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Il mutuo chirografario

11 Dicembre 2018 | Autore: Antonio Carlei


Il mutuo chirografario

> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 Dicembre 2018



Prestiti in banca: come ottenerli e come difendersi in caso di inadempimento.

L’attività di impresa o le necessità familiari possono generare l’esigenza di munirti rapidamente di una somma di denaro. La soluzione più veloce è quella di rivolgerti alla banca per chiedere un prestito. Ecco quindi che il funzionario proporrà la stipula di un mutuo chirografario. Tale soluzione potrebbe presentare anche delle insidie. Per altro, non sempre è agevole ottenere un prestito e in ogni caso la tua domanda di mutuo sarà sottoposta ad una attenta verifica per evitare che la banca corra il rischio di non recuperare il proprio credito. Una volta ottenuto il finanziamento, potresti essere poi in difficoltà con i pagamenti delle singole rate. La domanda sorge spontanea: cosa accade in caso di inadempimento? Certamente sarai investito da lettere della banca che ti ha concesso il prestito e che vuole ottenere il pagamento di quanto le spetta. Nel caso di protratto rifiuto o impossibilità a pagare, riceverai la notificazione di atti giudiziari. Per di più, correrai il pericolo di subire l’iscrizione in appositi elenchi che ti renderà più complesso, in futuro, ottenere un prestito.

Che cos’è un mutuo chirografario?

Il mutuo è un contratto con cui il creditore si impegna a consegnarti una somma di denaro mentre tu avrai l’obbligo di restituirla nei modi e nei tempi indicati nel contratto e nei suoi allegati, ma maggiorata degli interessi [1].

Esistono vari tipi di mutuo, tra cui il cosiddetto mutuo chirografario. Questo generalmente dura al massimo quindici anni e riguarda prestiti di medie entità (nella prassi non più di 75.000 euro, salvo sporadiche eccezioni). La prova del rapporto è data dal contratto che firmerai: sottoscrivendolo ti obbligherai a pagare in favore della banca quanto in esso stabilito.

Il rimborso del prestito avviene secondo le modalità stabilite dalle parti e riepilogate nel piano di ammortamento, ossia il progetto in cui vengono indicati i tempi in cui dovrai pagare le rate del mutuo per poterlo così estinguere.

Le singole rate da te versate rappresentano il pagamento periodico che dovrai fare per estinguere il tuo debito. La rata si compone di una quota capitale e una quota interessi. Nel piano di ammortamento troverai l’importo di ciascuna rata che rappresenta il totale della rata. Affianco al totale troverai, per l’appunto, il dettaglio della rata, ossia come questa si compone. Ci sarà l’indicazione di un importo che pagherai a titolo di parziale restituzione del capitale prestatoti e di un importo che pagherai  a titolo di interessi sul capitale.

Sono necessarie garanzie per l’erogazione di un mutuo chirografario?

La legge non impone che il mutuo chirografario sia accompagnato da ipoteche o altri tipi di garanzie.

Tuttavia, nella prassi, le banche ti richiederanno garanzie personali: dovrai trovare un fideiussore (cioè una persona, magari un parente) che garantisca per te il pagamento del debito.

La fideiussione è infatti un contratto con cui un terzo si impegna a garantire il tuo debito e a pagarlo in caso di inadempimento [2]. Ovviamente se il tuo garante paga il debito diventerà a sua volta tuo creditore. Ciò vuol dire che dovrai restituirgli la somma che lui ha versato alla banca.

In alternativa la banca potrebbe pretendere in suo favore la costituzione di un pegno [3]. In pratica ti verrà chiesto di trasferire il possesso di un bene mobile in favore della banca. Dovrai quindi stipulare un accordo scritto. Solitamente le banche chiedono in pegno beni che possono essere venduti rapidamente, come titoli di stato. In caso di tuo inadempimento, perderai la proprietà del bene dato in pegno. La banca potrà venderlo o ottenerne l’assegnazione. Viceversa, se estingui il mutuo il bene dato in pegno ti verrà restituito.

Un esempio pratico può essere d’aiuto. Ipotizza di dover chiedere un prestito in banca e di essere proprietario di un titolo di Stato che ti viene chiesto in pegno a garanzia del pagamento. La banca farà valutare da un esperto quel titolo di Stato: il perito dirà quanto vale alla data odierna quel titolo. Se la banca accetta il titolo di Stato in pegno il possesso di quel titolo passa alla banca, in forza di un accordo scritto.

Ancora, potresti essere proprietario di un conto deposito vincolato. Cioè di un conto in cui hai versato una somma di denaro, che ti verrà restituita maggiorata degli interessi in una determinata data. Prima di tale data non potrai usare il denaro. La banca potrebbe chiederti in pegno il deposito vincolato. Se non paghi il tuo debito, il deposito vincolato diventerà di proprietà della banca che potrà riscuotere le somme che prima erano di tua proprietà.

