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Isa: come funzionano le pagelle del fisco

10 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 Dicembre 2018



Nuovi indici di affidabilità fiscale al posto degli studi di settore: come funzionano, incentivi e premi per i contribuenti “fedeli”.

Debuttano, con la dichiarazione dei redditi 2019, le nuove pagelle fiscali, o meglio gli Isa, gli indici sintetici di affidabilità fiscale: si tratta, in pratica, di indicatori che “misureranno l’affidabilità” dei contribuenti, dando loro un voto da 1 a 10.
Le pagelle fiscali variano secondo il tipo di attività: ad oggi sono stati approvati 175 indici sintetici, sui quali ci si baserà per individuare la capacità contributiva dell’interessato (azienda, professionista, ente…) e per comprendere se c’è evasione o meno.
L’addio agli studi di settore, dunque, non cambia poi così tanto la situazione dei contribuenti che, anche se non devono più essere congrui, normali e coerenti, devono comunque risultare affidabili.

Chi risulterà affidabile, ad ogni modo, riceverà dei premi piuttosto interessanti: dal taglio dei tempi per gli accertamenti fiscali all’esonero dal visto di conformità per rimborsi e compensazioni, sino a una determinata soglia. E, ancora, dall’esclusione dalla disciplina delle società di comodo all’alert (allarme), prima della contestazione, per chi emette un’irregolarità: sono senz’altro positive le principali novità per i contribuenti “onesti”, la cui fedeltà sarà stabilita dagli Isa.

Ma a partire da quale voto si sarà considerati onesti? In base a quanto reso noto, sarà reputato onesto chi otterrà almeno un 8; più alto sarà il voto, più alti saranno gli incentivi tributari di cui si potrà beneficiare. Il nuovo regime, insomma, sarà basato sulla premialità e non sulla punizione, nell’ottica di una “rivoluzione” dei rapporti con il fisco, da considerare un amico con cui collaborare. Un amico non mette i voti, direte voi: certamente, l’idea di essere giudicati non entusiasma nessuno e infonde un bel po’ di agitazione anche a chi ha tutto in regola. È ancora presto, comunque, per fare un bilancio sull’efficacia della misura, che ancora dobbiamo vedere all’opera.

Ma procediamo per ordine e facciamo il punto sugli Isa: come funzionano le pagelle del fisco, qual è il meccanismo alla base degli indicatori, quali sono, nel dettaglio, le agevolazioni previste e quando le novità diverranno operative.

Che cosa sono gli Isa?

Come anticipato, gli Isa sono i nuovi indici sintetici di affidabilità fiscale, che verranno espressi in una scala da 1 a 10, proprio come se si trattasse di una pagella del contribuente.

Su quale base verrà effettuata la valutazione del contribuente? Gli Isa saranno determinati dalle informazioni estrapolate non solo dalle dichiarazioni dei redditi e dall’Anagrafe tributaria, ma anche dalle banche dati dell’Inps: il pagamento dei contributi, dunque, avrà un notevole peso nella valutazione.

Per valutare il contribuente ci si baserà anche sui modelli organizzativi di business (Mob) e sulle analisi effettuate per categoria e territorio.

Come funzionano gli Isa per il professionista?

Cerchiamo di capire, più nel dettaglio, come funzionano gli Isa, prendendo come esempio un professionista che svolge l’attività di avvocato.

L’Isa avvocati è calcolato come media aritmetica di un insieme di indicatori elementari: si va dal numero di collaboratori e dipendenti agli ammortamenti per beni strumentali, dall’età professionale al numero di incarichi di consulenza o di attività giudiziale, dalle remunerazioni per eventuali consulenze esterne e perizie al tasso di occupazione a livello regionale, finendo con le spese totali.

