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Cosa sono le quotazioni in borsa

15 Gennaio 2019 | Autore: Paolo Remer


Cosa sono le quotazioni in borsa

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Gennaio 2019



Le quotazioni in borsa esprimono il prezzo dei titoli scambiati nei mercati regolamentati: sono facilmente consultabili ed essenziali per decidere se e quando acquistare o vendere.

Per conoscere il mercato azionario e capire come funziona è fondamentale sapere cosa sono le quotazioni in borsa. La borsa non è altro che un mercato, il cui funzionamento è molto sofisticato ma non diverso da quello di un qualsiasi mercato ortofrutticolo. In borsa i prezzi si formano  momento per momento attraverso le transazioni tra compratori e venditori. Nel mercato si incrociano le proposte di domanda e di offerta e si negoziano i prezzi ai quali vengono continuamente scambiati i titoli azionari. I titoli quotati nelle borse non sono soltanto le azioni: si negoziano  anche le obbligazioni, i titoli di stato e le merci di maggior traffico, dal petrolio al rame al grano. In questo articolo cercheremo di darti maggiori informazioni sulle quotazioni in borsa.

Cosa sono le quotazioni?

La borsa in passato era un luogo fisico dove si incontravano i compratori e venditori; oggi questo contatto avviene virtualmente, attraverso i canali telematici in cui si inseriscono gli ordini di acquisto o di vendita. Gli scambi vengono eseguiti quando si raggiunge lo stesso prezzo tra una proposta di acquisto ed una di vendita: ad esempio 100 pezzi di azioni FCA a 15,78. Se il prezzo che l’acquirente propone fosse di 15,72 e il venditore fosse disposto a cederli soltanto a 15,84, lo scambio non si realizzerebbe.

Dunque il prezzo di ogni transazione si forma dall’incrocio tra la domanda e l’offerta, cioè tra i quantitativi che i compratori sono disposti ad acquistare a un determinato prezzo e quelli che i venditori sono disposti ad offrire. Questo prezzo viene registrato e fissa la quotazione del titolo in quel momento, che tutti possono conoscere in modo da verificare i livelli raggiunti e il “sentimento” del mercato.

I prezzi oscillano e variano continuamente; infatti ci sono molti fattori che incidono nella determinazione del valore delle azioni e nelle decisioni di acquistarle o di venderle. Il prezzo che le quotazioni esprimono è la sintesi di tutto questo: possiamo paragonarlo a un voto numerico che “racconta” in sintesi l’esito di un anno di scuola.

La differenza è che in borsa questo voto non è attribuito dai docenti ma dal mercato: un insieme di operatori professionali molto qualificati ed attenti perché investono e rischiano i propri soldi o quelli dei loro clienti che glieli hanno affidati. Soggetti, dunque, preparati e ben informati, che non acquistano o vendono se non al prezzo che ritengono adeguato.

Quindi il prezzo che si forma e viene riportato nelle quotazioni rappresenta un vero e proprio giudizio sul valore del titolo quotato in borsa. Inoltre, a differenza del voto scolastico, per avere questo giudizio non bisogna aspettare la fine di un anno, di un quadrimestre e neppure di un giorno per ottenerlo: i prezzi si formano continuamente e vengono immediatamente resi noti.

Durante ogni giornata di borsa aperta vengono operate migliaia o addirittura milioni di transazioni sui titoli più scambiati (o, come si dice in gergo, più “liquidi” appunto perché facilmente convertibili in denaro vendendoli in borsa). Altri titoli, invece (di solito quelli a più bassa capitalizzazione oppure appartenenti a segmenti “di nicchia”) sono meno movimentati e registrano pochi scambi giornalieri; il loro prezzo quindi sarà meno rappresentativo del loro effettivo valore.

Chiunque può consultare le quotazioni di borsa che sono aggiornate al momento attuale e così conoscere il prezzo dei titoli che interessano. Ci sono poi dei raggruppamenti di quotazioni, chiamati “indici“, che rappresentano l’andamento complessivo delle quotazioni su un determinato mercato: ad esempio l’indice MIB che sintetizza le maggiori società quotate italiane o il Dow Jones, lo S&P 500 (le prime 500 società statunitensi) o il Nasdaq (le principali società tecnologiche ed hi-tech americane, che comprende Microsoft, Amazon, Google e Facebook).

