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Posso sapere la dichiarazione dei redditi dei miei parenti?

9 Dicembre 2018


Posso sapere la dichiarazione dei redditi dei miei parenti?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 Dicembre 2018



Si può sapere dall’Agenzia delle Entrate quanto guadagna un familiare ed avere il suo 730 o la Certificazione Unica?

Non è detto che sia solo la curiosità a spingere le persone a voler sapere quanto guadagnano i propri parenti. Alla base di una ricerca simile ci possono essere motivazioni degne di tutela come, ad esempio, l’esigenza di difendere i propri diritti in un processo. Facciamo qualche esempio. Sei disoccupato e le tue condizioni di salute non ti consentono di lavorare. La tua condizione ti ha ridotto in uno stato di povertà tale da non poter acquistare neanche il cibo quotidiano. Così hai deciso di chiedere gli alimenti a tuo fratello che, invece, ha un reddito decoroso. Lui però non vuole mantenerti, sostenendo che lo stipendio gli basta appena per vivere. Vuoi vederci chiaro e, prima di intentargli una causa, ti rivolgi all’ufficio delle imposte per ottenere una copia della sua dichiarazione dei redditi.

Ecco un altro esempio. Ti stai per separare; tua moglie sostiene di non potersi mantenere da sola e ti ha chiesto un sostanzioso assegno divorzile. A te invece sembra che il suo stipendio sia più che sufficiente ma, per accertarti di ciò, ti rivolgi prima all’Agenzia delle Entrate per avere la sua C.U. (Certificazione Unica). In questo modo potrai sapere quanto percepisce con la busta paga base, quali sono gli straordinari e gli eventuali premi. Insomma, avrai un quadro più chiaro per difenderti in un eventuale giudizio.

In tutti questi casi ti rivolgerai allo sportello e chiederai: «Posso sapere la dichiarazione dei redditi dei miei parenti?» e lì un ortodosso impiegato potrebbe risponderti di no, perché si stratta di dati riservati, coperti dalla privacy. Ma è davvero così? Cosa dice la giurisprudenza in merito alla possibilità di conoscere l’altrui 730?

Esistono alcune sentenze che si sono preoccupate del problema. In assenza di una normativa specifica non resta che affidarci quindi all’interpretazione dei giudici. Ecco cosa è stato detto a riguardo.

La dichiarazione dei redditi è un atto pubblico? È coperta dalla privacy?

La dichiarazione dei redditi, per quanto destinata a un soggetto pubblico (l’Agenzia delle Entrate) e di rilevanza pubblica (da essa dipende il pagamento delle imposte), resta comunque un atto privato e, come tale, è coperto dalla privacy entro alcuni limiti. Non è cioè come la dichiarazione di residenza che viene trasfusa in un registro pubblico da tutti consultabile. I dati fiscali concernono solo il rapporto tra il singolo contribuente e l’erario (rappresentato appunto dall’Agenzia delle Entrate). Nessuno può quindi, in assenza di una valida motivazione o di un ordine del giudice, ottenere accesso alle informazioni sull’altrui reddito. La semplice curiosità insomma non è ammessa. Anche se si ha il sospetto che una persona evada le tasse e si intende segnalarla agli uffici preposti, il privato non può appropriarsi dei poteri di indagine che spettano invece all’amministrazione finanziaria.

La giurisprudenza ritiene però che, in presenza di interessi garantiti dalla Costituzione, è possibile comprimere la privacy dei contribuenti e comunicare a terzi la loro dichiarazione dei redditi. Di seguito vedremo i tre casi tipici.

Posso conoscere la dichiarazione dei redditi di mio marito o di mia moglie?

Alcune recenti sentenze [1] hanno sancito il diritto di conoscere la dichiarazione dei redditi del proprio coniuge in vista di una causa di separazione o divorzio. E ciò perché l’accesso a tali informazioni è necessario per esercitare il proprio diritto alla difesa contro pretese ingiuste. Secondo i giudici, il coniuge ha diritto a ottenere dalle Entrate non solo le dichiarazioni dei redditi dell’altro coniuge ma anche le comunicazioni sui rapporti intrattenuti dalla donna con le banche effettuate all’Anagrafe tributaria dagli intermediari finanziari. Gli atti richiesti non possono essere qualificati come «atti sensibili» del coniuge: si tratta pur sempre di dati reddituali e patrimoniali.

C’è anche chi sostiene il contrario [2], ma in questo caso il problema può essere risolto in corso di causa chiedendo al giudice un ordine, rivolto all’Agenzia delle Entrate, di esibizione delle dichiarazioni dei redditi. Quindi, in un modo o nell’altro, si può venire a conoscenza di tali dati.

Il creditore può conoscere i redditi del debitore

Una seconda limitazione alla privacy del contribuente si verifica quando un creditore intende avviare un pignoramento nei confronti di un’altra persona di cui non conosce i redditi. Dopo aver notificato il precetto, il creditore può chiedere l’autorizzazione al presidente del tribunale per ottenere l’accesso alla cosiddetta Anagrafe tributaria, l’archivio delle informazioni sui redditi dei contribuenti detenuto dall’Agenzia delle Entrate. In esso si può conoscere l’identità del datore di lavoro, il reddito percepito, eventuali pensioni, la banca ove è acceso il conto corrente e tante altre utili informazioni.

Il parente può conoscere la dichiarazione dei redditi di un altro parente

L’ultimo caso analizzato dalla giurisprudenza è quello della richiesta di alimenti. Una recente sentenza [3] ha stabilito il diritto del fratello a ottenere copia della dichiarazione dei redditi dell’altro fratello onde avanzare, nei suoi confronti, una domanda di versamento degli alimenti. Lo stesso dicasi ovviamente anche per i casi in cui la medesima richiesta sia avanzata da un figlio nei confronti del genitore (o viceversa), da una madre che non percepisce il mantenimento dall’ex nei confronti dei suoceri, da una zia verso un nipote, ecc. Insomma, il campo delle applicazioni è abbastanza vasto.

Alla base della richiesta di alimenti vi deve però sempre essere la prova di uno stato di forte indigenza che non consente di provvedere ai bisogni primari.

Ebbene, anche in tale ipotesi per difendere i propri diritti e non fare un “buco nell’acqua”, sarà bene conoscere in anticipo l’altrui dichiarazione dei redditi, cosa che si può fare stando almeno alla sentenza in commento.

note

[1] Cfr. Tar Campania sent. n.  5763/18.

[2] Tar Lombardia, sent. n. 2024/18.

[3] Tar Sardegna, sent. n. 942/18.


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