato terminale prossimo a lasciarci. Una volta era la scelta perfetta per chi macinava chilometri, soprattutto per motivi di lavoro. Poi è arrivato il Gpl con dei costi di rifornimento decisamente più ridotti. Infine, è arrivato il legislatore con la mannaia. È stato lui a dare il colpo di grazia a questo tipo di carburante. Chi si chiede quale auto conviene comprare sa che, sicuramente, quella diesel è in fondo alla lista.

Dal 1° ottobre 2018 praticamente non c’è una macchina diesel sulle strade del Nord, se non quelle di ultima generazione, con motori meno inquinanti (l’Euro 6 e – ancora per un po’ – l’Euro 5 e l’Euro 4). Fino al 31 marzo 2019, lo stop è in vigore in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna per tutti i veicoli dall’Euro 3 in giù. Il divieto di circolazione è valido dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 19.30. Oltre alle automobili, il blocco interessa anche i veicoli commerciali nei centri con più di 30mila abitanti dotati di adeguato servizio di trasporto pubblico e nei quali sia stato superato uno o più valori limiti di PM10 o di biossido di azoto NO2.

Entro il 1° ottobre 2020, il divieto comprenderà anche le auto diesel Euro 4, mentre 5 anni più tardi, cioè nel 2025, dovranno restare in garage anche le Euro 5. Sette anni passano in fretta.

Non solo. Alcune città come Milano hanno adottato il blocco delle auto alimentate a diesel con questo calendario:

  • dal 1° ottobre 2018: blocco delle auto diesel fino a Euro 3 comprese;
  • dal 1° aprile 2019 al 31 dicembre 2019: blocco delle auto diesel fino a Euro 2 comprese;
  • dal 1° ottobre 2020 fino al 31 marzo 2021: blocco delle auto diesel fino a Euro 4 comprese;
  • dal 1° ottobre 2025: blocco delle auto diesel fino a Euro 5 comprese.

L’esempio milanese ci dice che l’obiettivo è quello di togliere pian piano questo tipo di macchine dalle strade. E non solo in Italia: altri Paesi europei come la Francia o la Germania stanno dando dei segnali in questo senso. Ragion per cui non conviene comprare un’auto diesel, specialmente se usata, perché tra non molto tempo toccherà lasciarla nel box di casa, pagando comunque bollo e assicurazione ma anche un altro mezzo di trasporto.

Auto: il problema delle tasse in più

Eliminata la scelta del diesel, conviene comprare un’auto a benzina? I costi direbbero di no. Certo, le case automobilistiche invogliano all’acquisto con incentivi alla rottamazione piuttosto che sconti di qua e di là. Ma ricorda sempre che, a volte, «chi meno spende più spende». Il valore di un’automobile può essere abbassato all’inizio dal venditore ma non sarà lui negli anni a pagare al posto tuo il bollo, il carburante o la manutenzione.

Oltretutto, ad aggravare la situazione è arrivata la nuova norma partorita dal Governo «grazie» alla quale c’è una tassa sui veicoli più inquinanti, cioè su quelli diesel e, appunto, a benzina. Dal 2019 al 2021 si pagherà un doppio bollo. A quello attuale toccherà aggiungere da un minimo di 150 euro ad un massimo di 3.000 euro. Soldi che vanno pagati come imposta sull’acquisto per una macchina nuova di categoria M1. La sigla sta per «veicolo a motore destinato al trasporto di persone avente al massimo otto posti a sedere oltre a quello del conducente». In forma più telegrafica, una normale automobile fino a 8 posti compreso quello di guida.

A pagare, quindi, non sarà chi ha costruito o chi ha venduto l’auto così poco ecologica ma chi la utilizza, cioè l’acquirente. Tu che la compri, l’accendi e te ne vai a spasso inquinando la città.

Sappi, dunque, che se compri un’auto a benzina, oltre ad aver fatto la scelta del carburante più caro rischi di pagare fino a 3.000 euro in più. Cioè, forse quello che volevi risparmiare su un altro tipo di auto o quello che non ti potevi permettere di pagare in più quando hai scelto la Panda o un’altra utilitaria.