Prima di acquistare, o di vendere, un titolo è fondamentale analizzare le quotazioni, sia quelle del momento sia quelle relative alle serie storiche, cioè all’andamento nei periodi precedenti: su internet è semplicissimo reperirle con pochi clic in tutte le forme, ad esempio un grafico che contiene quelle degli ultimi sei mesi o degli ultimi cinque anni.

A questo punto è possibile fare il confronto con le quotazioni di altri titoli similari o degli indici del mercato di riferimento, per verificare chi rende di più e chi ha fatto meglio o peggio rispetto ai concorrenti o all’andamento della borsa nel suo insieme (si dice in gergo: ha sovraperformato, o ha sottoperformato).

Perché le quotazioni sono importanti?

La borsa va sempre più di moda: negli ultimi anni i movimenti dei listini sono diventati un argomento di discussione quotidiano su giornali, televisioni, siti internet e social, mentre in passato le quotazioni comparivano solo nelle pagine interne dei quotidiani specializzati e raramente se ne parlava al grande pubblico.

I vistosi rialzi, così come le profonde recessioni, vengono riportati e commentati con euforia o con preoccupazione. Questi movimenti coinvolgono ormai non solo i classici titoli quotati, come le azioni delle maggiori società nazionali e mondiali, ma anche i prodotti più recenti della finanza moderna, come le cosiddette criptovalute il cui esempio più famoso sono i bitcoin.

I prezzi oscillano, e di molto, non in base al caso o alla sorte (tant’è che spesso si dice “giocare in borsa” anzichè investire) bensì a causa di fattori molteplici e complessi. Questi, proprio perchè soggiacciono, almeno in parte, alle leggi economiche e finanziarie, possono essere individuati e in certa misura previsti.

E’ l’arduo compito degli analisti, economisti e professionisti specializzati (come i migliori trader o i gestori del risparmio) che cercano di capire ed anticipare la direzione in cui si muoverà un singolo titolo o un intero mercato. Un compito non facile perché deve considerare lo stato di salute finanziaria della società quotata, le sue prospettive di sviluppo, le notizie su di essa e sui suoi proprietari (i c.d. “rumors”).

Ma non finisce qui perché, come in una corsa automobilistica, non contano solo le condizioni del veicolo ma anche quelle della strada: dunque entrano in considerazione le tendenze dei consumatori, l’andamento economico dello Stato di appartenenza e del settore merceologico in cui opera ed anche le tensioni politiche, interne o internazionali, che influiscono notevolmente sull’economia.

Da qui si comprende come non sia affatto facile diventare ricchi operando in borsa e come non ci si debba affidare al caso nella scelta dei titoli da acquistare e del momento in cui farlo. Anche le previsioni migliori risultano spesso sbagliate (come è accaduto nella grande recessione mondiale del 2008, che colse quasi tutti di sorpresa).

L’unico che non sbaglia, per definizione, è il mercato: le quotazioni di borsa sono il giudizio inappellabile e che tutti gli operatori finanziari, grandi o piccoli che siano, devono sempre accettare.

Per dare un’idea della vastità del fenomeno, la borsa statunitense, nei primi dieci mesi del 2018, ha avuto un costante rialzo, ma infine in poco più di un mese ha perso tutti i guadagni accumulati in un intero anno. Un titolo forte e conosciuto come Amazon ha moltiplicato per 40 volte il suo valore rispetto alla quotazione di 15 anni fa, ma negli ultimi due mesi ha perso oltre il 20% rispetto ai massimi raggiunti.

Perché è accaduto questo? Semplicemente perché ci sono state preoccupazioni sulla possibilità della società di continuare ad espandersi e accumulare ricavi come fatto finora: questi fattori si sono tradotti in una riduzione dei prezzi di scambio e dunque della quotazione del titolo.