Potresti dare in pegno anche oggetti preziosi come gioielli o gemme: in questa ipotesi, la banca difficilmente vorrà l’assegnazione del bene datole in pegno, preferendo piuttosto metterlo all’asta ed ottenere i proventi della vendita. Nel caso in cui il bene sia venduto ad una somma che superi il tuo debito, l’eccedenza ti verrà consegnata.

Quali sono i tempi necessari per l’erogazione di un mutuo chirografario?

Dovrai innanzitutto formulare una domanda di finanziamento, indicando la ragione per cui chiedi il prestito.

Si aprirà così la fase di istruttoria: la banca cercherà tutte le informazioni utili per decidere se accogliere o no la tua richiesta. Ti verrà chiesta la consegna delle ultime dichiarazioni dei redditi, l’indicazione della tua condizione patrimoniale (ossia dei beni di cui sei proprietario) e l’eventuale indicazione di fideiussori. Anche per i fideiussori verrà richiesta la situazione reddituale e patrimoniale.

A quel punto la banca farà un controllo sui tuoi precedenti creditizi e su quelli dei fideiussori: cioè verificherà se nelle banche dati il tuo nominativo (e quello dei fideiussori) è associato a inadempimenti o ritardi.

Quindi più chiara e migliore sarà la tua condizione economica e patrimoniale più rapida sarà l’erogazione del finanziamento.

Sono previste forme di finanziamento speciali per le imprese?

Se sei titolare di un’impresa potrai beneficiare del Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese [4].

Tale fondo è istituito presso il Ministero per lo Sviluppo Economico ed è gestito dal Medio Credito Centrale s.p.a. La sua finalità è quella di favorire l’erogazione dei finanziamenti alle imprese grazie alla concessione di una garanzia dello Stato, che si unisce o si sostituisce alle garanzie private.

Dovrai innanzitutto formulare in banca una domanda di erogazione di un prestito assistito dal Fondo di Garanzia. Dovrai compilare un apposito modulo che ti potrà essere consegnato in banca e che dovrà essere trasmesso al gestore del Fondo.

Ovviamente, essendoci una garanzia dello Stato è necessaria la redazione di un dettagliato progetto. In buona sostanza, l’operazione da finanziare è sottoposta al controllo di esperti che dovranno verificare se i proventi dell’attività saranno sufficienti a pagare il debito. Il progetto potrà essere valutato da funzionari pubblici. In caso di tuo inadempimento, la banca non corre rischi. Infatti, sarà pagata dal Fondo o, in caso di esaurimento delle somme, direttamente dallo Stato.

Solitamente in un paio di mesi dovresti ottenere risposta  sulla domanda di erogazione del finanziamento.

In ogni caso, vi è un limite alla concessione del finanziamento, che non potrà superare l’80% del valore della complessiva operazione di investimento.

È valido il mutuo concesso per ripianare debiti in conto corrente?

Il mutuo potrebbe servirti anche per azzerare il debito in conto corrente, e nel contratto potrebbe essere indicata tale finalità.

Si è dibattuto molto sulla legittimità del contratto di mutuo così formulato. La materia è molto complessa, ma alcune nozioni ed alcuni esempi potrebbero esserti utili. In generale, la funzione del finanziamento è quella di garantire la liquidità alle imprese. Tale funzione è compatibile con la volontà di usare le somme ricevute con il finanziamento per pagare debiti pregressi [5].

Tuttavia ci sono ipotesi speciali a cui non può applicarsi quel principio. Esiste un particolare tipo di prestito, definito mutuo di scopo, in cui è indicato quale utilizzo deve essere fatto della somma prestata. Sicché se ne viene fatto un uso diverso il mutuo è nullo [6]. Ipotizziamo che contrai un mutuo per eseguire ristrutturazioni in azienda. Le somme ti vengono prestate per tale finalità e ciò risulta dal contratto.

Se la banca, in modo consapevole e furbo, versa le somme su un conto in rosso per ripianare il tuo vecchio debito il mutuo sarà nullo. Viceversa, se nel mutuo è indicata la finalità di ripianare debiti in conto corrente, allora il mutuo è legittimo.

Altri problemi si pongono quando la somma ti viene prestata per pagare debiti pregressi, ma i debiti in questione derivano da contratti nulli. In tal caso esiste un collegamento tra i due contratti e le clausole nulle del primo contratto, rendono invalido il secondo [7].

Che differenza c’è tra tasso fisso e tasso variabile?

Il tasso di interesse è la percentuale che viene applicata al capitale per determinare la somma di denaro che dovrai restituire alla banca a titolo di interesse (unitamente al capitale che ti è stato concesso con il finanziamento).

Il tasso potrà essere fisso o variabile.

Il tasso fisso è immutabile, quindi è predeterminato con assoluta certezza e non subirà variazioni.

Il tasso variabile è determinato inizialmente nel contratto. In seguito potrà subire modifiche secondo le regole riportate nel contratto stesso. Di solito, la variazione del tasso è legata all’andamento di un indice finanziario di riferimento. Tale indice determinerà il tasso e quindi l’ammontare della rata del mutuo. Questo tipo di tasso è più rischioso: vi è il pericolo concreto che il tasso salga così tanto da determinare una rata che non puoi permetterti di pagare.