Nel dettaglio, gli avvocati vengono divisi, ai fini Isa, in sei sottocategorie, a ciascuna delle quali corrisponde un diverso criterio di calcolo:

  • avvocati che in genere esercitano la professione a titolo individuale senza ricorrere a personale dipendente o collaboratori esterni;
  • avvocati che in genere esercitano la professione a titolo individuale, affidando a terzi prestazioni direttamente afferenti l’attività professionale;
  • avvocati che svolgono l’attività prevalentemente per il committente principale non operando esclusivamente presso il suo studio o presso la sua struttura;
  • avvocati che in genere esercitano la professione a titolo individuale avvalendosi di dipendenti o collaboratori;
  • avvocati che esercitano l’attività esclusivamente presso lo studio o la struttura del committente principale;
  • avvocati che in genere esercitano la professione in forma associativa o comunque collettiva.

Un peso particolarmente elevato nella identificazione del profilo del contribuente lo hanno i compensi per gli addetti e dipendenti, le giornate di lavoro di questi ultimi e l’incidenza degli ammortamenti.

Sulla base di questi dati, l’Isa esprime un giudizio di sintesi, il voto da 1 a 10, sull’affidabilità dei comportamenti fiscali dell’avvocato.

Chi è escluso dagli Isa?

Gli Isa non si applicano ai periodi d’imposta nei quali il contribuente:

  • ha iniziato o cessato l’attività, o non si trova in condizioni di normale svolgimento della stessa;
  • dichiara ricavi o compensi di ammontare superiore al limite stabilito dal decreto di approvazione o revisione dei relativi indici, pari a 5.164.569 euro.

Gli Isa non si applicano nei confronti:

  • dei contribuenti che si avvalgono del regime forfettario o dei minimi;
  • dei contribuenti che esercitano due o più attività di impresa, non rientranti nello stesso Isa, se l’importo dei ricavi dichiarati relativi alle attività non rientranti tra quelle prese in considerazione dall’Isa dell’attività prevalente supera il 30% dell’ammontare totale dei ricavi dichiarati;
  • degli enti del Terzo settore non commerciali che optano per la determinazione forfettaria del reddito di impresa;
  • delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione sociale che applicano il regime forfettario;
  • delle imprese sociali;
  • delle società cooperative, società consortili e consorzi che operano esclusivamente a favore delle imprese socie o associate e delle società cooperative costituite da utenti non imprenditori che operano esclusivamente a favore degli utenti stessi.

Incentivi Isa per i contribuenti onesti

I contribuenti valutati come affidabili in base agli Isa potranno godere dei seguenti incentivi:

  • accorciamento dei termini per l’accertamento tributario (di minimo un anno);
  • non applicazione del redditometro;
  • esclusione dalla disciplina delle società non operative;
  • esonero dal visto di conformità per la compensazione dei crediti Iva fino a 50mila euro;
  • esonero dal visto di conformità per la compensazione dei crediti da imposte dirette e Irap fino a 20mila euro;
  • esonero dal visto di conformità in caso di rimborsi Iva fino a 50mila euro.

Per chi ha commesso reati tributari il regime premiale non è accessibile.

Possibilità di aumentare i ricavi e i compensi

Per risultare affidabile e godere del regime premiale, il contribuente potrà adeguare la propria dichiarazione senza subire sanzioni o interessi: potrà, in pratica, aumentare i componenti positivi. 

Collaborazione tra fisco e cittadino

Lo scopo della nuova normativa in materia fiscale è quello di prevenire gli illeciti, non di punirli: ad esempio, se si omette la comunicazione di dati o si inviano informazioni inesatte o incomplete, prima che scatti la contestazione le Entrate invieranno un” alert”. Si tratterà, in buona sostanza, di una lettera con cui il contribuente verrà invitato a correggere gli errori commessi o a comunicare i dati.

In caso di mancata comunicazione, l’Agenzia delle entrate potrà procedere all’accertamento induttivo dei redditi, dell’Irap e dell’Iva. Le sanzioni saranno, comunque, graduate in relazione al comportamento del contribuente.

Isa: da quando partono le pagelle del fisco?

La normativa sugli Isa inizialmente prevedeva la loro applicazione dal periodo d’imposta 2017. L’operatività della misura, però, è slittata al periodo d’imposta 2018: i contribuenti inizieranno a vedere i primi effetti degli Isa, quindi, a partire dalla dichiarazione dei redditi 2019.


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