E’ importante, quindi, conoscere i meccanismi delle quotazioni di borsa, a partire dall’unità elementare del sistema, l’atomo del mondo finanziario che è costituito da una singola azione.

Cos’è un’azione?

Ogni azione è l’unità minima di partecipazione di un socio al capitale di una società: chi la acquista ne diviene proprietario, seppure per una frazione infinitesimale. In pratica il capitale viene spezzettato in tante quote ciascuna delle quali corrisponde ad una azione e le azioni possono essere compravendute in borsa come se fossero merci. Ad ogni pacchetto corrisponde un prezzo che non è fisso ma oscilla continuamente in base alla quotazione che il titolo ha in quel determinato momento.

Quando una società si quota in borsa, non fa altro che vendere agli investitori una parte del suo capitale, espresso in azioni, e da quel momento in poi questi titoli azionari vengono scambiati sul mercato ad un prezzo che di volta in volta è fissato dall’incrocio tra la domanda e l’offerta.

L’esistenza di un mercato apposito per scambiare i titoli quotati è una importante garanzia di trasparenza perchè attraverso le quotazioni è possibile conoscere il prezzo di riferimento dei titoli e quindi disporre di una base per poter proporre un prezzo congruo di acquisto o di vendita.

Quando c’è un prezzo che tutti possono consultare immediatamente (un po’ come i cartellini esposti nell’ortofrutta) i valori di scambio dei titoli sono più congrui. Non c’è rischio di sotterfugi o indebite preferenze perché tutti gli operatori debbono incontrarsi e confrontarsi gli uni con gli altri nei mercati di borsa regolamentati.

Insomma, le quotazioni offrono la possibilità per tutti di partire alla pari perché tutti conoscono almeno le informazioni indispensabili rappresentate dai prezzi di scambio. Tutto questo è possibile grazie alle borse, i luoghi in cui i titoli circolano e passano di mano attraverso le compravendite.

Cos’è la borsa?

La borsa non è altro che un apposito mercato regolamentato dove si possono scambiare le azioni attraverso una normale compravendita. Il prezzo si forma in base alle leggi della domanda e dell’offerta e quindi dall’incontro tra coloro che vogliono vendere i titoli quotati e chi è disposto ad acquistarli. Le azioni quotate sono quelle delle società iscritte al listino cioè all’elenco dei nominativi dei titoli azionari ammessi alla quotazione in borsa.

Un tempo la borsa era un mercato fisico (Wall Street nacque nel 1700 quando i mercanti iniziarono a riunirsi per le contrattazioni sotto un grande platano nella zona di New York dove poi è sorto il quartiere di Manhattan) mentre oggi è virtuale ed accessibile a tutti gli operatori attraverso il trading online.

Si possono comprare e vendere i titoli inserendo gli ordini con la massima semplicità dal proprio computer collegato ad internet, purché si abbia un conto titoli aperto presso la propria banca o anche una delle molte piattaforme virtuali autorizzate.

Come ci si quota in borsa?

Per entrare nel mercato quotato, una società deve avere determinati requisiti di capitale e patrimonio ed effettuare un’offerta pubblica di acquisto (OPA) per poter vendere i propri titoli al pubblico (altrimenti sarà sempre possibile cedere le quote privatamente a chi desidera diventare socio, ma non si tratterà di una società quotata in borsa).

Per fare questo, la società interessata dovrà rendere disponibile agli acquirenti un prospetto informativo che contiene tutti gli elementi necessari agli investitori per formare un giudizio sulla solidità e le prospettive dell’impresa ed anche sui fattori di rischio che quell’investimento comporta.

Il prezzo di collocamento iniziale viene prestabilito, di solito non in un valore unico ma in un  intervallo, chiamato “forchetta“, tra un minimo e un massimo all’interno del quale sarà il mercato, in base alle prenotazioni di acquisto ricevute, a decidere quale sarà l’effettivo prezzo di collocamento.

A partire da questo momento, il nuovo titolo quotato entrerà insieme agli altri già presenti nel listino, e sarà negoziato in base al rapporto tra la domanda e l’offerta presenti in quel momento.

Come funzionano le quotazioni?

