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Ernia inguinale nei bambini: cos’è e come si cura?

20 Gennaio 2019 | Autore:
Ernia inguinale nei bambini: cos’è e come si cura?

L’ernia inguinale nei bambini è una patologia congenita e l’unico trattamento è l’intervento chirurgico.

Se cambiando il pannolino o facendo il bagnetto al/la tuo/a bambino/a hai riscontrato alcune anomalie, come la comparsa di una tumefazione (gonfiore) nella parte superiore e laterale del pube, dovresti rivolgerti al tuo pediatra di fiducia. Con molta probabilità si tratta di un’ernia inguinale, uno dei problemi chirurgici più frequenti durante l’infanzia. Ernia inguinale nei bambini: cos’è e come si cura? Si forma per la mancata chiusura spontanea del dotto peritoneo-vaginale, rilevabile alla nascita o nelle età successive. Nel maschio, il dotto peritoneo-vaginale mette in comunicazione la cavità peritoneale, nella quale sono contenute le anse intestinali, con la cavità vaginale del testicolo, la membrana che avvolge il testicolo una volta raggiunto lo scroto. Intorno al settimo mese di gravidanza, quando il testicolo si trova nello scroto, il dotto peritoneo-vaginale dovrebbe iniziare il processo di chiusura. Nella femmina, l’equivalente del dotto peritoneo-vaginale è definito dotto di Nuck, è in comunicazione con l’addome e segue il legamento rotondo che si estende dall’ovaio al grande labbro. Se il/la tuo bambino/a dovesse avere un’ernia inguinale sarà necessaria un’operazione chirurgica. I genitori più apprensivi potrebbero chiedersi: e se l’intervento dovesse andare male? Quali sono le possibili complicanze? Nel caso di ernia inguinale, la percentuale del rischio di andare incontro ad alcune complicanze è davvero bassissima. Per affrontare con serenità l’intervento, il consiglio è recarsi presso strutture pediatriche di fiducia e rivolgersi a personale specializzato. Continua a leggere il mio articolo per conoscere quali sono i diritti di chi si opera. Per maggiori informazioni sull’ernia inguinale nei bambini abbiamo intervistato il dr. Claudio Olivieri.

Quali sono i diritti di chi si opera?

Si sente spesso parlare di malasanità e di operazioni chirurgiche andate male; inevitabilmente, nel momento in cui risulta necessario sottoporsi ad un intervento è naturale farsi sopraffare dalla paura.

Cosa succede se, nel caso di ernia inguinale nei bambini, a causa di un intervento sbagliato si subiscono lesioni dei vasi deferenti o la recidiva dell’ernia inguinale? I familiari del minore possono chiedere il risarcimento [1] sia per il danno alla salute sia per il rimborso delle spese sostenute per affrontare tutte le possibili conseguenze che derivano dal danno.

A chi si può richiedere il risarcimento? Al medico che ha eseguito l’intervento e alla struttura ospedaliera. Qualora l’intervento sbagliato sia avvenuto in una struttura pubblica, la richiesta di risarcimento dovrà essere inoltrata all’Asl di riferimento.

La struttura sanitaria o sociosanitaria pubblica o privata dovrà rispondere della negligenza, imprudenza o imperizia del personale sanitario.

Come richiedere il risarcimento?

Per chiedere il risarcimento a seguito di un intervento sbagliato bisognerà rivolgersi al proprio avvocato di fiducia e sottoporre il caso ad un medico legale. Sarà necessario mostrare tutta la documentazione relativa all’intervento, compresa la cartella clinica che dovrà contenere la descrizione dell’intervento chirurgico ed il suo esito e specificare l’eventuale presenza di complicazioni.

Il medico legale potrà fare una perizia per valutare il danno subìto e l’eventuale errore medico. Se viene confermata la tesi dei familiari del paziente minorenne, allora sarà possibile inviare una richiesta di risarcimento alla struttura in cui è avvenuta l’operazione e/o al medico che ha eseguito l’intervento.

L’ospedale e/o medico apriranno il sinistro presso la compagnia di assicurazioni che copre la responsabilità verso terzi. Per ulteriori accertamenti, la compagnia assicurativa richiederà una visita medico legale di riscontro. Se i risultati delle visite medico-legali coincidono, si potrà trovare un accordo e individuare una cifra congrua di risarcimento per chiudere la questione.

Per saperne di più, leggi l’articolo Come chiedere risarcimento danni all’ospedale.

Dopo questa parentesi legale, affrontiamo il tema dell’ernia inguinale nei bambini nell’intervista al dr. Claudio Olivieri, medico chirurgo specialista in chirurgia pediatrica.

Cos’è l’ernia inguinale?

Per ernia inguinale si intende la protusione di una parte dell’intestino a livello della regione inguinale. L’ernia inguinale è una patologia congenita molto frequente in età pediatrica e colpisce 1 bambino ogni 100 con una frequenza maggiore nel sesso maschile e nei nati pretermine.

Quali sono i sintomi dell’ernia inguinale?

Nella maggioranza dei casi, l’ernia inguinale è asintomatica e si manifesta esclusivamente con la comparsa di una tumefazione (gonfiore) a livello inguinale o inguino-scrotale. L’ernia può essere monolaterale, più frequentemente a destra, oppure bilaterale, ma in una piccola minoranza di casi (inferiore al 15%). La presenza di dolore è segno di una complicanza dell’ernia e si manifesta quando l’ernia non si riduce (intasamento o incarceramento).

Ernia inguinale: quali sono le cause?

