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Successione dei figli nati nel matrimonio e fuori, dopo la riforma del diritto di famiglia

20 Marzo 2013
Successione dei  figli nati nel matrimonio e fuori, dopo la riforma del diritto di famiglia

Con l’eliminazione delle differenze tra figli legittimi e figli naturali, sono state stravolte le regole sulle successioni; abrogato anche il diritto di commutazione.  

 

L’ultima riforma del diritto di famiglia, che ha sancito l’uguaglianza tra figli nati nel matrimonio (quelli che un tempo si chiamavano “figli legittimi”) e quelli nati fuori il matrimonio (un tempo invece detti “figli naturali”) ha avuto un notevole impatto anche in materia di successioni, con totale stravolgimento di molte delle precedenti regole.

Il figlio naturale, oggi, è divenuto infatti parente del genitore che ha effettuato il riconoscimento nonché dei parenti di quest’ultimo; così, allo stesso modo, anche i fratelli legittimi sono diventati parenti con quelli naturali.

Pertanto, alla morte del fratello legittimo, quello naturale sarà ricompreso tra gli eredi del primo. Il che comporterà una diminuzione delle quote di eredità spettanti ai fratelli legittimi rispetto a quanto avveniva prima della riforma.

Facciamo l’esempio in cui al defunto succeda il coniuge e il figlio naturale. Prima della riforma era solo il primo a ereditare il 100% del patrimonio; oggi invece egli dovrà dividere l’eredità con il figlio naturale del defunto.

Così, ancora, se alla morte di un fratello naturale è chiamato alla successione l’altro fratello legittimo, ma che non può o non vuole accettare l’eredità, i figli di quest’ultimo succedono per rappresentazione.

Se alla morte di un figlio legittimo vengono alla successione uno dei genitori e un fratello naturale unilaterale (che condivideva con il fratello defunto solo uno dei genitori), l’eredità verrà ripartita secondo gli stessi criteri precedenti alla riforma. Nel caso di specie, infatti, fratelli e sorelle unilaterali conseguono la metà della quota che consegue ciascuno dei fratelli germani. La divisione tra figli germani e figli unilaterali – e la conseguente diversa composizione delle quote ereditarie – non è cancellata dalla riforma sui figli naturali.

La commutazione è abrogata

La riforma ha abrogato il cosiddetto diritto di commutazione, che discriminava i figli naturali da quelli legittimi. Con tale meccanismo, i figli legittimi avevano il diritto di escludere i figli naturali dalla successione, dando loro denaro o altri beni di valore corrispondente alla quota di eredità a cui avrebbero avuto diritto [1]. Oggi tale facoltà è venuta meno e tutti i figli – naturali e legittimi – ereditano in quote uguali, senza privilegi.

Delega al Governo

Non è chiaro, però, quando le modifiche alle successioni saranno effettivamente operative, visto che si è delegato il Governo ad adottare (entro dodici mesi) uno o più decreti legislativi in attuazione della riforma. In verità c’è tuttavia chi ritiene che tali regole siano già direttamente applicabili sin da ora [2].


note

[1] Art. 537 cod. civ.

[2] Per la materia successoria, la delega attribuita prevede “l’adeguamento della disciplina delle successioni e delle donazioni al principio di unicità dello stato di figlio”. È incerta però la portata della delega attribuita dalla legge al Governo. Se, infatti, all’inciso contenuto nell’ultimo comma dell’articolo 1 della Legge n. 219/2012 – in base al quale le parole “figli legittimi” e “figli naturali”, ovunque ricorrano nel Codice civile, sono sostituite dal termine “figli” – volesse attribuirsi il significato di aver già determinato il cambiamento delle norme, alla delega governativa sarebbe riservato “solo” il compito di coordinare ed ordinare le disposizioni già operative sul piano sostanziale. Qualora si accogliesse tale interpretazione appare evidente che è fin dall’entrata in vigore della Legge 219/2012 che dovremmo considerare operanti quelle disposizioni.

Al contrario, qualora si interpreti la delega non come meramente “compilativa”, ma destinata a riempire di nuovo contenuto le norme da modificare, occorrerà attendere l’emanazione dei decreti del Governo prima di vedere concretamente applicate le nuove norme.


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3 Commenti

  1. Tante belle leggi tutelanti… ma niente fatti ovvero : non si è visto un centesimo! Mio figlio ha 3 anni e mezzo. Il padre, cittadino Europeo, se n’è scappato alla nascita del bambino, senza prendersi le sue responsabilità nè morali e giuridiche. 2 anni e mezzo per ottenere la sentenza di paternità (in contumace) , a seguito, 1 altro anno pieno per aspettare che la procura si muovesse a fare le indagini (il mio fascicolo è stato preso in visione 7 mesi dopo che avevo esposto denuncia penale!!!) , ed ora ho saputo che hanno chiuso le indagini e che l’avviso 415bis verrà spedito all’ offensore … e la saga continua …parlano di uguaglianza tra figli legittimi ed illegittimi, parlano di diritti d’eredità ma poi non si muovono tempestivamente perchè ciò si realizzi, portando la parte offesa all’ esasperazione ed al potenziale’ abbandono di ogni tipo di legittima azione

  2. Buongiorno, ho 2 figli nati al di fuori del matrimonio del mio compagno, so che adesso vengono considerati non più figli naturali ma figli a tutti gli effetti come fossero nati nel matrimonio.
    Quello che mi preme sapere e come fanno i miei figli a mettersi in lista per l’asse ereditario, cioè vorrei impedire che il mio compagno vendesse le quote degli appartamenti od altro senza che si possa impedirlo? Bisogna andare dal Notaio, od Avvocato e far scrivere una lettera a lui personalmente in modo che venga bloccato il tutto? Vi chiedo con questa mia cosa debbo fare. Grazie (i figli sono stati riconosciuti con una sentenza di paternità ed hanno anche il cognome del padre)

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