La funzione principale della borsa è quella di favorire gli scambi dei titoli e dunque di far incontrare le società quotate, che offrono le loro azioni, con i risparmiatori e gli investitori che sono disposti ad acquistarle in denaro, così offrendo i loro capitali alle imprese che ne necessitano per ampliare la loro attività.

Il ruolo della borsa è fondamentale nell’economia e dunque occorrono garanzie per gli investitori; per questo ogni borsa è regolata e controllata dai poteri pubblici. Tutte le attività svolte vengono monitorate da appositi organi di controllo come la CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) e gestite da appositi Enti (per l’Italia, Borsa Italiana Spa).

Durante gli orari di apertura di ciascun mercato borsistico (ad esempio per la Borsa italiana dalle 9 alle 17,30 di tutti i giorni esclusi i sabati, le domeniche e le festività, ma vi è anche un mercato “after hours” nelle ore serali fino alle 20,30) i titoli quotati vengono scambiati attraverso un meccanismo che consente l’incrocio continuo tra la domanda e l’offerta: da un lato ci sono le offerte di prezzo fatte da coloro che desiderano acquistare, dall’altro i prezzi proposti da chi desidera vendere.

Il sistema telematico visualizza le proposte pervenute (il c.d. book cioè un prospetto a due colonne: da un lato i prezzi di acquisto, dall’altro quelli di vendita ed anche le relative quantità proposte, esempio 500 pezzi di azioni Alfa a 1,73 ciascuno) e quando due valori coincidono, cioè un compratore ed un venditore si incontrano su un medesimo prezzo, lo scambio avviene e la compravendita viene registrata.

Per il mercato borsistico, a quel prezzo corrisponde il valore che il titolo ha in quel momento, perché è avvenuta una compravendita realizzata per quella cifra. L’insieme dei prezzi di tutti gli scambi avvenuti forma la quotazione: precisamente, il prezzo di chiusura sarà il prezzo dell’ultimo scambio del giorno, ma il prezzo ufficiale della giornata sarà costituito dalla media (ponderata per tener conto anche delle quantità scambiate) di tutti i contratti che sono stati conclusi durante quel giorno.

Come si consultano le quotazioni in borsa?

Fino a pochi anni fa per accedere alle quotazioni era necessario passare attraverso la propria banca oppure acquistare i quotidiani specializzati e quindi non era agevole avere informazioni complete e tempestive. Oggi invece è possibile consultare con la massima facilità, attraverso internet, le quotazioni di tutti i mercati mondiali aggiornate all’istante, sia per singoli titoli sia raggruppate per indici e mercati (paesi, settori economici ecc).

Sono moltissimi i siti che offrono gratuitamente questo servizio, a partire dai portali e motori di ricerca; ad esempio, semplicemente digitando su Google il nome del titolo che ci interessa seguito dalla parola “quotazione” oppure “quotazione in tempo reale” si otterranno immediatamente le quotazioni aggiornate in forma numerica o anche in forma grafica se si preferisce.

Si possono così verificare istante per istante i prezzi ed anche i relativi volumi scambiati che danno un’idea di quanto quel prezzo sia significativo (se una compravendita al prezzo x ha riguardato 100 azioni, ed un altra al prezzo y è stata fatta per 100.000, questo prezzo sarà molto più indicativo). Infatti, come abbiamo visto prima, la quotazione del giorno tiene conto del controvalore complessivo scambiato per ogni titolo (prezzo di ogni azione moltiplicato per il numero delle azioni: esempio 1000 azioni Alfa al prezzo di 1,2 ciascuna avrà un controvalore di 1.200).

E’ possibile, infine, lavorare sulle quotazioni cioè analizzarle nei loro aspetti più vari, ad esempio verificando i titoli migliori o peggiori di una giornata o di un mese, quelli più scambiati e che dunque destano maggior interesse negli operatori, oppure comparare tra loro gli andamenti di determinate azioni e di interi listini.

In questo modo le quotazioni offrono a tutti gli investitori un insieme di utili informazioni e una mappa visuale indispensabile per potersi orientare nei tumultuosi movimenti dei mercati di borsa.


Di Paolo Remer


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