Quali tipi di mutuo a tasso variabile propongono le banche?

Il tasso variabile è un po’ come una scommessa o come una previsione: se sei convinto che i tassi di interesse si abbasseranno in futuro, ti converrà chiedere un finanziamento a tasso variabile.

Tuttavia l’operazione è per lo meno aleatoria: non puoi aver la certezza che la variazione sarà favorevole per te. Infatti nella prassi si sono sviluppate più tipologie di mutui a tasso variabile.

Tra queste, la più diffusa è il mutuo a tasso variabile con rata costante: il variare del tasso determinerà solo il variare del numero di rate che dovrai pagare alla banca. La singola rata rimarrà sempre dello stesso importo. Quindi, ad aumentare non sarà la rata ma il tempo per il quale dovrai pagare.

Vi è poi il mutuo con interest cap, definito dai tecnici anche mutuo “capped rate”. Questi sono dei finanziamenti a tasso variabile in cui è predeterminata la soglia massima della rata.

Un altro tipo di mutuo è quello a tasso bilanciato. Qui l’interesse è frutto di un calcolo complesso che serve per individuare un valore medio. Una parte del tasso è fissa, mentre l’altra è variabile. A quel punto si farà una media (di solito il 50% del tasso è fisso e l’altra metà è variabile) e quindi il rischio sarà in buona sostanza dimezzato.

Vi è poi un altro particolare tipo di mutuo detto a tasso misto con opzione. Avrai la possibilità di scegliere nel corso del rapporto se avvalerti di un tasso fisso o di un tasso variabile. Solitamente potrai fare la scelta ogni tre anni, o al massimo ogni cinque. Quindi, in pratica, periodicamente andrai a rinegoziare il tuo mutuo: così avrai la possibilità di aggiornare la tua scelta optando per quella più conveniente.

Come posso tutelarmi da un tasso variabile divenuto troppo elevato?

Una pratica molto applicata nei finanziamenti è l’assicurazione sul tasso di interesse variabile: in buona sostanza quando chiedi il finanziamento potrai anche stipulare un contratto di assicurazione sul tasso variabile.

Se poi il tasso varia in modo a te non conveniente, superata una determinata soglia, sarà l’assicurazione a doversi fare carico di una quota della rata. Ovviamente maggiore sarà il rischio per l’assicurazione e maggiore sarà il costo per te. Così per esempio, potrai stipulare una polizza in forza della quale se il tasso supera x, tu  pagherai x di interessi, e la quota eccedente sarà pagata dall’assicurazione.

Cosa succede se non pago le rate del mutuo chirografario?

Il mancato pagamento della rata di mutuo comporta innanzitutto l’applicazione degli interessi di mora, ossia una sanzione per il ritardo.

Altresì, se passano più di centoventi giorni di ritardo nel pagamento della rata, o non pagherai almeno quattro rate, il tuo nominativo sarà annotato presso le centrali rischi [8]. Sarai iscritto in delle banche dati in cui vengono registrati i soggetti che, ricevuto un prestito, sono inadempienti. Ciò vuol dire che sarai segnalato come cattivo pagatore ed avrai maggiore difficoltà a chiedere finanziamenti in futuro.

Oltre a tali conseguenze, ve n’è una ancora più gravosa per te se non paghi più rate. Infatti, certamente nel contratto di prestito troverai una clausola (per alcuni mutui diversi dal chirografario è addirittura previsto per legge) in forza della quale la banca potrebbe inviarti una nota con cui ti dichiara decaduto dal beneficio del termine [9]: ciò vuol dire che dovrai pagare il tuo debito non a rate ma in un’unica soluzione.

A quel punto, se continui a non pagare la banca potrebbe ricorrere al tribunale e notificarti l’ingiunzione di pagamento. Se non ti opporrai all’ingiunzione nel termine di quaranta giorni [10] con la notificazione di un atto di citazione contro la banca, l’ordine di pagamento sarà definitivo. La banca avrà un titolo esecutivo [11], cioè un atto in forza del quale è legittimata a notificarti il precetto [12]. Questa è l’ultima intimazione di pagamento: decorsi dieci giorni la banca potrà pignorare i tuoi beni.


Di Antonio Carlei

note

[1] Art. 1813 cod. civ.

[2] Art. 1944 cod. civ.

[3] Art. 2786 cod. civ.

[4] Art. 2 co. 100 lett. A L. 662/1996.

[5] Trib. Agrigento sent. n. 814 del 15.05.2014.

[6] Cass. civ. sez. I ord. n. 24699 del 19.10.2017.

[7] Trib. Ascoli Piceno sent. n. 838 del 14.07.2015.

[8] Codice deontologico e di buona condotta.

[9] Art. 1186 cod. civ.

[10] Art. 641 cod. proc. civ.

[11] Art. 474 cod. proc. civ.

[12] Art. 480 cod. proc. civ.


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