Auto: conviene comprarla a Gpl?

Indubbiamente, se si tiene conto del solo carburante, comprare l’auto a Gpl è la scelta più conveniente, soprattutto ora che il diesel sta per sparire. Il costo del gas rispetto al gasolio o alla benzina è davvero irrisorio. E le auto che viaggiano con Gpl/diesel o Gpl/benzina non consumano praticamente nulla sull’altro carburante.

Dov’è l’inghippo? Se il «pro» del gas è il prezzo del pieno, il «contro» è doppio. Da una parte, torniamo sul tema della tassa sulle auto che abbiamo appena visto. Così come stanno le cose, chi acquista un’auto a Gpl potrebbe pagare, comunque, l’imposta sui veicoli inquinanti. Secondo un’elaborazione della rivista Quattroruote, ad esempio, una Dacia Sandero «Stepway 0.9 TCe 90Cv Access» con alimentazione a Gpl ed un tasso di emissioni di CO2 di 114 g/km pagherà una tassa sull’acquisto di 150 euro e non darà diritto ad alcun bonus. E stiamo parlando di un’auto il cui prezzo di listino è di 11.350 euro. Una macchina, quindi, scelta molto probabilmente da chi non ha molte risorse economiche.

L’altro problema del Gpl è la manutenzione. Fare il tagliando ad un’auto a gas costa mediamente dai 50 ai 100 euro in più rispetto a quella di una macchina a benzina. Parliamo, naturalmente, della manutenzione ordinaria. Se poi entriamo in quella straordinaria, c’è da mettersi le mani nei capelli. Al decimo anno di vita di un’auto a Gpl (dall’immatricolazione) la legge impone il cambio del serbatoio del gas. Il conto si aggira sui 500 euro. Senza contare l’usura precoce delle valvole del motore per la mancanza di lubrificazione di un carburante asciutto come il gas. Anche le valvole di scarico sono sottoposte ad usura precoce, poiché il gas brucia ad una temperatura più alta rispetto alla benzina o al gasolio. Il conto di questa usura: andiamo sui 1.000 euro.

Auto: conviene quella elettrica?

Siccome che il Governo ha detto che sono pronti degli incentivi per comprare un’auto elettrica, quasi quasi conviene buttarsi su questa scelta. Ma siamo sicuri?

Se anche il prezzo all’acquisto venisse ribassato dagli incentivi, siamo ad un discorso simile a quello dell’auto a Gpl: il problema della manutenzione. Tanto per dirla tutta e subito: i costi di manutenzione di un’auto elettrica italiana sono i più cari d’Europa.

Una macchina non si paga solo una volta, al momento di ritirarla in concessionaria, ma si continua a pagare tutti i mesi: bollo, assicurazione, carburante, manutenzione, ecc. ci danno un costo annuo e una media mensile. Questa media ci dice che in Europa un’auto a benzina costa al mese 540 euro, quella diesel circa 20 euro in meno e quella elettrica poco più di 800 euro. E già, secondo la media europea, l’auto più ecologica è la più costosa.

Bene, in Italia la media mensile per mantenere una macchina elettrica sale a quasi 1.000 euro. Cioè circa 200 euro in più rispetto a ciò che si spende nell’Unione. Colpa, soprattutto, delle tasse e dell’Iva. Per la cronaca, la spesa media mensile in Italia per un’auto a benzina è di circa 670 euro e di quasi 630 euro per quella diesel. Sempre oltre la media europea.

Comprare un’auto elettrica non è consigliabile per un altro motivo: difficilmente sarà conveniente per il proprietario cercare di metterla sul mercato dell’usato anche dopo soli 2-3 anni. Il valore della macchina sarà sceso talmente tanto che si farà prima a regalarla al figlio.


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1 Commento

  1. Tutti questi balzelli e divieti, oltre ad affamare ulteriormente il popolo, incideranno ancora di più sull’industria, sul commercio e sul turismo creando un esercito di disoccupati in più! Evviva la decrescita felice!!!!

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