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Riforma processo civile: via udienze inutili

9 Dicembre 2018


Riforma processo civile: via udienze inutili

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 Dicembre 2018



Torna la sospensione feriale a 45 giorni. Addio giuramento Ctu e precisazione delle conclusioni. 

Nel nuovo processo civile saranno bandite udienze inutili come quella per il giuramento del Ctu (il consulente tecnico d’ufficio) e la precisione delle conclusioni (divenuta ormai, in molti tribunali, un’udienza formale). Viene ripristinata la sospensione feriale di 46 giorni (attualmente è di 30). In più, per evitare decadenze imputabili ad errori di procedura commessi dall’avvocato – decadenze che potrebbero pregiudicare i diritti del cliente e una soluzione “equa” del processo – il giudice avrà nuovi poteri istruttori, simili a quelli previsti nel processo del lavoro. Sono questi alcuni dei punti più salienti della proposta di legge appena depositata dall’onorevole Roberto Cataldi (M5S) dedicata alla «semplificazione e velocizzazione del processo civile».

La riforma si contrappone a quella già annunciata dal ministro Bonafede che tuttavia ha già incassato il no degli avvocati per i suoi numerosi punti controversi. Il nuovo Ddl dell’on. Cataldi invece sembra andare nella direzione giusta: accelerare i tempi delle cause senza pregiudicare i diritti delle parti. È chiaramente una riforma scritta da chi ben conosce le aule dei tribunali e le pratica tutti i giorni.

La proposta di legge è contraddistinta da un drastico taglio delle incombenze a carico dei legali, ormai divenute inutili in un processo sempre più scritto e poco orale. In questo modo, grazie anche all’innovazione telematica, l’avvocato potrà dedicare più ore allo studio della causa che non alle lunghe file in tribunale e, nello stesso tempo, anche il giudice potrà concentrarsi sulla scrittura delle sentenze, smaltendo gli arretrati.

Non solo: scopo della riforma è rendere concreto, anche nel processo civile, il principio di prevalenza del diritto sostanziale rispetto alle forme: «Non è accettabile, in un ordinamento giuridico moderno, che un cittadino possa perdere una causa solo perché il suo avvocato è incorso in un errore di forma anche se nel merito ha ragione. Ed è necessario superare l’idea che non possa esserci alcun rimedio agli errori procedurali». 

L’ultimo punto della riforma è rimodellare il sistema della mediazione affinché tale strumento possa risultare uno strumento realmente deflattivo.

Ma vediamo i principali aspetti del testo di legge.

Addio precisazione delle conclusioni e giuramento Ctu 

Il giudice non convocherà più il Ctu in una apposita udienza per il giuramento. I quesiti, formulati in udienza, gli verranno comunicati dalla cancelleria. Il consulente, quando ritira i fascicoli di parte, presterà giuramento scritto; il foglio sarà allegato al fascicolo d’ufficio a cura del cancelliere stesso.

L’udienza di precisazione delle conclusioni viene definitivamente cancellata. 

Prove da depositare e chiedere con gli atti introduttivi

La regola del processo del lavoro viene estesa anche al rito ordinario: le prove e i mezzi istruttori dovranno essere presentati subito, nell’atto di citazione e nella comparsa di risposta. In questo modo viene evitato lo scambio di ulteriori note che rallentano di 30 giorni l’iter del processo. Viene invece rimessa all’oralità del contraddittorio nella prima udienza la possibilità per le parti di compiere quegli aggiustamenti necessari sia in termini di prove sia in termini di conclusioni. 

I termini per note vengono ridotti a due soltanto. Così viene quindi modificato l’articolo 183 cpc:

«Se richiesto, nei casi di maggiore complessità e tenuto conto delle ragioni addotte dalle parti, il giudice può concedere i seguenti termini perentori:

 1) un termine di trenta giorni per il deposito di memorie per le precisazioni o modificazioni delle domande, delle eccezioni e delle conclusioni già proposte e per l’indicazione dei mezzi di prova e produzioni documentali;

2) un termine di ulteriori trenta giorni per replicare alle domande ed eccezioni nuove, o modificate dall’altra parte, per proporre le eccezioni che sono conseguenza delle domande e delle eccezioni medesime e per la indicazione di prova contraria».