L’ernia inguinale nei bambini, a differenza degli adulti, è congenita ed è causata dalla pervietà del dotto peritoneo-vaginale, una piccola comunicazione tra l’addome e lo scroto che, normalmente, si chiude alla nascita o nei primi mesi di vita. La mancata chiusura della suddetta comunicazione determina il passaggio di liquido (idrocele) o di contenuto intestinale (ernia inguinale). Pertanto, il contenuto dell’ernia può essere rappresentato da omento, anse intestinali od ovaio nel caso delle femmine.

In che cosa consiste la diagnosi di ernia inguinale?

La diagnosi è esclusivamente clinica, ovvero si basa sull’anamnesi e sulla visita dello specialista. Per la diagnosi, infatti, non è assolutamente necessaria l’esecuzione dell’esame ecografico o di altri esami strumentali. Nei neonati con ernia inguinale, già presente alla nascita, la diagnosi verrà fatta dal neonatologo. Successivamente, tale tumefazione (ernia inguinale) viene normalmente notata dai genitori al cambio del pannolino o durante il bagnetto. La tumefazione tende a presentarsi ogni qualvolta vi sia un aumento della pressione intra-addominale (tosse, pianto o durante uno sforzo) e a ridursi nelle condizioni di riposo o con la semplice pressione di un dito. Alla visita, il medico riscontrerà una tumefazione teso-elastica a livello del canale inguinale, di dimensioni variabili e facilmente riducibile. Tale tumefazione può essere apprezzata alla visita anche facendo delle piccole compressioni sull’addome o nell’invitare il bambino a ponzare, al fine di aumentare la pressione nell’addome e di far uscire l’ernia inguinale. In alcuni casi, invece, in assenza di una tumefazione visibile, ma con un riscontro anamnestico dei genitori suggestivo per ernia inguinale, si può apprezzare, soprattutto nei maschi, un ispessimento del funicolo spermatico (segno indiretto).

Come alleviare il dolore dell’ernia inguinale?

L’ernia inguinale nei bambini è asintomatica. La presenza di dolore è segno di una complicanza dell’ernia, l’intasamento. Per intasamento si intende la mancata riduzione dell’ernia inguinale in cavità addominale, che determina un intrappolamento del contenuto erniario nel canale inguinale con conseguente insulto ischemico.

Ernia inguinale: quando diventa pericolosa?

L’ernia inguinale è pericolosa nei neonati e nei pretermine per l’elevato rischio di intasamento. Per tale motivo, l’intervento chirurgico in questi pazienti deve essere eseguito il prima possibile. L’intasamento o incarceramento è un’urgenza pediatrica che deve essere trattata immediatamente, al fine di salvaguardare la vitalità degli organi presenti nel sacco erniario.

Ernia inguinale intasata o incarcerata: quando si presenta?

L’ernia intasata si manifesta come una tumefazione dolente, dolorabile alla palpazione e non riducibile in cavità addominale. Pertanto, il bambino si presenta sofferente e con un pianto inconsolabile, in alcuni casi può comparire il vomito.

Come curare un’ernia inguinale?

Essendo un difetto congenito, l’unico trattamento è quello chirurgico e l’intervento viene eseguito in elezione e in regime di Day Surgery, con dimissione a poche ore dalla procedura chirurgica. Nei pazienti con intasamento dell’ernia inguinale, il bambino deve essere condotto urgentemente in un pronto soccorso, dove il chirurgo pediatrico procederà a ridurre manualmente la tumefazione. Se la riduzione è possibile, l’intervento viene eseguito a 24-48 ore dalla riduzione dell’ernia per evitare un ulteriore episodio di intasamento. Nei casi in cui la riduzione non è possibile, l’intervento chirurgico deve essere eseguito in regime di urgenza al fine di evitare una sofferenza vascolare a carico dell’anse intestinali o dell’ovaio.

Quali sono gli approcci chirurgici per il trattamento dell’ernia?

L’intervento chirurgico di erniotomia inguinale viene eseguito in anestesia generale e consiste nella chiusura del dotto peritoneo vaginale. Tale procedura può eseguire eseguita la tecnica open o con la tecnica mini-invasiva (laparoscopia). La tecnica open consiste nell’eseguire una piccola incisione chirurgica, di 2-3 cm, a livello inguinale e di isolare la comunicazione, e quindi il sacco erniario, dalle restanti strutture (vasi testicolari, deferente o legamento rotondo). La comunicazione verrà successivamente legata e sezionata.

Quali sono le possibili complicanze?

Le complicanze sono estremamente rare: ematoma scrotale a risoluzione spontanea (2%), lesioni dei vasi deferenti (1%) e la recidiva dell’ernia inguinale (0,8%) che si verifica in caso di una non completa chiusura del sacco erniario. Per tale motivo, è opportuno eseguire l’intervento presso strutture pediatriche e da personale specializzato, al fine di evitare queste rare complicanze.

Quanto tempo occorre per il recupero?

Il ritorno alle normali attività quotidiane è immediato. Nell’immediato decorso post-operatorio è richiesto un riposo domiciliare di 5-7 giorni. L’attività sportiva può essere ripresa gradualmente dopo 2-3 settimane dall’intervento.

Ernia inguinale nei bambini: informazioni utili

Recarsi sempre dal proprio pediatra di fiducia in tutti i casi in cui il genitore notasse una tumefazione inguinale o inguino-scrotale. Nel sospetto di ernia inguinale, il bambino necessita sempre di una visita chirurgica.

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note

[1] L. n. 24. dell’8.03.2017, artt. 1218 e 1228 cod. civ.


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