Sentenze con motivazione schematica

Conclusa l’assunzione delle prove, il giudice, senza dilazione, assume la causa in decisione e pronuncia il dispositivo sinteticamente motivato, limitato all’enunciazione dei motivi in diritto e al giudizio di valutazione delle prove. 

Rimediabili gli errori di procedura

Oggi il nostro processo civile è estremamente formale: per un minimo errore di procedura commesso dall’avvocato il suo cliente, anche se ha subito la lesione di un diritto, perde la causa (si pensi all’improcedibilità dell’impugnazione per il mancato deposito della copia della sentenza impugnata quando invece basterebbe, per una simile omissione, un semplice invito ad integrare la documentazione mancante per evitare la pronuncia di improcedibilità). Al rigore di questa regola la riforma pone rimedio cercando di salvaguardare la ragione sostanziale. Il nuovo art. 121 stabilisce quindi che: «Quando il giudice rileva che una delle parti sia incorsa in un mero errore materiale che possa assumere rilevanza ai fini della decisione, adotta, nel rispetto del contraddittorio, tutti i provvedimenti ritenuti necessari per sanare la nullità. 

Il magistrato può di disporre d’ufficio l’assunzione di mezzi di prova, che ritiene indispensabili ai fini del decidere, in ordine ai quali la parte è incorsa in una decadenza».

Lo stesso giudice acquisisce poteri di emendabilità di alcuni tipi di errore ampliando l’ambito di applicazione del procedimento di correzione degli errori materiali delle sentenze. Si pensi, ad esempio, all’omessa pronuncia su una delle conclusioni formulate dalle parti come la domanda di garanzia.

Udienze in videoconferenza

Vengono semplificate le norme del processo civile telematico con la previsione della possibilità per gli avvocati di partecipare alle udienze a distanza attraverso l’utilizzo di sistemi di videoconferenza.

Eliminazione del filtro in appello

Viene cancellato il tanto odiato filtro in appello specie nella parte in cui va a precludere l’impugnabilità di sentenze che hanno applicato un principio di diritto consolidato in giurisprudenza. 

Ripristino del termine di sospensione feriale di 46 giorni

Vengono ripristinati i primi 15 giorni di settembre come sospensione feriale che così torna ad essere dal 1° agosto al 15 settembre. La riduzione a 30 giorni non ha inciso sui tempi dei processi e, in più, ha costretto molti avvocati a ritornare in studio già dopo ferragosto per poter “stare al passo” con le imminenti scadenze.

Effettività della mediazione

Viene agevolata la funzione decongestionante della mediazione con una serie di meccanismi tra cui:

  • l’intervento del Ctu in mediazione e l’utilizzabilità della relativa perizia nell’eventuale successivo processo ordinario per favorire le transazioni e garantire una sensibile riduzione anche di tempi e dei costi del contenzioso;
  • un effettivo controllo da parte del giudice, soprattutto nel caso di mediazione delegata, per consentire una partecipazione più cosciente delle parti e, quindi, un innalzamento delle percentuali di chiusura dei procedimenti.

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2 Commenti

  1. E’ la generalizzazione del rito del lavoro,E’ un buon inizio,la le cause si fermano al momento della decisione,Bisogna aumentare il numero dei giudici,utilizzare a tempo pieno gli onorari,ridurre le applicazioni dei togati extra processuali ed incentivare anche economicamente chi lavora di più,Altrimenti saranno solo pannicelli caldi.

  2. Non condivido l’applicazione del rito del lavoro a tutti i giudizi dal momento che molti di essi vanno introdotti entro 30 giorni dalla ricezione di un provvedimento e spesso, se non sempre, la questione controversa richiede la ricerca di documenti non rinvenibili facilmente ( per richiedere un semplice certificato presso i municipi di Roma viene dato appuntamento a distanza di molti giorni; un certificato storico anagrafico ante 1981 viene rilasciato dopo 30 giorni ecc…). La previsione che il Giudice può concedere i 2 termini è rimessa troppo alla discrezionalità del magistrato …

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